Se a Itaca sono ben poche le tracce tangibili delle mitiche gesta di Ulisse, a Cefalonia è ancora impresso il ricordo di una dolorosa pagina della storia italiana. Ma è certo che le due isole del Mar Ionio rappresentano insieme una splendida meta per una vacanza a tutto pleinair
Indice dell'itinerario

Arriviamo ad Argostoli in uno dei rari giorni di pioggia di fine estate, a pochi giorni dalle celebrazioni ufficiali per i 70 anni dai tragici eventi passati alla storia come l’eccidio di Cefalonia. Nel 1943 migliaia di soldati italiani stanziati nelle isole ioniche, in gran numero appartenenti alla Divisione Acqui, dopo l’Armistizio dell’ 8 settembre rifiutarono di arrendersi alle truppe tedesche e andarono incontro al massacro. A Cefalonia cinquemila uomini furono fucilati a tradimento e più di duemila vennero spediti ai campi di concentramento; la stessa sorte toccò alle piccole guarnigioni di Itaca, Lefkada e Corfù. Si salvarono solo poche centinaia di persone, fuggite sui monti o pietosamente recuperate dalle fosse comuni dalla popolazione dell’isola.

Il traghetto che collega Cefalonia a Itaca
Il traghetto che collega Cefalonia a Itaca

A questo episodio sono ispirati il romanzo Il mandolino del capitano Corelli di Louis de Bernières (1994) e l’omonimo film diretto da John Madden (2001): e noi prima di dedicarci alle incantevoli spiagge dell’isola – come la famosa Myrtos Beach, non a caso scelta come set principale per le riprese – complice il maltempo decidiamo di fare visita al monumento commemorativo eretto nel capoluogo a Cima Telegrafo. Le sedie in plastica sono ancora in fila e i fiori freschi deposti a terra si scompongono sotto il temporale. Accanto al nostro camper è parcheggiata un’automobile italiana, al cui interno una ragazza e un anziano signore aspettano pazienti che spiova.

Comincia il viaggio

Noi invece ci spostiamo in fretta a Sami per un aperitivo a base di meze (i classici antipasti) e odoroso vino Retsina al Captain Corelli’s Bar, che a dispetto del nome non ha niente a che vedere con le atmosfere da kafeneion (ovvero da bar del villaggio) evocate nel libro.

Ricostruito in stile moderno dopo il devastante terremoto del 1953 (seguendo la sorte delle due principali cittadine di Argostoli e Lixouri) è inserito in una delle zone più mondane dell’isola, punto di ritrovo per i giovani locali e stranieri. Per respirare le atmosfere del passato occorre spingersi fino all’antico borgo fortificato di Assos o al villaggio di pescatori di Fiskardo, principale centro velico dell’isola, con le piccole casette dai colori pastello e le imponenti ville neoclassiche affacciate sul mare.

L’Abete di Cefalonia
L’Abete di Cefalonia

Il giorno successivo, sotto un sole di nuovo splendente, ci spostiamo nell’entroterra per visitare il Parco Nazionale del Monte Anos (1.582 m), attraversato da una comoda strada che permette di ammirare da vicino due endemismi locali: l’Abete di Cefalonia, che cresce oltre i 1.400 metri ed è presente solo sul Monte Olimpo e sulle cime ripide dell’Epiro, e la viola di Cefalonia, che fiorisce in primavera sulla radura sommitale. Alle pendici del monte, nella conca assolata dell’Altopiano Omalon, si trova il monastero di San Gerasimo, il santo taumaturgo e patrono dell’isola, a cui è dedicato il pellegrinaggio di Ferragosto da Argostoli evocato anche nel film. Accanto al monastero sorge la cantina cooperativa del Robola.

La cantina del vino Robola, una delle specialità di Cefalonia
La cantina del vino Robola, una delle specialità di Cefalonia

Il famoso vino bianco è prodotto da un particolare grappolo dall’acino minuscolo, endemico dell’isola, ed è reso particolarmente aromatico dal microclima che alterna le giornate torride alle notti fresche e umide. Anche Mandras, uno dei protagonisti del romanzo, lontano da casa sogna di tornare per berne un sorso. Mentre degustiamo le inebrianti specialità della cantina, sfogliando il libro degli ospiti scopriamo casualmente chi sono i nostri connazionali incontrati sotto il temporale al monumento di Argostoli: l’anziano signore è Marco Botti, uno dei pochi sopravvissuti alla strage, in visita all’isola con i suoi nipoti. Forse anche lui, negli ultimi settant’anni, ha sognato qualche volta di riavere in mano una coppa di Robola.

