Lungo la Ciclovia della Riviera Berica in camper più bici, tra ville palladiane, cantine, paesaggi rurali e scoperte inaspettate
Vicenza, villa La Rotonda
Indice dell'itinerario

Ami l’arte? Apprezzi l’abbinata camper più bici? Parcheggia tra i vigneti e avventurati sulle tracce di… Andrea Palladio! Una pedalata lungo la Ciclovia della Riviera Berica, il progetto di mobilità dolce voluto da IPA-Associazione Comuni Area Berica, ti regala un’immersione imperdibile tra natura e cultura, arte e sapori.

Scopri i vantaggi e gli sconti in provincia di Vicenza grazie al PLEINAIRCLUB!

Il percorso della Ciclovia della Riviera Berica

Il tracciato della Ciclovia della Riviera Berica (E7) deriva dal recupero di una tranvia in funzione tra la fine dell’Ottocento e il 1979. Già verso l’inizio del nuovo millennio ha preso il via un progetto per la sua riconversione, e oggi si pedala su sede protetta e ben segnalata dal capoluogo a Pojana Maggiore. Entro breve il percorso sarà completato fino a raggiungere la città murata di Montagnana.

Vuoi percorrere la Ciclovia della Riviera Berica in camper più bici? Puoi fare base presso l’azienda vinicola Costalunga di Castegnero e da lì seguire a piacimento la pista e le sue varianti nelle due direzioni. Oppure sistemarti nell’area di sosta di Montegalda, di fronte all’antica Distilleria Brunello, vicino alla ciclabile Treviso-Ostiglia e alla Ciclovia del Bacchiglione che collega Vicenza a Padova. Una delle peculiarità più significative del percorso lungo la Riviera Berica è infatti la sua connessione con altri tracciati. Ci troviamo al centro di un network di percorsi collegabili tra loro disegnando innumerevoli itinerari, come l’Anello dei Colli Euganei o quello delle Città Murate (di cui abbiamo parlato qui).

Sulle tracce di Andrea Palladio

“C’è davvero alcunché di divino nei suoi progetti, né meno della forza del grande poeta, che dalla verità e dalla finzione trae una terza realtà, affascinante nella sua fittizia esistenza”. Così Goethe nel Viaggio in Italia tratteggia la figura e l’opera di Andrea di Pietro della Gondola, meglio conosciuto come il Palladio. È nel centro di Vicenza che il geniale architetto attivo nel XVI secolo realizza la sua espressione più compiuta.

Sono ventitré i palazzi della città, tra cui la Basilica Palladiana e il Teatro Olimpico, inseriti nel Patrimonio Mondiale Unesco insieme a ventiquattro ville sparse nei dintorni. Ancora più vasta, a ben vedere, è l’impronta lasciata dal grande padovano. A lui sono attribuite una novantina di realizzazioni tra palazzi, dimore nobiliari, ponti ed edifici religiosi. Tutti improntati a quell’armonia delle proporzioni e a quel fascino sobrio che sono la cifra distintiva della mano palladiana.

Vicenza, Arco delle Scalette
Vicenza, Arco delle Scalette

Vicenza: dall’Arco delle Scalette alla Rotonda

L’incontro con il Palladio si realizza già all’Arco delle Scalette in Piazzale Fraccon, costruito nel 1595, punto di partenza ufficiale della pista. La scalinata che si arrampica sulla collina con 190 gradini ha rappresentato per lungo tempo l’unico collegamento verso il Santuario della Madonna di Monte Berico, sul colle omonimo (124 m). Fino a quando, intorno alla metà del Settecento, l’architetto Francesco Muttoni progettò i Portici di Monte Berico.

Imboccata la pista ciclabile ci attendono subito due pezzi forti.

Vicenza, Villa Valmarana ai Nani
Vicenza, Villa Valmarana ai Nani

Villa Valmarana ai Nani

Dopo circa 800 metri ecco la deviazione in salita che porta all’ingresso di Villa Valmarana ai Nani, con la Palazzina e la Foresteria arricchite da un ciclo di affreschi firmato da Giovanbattista e Giandomenico Tiepolo e un bosco di lecci secolari. L’edificio, tuttora abitato dalla famiglia dei proprietari, è visitabile tutti i giorni (escluso il 25 dicembre).

Villa Almerico Capra, “la Rotonda”

Proprio come Villa Almerico Capra, mezzo chilometro più in là, meglio conosciuta come La Rotonda di Palladio. Qui il progettista volle coniugare l’esaltazione degli ideali dell’antichità al concetto di villa suburbana dedita alle attività agricole. Si ispirò al Pantheon di Roma e orientò gli assi diagonali della pianta verso i punti cardinali, creando un’icona di perfezione e armonia in dialogo con la campagna circostante. Un capolavoro che colpì Goethe al punto da fargli scrivere: “Forse mai l’arte architettonica ha raggiunto un tal grado di magnificenza”.

