Tra borghi, castelli, vigneti e laghetti, un itinerario classico in camper ma assai poco frequentato dagli italiani: comincia nel tratto più bello e famoso della valle del Riesling, comincia dal Reno, prosegue lungo la Mosella e si conclude nella regione dell'Eifel. Con un'accoglienza pleinair veramente impeccabile e perfettamente correlata alle potenzialità e agli interessi del territorio.
Indice dell'itinerario

In ogni nazione ci sono luoghi che più di altri ne rappresentano lo spirito, e tale è sicuramente il bacino del Reno per la Germania: nella mitologia e nell’arte tedesca rappresenta l’origine della vita, in perfetta coerenza con il ruolo rivestito dal grande fiume nella vita del paese. Vediamo come si struttura questo tragitto nella Valle del Riesling che noi abbiamo esplorato in camper.

La Valle del Riesling in camper

Per farsi un’idea della quantità di turismo che passa basta osservare il viavai di navi mercantili che ancora oggi, da secoli, attraverso queste vie d’acqua naturale trasportano incessantemente i loro carichi attraverso l’Europa. Il Reno ha rappresentato anche un’importante linea di difesa costituendo per gran parte della sua lunghezza il confine tra Germania e Francia, che da sempre si contendono il primato nell’Europa continentale, e quindi lungo le sue sponde sono innumerevoli le tracce della cura da sempre avuta nel colonizzare e difendere quest’area strategica. A questo si aggiungano un paesaggio ameno e un ambiente ben tenuto che in alcune parti, come il Rheingau, favorisce anche un’agricoltura pregiata come quella vinicola.

Tutto quindi concorre a creare un habitat ideale per il turismo, soprattutto nella regione centrale del Rheinland-Pfalz dove il corso del Reno incontra quello della Mosella, un’altra valle assai piacevole e adiacente alla caratteristica area dell’Eifel, dai tanti laghetti immersi in un dolce panorama di boschi e di antichi vulcani. Ovunque si respirano l’ordine, l’efficienza, il gusto del bello, la cortesia, la solidarietà, e questo genius loci accompagna la vacanza sia nell’osservazione dei luoghi che nel contatto con la gente.

Prima tappa nel Rheingau

Il percorso di avvicinamento dall’Italia è praticamente scontato e interamente autostradale. Giunti sul Reno a Wiesbaden, occorre subito fare una scelta: nel tratto che ci interessa, da qui fino a Koblenz, non ci sono ponti e i numerosi traghetti che uniscono le due rive non sempre sono in grado di trasportare mezzi come i camper.

D’altro canto non c’è un solo metro di entrambe le rive che non meriti una visita, per cui occorrerà scegliere con quale cominciare (poco o nulla vedrà invece chi si accontenta di una delle crociere che attraversano in battello tutta la zona in una mezza giornata). A nostro avviso l’approccio migliore e più funzionale è quello in riva destra: si discende il fiume procedendo verso nord fino a Koblenz e poi lo si risale lungo la riva opposta, procedendo verso sud fino a Bingen.

Da Wiesbaden si prosegue dunque fino a trovare l’uscita per Eltville am Rhein e, raggiunto l’abitato, si seguono le indicazioni per il parcheggio P9: non ci si deve intimorire per una strettoia di circa 200 metri della quale non si vede lo sbocco, perché superato questo breve tratto si trova un’area di parcheggio per camper al servizio di una bella Freibad, una piscina all’aperto proprio in riva al Reno con annessi un vasto parco fra i prati, giochi e un punto di ristoro, il tutto a costi davvero contenuti sia per la sosta che per la fruizione delle strutture sportive.

Il corso del Reno a Eltville am Rhein

In questo tratto il Reno scorre da est a ovest tra dolci colline e la riva destra è esposta a sud, cosicché la natura del terreno e il clima ne fanno l’ambiente ideale per la viticoltura: siamo infatti nel regno del Riesling, e l’economia si basa tuttora sulla produzione di questo nettare pregiato; il paesaggio è tappezzato da vigneti e nei paesi si notano ovunque le strutture per la produzione e il commercio del vino, sapientemente gestito con un occhio di riguardo al turismo. Queste caratteristiche si ripeteranno poi con varia intensità per tutto il bacino del Reno e della Mosella che ci accingiamo ad esplorare.

