Riserva non poche sorprese la traversata a piedi dal Mar Ionio al Tirreno nel punto dove la Calabria è più stretta. Un singolare coast to coast dalle spiagge di Soverato ai borghi dell’entroterra, dalle faggete delle Preserre fino ai ripidi panorami sul mare di Pizzo Calabro
Indice dell'itinerario

Il successo del film “Basilicata coast to coast” con Rocco Papaleo e Alessandro Gasmann ha aumentato l’interesse verso le traversate a piedi. Anche la Calabria ha la sua traversata: si chiama Kalabria Coast to Coast, un percorso da affrontare a piedi (o in camper) decisamente particolare e interessante.

E’ leggermente fuori itinerario la Fattoria Parco degli Ulivi a Francica, nell’entroterra, a una mezz’oretta di strada da Pizzo Calabro ma è una buona base per affrontare le tappe del cammino. Non è facile trovare campeggi aperti in autunno e in inverno e qui la sosta è scontata del 10% per gli iscritti al PLEINAIRCLUB. Non sei ancora iscritto al PLEINAIRCLUB? Scopri come fare.

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Nel punto dove la Calabria è più stretta, cioè dove la distanza tra il Mar Ionio e il Tirreno è la minore possibile, un gruppo di appassionati camminatori ha ideato con cura il percorso. Un viaggio alla portata di tutti che si sviluppa lungo tre tappe per circa cinquantacinque chilometri. Si attraversano paesaggi che cambiano di continuo: dalle enormi spiagge di Soverato alla quiete dei borghi dell’interno. Dal silenzio delle faggete delle Preserre Calabre fino ai ripidi panorami sul mare di Pizzo Calabro.

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Prima tappa: da Soverato a Petrizzi

Lunghezza 12,3 km – Dislivello in salita 710 m, in discesa 330 m – Difficoltà media – Tempo di percorrenza 4,30 ore

Il punto di partenza del cammino è facile da trovare. A due passi dal lungomare dove compare la scritta “Soverato” (in cemento bianco) s’incontrano i primi cartelli del Kalabria Coast to Coast, il viaggio a piedi per la Calabia.

A causa della conformazione del territorio è consigliabile percorrere in direzione est–ovest, cioè partendo da Soverato e terminando a Pizzo Calabro. Dopo un tratto lungo la spiaggia, si devia verso l’interno per superare la SP124 e poi il torrente Beltrame e raggiungere tra i campi le case del Villaggio Calaghena.

Da qui una discreta salita. in parte asfaltata e in parte sterrata, corre tra versanti e crinali fino a raggiungere una breve deviazione che porta sulla vetta del Monte La Rosa. Da qui si apprezza una notevole vista sull’intero Golfo di Squillace. Con un breve tratto in piano si raggiunge l’inizio della discesa che conduce alla strada verso Petrizzi. Qui si raggiunge la centrale piazza dedicata alla Regina Elena con un pioppo che ricorda gli alberi della libertà di Gioacchino Murat.

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il bivio nei pressi del lago Acero lungo la seconda tappa

Seconda tappa: da Petrizzi a Monterosso Calabro

Lunghezza 23,5 km – Dislivello in salita 980 m, in discesa 1.030 m – Tempo di percorrenza 7,30 ore

La partenza dal piccolo centro di Petrizzi avviene scendendo tra le vie e superando la chiesa di Santa Maria della Provvidenza fino a raggiungere il corso del torrente Beltrame. In questa zona, deviando verso sinistra, si può raggiungere l’agriturismo Seminaroti. Dopo aver costeggiato dei campi coltivati, il nostro cammino imbocca la vecchia massicciata della ferrovia dismessa che collegava Soverato a Chiaravalle Centrale. Dopo aver superato una corta galleria, si raggiungono così i resti della stazione e poi le case di San Vito sullo Ionio.

Fermati in paese per acquistare il necessario nei negozi e caffè prima di dare un’occhiata alla vecchia filanda. Poi inizia la lunga salita verso la sommità delle montagne delle Preserre Calabre. Un tratto sulla strada sterrata porta a una sorgente d’acqua gelata (con qualche panchina per un giusto riposo). Poi si deve salire ancora fino a raggiungere l’inizio della grande faggeta che ci terrà compagnia per il resto della giornata.

Si lascia sulla sinistra il bivio che scende verso il piccolo lago Acero. Quindi si cammina su una piacevole stradina forestale che sale dolcemente fino a raggiungere il crocevia del Passo Napoli. Da qui il percorso si sviluppa quasi in pianura, all’ombra dei faggi e su uno stradello che nel mese di giugno è letteralmente circondato dalle fragole di bosco.

Una deviazione sulla destra porta verso le sagome ingobbite della Pietra della Fata. Poi una lunga discesa nel fitto della foresta raggiunge l’area di pic-nic e la sorgente di Pozzetti. Da qui un tratto abbastanza noioso di strada asfaltata porta fino alle prime case e poi al centro di Monterosso Calabro, dove s’incontra un bel numero di palazzetti nobiliari ottocenteschi.

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la discesa verso Petrizzi

Terzo giorno: da Monterosso Calabro a Pizzo Calabro

Lunghezza 19,1 km Dislivello in salita 585 m, in discesa 864 m – Tempo di percorrenza indicativo 6 ore

La giornata finale inizia in discesa; lasciate alle spalle le case di Monterosso e il cimitero del paese, con qualche saliscendi si raggiungono quindi le rive del lago artificiale Angitola, dove i segnavia conducono all’interno dell’oasi del WWF.

