Tre originali proposte che invitano a rimettere in moto il camper e a tuffarsi nelle frizzanti atmosfere di sagre ed eventi tradizionali, dove la scoperta dei luoghi si abbina al dialogo fra i territori e le comunità
Indice dell'itinerario

Con l’aria che si fa più tiepida è piacevole trascorrere le giornate fuori casa. Che sia un giorno o il weekend intero poco importa: le sagre di primavera invitano a uscire di casa. In Trentino si svolge il Rito della Spremitura che è un’occasione di incontro e condivisione. Una tradizione antica che rivive quando viene celebrato il Vino Santo tra i laghi alpini.

Il Garda Trentino e la Valle dei Laghi

Trentino-Valle dei Laghi-Castello di Toblino-Ph. APT Garda Dolomiti

Già solo per i primi raggi di sole che si specchiano sull’acqua fresca e limpida vale la pena programmare un weekend di primavera nella Valle dei Laghi, chiusa tra il Garda e le Dolomiti di Brenta. A una quindicina di chilometri da Trento, specchi lacustri, cascatelle e sorgenti d’acqua ingentiliscono un paesaggio disegnato da vigneti, alberi da frutto e deliziosi borghi.

Castel Toblino

Trentino-Valle dei Laghi-Castello di Toblino-Ph. APT Garda Dolomiti
il Castel Toblino

Sembra emergere dalle acque Castel Toblino, abbarbicato su una striscia di terra protesa sull’omonimo lago circondato da una vegetazione mediterranea, grazie al particolare microclima che risente dell’influenza del Garda. Le testimonianze della presenza umana su questo fazzoletto di terra sono antiche. Già nel III secolo esisteva un tempietto dedicato al culto dei Fati, antiche divinità romane capaci di predire il destino. La fortezza, a cui si accede attraverso un ponte levatoio, è un raro esempio di castello lacustre le cui origini risalgono al XII secolo, anche se le forme attuali sono legate a successivi rimaneggiamenti.

La visita al castello, di proprietà privata e accessibile su prenotazione, consente di ammirare la cinta muraria, le scuderie, il parco, i saloni riccamente decorati, di conoscere le leggende di amori proibiti che vi aleggiano e le storie degli illustri personaggi che vi soggiornarono, tra cui Franz Kafka, Joseph V. Von Sheffel, Feuerbach e Ada Negri.

Calavino

Sul versante orientale il borgo di Calavino, alle falde del Monte Bondone, tra mulini e opifici conserva l’antico fascino della tradizione rurale trentina. Pochi chilometri più a sud si distende il Lago di Cavedine caratterizzato dalle marocche, enormi massi residui dell’epoca glaciale che disegnano un paesaggio lunare.

Santa Massenza

Trentino-Santa Massenza-La Notte degli Alambicchi-Ph. M. Miori

Poco sopra Castel Toblino, invece, il Lago di Toblino si restringe per poi allargarsi nuovamente nel piccolo bacino di Santa Massenza. Nel paesino a cui deve il nome, a pochi passi una dall’altra, sono attive cinque distillerie a conduzione familiare. Agli inizi di primavera il borgo è il fulcro principale di una rassegna legata a un prodotto del territorio tutto da assaporare.

Sagre a primavera: DiVinNosiola, l’evento della Valle dei Laghi

Trentino-Divin Nosiola-Ph. Garda Trentino

La rassegna diffusa nelle località della Valle dei Laghi si svolge dal 2005 e nell’edizione 2026 dal 28 marzo al 12 aprile e prevede degustazioni, masterclass, camminate tra vigne e uliveti, escursioni in carrozza. Celebra, in una delle sue più importanti sagre, l’unico vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino. La spremitura delle uve passite di Nosiola è molto sentito da queste parti e tramandato da generazioni. Si svolge nella Settimana Santa e segna il passaggio dall’appassimento delle uve alla lunga fase di fermentazione e maturazione.

Perché Vino Santo

20260224-Trentino-Uva secca di Nosiola

Tutto ha inizio in ottobre, quando i grappoli vengono raccolti con vendemmia tardiva e messi ad appassire in appositi locali, generalmente soffitte ben areate, dove sviluppano delle muffe nobili. Restano distesi sulle arèle, come in gergo vengono chiamati i graticci, fino alla Settimana Santa.
Questo spiega il nome del passito Vino Santo Trentino, tutelato da un presidio Slow Food, noto anche come “il vino della pazienza” perché l’uva appassisce per oltre sei mesi e il vino fermenta e affina per anni prima di essere imbottigliato.

