Pannello solare mantenitore di carica: lo abbiamo provato

Abbiamo acquistato un pannello solare mantenitore di carica per vedere se questa tipologia di accessori sia realmente funzionale e quale possa essere il suo effettivo utilizzo.
pannellino mantenitore di carica e batteria

L’opportunità di installare sul proprio camper un piccolo pannello solare mantenitore di carica per la batteria motore o quella dei servizi è un argomento assai dibattuto nella community degli appassionati di vacanze en plein air. Abbiamo voluto anche noi fare delle considerazioni su questi pannelli di piccola taglia, partendo dall’esperienza pratica: ne abbiamo quindi acquistato uno.

Una scelta non facile

Abbiamo deciso di comprarlo su Amazon scegliendo l’articolo che meglio si confacesse alle nostre esigenze comparando le numerose recensioni di prodotti simili. La prima impressione che abbiamo avuto è stata che sotto un determinato numero di watt di potenza questi pannellini fotovoltaici siano praticamente inutili, quasi dei giocattoli.

Al più avrebbero potuto mantenere in carica un power bank e non una batteria con una taglia tra 85 e 100 ampère. Abbiamo così scartato qualunque cosa avesse una potenza minore di 15 W. Abbiamo alla fine optato per un kit composto da pannello fotovoltaico flessibile monocristallino da 25W, regolatore di carica, prolunghe con presa per accendisigari e con pinze a coccodrillo, quattro ventose e due moschettoncini.

kit pannellino solare cavi regolatore

Nella confezione purtroppo mancava il previsto cavo di raccordo con il regolatore e abbiamo dovuto di conseguenza improvvisare. Abbiamo inoltre comprato una prolunga extra perché la lunghezza di quelle in dotazione ci sembrava insufficiente. E avevamo ragione…

Questi kit purtroppo sono spesso assemblati a casaccio. Come nel nostro caso, anche se ci fossero stati tutti i pezzi previsti, non si sarebbe potuto comunque collegare il controller alla batteria. Avremmo dovuto eliminare il connettore da 2,1X5,5 mm, spellando i fili all’estremità. Fate quindi mente locale quando acquistate online che ci sia esattamente quello di cui avete bisogno e predisponete un piano B, come nel nostro caso, se qualcosa mancasse o non rispondesse alle esigenze di installazione.

Unboxing

Il contenuto del nostro kit ci è parso tutto sommato discreto. Buono il pannello fotovoltaico, di aspetto robusto ma leggero e con due prese usb sul regolatore integrato da cui parte il connettore. Senza infamia e senza lode il regolatore esterno, buona la presa a 12V per accendisigari, discreta la presa con le pinze a coccodrillo, veramente piccoline.

Buone infine le quattro ventose per il fissaggio al vetro del pannello e poco più che giocattoli i due moschettoncini per appendere il pannello. Non pervenuto, come dicevamo, il fondamentale cavo di collegamento con il regolatore esterno. Questo ha solo in parte inficiato la funzionalità del kit perché il pannello può anche essere direttamente collegato alla batteria da mantenere carica con il materiale in dotazione.

Il sole d’Abruzzo

Per testare in maniera più realistica possibile il nostro kit e giocare con i suoi componenti, ci siamo recati presso l’officina Passione Camper di Penne. Qui gli specialisti della famiglia Biondino, Romano e Vladimir, si sono messi gentilmente a nostra disposizione per alcuni semplici test.

test kit pannellino solare

Su un tavolo da lavoro abbiamo disposto una batteria agm della NDS da 100A, il nostro pannellino solare con il regolatore di carica e i connettori e infine una serie di strumenti di controllo per misurare il voltaggio e gli ampère forniti dal pannello.

