Bova si raggiunge risalendo la valle del torrente Sidèroni lungo una strada stretta e tortuosa che punta ai resti del castello normanno. Sulla sommità dello sperone roccioso che vigila sull’abitato è stata ritrovata l’impronta di un piede appartenuta, secondo la leggenda, ad una regina armena. Il turista che arriva a Bova si immerge nella storia, nelle antiche tradizioni custodite e tramandate in antichi riti, nei piatti tradizionali della cucina locale.
Vuoi 3 motivi per cui vale la pena visitare Bova Paese delle Pupazze?
- il Museo di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte per conoscere attraverso i fossili l’evoluzione geologica della Calabria e in particolare dell’Aspromonte
- Il Museo della Lingua Greco-Calabra Gerhard Rohlfs per conoscere una minoranza linguistica attraverso suoni, immagini e utensili di vita quotidiana
- la cattedrale dell’Isodia che custodisce una bellissima scultura marmorea della Madonna col Bambino attribuita a Rinaldo Bonanno in posizione panoramica
- la lestopitta, una frittella di farina e acqua, fritta nell’olio e mangiata calda. Ha la forma di una piadina e viene consumata calda farcita con salumi e formaggi, peperonata, parmigiana, salsiccia, oppure, nella versione moderna, ripiena di nutella o miele.
Programma 2026
Dopo l’accoglienza del gruppo da parte dell’amministrazione, l’attività proposta, prevede la visita di musei, chiese, palazzi nobiliari, del castello normanno, del sentiero della civiltà contadina elaboratori artigianali. Si potrà anche percorrere qualche tratto dei sentieri nel territorio del Parco Nazionale dell’Aspromonte.
Se non riesci a visitare Bova in occasione della festa di fine settembre, segna in agenda la la Domenica delle Palme quando si svolge la processione delle Pupazze, un rito arcaico di grande intensità.
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Tra i borghi più belli della Calabria, restando nella provincia di Reggio Calabria, c’e anche Scilla.
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