Trentino-Puzzone di Moena

Anche il vento che soffia costantemente da sud nel pomeriggio sulla valle gioca un ruolo fondamentale nel conferire alle uve e ai suoi derivati quell’aroma unico e inconfondibile. Provatelo in abbinamento allo zelten, il pan dolce trentino tipico del Natale ripieno di frutta secca e canditi, oppure – se amate i contrasti – accompagnato al Puzzone di Moena, il saporitissimo formaggio stagionato prodotto nelle valli di Fassa e Primiero.

Trentino-Santa Massenza-Distilleria Poli-Ph. Garda Trentino

A piedi: il Sentiero della Nosiola

La Nosiola, che si fa apprezzare anche come vino bianco fermo e sotto forma di distillato, ha ispirato il Sentiero della Nosiola, un anello di dodici chilometri percorribile in tre ore attraverso vigneti terrazzati e muretti a secco.

in bici: la ciclopedonale della Valle dei Laghi

Trentino-Garda-Pista ciclabile Valle dei Laghi-Ph. APT Garda Dolomiti

La ciclopedonale della Valle dei Laghi è una delle piste ciclabili più belle del Trentino. Si pedala da un lago all’altro, lungo il fiume Sarca. Parte dalle sponde del lago di Garda e risale per quaranta chilometri verso i laghi di Cavedine, Santa Massenza e Toblino. Gli appassionati delle pedalate non perdano, dal 1° al 3 maggio, il Bike Festival Riva del Garda, l’evento che fa incontrare il mondo delle bici fuoristrada, delle mountain bike (elettriche e non) e delle gravel.

Sosta camper con lo sconto del PLEINAIRCLUB

A Trento alla Locanda de L’Arguta risparmi sull’acquisto dei prodotti con la tessera del PLEINAIRCLUB.

Per partecipare alle sagre e ad altri eventi in Trentino tieni d’occhio il sito di APT Garda Dolomiti.

Ti piacciono le sagre dedicate al vino? Per saperne di più sulla Nosiola e sui prossimi eventi in programma, contatta l’Associazione Vignaioli Vino Santo Trentino per saperne di più.

Bassano del Grappa

Veneto-Bassano del Grappa-panorama con Ponte degli Alpini-fiume Brenta
Bassano del Grappa e il Péonte degli Alpini sul Brenta

Il Medioevo ha lasciato in eredità in Veneto un numero rilevante di città murate. Come Bassano del Grappa, dove erano tre le cinte di mura che circondavano la città. Marostica, dove sulla piazza-scacchiera ogni settembre va in scena una partita con oltre seicento figuranti in costume. Cittadella, circoscritta da una perfetta ellisse duecentesca dove è piacevole passeggiare sui camminamenti di ronda. Asolo,
con la rocca che serviva per gli avvistamenti: da lì si dipanavano torri e porte in corrispondenza delle vie di accesso e di uscita dalla città.

Approfittando della presenza di un’area attrezzata in prossimità del centro, perché non immaginare un finesettimana tra sapori tradizionali, città murate e ville palladiane? Il tour può prendere il via proprio da Bassano del Grappa, ai piedi del massiccio del Grappa e lungo le sponde del Brenta scavalcate dal celebre Ponte Vecchio, capolavoro di Andrea Palladio conosciuto anche come Ponte degli Alpini per essere stato il luogo del triste arrivederci delle truppe dirette al fronte.

Cosa vedere a Bassano: 3 attrazioni imperdibili

Veneto-Bassano del Grappa-Villa Angarano
Villa Angarano disegnata da Andrea Palladio

Domina la città il Castello degli Ezzelini (o Castello Superiore), costruzione militare eretta in posizione strategica tra la pianura e la Valsugana, tra l’Altopiano dei Sette Comuni e il Monte Grappa.
Proprio all’imbocco del ponte fermatevi alla Grapperia Nardini e ordinate un “mezzo e mezzo”, il drink locale a base di rabarbaro e seltz, servito con una scorza di limone. In questo locale nel 1779 è nata la prima grappa d’Italia. Di fronte al ponte, l’antico Palazzo delle Teste ospita il Museo della Grappa della famiglia Poli con cinque sale che raccontano la storia del distillato con testi e audiovisivi. L’ingresso è gratuito. Nella vicina frazione di Sant’Eusebio, Villa Angarano è un gioiello architettonico con le ali laterali costruite su progetto palladiano. Oggi è sede di un’azienda agricola immersa tra i vigneti attiva nella produzione di vino, olio e altre specialità del territorio.