Per un tratto si entra e si esce qualche volta dai confini dell’area protetta ed è necessario richiedere agli organizzatori del cammino quali sono le combinazioni dei lucchetti dei cancelli. La zona, nelle stagioni delle migrazioni, è affollata di uccelli tra cui spiccano gli aironi cenerini, che sono il simbolo del Parco Naturale Regionale delle Serre.

Lasciate le sponde del lago si sale attraversando un’azienda agricola (dove occorre fare attenzione ai cani, spesso lasciati liberi) per poi raggiungere i ruderi della rocca normanna che dominava la vallata e le vie di comunicazione della zona. Un lungo altopiano scoperto conduce finalmente ad affacciarsi verso il panorama del Tirreno, con la vista che si apre sul golfo di Sant’Eufemia, con i monti dell’Orsomarso e del Pollino e, in lontananza sul mare, la sagoma triangolare di Stromboli che fa capolino nelle giornate più limpide.

Una lunga discesa (a tratti veramente ripida) porta a raggiungere la periferia di Pizzo Calabro, dalla quale oramai pochi minuti a piedi ci separano dalla Piazza della Repubblica, dove si affollano le gelaterie specializzate nei celebri tartufi di Pizzo, a pochi metri dalla tozza sagoma della Rocca Aragonese. Ritirato il Testimonium tra le mura del castello e assaggiato il gelato tradizionale in una delle sue mille varianti, il viaggio è giunto oramai al termine.

Un breve ma affascinante e vario percorso che ha toccato tanti aspetti, diversissimi tra loro, del paesaggio della Calabria sospesa tra le coste dello Ionio e del Tirreno.

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la spiaggia di Soverato, punto di partenza del cammino

Quando andare?

Questo cammino a piedi per la Calabria è percorribile in ogni stagione, anche se a causa delle elevate temperature è preferibile evitare il periodo tra giugno e agosto. Vista la scarsità di fonti disponibili lungo la via è importante avere con sé, oltre a una scorta di cibo, una buona provvista d’acqua. Si cammina spesso su strade asfaltate secondarie ma non mancano i tratti di sentiero, con qualche sezione accidentata: è pertanto fondamentale indossare delle calzature da trekking.

Poiché si attraversano diverse zone con animali al pascolo bisogna fare attenzione in caso di eventuali incontri con cani da pastore. Si consiglia inoltre, soprattutto fra la primavera inoltrata e l’estate, di indossare pantaloni lunghi e verificare con cura l’eventuale presenza di zecche sulla cute.

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Come organizzare il viaggio a piedi in Calabria

Il percorso a piedi in Calabria è ben segnalato in entrambe le direzioni con cartelli, tabelle e segnaletica a vernice bianca e rossa. Nella parte centrale il tracciato coincide per alcuni chilometri con il Sentiero Italia del CAI. Sul sito ufficiale del cammino si possono trovare informazioni sulle tappe, su come arrivare al punto di partenza e sulle strutture dove si può pernottare. Sono inoltre disponibili su richiesta le tracce GPX da visualizzare con un’app cartografica sul proprio smartphone.

Pagando un contributo di 5 euro si riceve il passaporto del viaggiatore da far timbrare presso le strutture incontrate: consegnandolo all’ufficio turistico del castello di Pizzo Calabro si riceverà il Testimonium che certifica il completamento del percorso. Segnaliamo inoltre la possibilità di effettuare un “check in” online prima di partire, in modo da informare gli organizzatori della propria presenza lungo il cammino.

un murales a San Vito sullo Jonio

Sosta camper

Sulle coste calabresi tirrena e ionica non mancano i campeggi, ma sono aperti solo nel periodo estivo. A San Vito sullo Ionio nell’area di Lago Acero, a metà del percorso e a circa 850 metri di quota, si può sostare vicino al piccolo specchio d’acqua; in zona ci sono acqua potabile, servizi igienici e un’area picnic attrezzata.

Valuta le aree di sosta convenzionate a Pizzo Calabro

E se si viaggia per la Calabria a piedi e senza camper?

Molte sono le possibilità di alloggiare lungo la via (pensioni o bed & breakfast o affittacamere). Quelli che seguono sono stati sperimentati dall’autore del servizio.

L’agriturismo Seminaroti a Petrizzi si trova lungo il cammino un paio di chilometri oltre Petrizzi ed è un approdo piacevole e tranquillo, con buona cucina, camere comode per un massimo di 10 ospiti, ampi ambienti comuni. Si trova in Contrada Crana 1, tel. 340 6161836, flavio.seminaroti@gmail.com. Su richiesta c’è spazio per piccole tende.

Nel centro storico di Monterosso Calabro c’è il Palazzetto dell’Orologio che offre una decina di posti letto nelle camere di una struttura di fronte alla chiesa di Santa Maria del Soccorso. Solo prima colazione.

Una sosta piacevole alle spalle della chiesa di San Francesco di Paola a Pizzo Calabro è quella del bed & breakfast Ellysblue con alcune camere moderne e ben attrezzate e una splendida cucina, affacciate su un terrazzo che domina il mare. Si trova in Via M. Salomone 129 (tel. 331 7550417).

Sei un amante del trekking? Segui il nostro itinerario nei luoghi di San Francesco da Paola.

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