I fiumi sono da sempre vie d’acqua che alimentano culture ed economie, segnando la storia politica e sociale dei territori in cui scorrono. Soprattutto quando sono lunghi e importanti come il Rodano che, dopo aver concluso il suo tratto iniziale in Svizzera, si immette nel Lago Lemano per uscirne a Ginevra e proseguire il suo corso interamente in Francia. Per poi giungere – tra montagne, brusche anse e dopo aver accolto copiosi affluenti – fino al mare con l’articolato delta che caratterizza la Camargue. Le sue sponde sono da sempre un palcoscenico a cielo aperto, dove si susseguono villaggi e città, attività agricole e manifatturiere, castelli e abbazie. Un mondo dove convivono tradizione ed innovazione, antropizzazione ed ecosistemi, che la via ciclabile del Rodano – denominata appunto ViaRhôna – consente di scoprire ed apprezzare sino in fondo.
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Andamento lento
Gli ottocentoquindici chilometri della ViaRhôna offrono agli appassionati delle due ruote una diversità di paesaggio che muta dalle montagne innevate a un mare azzurro, passando per dolci colline di pregiati vigneti e campi di lavanda. Il sessantacinque per cento del tracciato corre a fianco del fiume: al momento il sessanta per cento dell’intero percorso è una voie verte sécurisée, cioè una strada esclusivamente ciclabile e pedonale; il restante, indicato come voie partagée, è condiviso con veicoli a motore ma su itinerari secondari e poco trafficati.
Seguendo il corso del fiume da nord a sud dopo il primo tratto più impegnativo, quello dal lago di Ginevra a Seyssel, il resto è pressoché interamente pianeggiante, non presenta alcuna difficoltà e può essere effettuato in tutta tranquillità anche da famiglie con bambini. Naturalmente con le dovute attenzioni e in funzione delle condizioni meteorologiche, spesso condizionate dal Mistral, il vento che può risultare amico o nemico a seconda dei momenti.

La ViaRhôna è sempre ben indicata da apposita segnaletica verticale ma è bene prestare attenzione a deviazioni in prossimità di cantieri e lavori. Non avendo tempo sufficiente per percorrerla tutta, servono almeno due settimane alla tranquilla media di cinquanta chilometri al giorno; noi abbiamo optato per il facile tratto che va da Lione ad Avignone. Diverse possono essere le modalità organizzative, se si viaggia da soli o in compagnia, con o senza camper.
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A Lione con il Frecciarossa
Raggiungere Lione da Milano è semplice, rilassante ed economico: poco più di quattro ore e mezzo con il treno veloce di Trenitalia per Parigi. Per portarsi la bicicletta bisogna però optare per i più lenti treni regionali. La città, che offre una fitta rete di ciclabili ma anche un traffico caotico, mostra il suo fascino percorrendo a piedi i misteriosi traboules della Vieux Lyon (gioiello rinascimentale inscritto nel Patrimonio mondiale dell’Unesco) e del quartiere della Croix Rousse, il fitto dedalo di suggestivi passaggi coperti che uniscono palazzi, vie e cortili.
In città è facile orientarsi: basta ricordarsi che il centro si trova su una sorta di penisola creata dalla confluenza tra la Saône e il Rodano. La basilica di Notre-Dame de Fourvière è sempre un sicuro riferimento: raggiungibile con una funicolare che parte da dietro la cattedrale di Saint-Jean (XI-XVI secolo), offre anche un impareggiabile panorama.
D’obbligo una tappa in uno dei tanti bouchon, termine con cui qui sono indicate minuscole trattorie che servono piatti della tradizione locale: per chi ama i sapori forti nulla di meglio della andouillette, una salsiccia di interiora di maiale, innaffiata da una brocca di vino della casa.