L’asparago, un fiore dalla grandine

Veneto-Asparagi bianchi
Harvested white asparagus in crate on sunlit farm field with workers in background.

Aprile è il mese giusto per gustare l’Asparago Bianco di Bassano DOP, raccolto tra marzo e giugno e proposto in svariate declinazioni nel corso di eventi in cui i produttori espongono l’ortaggio in mazzi legati con la stroppa, un rametto di salice giovane, e nei ristoranti delle località di produzione.
Si racconta che nel Cinquecento i contadini, dopo una grandinata che aveva distrutto la parte alta delle piante di asparago, provarono a mangiare ciò che era rimasto sottoterra. Scoprirono che il germoglio non ancora spuntato era molto più tenero e dolce di quello verde.

Veneto-Bassano del Grappa-Asparago Bianco di Bassano-Ph. FB Consorzio per la Tutela dell_Asparago Bianco di Bassano DOP

Ecco perché l’Asparago di Bassano è bianco: viene coltivato completamente al buio, sotto cumuli di terra; se vedesse la luce del sole, inizierebbe la fotosintesi assumendo un colore verde e acquisendo un sapore più amaro. Viene raccolto esclusivamente a mano nelle prime ore del mattino o di notte, prima che il sole possa macchiarlo. Inconfondibile con il diametro di almeno undici millimetri, da queste parti lo si apprezza “alla bassanese” ossia con le uova sode, schiacciate con la forchetta direttamente nel piatto e condite con olio del Grappa, sale e pepe. Ottimo gustato con un calice di Vespaiolo di Breganze, il vino bianco fresco ottenuto dall’omonimo vitigno autoctono nelle colline vicentine.

Cosa dice la leggenda

Secondo una leggenda sarebbe stato Sant’Antonio da Padova, inviato da Francesco d’Assisi per ammansire il tiranno Ezzelino da Romano, a diffondere nel Bassanese la coltivazione dell’asparago. Tant’è che verso la metà del Cinquecento, durante il Concilio di Trento, vescovi, cardinali e teologi rimasero estasiati dall’asparago bianco di Bassano, servito nei banchetti più eleganti. L’ortaggio primaverile nel giro di breve tempo divenne un ospite fisso sulle tavole dei dogi a Venezia e dei nobili di tutta Europa.

Sagre a primavera: Mostra Concorso Asparago Bianco di Bassano DOP

Veneto-Bassano del Grappa-Mostra Asparago Bianco-Ph. www.cooplatradizione.it

Con le sagre di aprile il “vampiro degli ortaggi” che non vuole la luce del sole spunta
sulle tavole bassanesi e offre l’occasione per un tour fra le città murate. La kermesse più nota e partecipata è la Mostra Concorso Asparago Bianco di Bassano DOP, giunta all’edizione numero 89, in programma il 19 aprile, che valorizza i benefici e gli usi in cucina del pregiato ortaggio con varie iniziative, fra cui una sfilata delle attrezzature agricole impegnate nella raccolta. Per saperne di più c’è il Consorzio per la Tutela dell’Asparago Bianco di Bassano.

Asolo

Veneto-Asolo-scorcio del centro

“Asolo è bello e tranquillo, paesetto di merletti e di poesia;
perché non è lontano dalla Venezia che adoro,
perché vi stanno buoni amici che amo,
perché è tra il Grappa e il Montello…
Questo sarà l’asilo per la mia ultima vecchiaia,
e qui desidero essere seppellita…”

Eleonora Duse
Veneto-Asolo-Museo Civico-Cimeli Eleonora Duse-Ph. Otum Studio

Così Eleonora Duse esprimeva l’affetto che la legava ad Asolo. Nel 1920 l’attrice prese in affitto la Casa dell’Arco, un edificio rosso dove una lapide voluta da D’Annunzio ricorda la sua musa. La figlia Enrichetta Angelica Marchetti Bullogh donò allo Stato italiano parte dei cimeli appartenuti alla madre, a condizione che fossero lasciati in deposito nel Museo Civico. Nacque così laCollezione Duse composta da tessuti, dipinti, ritratti, mobili, libri, fotografie, documenti e ricordi di famiglia. La collezione dedica all’indimenticabile attrice un’intera sezione con gli arredi appartenenti alla sua dimora asolana, alcuni oggetti e abiti di scena, un docufilm e una stanza souvenir che ricorda la Duse viaggiatrice, sempre
con la valigia in mano tra una tournée e l’altra. Scopri di più.

