Spesso considerata città di passaggio Bari merita una sosta di almeno 48 ore. Per il suo street food, per il lungomare, che presto sarà più fruibile, ma anche per la sua gente, per i modi di dire e i riti quotidiani che affondano nell’antica della tradizione marinara. La città bagnata dall’Adriatico si prepara a cambiare volto. Spazi recuperati sono stati riconvertiti e il lungomare sarà affiancato da una pista ciclabile entro l’estate. Scoprila con noi.
A sfaziòn!, a tua disposizione. Vito si congeda così dopo avermi illustrato un itinerario goloso a Bari Vecchia. Gli ho chiesto dove trovare i migliori sporcamuss, la tradizionale sfoglia dolce, e in cambio ho ricevuto una carrellata di nomi e termini dialettali coloriti. Bari è la città degli scorci. Le facciate della cattedrale di San Sabino vista dalle tre piazze che la circondano. Lo spicchio di mare incastrato fra gli archi delle mura. I gozzi attraccati ai piedi del Teatro Margherita.

Via Venezia, la strada di mattoncini bianchi chiamata “la muraglia” da cui lo sguardo abbraccia il lungomare. Questo è il punto di contatto tra mare e terra che più racconta la città contesa da Romani, Bizantini e Normanni, il luogo dove i baresi hanno subito assedi e assistito all’avvicinarsi di navi turche e corsare. Un crocevia strategico per l’intero bacino del Mediterraneo. Forse per questo si dice che a Bari nessuno è straniero.
La Linea del Mare, a piedi e in bici

Per decongestionare il traffico di autovetture lungo la litoranea verrà attivata la Linea del Mare, un servizio di trasporto pubblico che collegherà la spiaggia di Pane e Pomodoro con le piscine comunali, passando per il lungomare Augusto e Corso Antonio de Tullio. Il marciapiede che costeggia il lungomare fino al Museo di Santa Scolastica sarà affiancato da una corsia preferenziale per gli autobus urbani con una fascia di parcheggi lungo il profilo della Muraglia. Tra la carreggiata e il marciapiede lato mare è prevista una pista ciclabile.
Costasud, la città-paesaggio
Grazie ai fondi del PNRR Bari cambia volto. Con la riqualificazione di un’area a sud-est dell’abitato un tratto costiero lungo sei chilometri si trasformerà in un grande parco. Si chiamerà Costasud e offrirà ai cittadini spazi verdi, piste ciclabili, lidi, locali e residence costruiti con soluzioni innovative per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale.
48 ore a Bari

Mattina
La giornata inizia con una passeggiata sul lungomare Imperatore Augusto. Il tratto che costeggia la città vecchia dall’area di Santa Scolastica fino al Fortino Sant’Antonio cambierà volto entro l’estate. Sul molo Sant’Antonio, i locali utilizzati per il ricovero del pesce si trasformeranno in una moderna struttura che ospiterà un museo del mare, una terrazza panoramica, una passerella attrezzata e una pista ciclabile.

Dal lungomare svoltando a sinistra in direzione nord raggiungo Piazza Mercantile, il cuore pulsante delle attività commerciali dove si affaccia il Palazzo del Sedile con il caratteristico loggiato e la Torre dell’Orologio. “Si presta docile come una modella, non ci sarà mai una posa che sia stata già vista senza che il segreto del fascino decada, senza che smetta mai di conquistarci come se fosse la prima volta”, scriveva lo scrittore e giornalista Lino Patruno.

Imbocco ora Strada Palazzo di Città, chiamata un tempo Ruga Francigena, testimonianza dell’antico itinerario di pellegrinaggio alla volta di Gerusalemme. Mi soffermo ad ammirare il portale di Palazzo Tanzi di proprietà della famiglia omonima. Un’epigrafe sull’architrave recita “Ingredere has aedes quisquis amicus eris”, “chiunque tu sia, sarai amico”: allora è vero che a Bari nessuno è straniero!

La luce accarezza la facciata in stile romanico-pugliese della Basilica Pontificia di San Nicola che custodisce le spoglie del patrono, trafugate dalla Turchia nel 1087 da un gruppo di marinai baresi. Capolavoro del romanico pugliese, è anche un importante simbolo di ecumenismo: rappresenta un luogo di pellegrinaggio anche per i cristiani ortodossi, ai quali è cara la figura del santo di Myra.