Passeggiata verso il faro di Fiskardo
Passeggiata verso il faro di Fiskardo

Da Poros ad Argostoli

La visita in camper a Cefalonia alterna ampie e panoramiche strade di montagna a piccole baie riparate, raggiungibili dall’alto scendendo numerosi e stretti tornanti. Sbarcando (come abbiamo fatto noi) a Poros, subito a destra si può approfittare della bella spiaggia di Raya, servita da un comodo parcheggio utilizzabile anche nelle ore notturne. La strada verso sud costeggia il mare sino al centro abitato di Skala, impreziosito dagli scavi di una villa romana, con i resti di un bel mosaico termale. Superata la costa di Mouda, le indicazioni per Kaminia Beach portano ad alcune tra le più isolate spiagge dell’isola, dove nidifica anche la tartaruga marina Caretta Caretta.

C’è un ampio parcheggio gratuito vicino all’antica fornace per la calce (Ancient Kiln), con alcuni pannelli informativi e ampi spazi di sosta lungo la strada sterrata. La strada principale si allontana poi dal litorale, costeggiando la base del massiccio del Monte Ainos, sino a raggiungere la vasta piana agricola della baia di Lourdata. Benché offra belle spiagge, la zona non invita a fermarsi perché piuttosto costruita e servita da strade strette. Conviene puntare direttamente su Argostoli, lasciando sulla sinistra un frastagliato promontorio di difficile accesso. La visita alla cittadina è facilmente effettuabile a piedi sfruttando i parcheggi del porto, piuttosto affollati la mattina ma più accessibili nel pomeriggio. La laguna Koutravos, con il bel ponte pedonale tra le due sponde, è una delle principali attrazioni.

Assos, una caratteristica taberna
Assos, una caratteristica taberna

Proseguendo per circa tre chilometri in direzione nord, sulla strada del faro, si può assistere al curioso fenomeno geologico delle katavothres. Si tratta di canali sotterranei che mettono in comunicazione tratti di mare anche molto distanti tra loro: è stato dimostrato che l’acqua marina che sgorga ad Argostoli, tanto potente da azionare le pale di un mulino, arriva dal lago della Melissani Cave situato a Karavomilos, sul lato opposto dell’isola.

La strada di montagna che parte oltre la laguna cittadina consente di seguire il percorso sotterraneo dell’acqua sino al versante orientale. S’incontreranno le deviazioni per Valsamáta, il Convento di San Gerasimo con la vicina cantina sociale Robola e, poco oltre, la comoda salita per il Parco Nazionale del Monte Anos (possibilità di parcheggio solo all’ingresso, presso la zona pic-nic o sulla cima, sotto i ripetitori).

Non lontano da Sami, la spiaggia di ciottoli di Antisamos è uno dei lidi più celebri di Cefalonia
Non lontano da Sami, la spiaggia di ciottoli di Antisamos è uno dei lidi più celebri di Cefalonia

A Sami

Arrivati a Sami una piccola strada secondaria conduce alla spiaggia di Antisamos, altro lido tra i più famosi, dove è presente un ampio parcheggio accessibile nel periodo estivo. La strada principale verso nord raggiunge Sant’Eufimia, segue per un tratto la costa per poi tagliare nuovamente verso l’interno e verso la costa ovest e la famosa spiaggia di Myrtos, ritenuta una delle più belle spiagge dell’intera Grecia.

Il villaggio di Assos è adagiato su un istmo che collega la terraferma a un promontorio ricco di grotte
Il villaggio di Assos è adagiato su un istmo che collega la terraferma a un promontorio ricco di grotte

Svoltando invece verso nord a Divarata si raggiunge – dopo molte curve – il pittoresco borgo di Assos, posto su un istmo da cui si accede a un promontorio sulla cui sommità si erge un’antica fortezza veneziana. Per visitare il paesino e salire a piedi i due chilometri sino al castello conviene parcheggiare alla base della salita. La strada principale procede ancora verso nord, restando all’interno. Vale la pena di affrontare le faticose curve delle deviazioni verso il mare per raggiungere la spiaggia di Aghia Jerusalem, svoltando a Manganos per Tzamarelata. Le indicazioni per il bel villaggio di Fiskardo portano anche alla spiaggia di Emolisi, comodo accesso al mare con parcheggio ombreggiato e taverna. Da non perdere una passeggiata al panoramico faro, sull’estremità settentrionale.

