Sei mai stato in camper nel Burgenland tra cantine e distillerie? Ricordati il motto “Zum Wohl”, alla salute! Lo devi assolutamente pronunciare quando ti viene offerto uno schnaps! Siamo in Austria, ma non aspettarti di trovare i profili aguzzi delle Alpi. Ti attendono vaste aste pianure ammantate dai vigneti, tra atmosfere mitteleuropee e antiche fortezze. A sud di Vienna, la regione del Burgenland è infatti caratterizzata da morbide colline e dalle vaste distese dell’antica Pannonia, provincia dell’impero romano che comprendeva una parte delle attuali Ungheria, Croazia e Slovenia. Qui puoi andare a caccia di specialità tradizionali come il rosso e frizzante Uhudler, il vino ottenuto dall’uva fragola, una delle bevande più ricercate e bandite della storia.

L’Uhudler, il vino… del gufo
Benché sia annoverato negli elenchi del patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e registrato all’Arca del Gusto Slow Food, l’Uhudler non si può chiamare vino. È infatti prodotto dai vitigni della Vitis Labrusca, la cosiddetta uva americana, e non dagli innesti di Vitis Vinifera. È una storia lunga un secolo che ha trasformato il dolce succo fermentato in una bevanda vietata e privata del nome.
Le origini
Verso la metà del XIX secolo, quando dalle Americhe arrivò la fillossera, i vitigni europei stavano per estinguersi. Solo le radici di uva americana resistevano, e per alcuni decenni furono la salvezza dei contadini delle contee nel nord. Ma il sapore del vino era decisamente lontano da quello tradizionale. Così si innestò della vite europea su radici americane e si riprese a produrre il vino di sempre. Anzi, nel 1930 si vietò la coltivazione di viti “a piede franco”, non innestate, per paura che il loro vino fosse eccessivamente carico di metanolo.
Ma un gruppo di appassionati continuò la coltivazione salvando la preziosa bevanda che, nel frattempo, era diventata più ricercata e pagata dell’ambrosia. Solo nel 1992 ne è stata nuovamente legalizzata la vendita. Sembra che Uhudler significhi “fare il gufo”: con un bicchiere per ogni cantina si fa notte e gli occhi divengono grandi e rossi.

Heiligenbrunn, la via delle cantine
L’itinerario inizia da Heiligenbrunn, nel versante meridionale del Burgenland. Un minuscolo gruppetto di cantine con il tetto di paglia immerse in un paesaggio idilliaco di vigneti a terrazza, panchine e piccole tettoie. Per scovare le tettoie all’aperto dove degustare l’Uhudler conviene parcheggiare il camper e incamminarsi lungo le stradine del centro storico.

In bici fino a Güssing
Per riprenderti puoi inforcare una bici (c’è un punto di noleggio e-bike presso l’Hotel Krutzler) e raggiungere con una decina di chilometri il borgo di Güssing. Qui sono da scoprire il castello e la fortificazione sulla sommità di un colle da cui si apre un fantastico panorama. La strada è circondata da frutteti e campi di zucca da cui si produce un olio di semi che viene utilizzato in cucina nei modi più vari, dalle zuppe alle carni alla brace, dalla macedonia al gelato.
Kukmirn, il paese che brucia
Con un’altra decina di chilometri ecco Kukmirn, definito “il paese che brucia” per l’alta concentrazione di distillerie. Qui le acqueviti si degustano rigorosamente fuori dai pasti, accompagnate da ciliegie sotto spirito, miele e acqua per coglierne al meglio aromi e sentori.

