Una delle credenze più dure a morire nel nostro settore è quella che il van non abbia problemi di infiltrazioni. E invece non è così, perché se è pur vero che la carrozzeria di un van non ha giunture come la cellula – e quindi minori probabilità di subire infiltrazioni – è altrettanto vero che ha diverse aperture, come oblò, finestre e sportelli (ad esempio quello per la cassetta del wc). Insomma, punti deboli dove si può fare strada l’acqua.

Prevenire le infiltrazioni è meglio che curarle
Se nessuna tipologia di camper è completamente al sicuro, è evidente l’importanza della manutenzione. Un controllo periodico da parte di un professionista, che con la sua esperienza saprà dove andare a controllare, quasi a colpo sicuro.

In questo caso abbiamo una tipica infiltrazione di acqua dall’oblò posizionato sul tetto, di un mezzo su Fiat Ducato, perché ogni meccanica ha le sue peculiarita e i suoi punti deboli. Il Ducato, infatti, presenta sul tetto delle coste in lamiera, che necessitano di un adattatore per rendere la base regolare, così da poter applicare l’oblò. Ebbene, questo è uno dei punti deboli, conosciuto dagli esperti del settore. Infatti questi adattatori con il trascorrere del tempo e le intemperie si deteriorano e iniziano a far passare l’acqua.

Oltre al controllo della sigillatura, effettuiamo anche una minuziosa verifica di eventuali fessurazioni della plastica dell’adattatore, perché tende a creparsi. Una volta formata, la fessura farà il suo cammino, correndo, aprendosi e lasciando strada all’acqua.

Quindi è necessario un controllo periodico di questo componente, pulendo il bordo dell’adattatore e controllando anche con l’aiuto di una lente d’ingrandimento la presenza di micro crepe, non facili da individuare quando sono all’inizio. Quando invece è ormai tardi, le vedrete belle larghe e piene di sporcizia. A questo punto l’acqua sarà già arrivata al rivestimento interno, e veder spuntare macchie e odori di muffa è solo questione di tempo.

Ma curare le infiltrazioni è possibile
Nel malaugurato caso vi troviate in questa situazione, non disperate: è tutto riparabile. Come sempre in questo tipo di interventi, si comincia con il fare spazio intorno al punto di infiltrazione, per capire bene l’estensione e l’entità del danno.

Una volta rimossi i pensili, si smonta cornice, oscurante e zanzariera dell’oblò e si comincia ad asportare il materiale rovinato. In questo caso i listelli di legno della bordatura, l’isolamento, il pannellino in legno di finitura ed il rivestimento. Nella parte superiore vanno levati l’oblò e l’adattatore, o quello che ne rimane visto che si sbriciola tra le mani, e ripulito tutto il mastice di incollaggio.

Una volta terminata la parte della pulitura e preparazione, si passa alla ricostruzione, posizionando dei nuovi listelli a cornice del foro dell’oblo. Si incolla poi il nuovo materiale isolante e per finire il pannellino in legno di copertura, che viene fissato tramite viti. Ora è la volta del rivestimento di rifinitura, che viene incollato alla struttura sottostante.
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Il potere del 3D
Mentre attende l’asciugatura della colla, Stefano, il titolare di Caravan Camper 2, si mette al computer e disegna gli adattatori per l’oblò. Poi la stampante 3D inizia a lavorare, creando i pezzi di riempitura delle coste del Ducato. I pezzi sono realizzati in filamento PETG (polietilene tereftalato) che unisce la forza dell’ABS alla facilità della lavorazione del PLA. I pezzi sono pieni e non di pochi millimetri di spessore, quindi dovrebbero durare a lungo. Una volta asciugata la colla del rivestimento, si ritaglia il foro dell’oblò e si è pronti per la fase del rimontaggio, compresi pensili, luce e tutto il resto.

A questo punto la stampante ha sfornato gli adattatori. Questi vengono incollati per trasformare nuovamente la superficie in un piano regolare, dove applicare l’oblò e la cornice. In questo caso la cornice è nuova, visto le condizioni in cui era ridotta la vecchia.

Il lavoro in questione ha un costo approssimativo di 1.500 euro, che varia anche in base all’entità del danno e ai materiali necessari per il ripristino.
Testo di Alessandro Bacci
