Bevagna è una sorta di museo a cielo aperto. Strade e vicoli creano un percorso lambito da edifici secolari, come in Piazza Silvestri. Si tratta di un’icona duecentesca in cui si ammirano due meravigliose chiese del Millecento, San Michele e San Silvestro. Degno di nota il Palazzo dei Consoli che svetta accanto al vecchio Teatro Torti del 1886. Dui grande impatto le case intorno a Piazza San Francesco, situata in cima a una lunga scalinata nel cuore della gaita di San Giovanni. Quest’ultimo è forse il quartiere scenograficamente più suggestivo con un grumo di cortili, piazzette, stretti passaggi e reperti archeologici. Si nota una curva architettonica che segue addirittura l’emiciclo delle gradinate di un teatro romano.
Programma 2026
26 settembre alle ore 12 si svolgerà in Piazza Filippo Silvestri il saluto di benvenuto, accompagnato da un aperitivo e da una degustazione di prodotti tipici locali. Ai partecipanti sarà inoltre consegnata una borsa di benvenuto contenente prodotti e materiale informativo del territorio. Alle ore 15 avrà inizio la visita guidata al Circuito dei Mestieri Medievali, un percorso tra le antiche botteghe artigiane di Bevagna, dove sarà possibile conoscere tecniche, strumenti e lavorazioni ispirate alla tradizione medievale.
27 settembre la giornata sarà dedicata all’esperienza Mevania, città d’acqua – Sulle tracce della Bevagna romana, un itinerario guidato attraverso il Parco Fluviale Archeologico di Bevagna. Partendo da Porta de’ Molini e dall’Accolta sul Clitunno, il percorso seguirà i corsi d’acqua che hanno favorito lo sviluppo dell’antica Mevania, attraversando gli argini del Clitunno e del Teverone e raggiungendo il Ponte delle Tavole, il Ponte dell’Isola e gli altri luoghi più rappresentativi del paesaggio fluviale.
Durante la passeggiata saranno raccontati il rapporto tra la città e l’acqua, le antiche attività produttive, i commerci lungo la Via Flaminia, il possibile porto fluviale e le principali testimonianze della Bevagna romana. L’esperienza si concluderà presso il Lago Aiso, luogo di particolare interesse naturalistico e leggendario, dove sarà proposto un brunch a base di prodotti e specialità del territorio.
L’iniziativa unirà natura, archeologia, storia e tradizioni gastronomiche, offrendo ai partecipanti un’esperienza autentica e accessibile, adatta anche alle famiglie.
Il Mercato delle Gaite
A giugno dentro le antiche mura di Bevagna la vita torna a scorrere come otto secoli fa. L’ingresso al borgo antico viene precluso ai veicoli a motore. Perfino le insegne pubblicitarie e segnaletiche vengono occultare. Il tutto per i dieci giorni delle Gaite (dal nome dai quattro antichi quartieri di San Giorgio, San Giovanni, Santa Maria e San Pietro in cui un tempo era diviso il paese), ovvero una grande rievocazione dell’epoca medioevale.
In occasione della festa, rivivono perduti mestieri come quelli dei cordai, delle filatrici, dei falconieri e dei ceraioli. Le taverne a cielo aperto e le botteghe brulicano di avventori che si aggirano fra osti e mercanti in costume. Giù al fiume, accanto al vecchio lavatoio, viene rimessa in funzione la ruota di legno che cattura l’energia dell’acqua per far funzionare la segheria, non lontano dal luogo dove, in secoli ben più remoti, si sacrificavano i tori in onore del dio Clitumno.
In Italia sono numerose le feste che rievocano il Medioevo, ma quante raggiungono il rigore filologico e il fascino scenografico delle Gaite di Bevagna. Persino dall’estero studiosi e appassionati del genere vengono fin qui a prendere lezioni di storia, perché ricostruire fedelmente il passato riproponendo nei minimi particolari usi e costumi si differenzia notevolmente dal programmare una semplice sfilata. Per mettere in assetto la perfetta macchina organizzativa gli abitanti si preparano con mesi di anticipo.
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