Sosta camper

  • a Bassano del Grappa c’è l’area di sosta a circa un chilometro dal centro, nel parcheggio di Prato Santa Caterina, sorvegliata e con accesso a pagamento automatizzato, dispone di 28 stalli, camper service, allaccio elettrico e bus navetta per il centro. C’è anche un’area di sosta all’interno del parcheggio Gerosa in Viale De Gasperi, tel. 0424 220673.
  • a Marostica c’è il camper service gratuito in Via delle Rimembranze, a circa cento metri da Piazza degli Scacchi.
  • ad Asolo Country House Barone D’Asolo.
  • a Quinto Vicentino il Ristorante dai Gelosi offre la possibilità di sosta camper.

Per tutte le info sulle sagre e sulla sosta camper consulta il sito di Visit Veneto.

La Riviera degli Etruschi: Ladispoli

Lazio-Ladispoli-Castello Palo Laziale
Stunning aerial scenic view of castle on the beach a Ladispoli – Castello Palo Odescalchi. Lazio region, Italy

A Ladispoli si passeggia sul lungomare verso il castello di Palo, antica fortificazione medievale, o lungo la Riserva Naturale di Torre Flavia, uno scampolo di natura costiera caratterizzato da ambienti paludosi dove nidificano varie specie di uccelli tra cui il minuscolo fratino. A una manciata di chilometri si raggiungono la Necropoli della Banditaccia di Cerveteri (sito Unesco visitabile con un unico biglietto insieme alla Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia), con il museo archeologico allestito di fronte a Palazzo Ruspoli e alla chiesa di Santa Maria Maggiore;

Lazio-Cerveteri-Necropoli della Banditaccia

e il borgo di Ceri, un gioiellino raccolto in cima a uno sperone di tufo circondato da campagne e basse colline ondulate.

Il Carciofo Romanesco, il fiore degli Etruschi

Lazio-Carciofi di Ladispoli

Ma quante ne inventarono, gli Etruschi? Dall’arco basato sull’uso della chiave di volta per scaricare il peso, elemento cruciale nell’evoluzione dell’architettura romana, alla lavorazione della filigrana realizzata unendo sottili fili d’oro. Dalla creazione dei buccheri, contenitori in ceramica finissima di colore nero, alle tecniche di bonifica e drenaggio delle paludi.

E a tavola? Amavano i banchetti conviviali con ricche pietanze a cui prendevano parte uomini e donne, allestiti facendo largo impiego di biancheria e stoviglie raffinate, nonché allietati da musica e danze. La loro alimentazione era un vero e proprio compendio di dieta mediterranea ante litteram, basata com’era su cereali (soprattutto farro), olio d’oliva, legumi e ortaggi. Tra questi ultimi troviamo il carciofo: proveniente dal Medio Oriente, conosciuto e apprezzato già da Egizi e Greci, grazie agli Etruschi trovò un’ampia diffusione in Italia Centrale.

Lazio-Ladispoli-Sindaco Grando-Presidente Pro Loco Nardocci-Sindaco di Heusentamm ( Città gemellata)-Ph. Proloco Ladispoli

Non a caso alcune decorazioni tombali presso la Necropoli dei Monterozzi a Tarquinia ritraggono proprio delle foglie del saporito vegetale; e non a caso ancor oggi tra i principali luoghi di produzione del Carciofo Romanesco del Lazio IGP – detto anche “mammola”, privo di spine e con il cuore tenerissimo – ci sono località di fondazione etrusca quali Tarquinia, Tolfa, Cerveteri. Illustre erede di tanta storia, il carciofo romanesco è un protagonista della tavola capitolina.

Gli usi a tavola

Lazio-Carciofi grigliati
Close-up of grilled artichokes, golden and crisp, presented with fresh greens and olive oil drizzle.

