Stai pensando a un tour della Sicilia in camper? Il consiglio è organizzare un viaggio a Siracusa fuoristagione con il camper, quando non è presa d’assalto dalla folla vacanziera. Abbiamo scoperto che Siracusa, sulla costa orientale, è particolarmente accogliente per chi arriva in Sicilia in camper. Dopo Messina, per chi arriva via terra dalla Calabria, potrebbe essere la seconda tappa di un itinerario in Trinacria. Una meta per tutte le stagioni visto che è considerata una delle città con più ore di sole.
Visitare la Sicilia in camper potrebbe apparentemente risultare difficile. Invece l’isola dispone di parcheggi a ridosso delle principali attrazioni e di aree di sosta attrezzate, molte collegate al centro con bus navetta. Tappa obbligata per tutti quelli che approdano sull’isola. Greca, romana, araba: circondata dal mare e abbracciata dal sole, Siracusa è tante città in una, e offre un impareggiabile mix di stili e suggestioni. Le principali attrazioni sono raccolte nell’isola di Ortigia, collegata alla città da un ponte: andiamo a scoprire insieme Siracusa insieme in camper.
Ortigia, la città fondata dai Greci
I dettagli si colgono al meglio all’alba, quando i palazzi rinascimentali affacciati sui vicoli di Ortigia si illuminano mettendo in risalto putti, portali e balconi in ferro battuto. Il mio tour della città – fondata dai Greci nel 734-733 avanti Cristo quale colonia di Corinto – parte dalla Fonte Aretusa, il laghetto d’acqua dolce a pochi passi dal mare dove aleggia il mito della ninfa trasformata in sorgente per sfuggire all’amore da lei non corrisposto di Alfeo. Qui cresce il papiro importato dagli Egizi: è l’unica città europea dove la pianta si sviluppa rigogliosa.

Via Capodieci col naso all’insù
Prima di puntare verso la vicina Piazza Duomo vale la pena di imboccare Via Capodieci per notare le forme liberty di Palazzo Naro e quelle medievali di Palazzo Bellomo, sede della Galleria Regionale che custodisce la preziosa Annunciazione di Antonello da Messina. Percorro Via delle Vergini e sbuco quasi a ridosso di Piazza Duomo accanto alla chiesa di Santa Lucia alla Badia, appartenente al convento di clausura ricostruito dopo il terremoto del 1693 che rase al suolo Siracusa e la Val di Noto. La balconata sulla facciata in stile manuelino portoghese fu realizzata su richiesta delle monache per assistere alla festa del 13 dicembre dedicata alla patrona cittadina; all’interno della chiesa vai a vedere la tela del Caravaggio ll Seppellimento di Santa Lucia, conservata dietro l’altare.

In Via Santa Lucia alla Badia si trova il Siramuse (di cui abbiamo parlato qui), il nuovo museo ideato e curato da Civita Sicilia in collaborazione con il Comune. A pochi metri da Piazza Duomo, è un hub, una porta d’ingresso da cui partire per scoprire la città. Voglio che siano i personaggi che l’hanno abitata a raccontarmela.

Siramuse, il Museo Multimediale delle Storie di Siracusa
Otto personaggi conducono il visitatore in un viaggio nel tempo attraverso sei aree espositive tematiche e una narrazione cinematografica, da Santa Lucia a Caravaggio, da Archimede a Federico II.

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U scogghiu, l’acropoli con il tempio

Giunta in Piazza Duomo mi trovo nel punto più elevato della città, chiamato dai siracusani u scogghiu. In questo luogo già nell’VIII secolo avanti Cristo esistevano degli edifici di culto, ma fu nel V secolo avanti Cristo che il tiranno Gelone, dopo la vittoria di Imera contro i Cartaginesi, fece costruire un grande tempio in onore della dea Atena. Il timpano aveva uno scudo di bronzo dorato che doveva fungere da orientamento per i naviganti. L’edificio venne costruito in Ortigia, uno dei cinque quartieri di Siracusa che formavano la pentapoli compresa nella cinta muraria costruita sotto Dionisio I. Fondata dai Greci nel 734 a.C. come colonia della greca Corinto, dall’VIII secolo avanti cristo la città si sviluppò prima nell’isola di Ortigia e poi verso la terraferma.
L’acqua è la ricchezza di Siracusa come suggerisce il nome (Syrakò che significa abbondanza di acqua: Syracus era il fiume che partiva dal promontorio di Santa Panagia e arrivava fino al porto piccolo). Sul tempio originario vennero successivamente realizzate una moschea, una basilica bizantina e infine la magnificente chiesa barocca che ancora oggi possiamo ammirare.
Piazza Duomo, eleganza barocca
Sul tempio originario vennero successivamente realizzate una moschea, una basilica bizantina e infine la magnificente chiesa barocca, ossia il duomo, che ancora oggi possiamo ammirare. La facciata è un trionfo di stili tra il barocco e il rococò su cui spiccano le statue di San Pietro, San Paolo, Santa Lucia e l’Immacolata. Colpisce la singolare forma della piazza su cui affacciano l’elegante Palazzo Beneventano, Palazzo Borgia del Casale dalla facciata rossa e Palazzo del Vermexio, sede del Municipio.