Con base a Eltville am Rhein si possono trascorrere almeno due giorni che rappresentano quanto di meglio per ricaricarsi e prendere confidenza con l’ambiente, facendo uso anche solo della bicicletta. A piedi si può visitare il paese (di cui il nostro approdo e le successive aree naturali sul fiume rappresentano il parco per il tempo libero e lo sport), vicinissimo e assai grazioso con il suo castello, la passeggiata lungo la riva, le trattoriole, le tipiche case a graticcio e l’atmosfera spensierata di villeggiatura.

In bici nel Giesenheim

Senz’altro da suggerire la splendida e facile pedalata lungo il Reno fino al ponte pedonale che, scavalcando la strada, unisce la zona riparia a Giesenheim (23 chilometri in tutto fra andata e ritorno) seguendo una pista ciclabile assai frequentata. Inizialmente si procede a filo della sponda costeggiando qualche vigneto e la carrozzabile, toccando graziosi porticcioli da diporto e il pittoresco Kran di Östrich Winkel, un antico paranco azionato a mano per trasferire le botti sulle imbarcazioni da trasporto alla volta della Francia: ha funzionato fino al secolo scorso e oggi ospita un’enoteca e una piccola mostra storica sul tema.

Più avanti la carrozzabile, dopo l’ultima uscita per Winkel, si allontana dalla riva al contrario della pista ciclabile che da questo punto in poi si immerge in una splendida foresta riparia con giganteschi esemplari di salici, deliziose spiaggette, acque balneabili (non pulitissime ma migliori di quanto ci si aspetta) e una fila di piacevoli casette ciascuna con il proprio piccolo vigneto e il giardino, che tuttavia non tolgono libertà di accesso al fiume né alla foresta.

Sempre muovendosi in bicicletta o usando il v.r. si può visitare a nord-ovest di Eltville il Kloster Eberbach, imponente abbazia cistercense (tra le poche in Germania) oggi non più dedicata alla vita monastica ma ad attività collegate al turismo e alla cultura, pur conservando mirabilmente le forme originarie. Il complesso risale al XII secolo, con vari interventi successivi, e consta di numerosi edifici tra cui la chiesa, la sala capitolare, il refettorio, il dormitorio, la cantina, un museo e soprattutto il refettorio dei laici nel quale è stata sistemata un’esposizione di antichi torchi, ad ulteriore dimostrazione della cura che i monaci, come da tradizione, dedicavano al vino.

Panorami sulla riva destra

Lasciata Eltville si arriva velocemente a Rüdesheim am Rhein, allegra e animata cittadina dove però mancano spazi veramente adatti alla sosta del veicolo ricreazionale (la visita è comunque possibile prolungando di un paio di chilometri la già descritta escursione in bici per Giesenheim).

Da qui in poi la situazione cambia: Il Reno piega infatti con decisione verso nord, il livello di antropizzazione si fa più basso, prevale la natura e soprattutto si susseguono magnifiche aree di parcheggio per i camper, più o meno ogni 5 o 6 chilometri, studiate con l’amore per la natura e per questo tipo di turismo che può avere solo chi se ne intende. Tra Lorch e Kaub si nota soprattutto la bellezza della riva opposta, con i suoi tanti castelli, mentre su ambo i lati corrono piste ciclabili molto attraenti.

A Pfalzgrafenstein

Nei pressi di Kaub ci sarebbe poi da notare lo storico casello di pedaggio dello Pfalzgrafenstein, che all’epoca della nostra visita era però interamente nascosto dalle impalcature per lavori di restauro. Ma solo chi ha molto tempo a disposizione potrà dedicare la dovuta attenzione ad ogni dettaglio: chi invece ha una tabella di marcia più stretta punterà diritto sul famoso belvedere della Loreley, dal nome dell’eroina di una celebre saga che, secondo la leggenda, attirava i naviganti facendoli schiantare contro un’alta rupe.