Leggi anche: “Pianura Vicentina, la piccola Olanda da percorrere in bici”

Lago di Fimon
Lago di Fimon

Prima deviazione: il lago di Fimon

Ecco una bella deviazione per chi percorre la Ciclovia della Riviera Berica in camper più bici. Seguendo la E7 per 4 chilometri si raggiunge Longara, dove un cartello suggerisce una deviazione per il Lago di Fimon (altri 4 chilometri circa). Non perdetelo: questo specchio d’acqua naturale è delizioso! Un bell’anello consente di effettuare a piedi il periplo in meno di un’ora, e non manca un chiosco dove fare uno spuntino o sorseggiare un aperitivo. Inserito nella Rete Natura 2000, il lago presenta endemismi rari tra cui la ninfea gialla e vanta ritrovamenti preistorici risalenti al Neolitico e all’Età del Bronzo.

Lago di Fimon, ninfee
Lago di Fimon, ninfee

Seconda deviazione: le ville cinquecentesche di Costozza

Un’altra deviazione dal tracciato principale raggiunge la frazione Costozza, un nucleo medievale dove ammirare (dall’esterno) sei ville cinquecentesche della famiglia Trento. Tra queste Villa da Schio, con il ricercato giardino attraversato da una scenografica scalinata. La curiosità di questi edifici è il loro sistema di raffreddamento tramite un sistema di ventidotti, gallerie che convogliano l’aria dalle vicine colline alla temperatura costante di tredici gradi centigradi.

Costozza, Villa Aeolia: una targa ricorda il soggiorno di Galileo Galilei
Costozza, Villa Aeolia: una targa ricorda il soggiorno di Galileo Galilei

A questa particolarità è dovuto il nome di Villa Aeolia. Come ricorda una targa sulla facciata, qui soggiornò Galileo Galilei, che – si dice – avrebbe contratto una forma di artrite per essersi addormentato su un rosone di ventilazione.

Lumignano, una falesia utilizzata per l'arrampicata sportiva
Lumignano, una falesia utilizzata per l’arrampicata sportiva

Paradisi verticali

Da Costozza un tratto di strada ai piedi della collina raggiunge in meno di due chilometri Lumignano, conosciuta a livello internazionale per le vie di arrampicata sportiva sulle falesie che sovrastano il paese. È anche un punto di partenza per escursioni e trekking sui Monti Berici, come quello che raggiunge l’Eremo di San Cassiano (aperto le prime domeniche del mese dalle 9.30 alle 17). Poco distante dalle falesie è anche presente un agricampeggio (convenzionato con il PLEINAIRCLUB), tappa indicata per chi esplora la Ciclovia della Riviera Berica in camper più bici.

Villa Maffei Costalunga, in camper presso il punto vendita aziendale
Villa Maffei Costalunga, in camper presso il punto vendita aziendale

Villa Maffei Costalunga, una sosta rurale

Ancora tre chilometri ed ecco Castegnero, con l’antico lavatoio e le linee armoniose di Villa Maffei Costalunga. Un bell’esempio di villa rurale veneta dominata dalla torre colombara e affiancata dalle barchesse. Se volete percorrere la Ciclovia della Riviera Berica in camper più bici dovete senz’altro fare tappa qui: la titolare Sara accoglie volentieri gli equipaggi in camper.

E’ un’esperienza da provare pernottare con il camper ai margini dei filari, tra la rimessa delle macchine agricole e l’elegante edificio padronale eretto tra il XV e il XVI secolo. Per poi svegliarsi al mattino e spalancare il portellone su un verde anfiteatro dove fanno capolino i campanili dell’antica pieve di Nanto e della chiesa di San Giorgio.

Una selezione di vini dell'azienda Costalunga
Una selezione di vini dell’azienda Costalunga

I vini dell’azienda Costalunga

Sotto la guida di Sara abbiamo visitato il punto vendita ed effettuato una degustazione dei vini aziendali condita da informazioni e aneddoti sulla storia dell’azienda. Fu il suo bisnonno Marco ad acquistare la tenuta e gli edifici annessi per intraprendere l’allevamento di bovini da latte. Ma è stato suo padre Daniele, in tempi più recenti, a convertire le attività nella produzione e vendita di vino ottenuti dai vitigni dei Colli Berici, tra cui il Garganego e il Tai rosso. di vino.

Fra le etichette di punta spiccano il Sior Marco, un blend di uve rosse strutturato e corposo, medaglia d’argento al concorso mondiale di Bruxelles nel 2022, e il bianco Arcadia. Quest’ultimo, come afferma Sara, “mette d’accordo tutti: al boccato è appena appena dolce, poi risulta solo leggermente frizzantino”. Un ottimo compromesso da servire a tavola.

Verso il crocevia con la Treviso-Ostiglia

Approfittando dei raccordi riservati alle bici già realizzati nei Comuni dell’area berica possiamo ora superare Nanto e fare una deviazione spingendoci sino a Villa Montruglio a Barbarano Mossano (visitabile da aprile a settembre – agosto escluso – dalle 9.30 alle 12, in altri giorni e orari su appuntamento, ingresso gratuito il primo mercoledì del mese).