Prima il facile

Visto che nel kit che abbiamo acquistato mancava il cavo di collegamento con il controller, abbiamo iniziato testando le due prese usb presenti sul regolatore integrato nel pannello. Abbiamo quindi collegato a una delle due prese uno smartphone e subito constatato che fosse partita la modalità di ricarica (ce lo dice ovviamente il telefono stesso).

caricabatterie integrato nel pannellino solare

Abbiamo quindi controllato con uno strumento apposito che il voltaggio fosse corretto. La misura strumentale ha fornito dei valori di 5,2 volt e 0,39 ampère, del tutto comparabili a quelli del caricabatterie domestico che collegato alla rete di casa ha restituito misure di 5,2 volt 0,42 ampère.

Poi il grosso…

Abbiamo quindi collegato il pannellino al controller in dotazione e quest’ultimo a una batteria agm NDS da 100Ah ottenendo risultati interessanti: 14,7 volt e 1,07 ampère in ricarica. Si tratta quindi di circa 15 watt, un valore discreto, sicuramente in grado di fornire abbastanza corrente alla batteria da permettergli di non scaricarsi se non proprio di ricaricarsi.

amperaggio ricarica pannellino solare

Cattive inclinazioni

E’ stata a questo punto l’ora di giocare un po’ con il nostro kit variando due parametri fondamentali, l’inclinazione del pannello e la lunghezza del cavo di ricarica. Abbiamo subito visto che variando anche di poco l’inclinazione del pannello dalla posizione di partenza (perpendicolare al sole) l’efficienza crolla bruscamente. Ed è crollata bruscamente anche facendo ombra, seppur in porzioni limitate, sulla superficie del pannello.

I cavi in dotazione nel nostro kit sono cortissimi e dubitiamo possano raggiungere facilmente la batteria motore, quindi abbiamo usato una prolunga. Disponevamo solo di una prolunga da 10 metri, sicuramente troppi per l’uso che se ne deve fare. In questo caso l’efficienza della ricarica è vistosamente calata di circa due terzi.

Chi si lamenta dell’efficienza dei pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto del proprio camper deve considerare che sono montati nella posizione più sfavorevole per captare la radiazione solare e sono spesso o molto sporchi o interessati anche dall’ombra prodotta dalla presenza di accessori come antenne o condizionatori.

Dove lo metto?

Le ventose in dotazione al kit si sono rivelate molto efficienti ma solo per posizionare il pannello all’interno di uno dei vetri della cabina guida. Rovesciandole infatti per poter mettere il pannello all’esterno, sul vetro o su una parete, si sono rivelate corte. Questo essenzialmente per la presenza sul dorso del pannello del regolatore integrato che ha comunque un suo spessore. Non ci siamo azzardati infine ad appenderlo con i moschettoncini in dotazione perché ci sono sembrati così sottili da far quasi tenerezza.

Cosa abbiamo imparato

Il test è stato in definitiva molto istruttivo e ne abbiamo tratto diverse considerazioni. Prima di tutto al momento di fissare il pannello bisogna cercare con grande precisione la posizione in cui la superficie riceva il massimo irraggiamento solare e non incorra in ombre parassite. Se i cavi in dotazione per il collegamento con la presa per accendisigari o la batteria motore si rivelassero corti, bisognerà munirsi di una prolunga. La lunghezza di quest’ultima va calcolata con precisione perché ogni metro non necessario abbatte l’efficienza della produzione di corrente verso la batteria.

pannelino solare e regolatore di carica

Giocare infine con il controller in dotazione ci ha permesso di verificare e settare diversi parametri di lavoro. Siamo arrivati quindi alla conclusione che con una taglia inferiore a 20/25 watt di potenza, un pannello mantenitore di carica potrebbe rivelarsi quasi inutile. Se il pannello fotovoltaico ci è sembrato efficiente e di discreta qualità siate sempre comunque pronti ad improvvisare. Infatti gli altri elementi del kit potrebbero essere debolucci o addirittura come nel nostro caso, mancanti. Il nostro pannellino infine si è dimostrato piuttosto leggero. Si può quindi decidere di portarlo appresso anche in gita, in barca, in campeggio e deputarlo alla ricarica dei cellulari o dei power bank.

Se vuoi dei consigli su come creare la tua indipendenza energetica in camper leggi il nostro articolo sull’argomento!

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