La Giudecca, la Siracusa ebraica
Imbocco Via Roma e svolto nella stretta Via Logoteta per raggiungere il numero civico 52 di Via Alagona. Qui, nei sotterranei di un hotel, è custodito uno degli antichi miqweh di Siracusa, particolari vasche utilizzate per rituali di purificazione dalla comunità ebraica databili intorno al V secolo dopo Cristo. Inoltrandomi nella Giudecca m’imbatto nel portale quattrocentesco sormontato da un rosone della chiesa di San Giovanni Battista, ancor oggi luogo di culto benché priva del tetto. Se a questo punto avete bisogno di cercare refrigerio vi basterà scendere alla spiaggia di Cala Rossa e tuffarvi nelle sue acque cristalline.
Il Castello Maniace

Da qui costeggiando il lungomare si arriva al castello Maniace voluto da Federico II, che sorge con le sue quattro torri cilindriche all’estremità meridionale della penisola di Ortigia ed è sede di mostre temporanee.

Passo davanti al tempio dorico dedicato ad Apollo, risalente al VI secolo avanti Cristo che ha subito diverse trasformazioni, da chiesa bizantina a moschea araba, da basilica normanna a caserma militare all’epoca di Carlo V. Quindi attraverso Ponte Umberto I che unisce Ortigia alla città moderna.

Siracusa sotterranea
Visitando la Sicilia in camper devi mettere in conto che camminerai tanto. La visita di molte città, e di Siracusa in particolare, va fatta a piedi lasciando il camper nei parcheggi o nelle aree di sosta attrezzate. Lasciata l’isola di Ortigia e attraversando il ponte Umberto I, come dicevamo, si arriva nella città nuova. Tra le attrazioni principali della città moderna spiccano il Santuario della Madonna delle Lacrime, inaugurato nel 1994 da Giovanni Paolo II, e la basilica di San Giovanni Evangelista, più volte rimaneggiata in seguito alle dominazioni e ai terremoti.
Quella che vediamo oggi fu ricostruita dai Normanni intorno al XII secolo ed è senza il tetto, crollato durante il sisma del 1693 e mai ricostruito. Della basilica, che fu costruita intorno alla tomba di San Marciano, patrono della città insieme a Santa Lucia, si ammirano gli affreschi di epoca bizantina e normanna della cripta. Muniti di elmetto si scende nelle catacombe di San Giovanni, una vera e propria città sotterranea con vari tipi di sepolture e decorate da affreschi.
Le latomie e l’Orecchio di Dionisio
Poco distante dalla basilica c’è l’ingresso del Parco Archeologico della Neapolis. Immersi tra i profumi della vegetazione mediterranea si possono ammirare testimonianze di varie epoche, dall’Arco Augusteo all’anfiteatro romano e al celebre teatro greco modificato in epoca augustea, che ha una delle cavee più grandi del mondo ellenico.
Infatti è dotato di nove settori e sessantasette gradini dove la Fondazione Inda da aprile a giugno mette in scena le tragedie greche con un linguaggio sempre diverso. Il bianco della roccia baciata dal sole è quasi accecante. E poi ci sono le latomie, le grandi cave dove si estraeva la pietra da costruzione, impiegando i prigionieri di guerra.