La spiaggia di Aspros Ghialos, sulla costa sudoccidentale, nelle vicinanze di Piso Aetos
La spiaggia di Aspros Ghialos, sulla costa sudoccidentale, nelle vicinanze di Piso Aetos

Sul promontorio di Lixouri, nell’estremo ovest dell’isola, ci sono almeno quattro siti da non perdere: la piccola baia di Atheras, nella parte settentrionale, con possibilità di sosta notturna; la bella spiaggia bianca dall’incantevole acqua turchese di Petani, con parcheggio a pagamento; la famosa Platia Ammos, raggiungibile scendendo una scalinata e la lunga spiaggia sabbiosa di Xi, adatta alle famiglie con bambini, anche se con alcune difficoltà di parcheggio.

Selvaggio Ionio

Il villaggio di Frikes, nel versante settentrionale di Itaca
Il villaggio di Frikes, nel versante settentrionale di Itaca

A dispetto della notorietà dell’isola legata ai miti narrato nell’Odissea, non aspettatevi di trovare qui siti archeologici di grande interesse. In compenso la patria di Ulisse, poco battuta dal turismo di massa e priva di campeggi, è accogliente verso i turisti all’aria aperta e la visita in camper – seguendo l’unica strada asfaltata che collega le due estremità dell’isola – consente di godere di paesaggi eccezionali. Se si preferisce non avventurarsi a Itaca con il v.r. vale la pena – se si fa base a Cefalonia – prevedere almeno un’escursione giornaliera, rivolgendosi a uno dei tanti operatori privati che effettuano le visite turistiche in motonave dal porto di Sami; il collegamento all’isola da Sami e da Fiskardo è inoltre garantito da un traghetto.

Un Caffè nel villaggio di Frikes
Un Caffè nel villaggio di Frikes

A Vathi, tra storia e mare

Persino nella zona di Vathi, il capoluogo, c’è una spiaggia comodamente accessibile, subito dopo la marina, con ombreggiatura, taverna e possibilità di sosta notturna. La bella baia di Filiatrò è invece riservata a veicoli con lunghezza inferiore a 6 metri, mettendo comunque in conto una manovra su due tornanti. Chi se la sente di affrontare uno sterrato di circa due chilometri può raggiungere l’incantevole spiaggia di Kaminia, dove trascorrere la notte proprio sul mare. Sulla strada per Piso Aetos si trovano le indicazioni per l’area archeologica di Alalkomenes, antica città pre-ellenistica che alcuni studiosi ricollegano al palazzo di Ulisse. Con una bella scarpinata sino alla cima del monte si possono ammirare le mura ciclopiche e l’impostazione architettonica della cittadella fortificata.

L’interno del monastero di Monì Katharon
L’interno del monastero di Monì Katharon

Proseguendo lungo la strada principale in direzione nord si raggiunge il bivio per il monastero dedicato alla Vergine di Monì Katharon, a circa 550 metri di quota, costruito alla fine del XVII secolo. Nel cuore della parte settentrionale dell’isola si trova il villaggio di Anoghi, dove un percorso pedonale conduce ad alcune curiose formazioni geologiche note come i menhir di Araklis.

La bianca spiaggia di Fteri, raggiungibile da quella di Myrtos con un’ora di pagaiata
La bianca spiaggia di Fteri, raggiungibile da quella di Myrtos con un’ora di pagaiata

La spiaggia di Polis, all’estremo nord di Stavros, premia con un ampio parcheggio ombreggiato la fatica di due tornanti strettissimi, mentre il pittoresco borgo di Frikes accoglie con un comodo parcheggio nei pressi del porticciolo; da qui si può proseguire a piedi sino alla baia di Kioni (circa tre chilometri), toccando varie spiaggette. Da Frikes chi se la sente di guidare su tre chilometri di sterrato – inizialmente ripido ma poi ben transitabile – può raggiungere la spiaggia di Marmaka, un piccolo paradiso dove godersi l’alba sul mare. 

Testo e foto di Federica Botta

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