Con questo nome non si indica tuttavia una particolare roccia isolata (in realtà si vede soltanto una parete lunga e uniforme che incombe su tutto questo tratto del Reno), ma un vero e proprio altopiano panoramico provvisto di parcheggio, campeggio, centro di accoglienza, teatro all’aperto e una passeggiata che si sviluppa lungo un sentiero attrezzato toccando diversi affacci e un ristoro. Poco lontani sorgono i due arroccati castelli Burg Katz e Burg Maus, ovvero del gatto e del topo, la cui vista migliore si apprezzerà però da Sankt Goar lungo il tragitto di ritorno sulla riva sinistra.

Dalla Loreley in direzione di Koblenz

Non è da meno comunque la prospettiva che da qui si gode sul paese e sul castello che lo domina: ci troviamo infatti al centro del Rheingau e in uno dei suoi tratti più suggestivi. Procedendo dalla Loreley in direzione di Koblenz, guide e pieghevoli informativi segnalano tre punti panoramici rappresentati da altrettanti castelli. Di scarso interesse sono il primo, Liebenstein (trasformato in ristorante privato, al termine di una strada molto stretta e ripida e con scarsissime possibilità di parcheggio), e il terzo, Lahneck (quasi introvabile in un’area interamente colonizzata dalla vacanza residenziale); spettacolare è invece il Marksburg, che sorge in tutta la sua imponenza sulla cima di un colle ed è visitabile con guida.

Ci preme poi indicare un pregevole angolo di natura a metà strada fra Liebenstein e Marksburg: di fronte al grazioso paesino di Osterspai si trova un verde isolotto con una lunga spiaggia, collegato a terra da un istmo artificiale di pietre, il tutto a formare un’insenatura nelle cui acque, tranquille e sufficientemente pulite, ci si bagna con piacere. Il comprensorio è protetto e proprio di fronte sono a disposizione magnifici spazi per parcheggiare, accedere a piedi all’isola e passeggiare lungo la spiaggia, tuffandosi nelle acque del Reno; né dà minor soddisfazione visitare il pacifico villaggio, adiacente alla stessa zona di sosta.

Borghi e castelli sulla riva sinistra

Passare sull’altra sponda non è facile come sembra, a causa della segnaletica non proprio abbondante: per non sbagliare occorre imboccare la superstrada per Koblenz, uscire verso Montbaur e girare a sinistra seguendo le indicazioni per la nazionale B9, che in questo tratto segue la riva sinistra del Reno (se doveste perdervi chiedete del Südbrücke, ovvero il ponte meridionale). Passato il fiume sarà bene portarsi rapidamente di fronte alla Loreley, superando una zona che presenta località trafficate come Boppard e campeggi stanziali pieni fino all’inverosimile.

Sankt Goar

Si arriva così a Sankt Goar e alle bellissime rovine del Burg Rheinfels, magnificamente attrezzate per la visita; dal paese si può salire in camper passando sotto un ponte di altezza limitata (sono indicati 3,20 metri anche se, a quanto abbiamo visto, potrebbero essere almeno 3,40) oppure con trenino-navetta. Il castello, con ampia visuale da ogni lato, è molto vasto e si sviluppa su più livelli, tanto che sono stati predisposti due percorsi di visita e ci si può perdere nel labirinto di passaggi.

A pochi chilometri troviamo Oberwesel e ancora un castello, Schönburg (segnalato in effetti come Burghotel poiché vi hanno sede un albergo e un ristorante); in riva al fiume non manca un’area per i camper.

Bacharach

Ma il meglio viene subito dopo con Bacharach, certamente il più pregevole dei paesi della regione, anch’esso servito da un funzionale spazio di sosta sul Reno. Il centro storico formato da bellissime case a graticcio è piacevolmente animato ed è circondato dai resti delle antiche fortificazioni, di cui rimangono intatte quasi esclusivamente le torri, mentre alle spalle della ben visibile chiesa evangelica una scalinata conduce alle rovine di una chiesa gotica e poi al castello che domina il borgo e le torri.