Se avete a disposizione una bicicletta, dal centro storico potete risalire la sponda del Rodano e perdervi tranquillamente all’interno dello splendido Parc de la Tête d’Or o scendere fino al suggestivo sito della confluenza con la Saône, a due passi dalla stazione ferroviaria Lyon Perrache. Più complicata è l’uscita dalla città per imboccare la Viarhôna in direzione sud: il tracciato è provvisorio e in alcuni punti non adatto a turisti e famiglie. Noi consigliamo il breve trasferimento in treno fino a Givors, da dove poi proseguire inforcando la bicicletta.
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Da Givors a Sablons • 45 km
Tra vestigia romane, tesori gotici e aree naturali protette
Dopo un primo tratta su strada condivisa si arriva velocemente a scoprire l’antico centro di Vienne, un prezioso scrigno di tesori gallo-romani, gotici e rinascimentali. Se ne ha una panoramica dal Belvédère de Pipet (non accessibile ai camper, dura salita in bicicletta) che domina l’ansa del Rodano, il teatro romano del I secolo dopo Cristo, il tempio di Augusto e la cattedrale di Saint-Maurice. Tornati sulla sponda destra del fiume, Saint-Romain-en-Gal merita una sosta per l’importante sito archeologico con annesso museo che racconta i fasti della civiltà gallo-romana. Incorniciata dall’altrettanto preziosa rete di vigneti della Côte-Rôtie, la ViaRhôna prosegue veloce verso Condrieu.

Tappa obbligata è l’Île de Beurre con la sua fitta rete di percorsi e il centro di osservazione ornitologica: facile vedere specie come il martin pescatore, l’airone e il falco di palude. L’area è perfettamente organizzata con box di rimessaggio per biciclette, attrezzi per riparazioni, parcheggi per la sosta di camper e campeggi. In netto contrasto con l’ambiente il profilo del vicino Centro Nucleare di Saint-Alban, uno dei più grandi della regione. Prima di arrivare a Sablons la via ciclabile attraversa il Rodano e costeggia un canale laterale attraversando un’altra riserva naturale.
Da Sablons a Tournon-sur-Rhône • 37 km
Nel regno del pleinair tra colline ammantate di pregiati vitigni
Superato uno dei numerosi sbarramenti sul fiume – chiuse e centrali idroelettriche hanno ormai un ruolo di primo piano nel contesto sociale e ambientale del territorio – la ViaRhôna riprende la sponda sinistra fino a Saint-Vallier, attraversando caratteristici villaggi e mostrando ciò che resta dei tradizionali imbarcaderi utilizzati in passato per la navigazione. Qui è più agevole e spettacolare seguire la riva destra; il fiume descrive ampie anse e la portata d’acqua sembra favorire il transito delle numerose imbarcazioni da crociera.

A Tournon-sur-Rhone si può scegliere se alloggiare su una caratteristica péniche per dormire a pelo d’acqua o in uno dei vari campeggi che si affacciano sul Rodano. La vivace cittadina è, non a caso, molto ospitale: qui ha sede il grande stabilimento Trigano VdL dove vengono costruiti camper e caravan. Una suggestiva passerella sospesa conduce a Tain l’Hermitage sulla sponda opposta, tappa obbligata di adulti e bambini per le sue rinomate cantine e per la Cité du Chocolat Valrhona.
Da Tournon-sur-Rhône a La Voulte-sur-Rhône • 49 km
Nel verde tra l’Ardèche e la Drôme
Un tratto lungo ma facile, che si snoda alternandosi sulle due sponde, costellato da numerose varianti ed escursioni che possono allungare il percorso con la tentazione di modificare i programmi. La bicicletta è la vera regina della regione: appena superato il bel sito di La Roche-de-Glun una ciclabile sulla sinistra risale la valle dell’Isère, un itinerario impegnativo e spettacolare che raggiunge la Savoia e si raccorda a nord con la ViaRhôna. Consigliamo una sosta rilassante nella bella area attrezzata l’Hermitage, con accesso automatizzato e servizi, eccellente base di partenza per pedalare lungo la ciclabile del Rodano.

