Riserve naturali e zone umide, lagune e campagne coltivate, lunghe spiagge dorate e scogliere a picco sul mare. Dal Veneto alla Slovenia passando per il Friuli Venezia Giulia, un corridoio ciclabile – perfetto da vivere in camper più bici – permette di vivere la costa dell’alto Adriatico da una prospettiva unica e privilegiata: è l’itinerario dell’ADRIONCYCLETOUR, un progetto cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia Slovenia.
L’ADRIONCYCLETOUR in bici, un percorso che unisce
L’obiettivo: cucire un percorso ciclabile lungo l’Adriatico, unendo le coste di Friuli Venezia Giulia e Veneto a quelle della Slovenia, connettendole all’entroterra attraverso opportuni collegamenti. Un tragitto pianeggiante, adatto a ogni tipo di bicicletta, che racconta bene l’anima anfibia di questo territorio sospeso tra terra e acqua.
Il tratto costiero dell’ADRIOCYCLETOUR in bici
Nel suo tratto costiero il tracciato coincide con la Ciclovia del Mar Adriatico, parte di EuroVelo 8 e della Adriabike, la rotta che collega Slovenia e Italia.
Da Lignano Sabbiadoro a Trieste il percorso, di circa 145 chilometri, si snoda tra foci fluviali, lagune, vestigia romane patrimonio Unesco e l’altopiano carsico, toccando alcune delle mete più affascinanti della regione. Da segnalare, nel periodo estivo, la possibilità abbinare alla bicicletta il battello, ampliando ulteriormente il raggio di azione nel corso della giornata.

Per chi viaggia in camper, una serie di campeggi e aree di sosta dislocati in punti strategici permette di pianificare la pedalata con percorsi ad anello o approfittando dell’intermodalità con treno e battello. Vediamo nel dettaglio le tappe dell’ADRIONCYCLETOUR da percorrere in bici in Friuli Venezia Giulia.
Scopri 6 borghi da vedere in Friuli Venezia Giulia
Da Lignano Sabbiadoro a Marano Lagunare (30 km circa)
Si parte da Lignano Sabbiadoro, una delle mete balneari più frequentate dell’Alto Adriatico, con le tre località – Sabbiadoro, Riviera e Pineta – estese per otto chilometri tra la foce del Tagliamento e il Faro Rosso. La prima tappa dell’ADRIONCYCLETOUR in bici comincia non appena si lascia la costa all’altezza di Lignano Pineta.

Pedalando su fondo asfaltato e regolare si costeggia prima l’ansa del Tagliamento e poi il fiume Stella, che scorre lento tra canneti e argini verdi. Il percorso è pianeggiante, quasi interamente su sede protetta o strade secondarie. Tra le briccole, i pali in legno che delimitano i canali navigabili, si profila l’idrovora Lame Vecchia, realizzata negli anni Venti del Novecento per la bonifica dei terreni.

La Riserva Naturale Foci dello Stella
Proseguendo si passa accanto alla chiesa della Madonna della Neve del XIII secolo, legata all’ordine dei Cavalieri Teutonici. Posizionata su un’ansa del fiume Stella, è un luogo di tranquillità e pace a cui si accede da un filare di cipressi. Il percorso dell’ADRIONCYCLETOUR in bici porta ora a Precenicco, da cui una deviazione porta dritti alla Riserva Naturale Foci dello Stella, regno di falchi di palude, cigni reali, aironi rossi, cinerini e bianchi. Oltre al villaggio di casoni sono da vedere l’idrovora Fraida e la Bilancia di Bepi, un antico e caratteristico bilancione da pesca.

ADRIONCYCLETOUR in bici: Marano Lagunare, un concentrato di tradizioni
Di nuovo a Precenicco, il percorso della ciclovia attraversa il ponte sul fiume Stella e il Bosco Baredi-Selva di Arvonchi. Si arriva quindi a Marano Lagunare, una delle tappe più suggestive del viaggio lungo l’ADRIONCYCLETOUR in bici. Un piccolo concentrato di storia e tradizioni legati all’ambiente della laguna, con le strette calli che si intrecciano tra casette colorate e il vivace porto peschereccio in cui riecheggia il dialetto maranese, variante arcaica dell’antica lingua veneta. Da non perdere le specialità enogastronomiche a base di pesce fresco che si possono degustare in molte varianti.

