C’è un luogo a Roma dove la storia imperiale incontra la street art e le rovine parlano in slang. È Porta Maggiore, uno dei varchi d’accesso delle Mura Aureliane e inizio perfetto per un viaggio urbano tra Pigneto e Tor Pignattara che attraversa secoli e culture. Da qui possiamo scoprire cosa vedere in questi quartieri multietnici. Dagli archi imponenti degli acquedotti Claudio e Anio Novus che si stagliano sopra le rotaie del tram, tra graffiti anarchici e bicchieri abbandonati della sera precedente. È un incrocio simbolico tra l’antico e l’underground.

Da questa piazza in bilico tra passato e presente prendono il via due arterie vitali: Via Prenestina e Via Casilina, eredi delle antiche strade consolari che portano dritti nel cuore pulsante di Pigneto e Tor Pignattara.

Due quartieri che condividono lo stesso respiro meticcio e creativo. L’umanità che abita questi spazi è varia, incostante, piena di contraddizioni, come Roma stessa. Giovani designer che affittano spazi di co-working con vista murales, barber shop multietnici, circoli culturali, botteghe storiche e turisti alternativi a caccia di autenticità: qui il melting pot non è uno slogan ma il pane quotidiano.
Cosa vedere a Pigneto, la Berlino de noantri

Svoltando sulla Prenestina, il Pigneto si apre come un sipario teatrale tra palazzi liberty e architetture industriali. È qui che Roma sperimenta la sua anima più alternativa e bohémienne. Via del Pigneto è l’asse pedonale del quartiere, cuore pulsante della movida e punto d’incontro di anime eterogenee: studenti d’arte, registi in erba e nuovi residenti internazionali. Tra una libreria anarchica e una galleria d’arte indipendente si respira un’atmosfera da piccola Montmartre o simil Kreuzberger berlinese con l’accento romano.

Di giorno la cultura si manifesta in mille forme: la Libreria Tuba propone letture femministe, incontri con autrici e concerti improvvisati; poco più in là, la storica Libreria Marini offre una selezione di volumi rari, opere d’arte e antiche fotografie. Il Nuovo Cinema Aquila, ospitato in un edificio in stile art déco e riaperto da qualche anno, propone rassegne d’autore e documentari underground: un piccolo tempio per cinefili.

La sera il quartiere cambia pelle: pub e cocktail bar come Spirito, Cargo o Necci dal 1924 (storico locale frequentato da Pasolini) si riempiono di giovani, musica e risate. Ma non è solo divertimento: il Pigneto ospita anche eventi culturali in circoli Arci come il Fanfulla 5/a, e d’estate si anima con la rassegna estiva del Pigneto Film Festival con proiezioni all’aperto e riprese all’interno del quartiere.

I murales e il Lago Bullicante
Anche lo spazio di Largo Venue su Via Prenestina tiene aperte tutto l’anno le sue porte per ballare. Accanto si distende il Lago Bullicante (o lago ex SNIA-Viscosa di cui abbiamo parlato qui), il più grande specchio d’acqua all’interno di Roma, creato accidentalmente nel 1992 durante i lavori di sbancamento per la costruzione di un centro commerciale che intercettarono una falda di acqua sorgiva proveniente dall’antico fosso della Marranella.

Oggi è un caso di rinaturalizzazione urbana che ospita numerose specie vegetali e di avifauna di particolare interesse scientifico.

Uno dei tratti distintivi del quartiere è il suo street art tour a cielo aperto: opere di artisti come Alice Pasquini, Blu, Aladin, Maupal, M-CITY colorano facciate e sottopassi con immagini poetiche e politiche. Tra le più note figurano quelle dedicate a Pasolini in tre diverse rappresentazioni: giornalista, poeta e regista.