Nell’antica distilleria Lager
La distilleria dei Lagler, ad esempio, ha l’autorizzazione a produrre liquori sin dai tempi di Maria Teresa d’Asburgo. Da quattro generazioni qui si lavorano più di quaranta varietà di frutti biologici di produzione aziendale tra cui mele, pere, ciliegie, bacche di sambuco e sorbo, albicocche, pesche, lamponi, mirtilli. La distillazione avviene grazie a un impianto all’avanguardia che distilla in vacuum a quaranta gradi centigradi anziché ottanta, preservando il gusto e la fragranza.
I titolari organizzano anche piccoli corsi per ottenere il titolo di Master of Schnapps utilizzando antichi alambicchi portatili. Una candela scalda un’ampolla in rame riempita di mosto di frutta, sino a quando l’alcol evaporato si condensa nella minuscola spirale. Quindi si beve il prodotto a stomaco vuoto, lasciando che l’alta gradazione alcolica riscaldi il cuore, lo stomaco, le membra, sciogliendo tensioni e preoccupazioni. Il tutto all’insegna dell’immancabile motto Zum Wohl!, “alla salute!”.
Gerersdorf, il museo all’aperto
A pochi minuti di strada, il Freilichtmuseum Ensemble Gerersdorf propone la ricostruzione di un villaggio fatto di case tradizionali in fango, legno e paglia unica nel suo genere. Per crearlo il fondatore Gerhard Kisser ha acquistato più di trenta abitazioni in tutto il Burgenland, per poi trasferirle nella sua collezione. Dalle cantine a pressa lignea del 1880 alle cucine senza camino del 1765, passando per l’alveare, le finestre in vescica di maiale, le campane per l’allarme incendio, sino ai carri da funerale. L’esposizione comprende laboratori del vetro, del ferro e del legno ancora attivi e funzionanti.
La strada del vino del Südburgenland
Ripreso il camper si può puntare verso Strem e da qui procedere in direzione nord la strada del vino del Südburgenland (seguire i cartelli Weinidylle Südburgenland WeinStrasse), un percorso su vie secondarie attraverso pittoreschi paesini come Steinfurt.

La meta è Eisenberg an der Pinka e la sua Weinblick Aussichtsplattform, un punto di osservazione panoramico che offre un bel colpo d’occhio sulle colline terrazzate ricoperte dai filari. Ritrovata la strada principale si prosegue attraverso Grosspetersdorf e Stadtschlaining, che custodisce una fortezza ben conservata (il Burg Schlaining) al cui interno è ospitato il Museo della Pace.

L’ultima tappa è Lockenhaus, villaggio medievale sormontato da una scenografica fortezza dei Cavalieri Templari. Colpisce per gli scuri rossi e gialli alle finestre, le sale da pranzo spoglie illuminate da candele, gli ampi scaloni bui e la torre affollata di pipistrelli.
La patria dei vini rossi
La seconda parte del viaggio prende il via da Deutschkreutz, sul confine ungherese. E’ il luogo di produzione del Blaufränkisch, uno dei più rinomati vini rossi della Pannonia. Si può assaggiarlo alla cantina Schaflerhof, che ha restaurato le vecchie scuderie e stalle del castello trasformandole in un gioiello di architettura contemporanea.

Il tesoro degli Esterházy
Guidando verso nord la strada principale tocca Weppersdorf e Mattersburg. Si troveranno così le indicazioni per la Fortezza Forchtenstein, il tesoro degli Esterházy, la nobile famiglia austroungarica che dominava sulla Pannonia. Nel castello, dall’aspetto piuttosto austero, è conservata buona parte dei beni del casato. Tra cui armi, tende da accampamento, bardature di cavalli, oggettistica di varia provenienza e suppellettili d’epoca.
Nella Stanza delle Meraviglie campeggia un finto drago Basilisco costituito di animali esotici impagliati. Il pozzo che alimentava la fortezza, profondo ben sessanta metri, vanta un’incredibile eco di nove secondi.
Eisenstadt, capoluogo del Burgenland
La strada principale conduce ora a Eisenstadt, il capoluogo del Burgenland, dimora preferita dai principi Esterházy. Il palazzo che porta il loro nome, fondato nel 1364 e trasformato in uno dei castelli barocchi più pregiati dell’Austria, è al limitare del centro storico, ben distinguibile con i suoi ombrosi giardini.
Qui a partire dal 1769 visse per più di trent’anni Franz Joseph Haydn, maestro di cappella della nobile famiglia e considerato il padre della sinfonia. Nel castello, presso la sala affrescata intitolata al compositore, svolgono festival e concerti di musica classica; e non manca in città un percorso a tappe che ripercorre la vita e le opere del geniale musicista.

Il Kalvarienberg
A pochi minuti a piedi dal castello di Eisenstadt, il Kalvarienberg è un edificio religioso, costruito a partire dal XVIII secolo, dedicato alla Passione di Cristo.
Neusiedl, il lago di steppa
Bastano pochi chilometri per avvicinarsi alle rive del Neusiedler See, il più grande lago austriaco e il secondo lago di steppa d’Europa, con una profondità di un metro e mezzo soltanto. Il paesaggio è quello della puszta, la pianura pannonica. Siamo nel Parco nazionale Neusiedler See-Seewinkel, un’area protetta di grande importanza per la conservazione dell’avifauna con più di trecento specie presenti.
Il bacino è caratterizzato da zone acquitrinose e paludi salmastre affollate di oche selvatiche, praterie sforacchiate dalle tane dei citelli e popolate dal cavallo di Przewalski e dalle vacche grigie ungheresi. Da ricordare: è vietato entrare nel territorio del parco fuori dai sentieri indicati, e la costa del bacino lacustre è raggiungibile solo in prossimità delle cittadine.

