La costa adriatica è sempre gettonata da chi si muove in camper soprattutto con i bimbi al seguito. Un po’ per la tranquillità delle località balneari, un po’ per il mare dal fondale basso che le rende particolarmente adatta ai più piccoli. In questo itinerario in camper in Abruzzo da Atri a Montesilvano scopriamo un entroterra poco battuto che invece ha diversi punti di interesse. Stretto fra l’Appennino e l’Adriatico, il territorio compreso tra le province di Teramo e Pescara regala bei paesaggi e centri storici ben curati.
Atri, il borgo dei calanchi
A una decina chilometri dall’Adriatico – o volendo a sei miglia, come scriveva Plinio – sorge una delle più antiche località d’Abruzzo. Adagiata sui rilievi dell’entroterra di Pineto, la cittadina di Atri gode di una posizione privilegiata. Un balcone che offre un bel panorama verso il mare e il paesaggio collinare disegnato dai calanchi.

La visita può iniziare da Piazza Duomo su cui si affaccia la cattedrale romanica di Santa Maria Assunta, il principale monumento della città. Fu eretta nel XIII secolo in pietra arenaria locale, nel luogo in cui sorgeva un centro termale romano. La facciata colpisce al primo sguardo: con la forma rettangolare e il portale sormontato da un grande rosone. L’edificio è una delle più importanti espressioni dell’architettura abruzzese.

Nella veduta d’insieme spicca il campanile a pianta quadrata, a sinistra della chiesa. Alto oltre 54 metri, con una scala interna di 147 gradini, è rivestito di conci in pietra d’Istria. E non passano inosservati i tre portali in stile gotico. Il primo è opera di Rainaldo d’Atri ed è Porta Santa, gli altri due furono realizzati da Raimondo di Poggio.
L’interno, con pianta a tre navate, custodisce un prezioso ciclo pittorico di Andrea De Litio del XV. Tra gli elementi di maggiore rilievo spicca il coro che rappresenta storie della Vergine, il battistero a baldacchino e il singolare affresco L’incontro dei tre vivi e dei tre morti, risalente al 1270.

La visita di Atri continua a piedi tra palazzi storici e qualche chicca da non perdere. Come il teatro comunale in Piazza Duomo, una piccola bomboniera. Con la sua facciata che ricorda quella della Scala di Milano e l’eleganza dei tipici teatri all’italiana, è il fulcro della vita culturale della città.
La città sotterranea
Un tour dedicato conduce i visitatori nel sottosuolo lungo un percorso che racconta la storia millenaria dell’antica Hatria. Si parte dalle cisterne romane di Palazzo Acquaviva, che avevano la funzione di conservare l’acqua nel punto più elevato della città, quello che un tempo era il foro. Si arriva quindi alla chiesa di Santa Maria Assunta: negli ambienti sotterranei si trova una cisterna capace di contenere fino a 24.000 metri cubi di acqua. Un luogo dove per secoli ci si ritrovava per motivi di culto, come testimoniano gli affreschi che abbelliscono le pareti.
Un altro punto di interesse sono le grotte. Dall’inizio di Via Amos Zanibelli si possono raggiungere le strutture ipogee “li muri”, ritenute da alcuni abitazioni scavate nella roccia in età preistorica. Il percorso proposto da marzo ad ottobre dall’Associazione Cul.Tur.A’, della durata di circa due ore, include la visita di un’antica filanda.
Il Grand Canyon d’Italia

Visto dall’alto il panorama è suggestivo: un grande canyon modellato dal tempo e dalle intemperie. Qui regna un paesaggio lunare fatto di suggestive e maestosi formazioni geologiche. Estesa per 600 ettari a ovest della cittadina, la Riserva Naturale Regionale Oasi WWF Calanchi di Atri è una tappa imprescindibile di un itinerario in camper da Atri a Montesilvano. L’oasi offre l’opportunità di esperienze uniche nella natura: dalle escursioni ai pic-nic, fino ai food trekking e a tante altre attività all’aria aperta. Un habitat dalla ricca biodiversità: qui vivono varie specie di uccelli, rettili, anfibi e mammiferi.
Non mancano piccole aree boschive di roverella intervallate da praterie naturali dove è possibile osservare, oltre al carciofo selvatico, distese di liquirizia la cui radice è utilizzata nell’industria alimentare locale fin dal 1811. Mentre sulle rupi calanchive a farla da padrone è la pianta del cappero.
Menozzi De Rosa 1836: il mondo della liquirizia