Reichenstein e Rheinstein

Sull’ultimo tratto di questo percorso incontriamo vicino Trechtingshausen ancora due rocche, Reichenstein e Rheinstein. La prima, con ristorante, si segnala per l’area camper sottostante, provvista di pozzetto e associata a un esteso campeggio che giace su di un promontorio con belle spiaggette. Da qui conviene recarsi in bicicletta (seguendo l’immancabile pista) al secondo maniero, salendo a piedi mediante una breve rampa che immette in questo splendido edificio panoramico, restaurato e gestito ammirevolmente da una ricca famiglia che lo ha acquistato.

Bingen

Si arriva così finalmente a Bingen il cui monastero fu fondato nel XII secolo da Santa Ildegarda, monaca, mistica e letterata che fu tra i personaggi più eclettici e interessanti della cultura tedesca medioevale. Siamo di fronte a Rüdesheim e anche qui prevalgono la confusione e la mancanza di spazi, come sulla riva opposta, ma uscendo dall’abitato verso est e superando un cavalcavia si trova una grande area protetta in riva al Reno (segnale sulla sinistra) con percorsi ciclabili lunghi più di 20 chilometri, all’ingresso della quale c’è un parcheggio attrezzato tutto pace e natura, comunque vicino alla periferia dove rifornirsi di tutto il necessario.

Seguendo la Mosella

Per raggiungere la nostra prossima destinazione faremo ritorno verso Koblenz, dove la Mosella si getta nel Reno formando il Deutsche Eck (segnalato da un evidente promontorio artificiale su cui sorge una statua equestre dell’imperatore Guglielmo I). Da Bingen si va dunque a prendere la A61, uscendo a Koblenz-Waldesch e proseguendo per Alken e Burg Elz, con ampi tornanti che scendono sulla Mosella.

Il paesaggio della valle è perfino più suggestivo di quello del Reno, ma le rive sono meno fruibili e i paesi più ordinari; il vantaggio sta però nel poter passare a piacimento dall’una all’altra riva perché i ponti sono numerosi. Nell’organizzare l’itinerario dovremo però tener conto della zona successiva in cui ci sposteremo, quella dell’Eifel da cui si accede all’altezza di Cochem, e questa circostanza determina il percorso che altrimenti potrebbe sembrare inutilmente contorto.

Hatzenport

In posizione quasi fronteggiante, Hatzenport sulla riva sinistra e Brodenbach su quella destra sono entrambi dotati di ottime strutture per la sosta: nel primo caso si tratta di un bellissimo campeggio su un’isoletta collegata alla terraferma, nel secondo di un parcheggio gratuito riservato ai camper, e conviene approfittare della situazione perché più avanti non se ne troveranno di così meritevoli almeno fino a Cochem.

Hatzenport è il riferimento per la visita di Burg Elz, senza dubbio il più spettacolare dei castelli della regione sia per l’architettura che per il contesto: seguendo i segnali si arriva a un posteggio dal quale, con un quarto d’ora di stupenda passeggiata panoramica, si scende in fondo a una valletta verdeggiante dove sorge il maniero. Anche qui la visita è guidata e per giunta è vietato scattare foto all’interno, ma ci si rifarà all’esterno lungo i numerosi sentieri che solcano la bellissima conca permettendo di esplorare i dintorni a piacimento e di ammirare il castello da prospettive sempre diverse. Una meta da non mancare a alla quale dedicare tutto il tempo che merita.

Cochem

L’itinerario prosegue piacevolmente lungo il fiume sino a Cochem, tipica nell’ambientazione e dominata dall’ennesimo suggestivo castello, anch’esso visitabile. Il parcheggio indicato per i camper risulta poco attraente e distante dal centro, a differenza dei tanti posteggi per sole auto disseminati lungo le rive e accanto al porto fluviale; se invece si va a imboccare la B259, poco dopo l’uscita per Ernst si trova un bel parcheggio sulla destra e subito dopo un altro con eccezionale veduta panoramica su città, fiume e rocca.

Trier

La possibilità di raggiungere Trier con l’autostrada (in tutto un centinaio di chilometri) è un ulteriore invito, se ce ne fosse bisogno, a visitare la Treviri romana e di qui iniziare la discesa della valle. Una vasta area pedonale collega i principali motivi di interesse del centro storico: la Porta Nigra, la piazza del mercato e il duomo unito da un chiostro alla duecentesca Liebfrauenkirche, il più antico edificio religioso di stile gotico in Germania.

