Poche occasioni sono così stimolanti per i bambini come le escursioni e il diretto contatto con la natura. Vediamo cosa dobbiamo sapere per organizzare escursioni che siano per loro divertenti e sicure.
I bambini, ancor più degli adulti, presentano una naturale predisposizione per le escursioni, per gli scenari e i ritmi naturali che se non opportunamente coltivata vanno poi perdendo nel corso delle vita. Vale la pena allora strapparli dal tedio di smartphone e televisione per condurli alla scoperta di questo appassionante gioco che è la natura.

A piccoli passi
Dicevamo che camminare può essere un gioco e una continua fonte di scoperte. Ma come ogni gioco ha le sue regole.
1. La motivazione: il motore di ogni piccolo trekker
I bambini possiedono energie sorprendenti: ma se si annoiano è finita! Fondamentale allora tenere viva la loro curiosità, trasformando ogni passeggiata in una piccola esplorazione e prevedendo durante il percorso momenti di gioco e divertimento. Un fiore o un insetto da osservare, un ruscello dove giocare, un albero per arrampicarsi, un gruppo di massi che diventa un castello sono diversivi fondamentali anche a discapito del raggiungimento della metà. Come pure potranno essere invogliati a camminare da qualche folletto benevolo che premi i più volenterosi con dolcetti e caramelle fatti abilmente trovare lungo il percorso.

2. Collezione: trasformare il sentiero in una caccia al tesoro
Ogni bambino è un convinto collezionista e un’energica motivazione al cammino può venire dalla raccolta di sassi, fiori, foglie e altri trofei, da riporre nello zainetto e studiare poi con comodo a casa.

3. Compagnia: l’importanza del gruppo
Durante le escursioni i bambini apprezzano moltissimo quella dei loro coetanei. Per la buona riuscita della passeggiata è fondamentale prevedere la presenza di altri piccoli amici o anche dei nonni.

4. Scelta del Percorso: calibrare lo sforzo
Già dai sei anni un bambino può sostenere il passo di un adulto, ma non vi aspettate lo faccia per ore. Se non volete allontanarlo per sempre dai sentieri, soprattutto all’inizio pianificate passeggiate che siano alla sua portata e che voi già conoscete. Sarà lui poi a chiedervi di alzare il tiro.
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5. Prospettiva
Cercate di cambiarla per imparare a vedere anche quanto già conoscete con gli occhi di un bambino: per scoprire alla fine che saranno loro a insegnarvi qualcosa.

5 idee in più per la sicurezza e il comfort
Per un approccio più tecnico e consapevole, ecco alcuni punti fermi per ogni genitore escursionista:
- Esperienza immersiva Una notte in tenda o in un rifugio di montagna sono due occasioni molto stimolanti per la curiosità dei bambini.
- Gestione emotiva In caso di difficoltà, le paure e le insicurezze del genitore diventano le paure e le insicurezze del bambino.
- Abbigliamento e termoregolazione I più piccoli hanno una minore capacità di termoregolazione, vanno facilmente in ipotermia e dicono di avere freddo quando ormai ne hanno fatto il pieno.
- Sicurezza Per ogni necessità allacciategli un fischietto al collo: per richiamare l’attenzione in caso di necessità.
- Logistica post-trekking Lasciate in auto un cambio completo di biancheria, calzettoni e scarpe.
Testo e foto di Marco Sances