Bari è una delle poche città ad avere due cattedrali e due patroni; tuttavia il culto di San Sabino non è mai stato particolarmente diffuso, offuscato com’è dalla fama di San Nicola. La sorella minore della più nota basilica si trova in Piazza dell’Odegitria.
La focaccia al Panificio Fiore

Nell’intrico di viuzze che si dipana intorno alla Basilica di San Nicola l’odore della pescheria si mescola a quello del Panificio Fiore (Strada Palazzo di Città 38), una delle più antiche panetterie della città dove ogni mattina si forma la fila per un pezzo di ruota (focaccia) calda. A Bari il rito dello street food è un must e la focaccia uno spuntino d’obbligo. Da provare anche il calzone di cipolle o i taralli.
Riprendendo la muraglia arrivo al complesso monumentale di Santa Scolastica, con il bastione aragonese e l’antico monastero, ospita un museo che illustra lo sviluppo della città dalla preistoria fino all’età moderna e comprende l’area archeologica di San Pietro.

Ritornando su Via Venezia imbocco Vicolo San Pietro fino ai resti della chiesa di Santa Maria del Buonconsiglio, demolita nel 1939. Si tratta di otto colonne, riportate alla luce insieme ai mosaici della pavimentazione, di cui sei sormontate da capitelli corinzi; gli altri due capitelli sono con probabilità quelli conservati nel cortile del castello svevo.
A pranzo alle Arpie

Il monumento vivente della Bari Vecchia sono le signore della pasta di Via Arco Basso, di recente sono protagoniste di una polemica esplosa sui social sulla reale autenticità delle orecchiette prodotte nella celebre via del centro storico. Comunque sia, ci s’incanta a guardarle mentre lavorano l’impasto di acqua e semola di grano duro dando forma alle orecchiette e agli strascinat. Si è fatta ora di pranzo. Bari, accanto allo street food sciorina una sequenza di trattorie degne di nota.

All’Osteria Le Arpie (Vico Arco del Carmine 2, tel. 080 5217988) la cucina è casereccia e a prezzi contenuti: immancabili le orecchiette fatte in casa, condite tra novembre e aprile con le cime di rapa. Ma voglio farmi passare lo sfizio dello sporcamuss e finisco Al sorso preferito (Via De Nicolò 42) dove alla fine del pasto servono la specialità dolce della città: una sfoglia croccante ripiena di crema pasticcera da gustare ben calda. “È il dolce della domenica a casa della nonna, delle feste in famiglia e delle serate con gli amici”, mi dicono.
Pomeriggio

Tra Corso Antonio De Tullio e Piazza Federico II di Svevia si staglia la mole del castello svevo fiancheggiato dai Giardini Isabella d’Aragona. La cinta è dotata di quattro torri ed è circondata su tre lati (escluso quello settentrionale, un tempo bagnato dal mare) da un profondo fossato. La costruzione del primo nucleo risale al 1132 per volere di Ruggero il Normanno, ma la sua attuale conformazione è il risultato di vari rimaneggiamenti.
Adibito a carcere e caserma nel XIX secolo, il castello è oggi sede di alcuni uffici della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio e ospita una gipsoteca. Dal cortile si accede a un percorso sotterraneo lungo il quale sono visibili resti di case pavimentate e di una chiesa della metà del X secolo forse dedicata al culto di Sant’Apollinare.
Lo sporcamuss alla Gelateria Gentile

Nel frattempo mi è venuto un certo languorino. D’altra parte Bari è anche e soprattutto il suo street food. Difficile resistere alle tentazioni della Gelateria Gentile, premiata con due coni dal Gambero Rosso, che dagli anni Venti tramanda l’arte della pasticceria alle nuove generazioni. I raggi ancora caldi del sole invitano a puntare in direzione del mare. Le spiagge comunali si raggiungono facilmente a piedi: quella sabbiosa di Pane e Pomodoro e quella di ghiaia di Torre Quetta.
Quello fra la terra e il mare è un dialogo continuo. Lo capisco quando mi ributto nel dedalo di viuzze di Bari Vecchia per affacciarmi all’imbrunire in Piazza del Ferrarese, dove si concentra la movida serale e notturna dei baresi. Suggestiva e romantica la vista del lungomare illuminato che si gode dalla piazza e dalla rampa di accesso a Via Venezia.
Sera

Un tempo i pescatori arrivavano nel porto antico, attraccavano le barche e buttavano a terra il pesce da vendere. Chi lo comprava diceva di averlo acquistato da “n’derr a la lanz”, cioè ai piedi delle barche. Da allora l’area del vecchio porto, il Molo San Nicola, è un luogo di aggregazione. Ci si va a fare l’aperitivo, che a Bari è rigorosamente a base di street food, accompagnato alla birra Peroni “sudata” (cioè ghiacciata), abbinata alla focaccia barese farcita con pomodorini, origano e olive. Il rito si consuma a El Chiringuito, che serve anche una versione più cosmopolita del classico pesce crudo alla barese, il “sushi alla barese”, a base di molluschi.

