Roseto Valfortore (FG)

Conosciuto come "il paese degli scalpellini" per l'antica e fiorente attività di lavorazione della pietra locale, il borgo è incastonato tra i Monti Dauni

Cosa devi sapere

Incastonato tra i Monti Dauni, al confine tra Puglia e Campania, Roseto Valfortore è un piccolo borgo
che custodisce un’identità profondamente legata alla sua terra. Conosciuto come “il paese degli scalpellini” per l’antica e fiorente attività di lavorazione della pietra locale, risale all’epoca romana. Tuttavia, il nome del borgo compare per la prima volta in documenti storici nel 752 come Rosito, nome che si deve probabilmente alla grande abbondanza di rose canine che un tempo ne ricoprivano le pendici. Nel corso dei secoli, il borgo è passato sotto il dominio di diverse famiglie nobiliari, tra cui i Di Capua, che lo portarono a un periodo di particolare splendore. Nonostante i flussi migratori che nel Novecento hanno spinto molti abitanti verso il Canada e la “nuova Roseto” in Pennsylvania, il paese ha saputo conservare intatto il suo ricco patrimonio culturale.

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Proposte originali di turismo attivo: giochi, laboratori, ecc.

Gli scalpellini e i mulini ad acqua

Tra le principali attrazioni di Roseto Valfortore spiccano:

  • l’Arco della Terra, l’antica porta d’ingresso al borgo, e il maestoso Palazzo del Marchese con il suo torrione circolare.
  • Palazzo del Marchese: un palazzo storico con un suggestivo torrione circolare.
  • Centro Storico: perdersi tra i vicoli del borgo è un’esperienza unica. Le strade lastricate, i
    pregiati portali in pietra e gli scorci panoramici raccontano la storia e la tradizione del luogo.
  • Fontane scolpite: le fontane del paese, come la Fontana Vecchia con il suo lavatoio e la
    Fontana del Titolo, sono testimonianze dell’abilità degli scalpellini locali.
    Chiese
  • Chiesa di Santa Maria Assunta: la chiesa madre del borgo, al suo interno ospita
    un’acquasantiera del VI secolo e due altari marmorei, oltre a tre statue lignee dell’artista
    Francesco Saverio Citarelli.
  • Chiesa di San Filippo: una piccola chiesa dedicata al santo patrono del borgo.
  • Chiesa di San Nicola: un’altra chiesa storica che arricchisce il patrimonio religioso del paese.

I paesaggi circostanti offrono la possibilità di rigenerarsi tra le bellezze del territorio. Il Bosco Vetruscelli, un’area verde lussureggiante, e il Belvedere Giro Coste regalano viste panoramiche mozzafiato. Un percorso suggestivo conduce agli antichi mulini ad acqua, silenziosi testimoni di un passato industrioso e oggi restaurati, con alcune vasche trasformate in piscine naturali che offrono un ristoro nelle calde giornate estive. La natura si fonde con la tradizione anche nel museo-osservatorio di Ecologia Appenninica “Il Lupo” e nella Casa dell’Artigianato, un piccolo museo della civiltà contadina che celebra la vita di un tempo.

Le feste

Tra gli eventi più significativi si annoverano i Fuochi di Sant’Antonio Abate che si svolgono a gennaio, la Sagra del Vitello e la Festa dell’Accoglienza in programma a luglio e dedicata agli emigrati,
e la sagra Note di Tartufo che si tiene in agosto. Occasioni per gustare i prodotti tipici: il tartufo nero, il miele, il caciocavallo podolico e piatti come i cecatédde ch’i tanne checuzze.

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