Per raggiungere ad esempio la tranquilla e borghese Valence, capoluogo della Drôme, con una vivace area pedonale e il centrale Parc Jouvet. La ViaRhôna scorre ora al cospetto di falesie disseminate da grotte abitate per migliaia di anni e attraverso villaggi pittoreschi dalle case in pietra. Da La Voulte-sur-Rhône si stacca La Dolce Via, spettacolare ciclovia lungo la vallata dell’Eyrieux, da percorrere in discesa: il facile percorso di oltre settanta chilometri, ricavato nel vecchio tracciato ferroviario, offre panorami spettacolari in un alternarsi di tunnel e viadotti. Il servizio autobus per la risalita effettua il trasporto biciclette (prenotazione obbligatoria in alta stagione).
Da La Voulte-sur-Rhône a Montelimar • 46 km
Tra arte e tecnologia
La ViaRhôna esce dal paese passando sotto i contrafforti del castello e segue la riva sinistra fino al ponte di Le Pouzin, dove il fiume sembra sdoppiarsi. Passati sulla sponda destra e davanti al campeggio di Baix si raggiungono Cruas e la sua abbazia dell’XI secolo, un gioiello romanico con una cripta dai preziosi capitelli.
Torniamo alla realtà del XXI secolo passando davanti alla centrale nucleare di Cruas-Meysse, ma fortunatamente solo per un attimo. Infatti la suggestione del borgo di Rochemaure, dominato dal suo castello fortificato sul costone basaltico, ci riporta subito al Medioevo e passeggiare per i vicoli del centro fa riscoprire una dimensione umana e temporale pressoché dimenticata.

Ne usciamo attraversando la panoramica passerella himalayana, un ponte sospeso sul fiume di quasi trecento metri di lunghezza: costruito nel 1843 e più volte distrutto e ricostruito, oggi è riservato alla Viarhôna e regala emozioni a ciclisti e pedoni.
Per gli appassionati di aeronautica merita una sosta il vicino museo Europeo dell’Aviazione da caccia, dove sono esposti circa settanta velivoli che hanno segnato la storia del volo. Una facile deviazione conduce al centro storico di Montelimar, una tranquilla cittadina con bei palazzi e una rocca dai bastioni panoramici ma più conosciuta per la produzione di torrone e dolciumi.
Da Montelimar a Bourg-Saint-Andéol • 30 km
Al cospetto di pareti rocciose e centri d’arte
La ciclabile esce dal paese per proseguire su un canale laterale del Rodano, sempre immersa nel verde. In prossimità di Châteauneuf-du-Rhône uno sbarramento artificiale, percorribile naturalmente in bicicletta, alimenta una delle tante centrali idroelettriche realizzate lungo il corso del fiume mentre un sistema di chiuse assicura la navigazione sul Rodano in tutta sicurezza. Si scorge ormai il profilo di Viviers, tappa imperdibile che si raggiunge attraversando un ponte sospeso.

L’antica Vivarium romana, poi sede vescovile e fiorente centro economico, domina il corso del fiume con la sua cattedrale romanico-gotica di Saint-Vincent affiancata dalla singolare torre fortificata di Saint-Michel. La città vecchia si sviluppa su più livelli tra resti di porte e bastioni, bei palazzi rinascimentali e laboratori artigianali. Qui l’eccellente area attrezzata si trova in posizione defilata rispetto al fiume e al paese.
Proseguendo la ciclabile sulla sponda destra, sempre tra il verde e attraverso aree protette, si raggiunge il camping du Lion, alla periferia di Bourg-Saint-Andéol. Da qui in poche pedalate si raggiunge il centro del paese, con una bella area sul lungofiume che mette a disposizione box per biciclette e attrezzi per riparazioni, a conferma della vocazione del luogo per i commerci e la navigazione. Dominano il centro abitato il campanile bizantino della chiesa di Saint-Andéol e il palazzo vescovile.
Tra Vaucluse e Gard
Alla scoperta della Provenza romana
Da Bourg-Saint-Andéol scendendo in direzione Caderousse il tracciato della Viarhôna si allontana dal fiume ed è condiviso in buona parte con il traffico locale, almeno fino a Mornas. Preferiamo quindi abbreviare sfruttando il veloce e sicuro collegamento ferroviario tra Pierrelatte e Orange, su treni con trasporto biciclette. Orange, di antiche origini e nobili tradizioni, è oggi una tranquilla città provinciale che custodisce due preziose testimonianze dell’architettura romana.