Nella Latomia del Paradiso si distingue l’Orecchio di Dionisio, una grotta artificiale alta ventitré metri a forma di “s” dove anche il suono più lieve viene amplificato. Sarebbe stato il Caravaggio a dare il nome al sito facendo riferimento a un’antica leggenda secondo la quale il tiranno Dionisio vi faceva rinchiudere i prigionieri. Ascoltava i loro discorsi da un piccolo foro senza essere visto e ordinava l’uccisione di coloro che complottavano contro di lui. Di recente ha riaperto al pubblico la Grotta dei Cordari, chiamata così perché molti artigiani lavoravano la canapa e producevano corde di ogni tipo favoriti dall’umidità presente nella cava.

Prima di andare via, chi ama alzarsi presto non deve perdere lo spettacolo dell’alba dal porticciolo con il sole che spunta tra le barche; dal canto suo, chi ama dormire fino a tardi può scegliere di trovarsi al tramonto sul lungomare Alfeo, passeggiata irrinunciabile di un soggiorno siracusano che inizia dalla Fonte Aretusa. Ogni giorno dovrebbe terminare così: guardando il sole che viene lentamente inghiottito dal mare.
Il Plemmirio, uno scrigno di biodiversità

Prevedi almeno una mezza giornata da dedicare al Plemmirio, l’antico Plemmyrion cantato da Virgilio, il promontorio sulla costa siracusana che ha dato il nome all’area marina protetta. Non è necessario spostare il mezzo dall’area camper: dal capolinea delle autolinee Sais a Corso Umberto I si prende il bus elettrico (linea 123) che porta fino alla penisola Maddalena.
Gli sbocchi a mare sono trentacinque, tutti segnalati e lungo il percorso si dipanano sentieri percorribili a piedi e in bici. Il colpo d’occhio sulle imponenti latomie di età greca disseminate sulle scogliere è spettacolare. Le tombe a grotticella scoperte dall’archeologo Paolo Orsi attestano un insediamento fiorito nell’età del Bronzo, molti secoli prima della fondazione di Siracusa. La riserva, uno scrigno di biodiversità, è un paradiso per gli amanti dello snorkeling e regala piccole spiagge, sia sabbiose che rocciose, immerse nella natura incontaminata.
I sapori di Siracusa: i Top 3
Il cannolo di Franco Neri

Al civico 155 di Viale Teocrito Franco Neri, pasticcere che dal 1972 porta avanti la tradizione di famiglia, è un sostenitore della cannoloterapia, ossia dei benefici sull’umore della croccante cialda ripiena di ricotta (mista di pecora e mucca con una piccola quantità di zucchero) gustata rigorosamente con un cicchetto di Moscato di Siracusa, il primo vino dolce della storia. Il segreto della sua versione?

Una piccola percentuale alcolica (di Moscato) nella scorza, che crea l’effetto “bolle” e una spolverata di cannella. Per la farcitura usa pistacchio, mandorla, canditi e ciliegia. Intorno alla cannoloterapia c’è un’idea di accoglienza che vede la pasticceria come un luogo di conversazione e condivisione. Scopri lo sconto!
Le paste di mandorla dell’Arcolaio

Non andate via senza aver fatto scorte degli irresistibili pasticcini della tradizione siciliana. Quelle prodotte nel laboratorio del carcere di Siracusa sono il frutto di un progetto di qualità artigianale e inclusione sociale. Con zucchero di canna del commercio equo-solidale e senza conservanti, vengono imbustate singolarmente. Da 23 anni la cooperativa sociale L’Arcolaio trasforma il lavoro delle persone detenute e fragili in opportunità concrete di reinserimento e sviluppo locale. Uscendo da Siracusa bisogna imboccare la SS 287 in direzione Canicattini Bagni.
Il Moscato di Siracusa delle Cantine Pupillo

È considerato uno dei vini più antichi d’Europa. Alla fine degli anni Ottanta, Antonino Pupillo, nipote dell’Antonino che acquistò il Feudo Targia, un luogo ricco di reperti di epoca greca, romana, araba e normanna, ripiantò e portò in vita il Moscato siracusano chiamato Pollio. Un vino cristallino e consistente, dal colore giallo dorato, che prende il nome da Pollis, re dei primi coloni giunti dalla greca Argo a Siracusa. Degustatelo nel wine bar delle Cantine Pupillo, a ridosso delle Mura Dionigiane. Scopri come risparmiare alle Cantine Pupillo.

Sosta camper a Siracusa
Siracusa ti può sembrare quindi difficile da approcciare a bordo di un camper. Eppure, la città è dotata di più aree di sosta. Parcheggi e risparmi il 10% da IppoCamper collegata a Ortigia con un servizio di bus navetta, e al Camping Rinaura.