Rust, vino dolce e cicogne
La tappa successiva è Rust, con il centro storico inserito nell’elenco del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Noto come il paese delle cicogne, con le sue terrazze degradanti sul lago è il cuore della produzione del Ruster Ausbruch, un vino dolce insignito dal 2024 della Denominazione di Origine Protetta.
ll Ruster Ausbruch
La particolarità di questo nettare è legata alle particolari condizioni climatiche e ambientali del territorio. Nel periodo estivo, infatti, il clima è caldo e umido, e il riflesso del grande specchio d’acqua consente all’uva di giungere a maturazione con un alto tasso di zucchero. Ma nelle mattine di settembre le nebbie che sorgono dal lago regalano ai grappoli prosperose colonie di botrytis cinerea. Queste muffe, temute ed evitate da ogni altro agricoltore, permettono al chicco di asciugarsi, concentrando glucidi e aromi. Vendemmiata per tutto ottobre, con una raccolta giornaliera che seleziona solo i grappoli ben “ammuffiti”, l’uva così ottenuta dà vita a un vino dolcissimo, a basso contenuto alcolico e fortemente fruttato.
La cantina Feiler Artinger e l’Eiswein
Situata proprio nel centro cittadino, la cantina Feiler Artinger organizza degustazioni e tour guidati. Qui si può assaggiare un’altra curiosità enologica assai rara: l’Eiswein, il vino ottenuto con vendemmia tardiva. Solo quando la temperatura mattutina si abbassa a meno sette gradi centigradi per almeno sette giorni i grappoli vengono raccolti e pressati ancora ghiacciati, dando origine a un vino dolce eccezionale.

Podersdorf, la sponda orientale
La strada aggira il grande specchio d’acqua passando per Purbach e Neusiedl am See sino a Podersdorf. E’ il principale centro della sponda orientale, con il bel molo in legno da cui partono i traghetti per le gite lacustri.
Mönchhof e Illmitz
A Mönchhof, qualche chilometro verso l’interno, si può visitare il Dorfmuseum, ricostruzione di un villaggio tradizionale con arredi originali. Vi sono i laboratori degli artigiani, l’ufficio postale e quello del medico, la cantina, la scuola e un’infinità di altre strutture.
A Illmitz, sul versante meridionale del lago, lungo la strada per Apetlon, c’è il centro visite del parco, dove è possibile trovare informazioni sui sentieri accessibili e sui capanni di avvistamento disseminati nella zona dei laghetti temporanei.
Sul bordo della pista appaiono insoliti cartelli stradali che invitano a prestare attenzione alla fauna locale. Dopo averci accolti con le fragranze di vini e distillati, il Burgenland ci saluta con la natura dell’antica Pannonia e le sue meraviglie.
Testo di Federica Botta
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Informazioni utili
Dove sostare
La maggior parte delle cittadine e delle attrattive citate nell’articolo dispongono di parcheggi pubblici privi di servizi specifici, ma comunque accessibili ai camper anche nelle ore notturne. In particolare segnaliamo ad Heiligenbrunn il parcheggio vicino alla via delle cantine. A Podersdorf il parcheggio nel centro della cittadina, dotato di presa d’acqua (servizi igienici pubblici a 400 metri). A Rust il parcheggio pubblico vicino al centro, tra la SeaKanal e laSeaStraße, adiacente al parco giochi, con servizi igienici pubblici. Nei pressi della cittadina di Rust, sulle rive del lago, c’è il Storchencamp Campingplatz.
Dove mangiare
- Heiligenbrunn Ristorante Krutzler, tel. 0043/3324/7240. Da provare i Krumpansterz, piatto tradizionale a base di patate e farina, e la hortobagy palatschinke, tradizionale crêpe ungherese.
- Kukmirn Brennerei und Wohlfühlhotel Lagler. Visite alla distilleria con possibilità di acquisto e degustazione di schnapps; merita una tappa il ristorante aziendale.
- Podersdorf Ristorante Zur Dankbarkeit. Specialità originali come la crema di asparagi con gamberi di fiume, il pescegatto con patate e crauti rossi, gli gnocchi con vitello e lavanda, il sanguinaccio alla paprika.
- Purbach Ristorante Gut Purbach. Il giovanissimo chef stellato presenta una cucina superlativa in un’ambientazione semplice.