Dal carciofo alla romana, stufato lentamente con un ripieno di prezzemolo e mentuccia, a quello alla giudia fritto e croccante, solo per citare due capisaldi dei menù di primavera. Non troppo lontano dall’Urbe, ma abbastanza per lasciarsi alle spalle il caos della metropoli, l’ortaggio è celebrato da eventi che offrono l’occasione di un weekend tra mare, archeologia, borghi arroccati sul tufo e prodotti di una campagna romana che esiste e resiste.

Leggi anche Lazio, in camper tra Vulci e Tarquinia

Sagre a primavera: l’evento del Carciofo Romanesco

20260224-Lazio-Ladispoli-Sagra del Carciofo Romanesco-Ph. Pro Loco Ladispoli

Dal 1950 la città festeggia il suo prodotto di punta con una delle sagre più grandi e apprezzate del Lazio. Nel 2026 dal 10 al 12 aprile la sagra prevede degustazioni, vendita di prodotti e persino una gara di sculture realizzate con i carciofi. L’annuale Sagra del Carciofo Romanesco – nel 2026 all’insegna dello slogan “Piacere infinito” – per alcuni giorni mette la città di Ladispoli a soqquadro tra stand di artigianato, prodotti agricoli a chilometri zero e, ovviamente, tonnellate di carciofi proposti in tutti i modi – in particolare fritti o come farcitura delle lasagne – tra le bancarelle e nei menu dei ristoranti locali.

Lazio-Ladispoli-Scultura _ Il pellicano_-Ph. Proloco Ladispoli

Da non mancare una tappa in Piazza Sapori d’Italia, un’area dedicata dove le Pro Loco di varie regioni italiane portano i loro prodotti tipici creando un interessante gemellaggio gastronomico; e un giro tra le grandi sculture di carciofi realizzate dai produttori locali, che si sfidano in un originale concorso. Come da tradizione l’evento, insignito del marchio “Sagra di Qualità” dall’Unpli, si chiude la sera della domenica con un grande spettacolo pirotecnico sul mare. Per saperne di più.

Sosta camper

A Ladispoli risparmi con la tessera del PLEINAIRCLUB al Camping Gotha Beach

Campagnano di Roma

Una cinquantina di chilometri separano Ladispoli da Campagnano di Roma. In mezzo, le rive del Lago di Bracciano offrono occasioni per praticare numerose attività outdoor e a pelo d’acqua. A piedi o in bici si esplorano i parchi di Vejo e del Treia e ci si immette lungo il tracciato della Via Francigena, che proprio a Campagnano Romano ha una delle sue tappe principali del Lazio. Non a caso all’interno di Palazzo Venturi è allestito il Museo Archeologico del Pellegrino. Basta varcare Porta Romana, l’ingresso monumentale costruito nel XVII secolo per volere della famiglia Chigi, per avvertire le tracce del lungo passato, visibili anche in Piazza Cesare Leonelli, dove si affacciano il Palazzo Municipale in stile neogotico e la Fontana dei Delfini. Da vedere anche il prezioso soffitto ligneo della Collegiata di San Giovanni Battista, una chiesa del XVI secolo con un imponente campanile barocco.

Sagre a primavera: Festa del Baccanale

Lazio-Campagnano di Roma-Festa del Baccanale-Ph. FB Comune di Campagnano di Roma


Tra la fine di aprile e gli inizi di maggio va in scena dagli anni Sessanta la Festa del Baccanale con il Palio delle Contrade, lo sfarzoso corteo rinascimentale e robusti piatti tipici come la Scarciofata alla Campagnanese, cucinata alla brace secondo una tecnica che – guarda caso – è riconducibile proprio alle usanze degli Etruschi. Per saperne di più.

Sosta camper

L’area più vicina a Campagnano di trova a Trevignano Romano. Risparmi con la tessera del PLEINAIRCLUB al Blue Lake Camper.

________________________________________________________

Tutti gli itinerari, i weekend, i diari di viaggio li puoi leggere sulla rivista digitale da smartphone, tablet o PC. Per gli iscritti al PLEINAIRCLUB l’accesso alla rivista digitale è inclusa.

Con l’abbonamento a PleinAir (11 numeri cartacei) ricevi la rivista e gli inserti speciali comodamente a casa e risparmi!

photo gallery