La porta simbolo della città è senz’altro la meta di maggior fama, con la sua particolare architettura a quattro ordini di arcate, ma non meno affascinante è il complesso delle due chiese reso ancora più particolare dalla struttura fortificata del duomo e dalla bellezza del chiostro. Le terme romane e gli altri monumenti dell’epoca, tra cui l’imponente basilica costantiniana oggi trasformata in chiesa protestante, sono il piacevole contorno di una visita che può occupare anche più di una giornata.

Curiosità di tempi a noi più vicini, in Brückenstrasse 10, la casa natale di Karl Marx. Per la sosta andremo a cercare nella Luxemburgerstrasse, non lontano dalla fiera cittadina, un ampio parcheggio-campeggio segnalato come Reisemobilpark Treviris, collegato al centro dagli autobus pubblici e dalla pista ciclabile che corre lungo la Mosella; in altri punti è invece complicato trovare una sistemazione anche solo per poche ore.

Verso Kesten

Per proseguire ora nel nostro giro lasceremo Trier percorrendo un breve tratto della A602 in direzione di Koblenz e lasciandola subito a Schweich. Il panorama è sempre dolcissimo e numerose sono le belle aree di parcheggio per camper sul Moselufer (cioè in riva alla Mosella), come a Longuich, Mehring e Trittenheim.

Una quindicina di chilometri prima di Bernkastel-Kues, il centro più pittoresco di questo tratto, la migliore postazione si trova passando in riva sinistra a Kesten: un grande prato in riva al fiume, leggermente alberato e attraversato da un sentiero pedonale e ciclabile. Il tutto invita a non limitare la sosta al pernottamento, ma a prendere il tempo necessario per esplorare il suggestivo ambiente naturale circostante e il minuscolo abitato.

Le rive della Mosella, come quelle del Reno, sono fiancheggiate da un tappeto di magnifici vigneti distesi sui morbidi pendii delle colline sovrastanti; e più ancora che sul fiume maggiore i paesi assomigliano a monoculture turistico-vinicole, senza però vantare particolari emergenze architettoniche. Questo vale per tutti meno che per Bernkastel-Kues, nome che indica due paesi sulle rive opposte, uniti da un ponte: si tratta infatti di uno dei centri più belli di tutta la regione, forse il più attraente insieme a Bacharach sul Reno, con le case a graticcio che assumono le forme più varie e fantasiose.

Anche qui il tema del vino domina ovunque e contribuisce a rendere allegra l’atmosfera, invitando il visitatore a fermarsi; bisogna però tenere presente che per i camper l’unica possibilità di parcheggio è ai lati della strada lungo una striscia di asfalto prossima ai vigneti, il che rende più conveniente scegliere per la notte una delle aree precedenti o successive.

Seguendo ancora la Mosella i panorami si fanno sempre più suggestivi e si incontrano tante invitanti aree di sosta alternativamente sulle due rive, come a Ürzig (con camper service), Erden, Kröv ed Enkirch. I filari si alternano ai boschi, ed è incredibile la cura con la quale si cerca di colonizzare a vigna persino pareti rocciose a picco, come proprio a Ürzig.

Starkenburg e Marienburg

Da Enkirch si può salire a Starkenburg, un semplice borgo con ristorante e terrazza panoramica. Più interessante Marienburg, ex convento (oggi ostello per la gioventù e caffè-ristorante) isolato su un colle che, tra i paesi di Pünderich e Zell, domina una suggestiva doppia ansa tappezzata di vigneti. Meglio ancora le rovine del castello di Beilstein, che offre forse la più suggestiva delle vedute sulla Mosella a cui si aggiunge la presenza, ai piedi del maniero, di un piccolo borgo assai grazioso. Prima di raggiungere questa località si incontrano, manco a dirlo, altre ottime aree di sosta, la migliore delle quali è quella di Sankt Aldegund, mentre più vicine a Beilstein sono quelle di Eller e di Ediger, paese quest’ultimo assai tipico della zona, in cui le civettuole architetture sembrano ospitare solo alberghi, vinerie, ristoranti e anziani residenti.