Vale la pena fare una passeggiata fin qui il sabato mattina, quando il vociare dei venditori si mescola al rumore del polpo sbattuto e a quello delle carte sul tavolo degli habitué del molo. Un secondo cantiere della riqualificazione del lungomare comprende proprio il molo San Nicola che cambierà volto grazie al restyling dei locali del mercato del pesce. Anche il Teatro Margherita, costruito su palafitte in stile art nouveau nell’ansa del vecchio porto, dopo un lungo restauro è stato riconvertito in museo di arte contemporanea.

La movida in periferia
Chi non ha fretta di ripartire e vuole vivere la movida barese deve dirigersi nei quartieri più periferici di San Pasquale e Carrassi, che dalle 22 richiamano gli appassionati della musica live. Il lunedì e il venerdì sono le serate del Morgana, il martedì e la domenica si va alle Storie del Vecchio Sud, il mercoledì e il giovedì tutti al Crossroad Saloon.
Di Bari colpisce la luce: dolce al mattino, quando filtra tra gli alberi delle barche ormeggiate al molo, struggente la sera, quando il sole che cala regala un bellissimo skyline. Ritornerò, come si ritorna a Parigi. In fin dei conti, “C’ Parigi tenev u’ mar, aveva iess na piccola Bar”: se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari, recita un famoso detto.
Bari set di serie

Dopo il successo della serie Le indagini di Lolita Lobosco, Bari ospita le riprese della serie Rai I casi dell’avvocato Guerrieri diretta da Gianluca Maria Tavarelli, ispirata ai romanzi di Gianrico Carofiglio con Alessandro Gassman nel ruolo di protagonista. Guido Guerrieri è un avvocato brillante, sempre in bilico tra successo e fragilità. Appassionato di boxe, nostalgico dell’amore perduto per la moglie Sara dalla quale si sta separando, Guerrieri affronterà con acume, e abilità dialettiche i casi oggetto delle sue istrioniche difese dibattimentali. Ad affiancarlo un team di personaggi memorabili.
Leggi anche: I luoghi e i personaggi della fiction Imma Tataranni su Rai1

Bari e lo street food: i TOP 3
1. Le sgagliozze di Maria


È l’indirizzo giusto per provare le migliori sgagliozze della città, quadratini di polenta fritta nell’olio di semi di girasole dentro grandi pentoloni in Strada delle Crociate 13. Da provare anche le popizze, palline di pastella fritta dolce o salata.
2. I panzerotti di Frisc’&Mmange

Al civico 34 di Strada Tancredi trovi il miglior panzerotto di Bari. Accanto a quello classico, ripieno di pomodoro e mozzarella, non mancano le varianti: con le cime di rapa, la cipolla o il capocollo. La sfida è addentarlo quando la mozzarella è bollente senza sbrodolarsi il ripieno addosso. Guardatevi attorno e copiate il modo di gustarlo: a gambe aperte e con la testa inclinata leggermente in avanti. Già dopo il primo morso vi sentirete in Paradiso.
3. Il panino col polpo

La Tana del Polpo (Strada Vallisa 50, tel. 080 9753338) propone un appetitoso miscuglio della migliore tradizione marinara, abbinando la concretezza dei sapori alle vivaci interpretazioni moderne. È anche trattoria di mare, ma vuoi mettere il gusto di mordere in piedi il classico panino farcito con il polpo arrosto condito con olio, limone, insalata e pomodorini?
Dove sostare
- Parcheggio a pagamento senza servizi, in Piazzale Cristoforo Colombo, a 400 metri dalla Basilica di San Nicola.
- Hobby Park Wash, Parcheggio all’interno di un lavaggio self-service all’aperto vicino al lungomare sud e alla spiaggia di Pane e Pomodoro, a venti minuti a piedi da Bari Vecchia. Sempre aperto, recintato, custodito, illuminato e dotato di camper service, elettricità, wi-fi, servizi igienici e doccia; nei pressi di un supermercato.
- Gran Parcheggio Alberotanza; costo 20 euro giornalieri inclusivi di carico acqua e scarico reflue.
Prodotti tipici
- Panificio Arciuli, via Roberto da Bari 74, tel. 080 5212572.
- Magicaterra, Via Boemondo 14. Artigianato in ceramica e prodotti della tradizione pugliese.
Dove mangiare
- La Cecchina, Piazza Mercantile 31, tel. 080 5214147.
- Le Due Aquile Via Salvatore Cognetti 53, tel. 080 2022483, 327 4494703,
- Osteria del Porto Piazza della Torre 71, tel. 080 5430156.
Info utili
Tutte le info sul Portale ufficiale del turismo della destinazione Puglia
testo di Ida Santilli
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