Zona umida di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar dal 1979, la Laguna di Marano si estende tra la foce del Tagliamento e la Laguna di Grado ed è punteggiata di isole, velme e barene. L’Isola di Sant’Andrea e quella di Martignano, detta “Isola delle conchiglie”, sono tra le più suggestive. Qui i casoni, le antiche capanne di canna e legno dei pescatori, raccontano un modo di abitare la laguna che appartiene a un tempo sospeso.
Da Marano Lagunare a Grado (37 km circa)
Lasciato il borgo di Marano Lagunare il tracciato dell’ADRIONCYCLETOUR in bici procede verso l’entroterra alternando brevi tratti ciclabili e strade a uso promiscuo. Si attraversano i centri abitati di Carlino, San Giorgio di Nogaro e Torviscosa fino a raggiungere Cervignano del Friuli.
Il tratto in comune dell’ADRIONCYCLETOUR in bici con la FVG1 Ciclovia Alpe Adria
Da qui il tracciato dell’ADRIONCYCLETOUR in bici si sovrappone alla FVG1 Ciclovia Alpe Adria, che prende il via a Salisburgo e nel tratto friulano scende da Tarvisio a Grado passando per Udine e Palmanova. La prossima tappa, sempre pedalando su sede propria, è Aquileia, dove si sperimenta la suggestione di aggirarsi a pedali tra le testimonianze di uno porti più strategici dell’età imperiale, oggi patrimonio Unesco.

Aquileia, un museo a cielo aperto
L’area archeologica conserva il foro, il porto fluviale e le domus, tra cui spicca quella di Tito Macro, una delle più grandi abitazioni romane rinvenute nell’Italia settentrionale. Ma il cuore di Aquileia batte nella Basilica di Santa Maria Assunta, che custodisce il più grande mosaico paleocristiano d’Occidente, un tappeto di figure e simboli che copre circa 760 metri quadrati. Il Museo Archeologico Nazionale e il Museo Nazionale Paleocristiano completano un quadro che vale almeno mezza giornata di sosta.

Grado, l’Isola del Sole
Da Aquileia con pochi chilometri sempre su sede ben protetta e segnalata, dopo aver attraversato il lungo ponte che la collega alla terraferma, il percorso dell’ADRIONCYCLETOUR in bici raggiunge infine Grado, l’“Isola del Sole”, meta di benessere fin dall’Ottocento per le sue terme marine.
Dopo essersi affacciati sul Porto Mandracchio, il porto canale dalla caratteristica forma a Y, non resta che addentrarsi nel cuore più antico della città, tra Campo dei Patriarchi, la basilica di Sant’Eufemia e le calli di impronta veneziana. Arrivare al tramonto, quando la luce indora le facciate e il mare sembra fermarsi, è uno di quei momenti che ripagano la pedalata.

Non è un caso se la cittadina, punto di intersezione tra la FVG1 Ciclovia Alpe Adria e la Ciclovia del Mar Adriatico (FVG2), ha ottenuto anche nel 2026 per il nono anno consecutivo il riconoscimento Comune Ciclabile da parte della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

Da Grado a Monfalcone (26 km circa)
Nuovo cambio di scenario: si lascia la laguna di Grado per attraversare le riserve naturali della zona, autentico paradiso per gli amanti del birdwatching che offrono un susseguirsi di canneti, specchi d’acqua e sterrati. Sempre su percorsi ciclabili cittadini si pedala all’inizio verso Grado Pineta. Quindi si costeggiano alcuni campeggi fino a imboccare il ponte che supera il canale di Primero. La traccia dell’ADRIONCYCLETOUR in bici prosegue ai margini della laguna e della Riserva Naturale Valle Canavata, una zona umida con centro visitatori e vari percorsi che raggiungono i capanni di avvistamento.