Chi viaggia in camper può approfittare del parcheggio proprio a fianco dell’Arco di Trionfo, del I secolo dopo Cristo e uno dei più bei monumenti della Gallia romana, e partire da qui in bicicletta alla scoperta del centro storico. Il suo spettacolare teatro, edificato sotto Cesare Augusto, nonostante i suoi duemila anni di età è uno dei pochi a mantenere intatto il muro di scena (ne esistono solo altri due, in Siria e in Turchia): è largo ben centotré metri e alto trentasette.
Da Caderousse ad Avignone • 36 km
Tra distese di vigneti pregiati dominati dalle città dei Papi
Un breve percorso ci porta da Orange a Caderousse, un tranquillo villaggio con possibilità di sosta nel verde all’ombra di platani e ottima base di partenza per raggiungere in bicicletta il borgo medievale di Château-neuf-du-Pape, residenza estiva dei pontefici durante il periodo avignonese e importante centro vinicolo.
Del castello dei papi costruito nel XIV secolo oggi resta ben poco, ma dal torrione che domina la vallata del Rodano si può avere una vista d’insieme sulle viticolture che hanno reso famoso il territorio: sono ben tredici i tipi differenti di uve che costituiscono i pregiati “vini dei Papi”. Una visita alle cantine e al Museo del Vino fa capire quanto sia importante tale tradizione per l’economia e per la popolazione della zona.
Da qui raggiungere Avignone in bicicletta non è consigliabile: questo tratto provvisorio della Viarhôna è condiviso su strade molto trafficate; più veloce e sicuro il trasferimento in treno dalla stazione di Sorgues–Châteauneuf-du-Pape. Chi si sposta in camper può raggiungere facilmente i campeggi cittadini che si trovano sull’isola della Barthelasse, in posizione panoramica proprio di fronte al centro storico e al Palazzo dei Papi, prestigiosa residenza dei pontefici nel XIV secolo.

