Cosa puoi fare in un weekend in camper in Sicilia? Se parti fuoristagione hai tantissime opportunità per girare senza fare code sulle strade e nei musei e goderti il paesaggio. Ti suggeriamo qualche spunto che può ispirare la tua vacanza in Sicilia nei prossimi ponti di primavera.
Camminare sugli argini della salina ammirando lo spettacolo dei fenicotteri sui quadretti d’acqua. Tifare la squadra che fa ruzzolare una forma di formaggio sull’asfalto con il pubblico che incita i partecipanti a una gara. Osservare le stelle al telescopio al termine di un trekking tra i megaliti. Gironzolare tra le bizzarre camere di un albergo piuttosto estroso. Gustare una genovese calda appena sfornata in una pasticceria che ha una storia da raccontare.
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Vivere un giorno da salinaio alle Saline Culcasi

Visitare una salina a Trapani e fare scorta di sale è d’obbligo se stai facendo un tour sulla costa occidentale. Alle saline Culcasi puoi fare una divertente visita guidata con uno degli otto nipoti di Alberto Culcasi, u patruno, colui che l’ha fondata. Ti racconterà tanti aneddoti legati a questa pratica che si è tramandata di generazione in generazione. Il nonno ha inculcato ai figli che a loro volta l’hanno trasmessa ai nipoti, la sua passione. Oggi sono tutti impegnati tra l’antica lavorazione del sale, un museo che raccoglie arnesi e cimeli e il ristorante.
“Ho sempre pensato che questo mio umile lavoro un giorno potesse essere ricchezza per molti ed ho voluto fortemente che i miei figli lo amassero quanto me”. Si legge sulla tovaglietta del ristorante. Vale la pena visitare la salina a settembre quando si svolge la raccolta. A ottobre, invece, a raccolta finita e quando le giornate si accorciano, si può ammirare lo spettacolo dei fenicotteri che popolano i quadretti di acqua. Prenota la tua esperienza in salina chiamando al 327 0226800, info@salineculcasi.it.
Sosta camper: agriturismo Piana di Borromeo
Assistere al gioco del maiorchino a Novara di Sicilia

A Novara di Sicilia, al confine tra i Nebrodi e i Peloritani, ogni anno a Carnevale si tiene il gioco del maiorchino. Questo è il formaggio ottenuto con latte di pecora intero chiamato anche a’ maiurchèa. La forma ruzzola sull’a strada’asfalto con la folla che si assiepa ai margini della strada pronosticando un vincitore.
I giocatori lanciando il cacio devono impegnarsi a raggiungere per primi il punto di arrivo. Ma le insidie sono dietro l’angolo e spesso accade che la fortuna del principiante prevalga sul lanciatore esperto. Nei giorni che precedono la festa si prepara la pasta ‘ncasciata, pasta al forno imbottita con melanzane fritte, primo sale, salame e uova bollite, e condita con un sugo di polpette e carne d’agnello e, ovviamente, una spolverata di maiorchino.
Sosta camper: a una ventina di chilometri, sulla costa c’è il Camping Village Salicà
Trekking sotto le stelle tra i megaliti

Sotto la guida di Elisa dell’associazione Progetto Futuro Migliore puoi fare un emozionante trekking sull’altopiano dell’Argimusco, al confine tra i Nebrodi e i Peloritani. Aquile, guerrieri, sacerdoti: le imponenti rocce di arenaria spazzolate dal vento hanno preso le forme più varie. Si stagliano nel cielo azzurro che ne fa risaltare la maestosità. Il profilo dell’Etna che sbuffa (qui la chiamano ‘a muntagna) sovrasta il verde delle felci che incorniciano il paesaggio.
Per alcuni è un luogo sacro legato al culto della fecondità, per altri i menhir rappresentano costellazioni di stelle che furono visibili milioni di anni fa in una notte di solstizio d’estate. Se si arriva qui verso il tramonto, mentre la roccia diventa arancione e il mare un blu intenso, il colpo d’occhio su Capo Milazzo e Capo Tindari è mozzafiato. Quando il buio cala sui menhir Gianfranco prende il telescopio e mostra ad ogni partecipante la danza delle stelle.
Sosta camper: dista una ventina di chilometri il Marinello Camping&Touristic Village.
Entrare nelle bizzarre camere dell’Atelier sul Mare

La costa nord della Sicilia svela un gioiellino che non si può sorvolare ma che merita una sosta di almeno un paio d’ore all’interno di un weekend in camper. A Castel di Tusa un estroso artista ha realizzato l’Atelier sul Mare, un bizzarro hotel visitabile con un tour guidato da Mariella. A partire dal 1991 artisti provenienti da tutto il mondo hanno soggiornato qui per dare il proprio contributo affrescando ventiquattro delle quaranta camere dell’albergo.
L’ospite abita dentro l’opera d’arte, la vive, la fruisce. Certo, chi cerca le comodità di un hotel a quattro stelle non è nel posto giusto: non ci sono comodini, armadi o cassettiere. Qui ci devi venire con lo spirito giusto, devi sapere accogliere il messaggio che l’artista ha lasciato sulle pareti di fango, sotto un soffitto ammantato di stelle, su una porta scorrevole.
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Gustare una genovese da Maria Grammatico

Tra le esperienze da fare in un weekend in camper in Sicilia c’è sicuramente gustare una genovese da Maria Grammatico. La pasticcera è nota per i suoi dolci conventuali ma soprattutto per le genovesi, soffici ravioli di pasta frolla a forma di mezzaluna ripieni di crema. Le abbiamo assaggiate calde, appena sfornate e ce ne siamo innamorati. Sul lungo bancone della pasticceria in Via Vittorio Emanuele 14 a Erice campeggiano cataste di pasticcini, piramidi di bocconcini e sospiri, dolcetti al liquore ricoperti di cioccolato, palline all’arancia e frutta martorana.
Maria ha imparato a fare i dolci al monastero di San Carlo, dove fu mandata dopo la morte del padre all’età di undici anni. «Guardare e imparare. Bastava vedere una volta come impastavano e già le dosi le avevo scritte qua, in testa» racconta Maria. «Io non ho avuto da lì una sola cosa, né una ricetta scritta e nemmeno una forma vecchia». La pasticceria in Sicilia ha raggiunto il suo massimo splendore nel Cinquecento proprio nei conventi. Qui le monache sfornavano la frutta martorana, la cassata e svariati dolci a base di mandorle. In seguito alla decadenza della nobiltà e all’espropriazione dei beni
ecclesiastici, per mantenersi cominciarono a vendere le loro delizie attraverso la ruota.
Un patrimonio mai disperso che in Sicilia – e a Erice in particolare – ha raggiunto livelli di originalità e di fantasia come in pochi altri territori. Merito dei popoli che l’hanno attraversata introducendo prodotti come pistacchio, sesamo, carrubo, canna da zucchero e agrumi. Maria ha aperto il negozio il 1° giugno 1964 e da allora sciorina cassatedde, quaresimali, mustazzoli, belli e brutti, cannoli e biscotti al fico. «Per riuscire ad arrivare dove sono ho fatto uno sforzo enorme – continua – con tutta la mia volontà». Caparbia e ostinata, Maria ha aperto una scuola di cucina che prevede corsi di una giornata che si
tengono da lunedì a venerdì: è qui che si apprendono i segreti della pasticceria ericina.
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