Un antico mulino a Mossano
Un antico mulino a Mossano

I mulini di Mossano

Prima di tornare sulla E7, se si accetta di affrontare qualche ripida salita è interessante andare a cercare i mulini di Mossano, con la ruota ancora azionata dal flusso dell’acqua (dalla strada principale dopo il paese, in corrispondenza di uno slargo, si lascia la bici e si segue un breve sentiero che collega tre mulini posti lungo un corso d’acqua).

L’intersezione con la Treviso-Ostiglia

Tornati sul percorso della ciclovia, dopo Ponte a Mossano s’incontra il convento di San Pancrazio, con il chiostro cinquecentesco al cui centro campeggia un pozzo in pietra di Nanto. A Ponte di Barbarano c’è l’intersezione fra la ciclabile della Riviera Berica e la Treviso-Ostiglia (di cui abbiamo parlato qui) , quasi del tutto completata: per un breve tratto i due percorsi viaggiano paralleli.

Villa Saraceno

La ciclabile scorre adesso per una decina di chilometri – sempre in piano e su sede dedicata, tenendo in vista da un lato la dorsale dei Colli Berici e dall’altro il profilo di Colli Euganei – fino ad Agugliaro (da segnalare il monumento Fiab alla bicicletta e la possibilità di raccordo con l’Anello dei Colli Euganei). Subito dopo ecco Villa Saraceno, in località Finale, raggiungibile con una breve deviazione dalla strada principale.

Si tratta di uno degli esempi più rappresentativi dell’opera palladiana e uno dei primi lavori a lui commissionati direttamente: realizzata intorno al 1550 su incarico di Biagio Saraceno, presenta un edificio principale stretto tra due barchesse poste ad angolo retto. Oggi di proprietà della fondazione no-profit britannica The Landmark Truste, è visitabile gratuitamente da aprile a ottobre il mercoledì pomeriggio tra le 14 e le 16.

Villa Barbarigo a Noventa Vicentina
Villa Barbarigo a Noventa Vicentina

Villa Barbarigo

Dista meno di cinque chilometri la grande piazza di Noventa Vicentina su cui domina Villa Barbarigo, eretta nel 1588 e oggi sede del Municipio: colpiscono i quattro camini sormontati da cuspidi che si ergono sul tetto e, sul lato opposto della piazza, le due imponenti barchesse sostenute da colonnati che fungevano da magazzino e alloggio per i braccianti. Per avere un’idea degli affreschi che decorano gli interni basta salire la scalinata di Villa Barbarigo e intrufolarsi nella sala d’ingresso.

Pojana Maggiore e Villa Pojana

L’ultima tappa del percorso, Pojana Maggiore, regala un ultimo incontro con lo stile palladiano: Villa Pojana, le cui linee austere rispecchiano il carattere e i desideri del suo committente, il cavalier Bonifacio Poiana.

Il tracciato della E7 termina qui, e anche la nostra avventura lungo la Ciclovia della Riviera Berica in camper più bici volge al termine. Possiamo scegliere se tornare sui nostri passi o proseguire per sette chilometri lungo vie secondarie fino a Montagnana (c’è un ostello con campeggio e area di sosta vicino al centro), raggiunta dall’Itinerario delle Città Murate; la stazione ferroviaria agevola il rientro e la pianificazione dell’escursione successiva.

Non si ha che l’imbarazzo della scelta per prolungare il soggiorno in zona all’insegna dell’abbinata camper più bici: confermando il Veneto una delle regioni meglio organizzate d’Italia per questa modalità di turismo lento.

testo di Michela Bagatella

In sosta presso l'azienda Costalunga
In sosta presso l’azienda Costalunga

Il percorso

Lunghezza

35,6 km

Tappe

da Vicenza a Pojana Maggiore

Caratteristiche del tracciato

Pianeggiante, sicuro, prevalentemente in sede propria con fondo asfaltato

Intersezioni con piste locali

Dal tracciato principale della E7 si raggiungono su pista ciclabile i Comuni di Villaga, Barbarano Mossano, Lumignano, Costozza

Collegamento con altre ciclabili

Garda-Venezia • Anello del Veneto • Treviso-Ostiglia • E2 Anello Colli Euganei • Ciclovia Fiume Bacchiglione Vicenza-Padova • Itinerario delle città murate

Possibilità per le mtb

Collegamento con l’Altavia dei Berici, un itinerario che si sviluppa sulle alture dei Colli Berici tra i 50 e i 400 m di altitudine

Green tour

Collegamento con le tappe e le reti cicloturistiche del Green tour, un progetto di promozione del turismo lento realizzato dalla Regione Veneto in collaborazione con FIAB

Punti di ricarica E-Bike DINAClub

Sono presenti a Longare (1), Castegnero (2), Barbarano Vicentino (2), Sossano (2)

________________________________________________________

Tutti gli itinerari, i weekend, i diari di viaggio li puoi leggere sulla rivista digitale da smartphone, tablet o PC. Per gli iscritti al PLEINAIRCLUB l’accesso alla rivista digitale è inclusa.

Con l’abbonamento a PleinAir (11 numeri cartacei) ricevi la rivista e gli inserti speciali comodamente a casa e risparmi!

photo gallery