ADRIONCYCLETOUR in bici: verso Monfalcone
Si procede quindi sul lungomare sino alla foce dell’Isonzo, per poi ripiegare di nuovo verso l’interno, tenendo sulla destra gli ambienti protetti della Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo. A questo punto si attraversa il ponte sul fiume e, sempre su pista ciclabile, si pedala in direzione Pieris, per poi deviare a est in direzione San Canzian d’Isonzo e Staranzano (area di sosta gestita dal Camper Club Isonzo a pochi metri dal transito della ciclabile).

Ancora pochi chilometri e arriva l’operosa Monfalcone, dove il Museo della Cantieristica racconta la storia di un polo navale che ha dato vita ad alcune delle navi da crociera più grandi del mondo.
Variante interna: la Ciclovia dell’Isonzo (FVG5)
La Ciclovia dell’Isonzo (FVG5) segue la valle del fiume, toccando Turriaco, il Parco sull’Isonzo, San Canzian d’Isonzo e Staranzano, fino alla Riserva naturale della Foce dell’Isonzo-Isola della Cona, dove il fiume incontra il mare e crea un ambiente umido frequentato da migliaia di uccelli migratori. La riserva dispone di centro visite, sentieri e punti di osservazione; l’accesso ai percorsi va verificato in anticipo.
Il tratto più recente della FVG5, tra San Canzian d’Isonzo e Turriaco, è stato completato nell’ambito del progetto Adrioncycletour e collega l’Isola della Cona a Redipuglia, dove si trova il Sacrario militare, uno dei monumenti più imponenti dedicati alla Prima Guerra Mondiale.
Da Monfalcone a Trieste (30 km circa)
Ora si sale gradualmente verso il Carso triestino. La pietra bianca affiora ovunque, i muretti a secco disegnano il territorio, le doline si aprono nella roccia. A Sistiana, piccolo porticciolo affacciato sul golfo, nelle giornate terse la vista si apre sulla costa slovena. Merita una deviazione il Sentiero Rilke, passerella panoramica a picco sul mare che conduce al Castello di Duino, uno dei luoghi più suggestivi dell’intero percorso. Il nome del maniero, dimora storica affacciata sull’Adriatico, è legato al poeta austriaco Rainer Maria Rilke, che proprio qui scrisse i primi versi delle Elegie Duinesi.

Verso Aurisina
Per chi resta in sella, la strada continua verso Aurisina, le cui cave storiche hanno fornito per secoli pietra bianca a mezza Europa. Da qui, pedalando lungo la Via della Bora, inizia il viaggio nel paesaggio carsico: doline, pini, vigneti a terrazza e muretti a secco.
ADRIONCYCLETOUR in bici, direzione Trieste: due percorsi possibili, costiero e interno
Da Duino si può raggiungere Trieste lungo la costa passando per Barcola. Oppure seguire la variante FVG2-B, che si addentra nel Carso passando per Prosecco e Opicina. Si tratta di un percorso più impegnativo (40 km e circa 300 m di dislivello) su fondo misto (sterrato e asfalto, con brevi tratti in ghiaia battuta) e panorami che ripagano la fatica.
Dal profilo affilato di Aurisina si sale ancora, pedalando tra pinete rade e cespugli di sommaco. Il paesaggio si apre d’improvviso sul belvedere di Santa Croce, punto panoramico spettacolare. Da qui nelle giornate limpide lo sguardo corre fino a Punta Salvore, il punto più occidentale dell’Istria e della Croazia.
Il piccolo borgo di Santa Croce, immerso nella pietra e nel silenzio, è uno dei cuori autentici del Carso triestino. Le case hanno tetti bassi e portoni in pietra massiccia; la chiesa di San Rocco è in pietra viva, con arco ogivale e facciata essenziale. Lungo le vie, le pietre d’inciampo ricordano le deportazioni e le ferite del Novecento.
Verso Prosecco, tra boschi e memorie della Grande Guerra
Lasciata Santa Croce, il tracciato prosegue con ritmo regolare verso Prosecco, attraversando zone rurali e boschi fitti. In questa zona, durante la Grande Guerra, sorgeva un parco d’addestramento austroungarico; oggi restano testimonianze nascoste nella vegetazione, grotte-rifugio mimetizzate e, in fondo a una dolina carsica, un cimitero dedicato ai caduti di diverse nazionalità dell’ex impero.