I boschi cominciano ad infittirsi, prevalendo sui vigneti, e si fa così ritorno a Cochem, questa volta come ingresso alla poco conosciuta regione dell’Eifel.

Antichi vulcani

La peculiarità del territorio dell’Eifel è rappresentata dai Maar, laghetti formatisi entro i crateri vulcanici. L’orografia della regione è infatti costituita da grandi colli il cui profilo rivela inconfondibilmente l’origine eruttiva, e questo paesaggio dolcemente ondulato digrada in valli boscose in fondo alle quali c’è spesso un piccolo bacino: alcuni sono destinati alla tutela e sono al centro di belle passeggiate con l’usuale parcheggio alla base, altri sono attrezzati per il tempo libero.Il Pulver Maar è il primo che si incontra seguendo da Cochem, nell’ordine, le indicazioni per Lutzerath, Immerath, Daun e infine il laghetto.

Un’area di sosta segnalata si trova quando si incrocia la strada per Daun; c’è anche un campeggio sulla sponda, ma la zona che più si presta alla balneazione è quella sul lato opposto, dove si trovano il parcheggio e una piscina. Proseguendo per Gillenfeld si raggiunge l’Holzmaar con relativo parcheggio, base di passeggiate e vicino all’incrocio con la splendida pista cicloturistica che unisce il Rheingau e l’Eifel. Nella parte bassa di Gillenfeld si notano subito i panoramici resti di una fortezza, ben attrezzati per la visita, mentre spostandosi nella parte alta e fermandosi al primo parcheggio nei pressi della pensione Talblick si accede a un sentiero che in pochi minuti porta a un punto panoramico e a una torre con vista sul castello, al quale è unito anche da un altro percorso pedonale.

A 5 chilometri si stende il Meerfelder Maar, posto al centro di una riserva naturale con parcheggio, aree picnic e passeggiate. Tornando invece a Menderscheid si continua verso Daun per raggiungere il Gemündener Maar: sempre seguendo i cartelli si arriva all’immancabile parcheggio e all’area balneare, che fa di questo laghetto il più fruibile per una nuotata. Boschi, graziose cittadine e preziosi monumenti ci attendono per l’ultimo scorcio del viaggio, continuando brevemente sulla vicina A48 fino a Ulmen e qui uscendo verso il Nürburgring, un’area naturale attraversata da un anello stradale che solo in occasione dei gran premi viene adibito a pista. Imboccando la B257 in direzione di Ahrweiler si giunge ad Adenau, da dove le indicazioni per la Hohe Acht conducono a un parcheggio: seguendo a piedi l’asfalto, che più avanti diventa sentiero, si arriva a una torre dalla cui cima si apprezza una vista talmente ampia da valere sicuramente il piccolo sforzo per arrivarvi.

Tornati ad Adenau si riprende la B257 e in una trentina di chilometri ecco Ahrweiler, con un delizioso centro storico cinto da mura e raccolto intorno alla piazza del duomo, disseminata di aiuole fiorite tra le quali si erge la cattedrale. Con la A61, in direzione Koblenz, ci porteremo infine a Mendig e qui seguiremo le indicazioni per il monastero di Maria Laach. Stupenda la cornice paesistica, da vivere al meglio grazie alla possibilità di pernottare in piena natura nel parcheggio del convento e presso le rive del vicinissimo lago. Assai pregevole la chiesa e la stessa ambientazione, curata anche nei particolari in modo da non compromettere l’atmosfera del luogo nell’impatto con il turismo di massa.

Il bacino è attrezzato per la balneazione solo sulla sponda opposta, presso un campeggio, mentre un sentiero pedonale e ciclabile tocca il lago a poca distanza dal santuario, dove c’è un attracco per barche a remi e pedalò a noleggio. L’insieme permette dunque un’ultima tappa di relax e cultura al tempo stesso, concludendo degnamente la vacanza o proseguendo verso altre destinazioni: l’autostrada continua verso nord in direzione di Bonn, Colonia e Düsseldorf, verso sud per Mainz, Mannheim e la via delle Alpi.

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