Non ci si va apposta ma di solito è una tappa di passaggio per visitare i borghi del Molise. Campobasso rivela, invece, un volto dinamico. Andiamo a scoprire la città dei Misteri
Indice dell'itinerario

Il capoluogo del Molise, Campobasso, non è una tra le destinazioni gettonate per le vacanze lunghe o i weekend. Spesso è una tappa di passaggio se si decide di visitare i borghi del Molise. La visita alla città richiede poche ore ma concentrando il tour in 5 esperienze da non perdere sarai sicuro di non aver perso nulla.

Molise-Campobasso-Piazza Municipio

Nell’attesa che venga resa nuovamente agibile l‘area camper in zona stadio nuovo, puoi sostare con il camper nel parcheggio della stazione ferroviaria. Cerchi una silenziosa e tranquilla sosta rurale? A circa 15 chilometri da Campobasso, trovi l’agriturismo La Piana dei Mulini. Il casolare è ricavato da un ex mulino trasformato in centrale idroelettrica che oggi è un albergo diffuso “camper friendly”. Comodo approdo per visitare la città romana di Sepino e per cimentarsi nel river trekking alle Cascate di Carpinone.

Scopri tutte le aree camper di Campobasso e organizza il tuo viaggio in Molise sfogliando il Portolano che trovi allegato gratuitamente a PleinAir di maggio!

Leggi anche 5 idee per un weekend in camper nel Molise

La salita a piedi al castello Monforte

Molise-Campobasso-castello Monforte-vista sulla città

Accoccolato sulla cima del colle Sant’Antonio che sovrasta Campobasso, il castello si mostra imponente con quattro torri angolari a pianta circolare e tracce del ponte levatoio. Da una rampa di scale si accede al terrazzo da cui si gode un’impareggiabile vista sulla città. L’origine del castello è incerta. Una pergamena del 1216, menzionando il primo dei feudatari normanni di Campobasso di cui siamo a conoscenza, Roberto di Molise, definisce per la prima volta la città come un castrum. L’aspetto odierno, però, si fa risalire ad una fase costruttiva ancora successiva, quella voluta dal conte Nicola II Monforte, meglio conosciuto come Cola di Monforte, che si occupò della sua ristrutturazione a seguito del terribile
terremoto del 1456.

Per arrivare al castello si sale a piedi da Piazza S. Leonardo salendo lungo Via Chiarizia in appena 20 minuti. Chi non se la sente di cimentarsi nella salita, può raghgiungere il castello in camper da Via Garibaldi imboccando Viale del Castello e proseguendo sul Viale delle Rimembranze. Da aprile a settembre è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 e l’ingresso è gratuito.

Da notare lungo il percorso

La cattedrale, chiesa intitolata alla Santissima Trinità, è il luogo di culto più importante della città che custosice pregevoli affreschi dell’artista Amedeo Trivisonno. Il passaggio è obbligato per salire al castello ammirando l’elegante palazzo color aragosta che ospita il raffinato Teatro Savoia. D’estate i dehors dei caffè rendono gradevole la permanenza sulla piazza impreziosita dalla statua di Gabriele Pepe. Inerpicandosi nei vicoli a gradoni che salgono al castello, si ammira la chiesa romanica di San Giorgio nella parte più alta del centro storico, dedicata al patrono della città.

Assistere alla sfilata dei Misteri

Molise-Campobasso-Corpus Domini-Sfilata dei Misteri-angeli-bambini

Se devi scegliere un periodo per visitare Campobasso ti consigliamo i giorni del Corpus Domini quando la città è in fibrillazione per la singolare Sfilata dei Misteri. L’evento è l’espressione popolare di una comunità che riconosce le sue radici nei messaggi morali dei tredici quadri viventi che l’attuale amministrazione sta cercando di esportare fuori dai confini regionali. Tutto comincia la mattina del giorno di Corpus Domini con la vestizione dei personaggi negli spazi del Museo dei Misteri che per tutto l’anno custodisce gli “ingegni”, le originali strutture portanti settecentesche opera dell’artista locale Paolo Saverio di Zinno che nel 2018 è stato celebrato a trecento anni dalla nascita.

Un rituale che vede impegnate le mamme che sono tutte giovani, apprensive ma anche risolute. Un allestimento straordinario che un artista locale ha regalato alla città di Campobasso. La maestosità degli ingegni, la fatica dei portatori delle macchine, i volti sorridenti dei bambini volanti, la Donzella che non si fa tentare dal Diavolo e dai desideri terreni. “Scannétt allért uno, due e tre” è il comando del caposquadra che segna il momento in cui si tolgono i cavalletti e i quadri viventi iniziano ad animarsi.

Fai un salto nel quartiere Fontana Vecchia. Grazie al progetto “Imbrattiamo: Street Art e Misteri”, su alcune facciate dei palazzi del quartiere è possibile ammirare quattro murales dedicati all’originale sfilata (le opere sono di Andrea Ravo Mattoni, Luis Gomez, Simone Carraro e Luogo Comune.

Molise-Campobasso-Corpus Domini-sfilata dei Misteri-Abramo

Una passeggiata a Villa de Capoa

Villa de Capoa è un parco neoclassico che nel 1875 la contessa Marianna de Capoa donò all’omonimo orfanotrofio femminile da lei fondato. Nel 1929 tutto il complesso fu ceduto al comune. E’ piacevole passeggiare nell’intrico di siepi che delimi tano piccole piazzole e percorsi labirintici, decorato da statue, fontane e archi di pietra. Si nota persino un sarcofago di fine Quattrocento, un pozzo e una grotta.

L’ingresso principale in ferro battuto, insieme ai lampioni in stile floreale furono realizzati dall’artigiano campobassano Giuseppe Tucci e rappresentano le migliori testimonianze del Liberty in città. Si entra da Piazza Falcone e Borsellino (già piazza Savoia) ma si può accedere anche da via Ugo Petrella. Aperta tutti i giorni da maggio a settembre dalle 9 alle 22.

Farsi un selfie coi murales a San Giovanni

Dal 2011, grazie al progetto “Draw the line” promosso dall’Associazione Malatesta, alcune facciatedegli edifici sono state riqualificate attraverso la street art, trasformando il quartiere di San Giovanni in un vero e proprio museo all’aria aperta. Qui è possibile ammirare le opere di artisti come Dado, Vesod, Joys, Blu, Re ser, Macs, Milu Correch, Made514, Zed1 e Peeta.

Gustare pizza e minestra da Zi’ Concetta

I campobassani lo sanno e sono tutti concordi. L’indirizzo giusto per gustare la cucina tipica campobassana è Via Larino, alla Grotta di Zi’ Concetta che serve una delle (se non la migliore) pizza e minestra della città. La pizza di mais (in dialetto pizze de randinie) è stata per secoli, in Molise, il pane quotidiano dei poveri. Nel caso specifico di questa pietanza è combinata con una semplice minestra di verdure d’orto e di campo e, quando era possibile, insaporita con la carne di maiale (tel. 0874 311378).

Hai a disposizione qualche giorno in più per girare il Molise? Oltre a Campobasso, leggi anche Borghi del Molise: i 5 più belli da visitare in camper

________________________________________________________

Tutti gli itinerari, i weekend, i diari di viaggio li puoi leggere sulla rivista digitale da smartphone, tablet o PC. Per gli iscritti al PLEINAIRCLUB l’accesso alla rivista digitale è inclusa.

Con l’abbonamento a PleinAir (11 numeri cartacei) ricevi la rivista e gli inserti speciali comodamente a casa e risparmi!

photo gallery