A Montegrisa la ciclovia lambisce il Santuario Nazionale a Maria Madre e Regina e si innesta nella Strada Napoleonica, tratto panoramico che conduce fino a Opicina. È una passeggiata alta su Trieste, frequentata da runner e camminatori, ma perfettamente pedalabile.
Alle porte di Trieste, sullo storico tram di Opicina
Opicina è il punto di svolta: qui il Carso cede il passo alla città. Da questo borgo sull’altopiano parte la storica tramvia di Opicina, con carrozze su cui si può caricare anche la bici per raggiungere il centro. Discendere a Trieste in sella alla bici significa passare in pochi minuti si passa dai muretti a secco ai lampioni liberty di Viale XX Settembre, dai pini bassi e contorti ai caffè in stile asburgico. L’anima mitteleuropea e mediterranea si respira nei caffè storici, nei palazzi asburgici, nelle memorie letterarie di James Joyce, Italo Svevo e Umberto Saba. Il mare accompagna il ciclista fino al Castello di Miramare, bianco sull’acqua, punto fermo prima dell’arrivo in città.

ADRIONCYCLETOUR: in bici dal Veneto alla Slovenia
Il progetto ADRIONCYCLETOUR prende il via dalle lagune e dalle coste del Veneto orientale, dove il percorso fa da cerniera tra la ciclovia litoranea e l’entroterra, con l’infrastruttura chiave del Ponte sul Maranghetto – inaugurato nell’ottobre 2025 – che collega Caorle e Concordia Sagittaria. Da qui, l’asse si dirige verso Bibione per entrare in territorio friulano.
In Slovenia l’azione si concentra su tre aree:
- la costa istriana di Capodistria (Koper);
- la valle dell’Isonzo nella regione di Goriška;
- l’area dell’Alta Carniola tra Bled e Bohinj.
L’idea è creare un collegamento in chiave green “dal mare alla montagna”, con servizi pilota bike-boat e bike-bus che uniscono le cittadine costiere all’altopiano del Carso e alle Alpi Giulie.

ADRIONCYCLETOUR in bici: i collegamenti in bus, treno e battello
Bus
Sulle seguenti tratte è attiva la possibilità di caricare la bicicletta su bus appositamente attrezzati per raggiungere la località di partenza o per rientrare alla base al termine della pedalata. Clicca qui per visualizzare i servizi bicibus stagionali e verificare la possibilità di trasporto biciclette nei vani bagagli o sui portabici esterni degli autobus extraurbani di linea.
- Udine – Palmanova – Aquileia – Grado
- Grado – Gorizia – Cormons
- Udine – Latisana – Lignano Sabbiadoro
Treno
- Latisana-Lignano-Bibione Punto d’accesso ferroviario per le grandi località balneari di Lignano Sabbiadoro e Bibione. Da qui ci si collega facilmente alla ciclovia del Tagliamento.
- San Giorgio di Nogaro Stazione utile lungo il tracciato tra Lignano e Marano Lagunare.
- Cervignano-Aquileia-Grado Uno snodo strategico lungo il percorso per Aquileia e la laguna di Grado.
- Monfalcone Stazione nevralgica per connettere l’itinerario costiero a Trieste o per deviare verso il Carso, Redipuglia e la nuova ciclovia dell’Isonzo (FVG5).
- Trieste Oltre a garantire interscambi ferroviari nazionali e internazionali, permette l’accesso ai servizi intermodali bici più barca diretti verso Muggia e Grado.

Battello
Tra la primavera e l’inizio dell’autunno alcuni collegamenti marittimi consentono di raggiungere agevolmente i borghi e le località della costa e della laguna. Clicca qui per visualizzare tutti i servizi marittimi del trasporto pubblico locale. Clicca qui per visualizzare tutti i servizi lagunari del trasporto pubblico locale.
- X River Traghetto ciclopedonale tra Lignano e Bibione, operativo fino al 1° novembre
- Motonave Nuova Saturno Da Lignano a Marano Lagunare
- Motonave Rose dei Venti Da Lignano a Grado
- Delfino Verde: Collegamento tra Lignano Sabbiadoro, Grado e Trieste.