Non sono convenzionati con il PLEINAIRCLUB ma comunque sono buoni approdi Claud Car in Via per Floridia, 43 SS124 (tel. 340 5356119), a circa cinque chilometri da Ortigia, che offre servizi completi e dispone di un servizio navetta per il centro e il parcheggio Molo Sant’Antonio in Via Bengasi 1, a pagamento, senza servizi, nelle vicinanze di Ortigia.
Dove mangiare
A Ortigia: In Via Capodieci c’è una trattoria graziosa, La Foglia, dove non c’è confine tra interno ed esterno e una collezione di bambole e vetrinette ricordano la sala da pranzo della nonna. Uno scultore veneto innamorato della Sicilia ha creato un’atmosfera intima e familiare dove ogni oggetto racconta una storia e ti fa apprezzare la bellezza della conversazione davanti a un piatto di caponata o di tonno alla matalotta.
Nella città moderna: un ottimo indirizzo per mangiare a Siracusa piatti della tradizione è Agorà La Cantina in Viale Teocrito dove la signora Gianna sciorina i piatti della nonna recuperando i sapori della tradizione siracusana che partono da materie prime povere come le verdure e il pesce azzurro: sarde impanate, polpette al sugo, paella di mare. In alternativa c’è Trattoria Zammitti in Via Trieste 32/34 (tel. 320 7228821).
Dove acquistare
Nella sede legale della Cooperativa Sociale L’Arcolaio, in Viale Teracati 51/D, si possono acquistare i prodotti (previa prenotazione telefonica). Nella campagna di Noto, in Contrada Piano Milo s.n., la cooperativa coltiva e trasforma erbe aromatiche mediterranee e ortaggi e organizza visite guidate su prenotazione scrivendo a info@arcolaio.org. Risparmia sull’acquisto dei prodotti con il PLEINAIRCLUB!
Esplorare la Sicilia orientale in camper è appagante perché hai la possibilità di scoprire non solo in città ricche dal punto di vista storico e artistico ma anche paesaggi di grande valore naturalistico. Siti come le Gole dell’Alcantara e la Riserva Naturale Cavagrande del Cassibile sono tappe assolutamente da non perdere se sei un appassionato di natura e ti piace camminare.
Nei dintorni: tappa a Marzamemi

Visitare la Sicilia in camper ti consente di essere libero da orari e prenotazioni. Con un’ora di strada arrivi a Marzamemi, un grazioso borgo marinaro abitato da meno di 400 persone, che intorno all’anno Mille fu abitato dagli arabi che gli diedero il nome di “Marsa al Hamen” che significa “Rada delle Tortore” in omaggio agli uccelli che uccelli che si vedono da queste parti in primavera. L’attrazione principale è la tonnara, una delle più grandi e antiche della Sicilia, costruita dagli Spagnoli intorno all’anno 1600. Famosa la piazzetta, una delle più instagrammate della Sicilia, con i dehors addobbati di fiori di bar e ristoranti.
Cortile Arabo, sapore di medioriente
Basta uscire dalla piazza e addentrarsi in una stradina laterale per imbattersi nel Cortile Arabo, un raffinato locale fronte mare dove puoi pasteggiare quasi con i piedi nell’acqua. Ogni piatto dello chef Massimo Giaquinta sembra una pennellata di un’artista realizzata con pesce fresco e aromi provenienti dal suo erbario privato. L’entrée è una cialda alla paprika ripiena di parmigiano, seguita da un cubetto con pesce spada e marmellata di arancia, e il frutto della passione avvolto da una sfera di burro di cacao.
Il pane preparato con il grano antico siciliano Perciasacchi, da accompagnare all’olio bianco Gold Edition, fa da trait d’union ai piatti che seguono: il polpo sulla nuvola di patata servito con alga kombu, cozze gratinate con topinambur, ricci e crostini, lo spaghettone con bottarga e panna acida, il branzino con zucchina in agro e spuma di aloe, la ricciola cotta a bassa temperatura servita con barbabietola su cialda di patata al forno guarnita dal sammurigghiu, l’intingolo tipico della cucina siciliana a base di olio e aglio tritato, origano, peperoncino e succo di limone.

Gustando questi piatti e sostando nel cortiletto decorato con maioliche bianche e azzurre sembra di fare un viaggio in Medio Oriente.
testo di Ida Santilli
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La Sicilia in camper con lo sconto
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