In ogni caso, dalla stazione o dal campeggio, è facile e piacevole partire alla scoperta degli angoli più caratteristici e dei monumenti di Avignone. Piste ciclabili ben segnalate costeggiano infatti i quattro chilometri di bastioni fortificati, percorrono i viali alberati e raggiungono le varie porte di accesso alla città. Ancora una volta la bicicletta si rivela lo strumento ideale per cogliere gli aspetti più nascosti ed articolati della vita sociale e culturale di un luogo tanto frequentato e ricco di storia, arte e manifestazioni.
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Da Avignone al Mediterraneo, dove il Rodano abbraccia il mare
La nostra esperienza termina qui, ma la Viarhôna prosegue e a sud di Avignone, in prossimità di Arles, si biforca per seguire lo spettacolare delta del fiume che racchiude il Parc naturel régional de Camargue. Pochi chilometri attraverso un territorio pianeggiante ma mai piatto e monotono, con evidenze artistiche e una natura spettacolare che meritano il tempo e le attenzioni che solo con un altro viaggio a ritmo slow potremo cogliere al meglio.
Dove sostare?
- Lione: In città la sosta dei veicoli ricreazionali non è consentita. Esistono due campeggi in periferia collegati con mezzi pubblici. Il Camping de Lyon, a Dardilly nord-ovest della città, è aperto tutto l’anno (www.camping-lyon.com).
- Condrieu: Camping l’île des Pêcheurs, Chemin de camping, www.campingcondrieu.fr. Lungo la Viarhôna.
- Saint-Vallier: Camping les Îles de Silon, Rue du Belvédère 3, www.saintvallier.fr/decouvrir/camping.
- Tournon-sur-Rhône: Camping de Tournon, Promenade Roche-de-France 1, www.camping-tournon.fr; Camping Les Acacias, Route de Lamastre 190, www.acacias-camping.com.
- Bourg-Saint-Andéol: Camping du Lyon, Chemin Île-Chenevier, www.campingdulion.com.
- Viviers: Area attrezzata in Chemin de Valpeyrouse 3, www.campingcarpark.com.
- Beauchastel: Area di sosta sulla D86, in prossimità della chiusa.
- Cruas: Camping Harmony, Chemin du Camping, www.campingdecruas.com.
- Avignone: Tra i campeggi sull’isola de la Barthelasse segnaliamo il Camping La Bagatelle (www.campingbagatelle.com) e il Camping du Pont d’Avignon (www.aquadis-loisirs.com).
- Montelimar: Area attrezzata in Chemin du Bois de Laud 6.
- La Roche-de-Glun: Area attrezzata in Rue de Crussol 18.
- Châteauneuf-du-Pape: Camping l’Art de Vivre, Chemin de l’Islon-Saint-Luc 960, www.camping-artdevivre.com.
- Orange: Camping Manon, Rue Alexis Carrel 1321, www.camping-manon.com.
- Numerose le possibilità di sosta presso viticoltori ed aziende agricole che aderiscono al circuito France Passion (www.france-passion.com).

Il percorso e la pianificazione
La ciclabile Viarhôna segue il corso del fiume Rodano prendendo il via dal lago di Ginevra fino a raggiungere la Camargue. Lunga oltre 800 km, è classificata come itinerario Euro Véloroute 17. A chi non ha la possibilità di percorrerla tutta consigliamo di considerare una divisione in tre tronconi:
- il primo, quello più impegnativo, da Ginevra a Lione
- il secondo, descritto nell’articolo e adatto a tutti, da Lione ad Avignone
- il terzo che comprende il triangolo della Camargue, pianeggiante e ideale per gli amanti della natura.
Lungo il tragitto esistono aree per biciclette con box-garage, attrezzi per riparazioni, punti di ricarica delle e-bike. Le informazioni sulle tappe e le località da visitare, le distanze e i dislivelli sono disponibili sul sito.
L’organizzazione logistica varia naturalmente a seconda se si viaggia in camper (o automobile più caravan) oppure senza veicolo al seguito:
- Con il veicolo ricreazionale occorre prevedere i rientri al mezzo, cosa che rende più agevoli le escursioni in giornata facendo base in aree di sosta o campeggi, molto diffusi nell’intero territorio.
- Chi si sposta in maniera autonoma con i bagagli caricati sulla bici può invece seguire l’itinerario programmando tappe giornaliere.
- In ogni caso il treno può rappresentare la soluzione ideale, sia per facilitare gli spostamenti che per il rientro al veicolo (per informazioni su tratte e orari: www.sncf.com).
Noleggio bici
Chi non ha la possibilità di portare da casa la propria bicicletta può contare su una diffusa rete di noleggio di biciclette, muscolari o VAE (a pedalata elettrica assistita), a un prezzo che può variare tra i 20 e i 40 euro al giorno.
Aziende di noleggio sono presenti in molte stazioni ferroviarie e in numerose città: dispongono di centri di assistenza tecnica e a volte provvedono al recupero della bici nelle località lungo il percorso, nonché spesso alla consegna di bagagli nelle tappe successive.
È bene accertarsi della copertura assicurativa, a volte compresa nelle polizze personali casa o famiglia. Si ricorda, in ogni caso, che le biciclette ad utilizzo urbano messe a disposizione da numerose amministrazioni municipali, di solito piuttosto pesanti, non si prestano a questo tipo di attività.
Elenco di centri noleggio
Testo e foto di Daniele Giorgini