Viaggio a Tor Pignattara, il cuore meticcio
Attraversando Via Casilina si entra in un’altra dimensione: Tor Pignattara è un caleidoscopio di lingue, sapori e culture. Dagli anni Duemila il quartiere ha visto crescere sempre più la concentrazione di cittadini di origine straniera, trasformandosi in un laboratorio sociale a cielo aperto. Uno dei simboli è il mercato rionale di Via Laparelli (in fase di ristrutturazione), con le sue bancarelle colorate e profumate di spezie: un viaggio sensoriale tra Bangladesh, Maghreb e borgate romane.

Non fatevi ingannare dalla sua apparenza disordinata: qui a Tor Pignattara fiorisce una delle scene culturali più vivaci della capitale. L’ex Cinema Impero, gioiello di stile art decò chiuso nel 1984, è risorto dall’abbandono dando vita a Spazio Impero, una scuola artistica che organizza eventi di arte urbana, concerti e performance.

È però sulle facciate degli edifici che Tor Pignattara dà il meglio di sé. Le strade sono un catalogo visivo di resistenza e bellezza, in cui ogni graffito diventa un atto d’amore per il quartiere. I proprietari degli immobili hanno offerto gli spazi ad artisti internazionali per realizzare un insieme di opere che raccontano la vita delle comunità e dei cittadini. Grazie a questa iniziativa, guidata dalla galleria Wunderkammern, il progetto M.U.Ro e i comitati di quartiere, l’intera zona si è trasformata in una mostra d’arte diffusa.

Il primo murale, denominato L’Orecchio destro, su una parete priva di finestre in Via Gabrio Serbelloni, è stato realizzato da Escif nel 2011 e accoglie idealmente i visitatori invitandoli a conoscere più nel profondo il quartiere e a non soffermarsi alle apparenze.
Giro tra le radici storiche sotto l’asfalto

L’antica Roma non segue i perimetri della città odierna, e spesso nell’attuale periferia si trovano veri e propri gioielli archeologici.

Vediamone alcuni:
- Mausoleo di Sant’Elena – Conserva le spoglie della madre di Costantino, sepolta lungo la Casilina. La tomba, la cui cupola non è più visibile, dà anche il nome al quartiere perché anticamente aveva come base due cerchi concentrici di anfore chiamate dai romani “pignatte”.
- Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro – Al terzo posto fra quelle cittadine per dimensioni, regalano un’immersione nel silenzio a una profondità di circa dodici metri.
- Villa Gordiani – Un’area archeologica seminascosta con i resti di una sontuosa residenza romana. Oggi è il luogo verde per eccellenza in cui si aggregano i cittadini del quartiere.
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I murales più iconici
COFFEE BREAK

In Via Pavoni Questo colossale murale di 32 metri, opera del polacco Etam Cru, rappresenta un senzatetto che beve un caffè mentre esce da un cassonetto: simbolo delle criticità della metropoli contemporanea tra cui il consumismo e l’emergenza abitativa.
BROKEN THOUGHTS

In Via Antonio Tempesta Tra le pareti di un palazzo anni ’70, l’artista spagnolo Dulk raffigura uno dei suoi animali immaginifici mentre sorseggia una bevanda.
SANTA MISERIA

In via Capua Murale del duo tedesco Herakut dedicato all’importanza di sostenere il prossimo nei momenti di difficoltà.
CANZONE PER UNA SIRENA

All’angolo tra via di Tor Pignattara e Pietro Rovetti Occupa l’intera facciata di un palazzo di tre piani in cui lo stesso artista spagnolo Carlos Atoche è stato ospite per due mesi. Un grande acquario che racconta come il mare unisca tutto e tutti, lingue, popoli, tradizioni e culture del mondo.
Testo di Fabrizio Roscini

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Dove sostare in camper per il viaggio a Pigneto
LGP camper parking, Via Casilina 700, www.lgproma.com.
Parkbus Ostiense, Piazzale 12 Ottobre 1492, www.parkbus.it. Solo diurno.
Area sosta camper Romae, Via Arco di Travertino 5, www.rexbus.it.