Già nell’antichità la radice della liquirizia veniva utilizzata per curare la gastrite e il fegato o per calmare la tosse e la sete. La pianta, appartenente alla famiglia delle leguminose, fiorisce in estate, mentre le radici vengono raccolte tra ottobre e febbraio. Predilige i terreni argillosi, proprio come la zona dei Calanchi di Atri.

La liquirizia, oltre ad avere proprietà dissetanti, rinfrescanti, antiossidanti e antinfiammatorie è anche un ottimo rimedio contro la tosse, il mal di gola e per curare la pressione bassa. I primi documenti sulla trasformazione della liquirizia in Abruzzo risalgono al 1433.

Nel 1836 il Cavalier De Rosa iniziò a organizzare la lavorazione industriale di questa pianta preziosa e dei suoi derivati. L’azienda nel tempo ha avuto diversi proprietari fino ad arrivare nel 1950 nelle mani di Aurelio Menozzi e poi dei figli Mario e Giuseppe, che attivano nuovi progetti come la produzione di stecche di liquirizia per i gelati. Nel 2014 il marchio prende il nome di Menozzi De Rosa 1836 e sotto la guida di Angelo, Aurelio e Stefano Menozzi si trasferisce nel nuovo stabilimento nella zona industriale di Atri.

Oltre alle caramelle e ai dolciumi a base di liquirizia l’azienda produce derivati per la cosmetica, le distillerie, le industrie di tabacco e non solo.
Il Pan Ducale

Fra i prodotti tipici di Atri è da non perdere il Pan Ducale, una prelibatezza a base di uova, zucchero, farina e mandorle arricchita con cioccolato. Tradizione vuole sia stato creato alla corte degli Acquaviva, che intorno alla fine del XIV secolo stabilirono la loro residenza nel Palazzo Ducale di Atri.

Città Sant’Angelo, tra i Borghi più Belli d’Italia
A una ventina di chilometri in direzione sud ci attende Città Sant’Angelo, inserita nella rete dei Borghi più Belli d’Italia. Un luogo ideale per gli amanti della buona tavola: in zona vanno assaggiati il Montepulciano d’Abruzzo, i famosi arrosticini, i tradizionali maccheroni alla chitarra e la tipiche polpette cac’e e ove, solo per citare alcuni piatti. A una decina di chilometri dal mare e a mezz’ora di strada dai rilievi del Gran Sasso, Città Sant’Angelo va vissuta lentamente, passeggiando nel centro storico e assaporandone ogni scorcio.

Cosa vedere a Città Sant’Angelo
Tra i posti da vedere c’è la chiesa di San Michele Arcangelo, considerata uno dei più importanti monumenti dell’architettura abruzzese, a cui si accede tramite una grande scalinata e un porticato quattrocentesco. All’interno sono di grande pregio il soffitto a cassettoni della navata dedicata a San Michele, la statua lignea dell’arcangelo, quella policroma in terracotta della Madonna delle Grazie e il sarcofago del Vescovo Amico Buonamicizia, risalente al 1457. Prestate attenzione anche al portale, opera dello scultore Raimondo di Poggio (1326) che si apre un lato, e la torre campanaria alta 47 metri.
Un altro luogo da vedere nel centro storico è la chiesa di Santa Chiara d’Assisi annessa al convento delle Clarisse, considerata uno degli esempi più originali del barocco in Abruzzo con la sua pianta e cupola a matrice triangolata. Vincino alla chiesa è ancora presente il parlatoio, il luogo dove le monache interagivano con l’esterno, con la “ruota degli esposti”, un meccanismo girevole che permetteva di collocarvi i neonati senza essere visti. Accanto alla ruota, una finestra con una grata consentiva il dialogo delle religiose con le persone che si trovavano nella cappella.
Montesilvano, due borghi in uno

Solo una decina chilometri verso sud separano Città Sant’Angelo da Montesilvano, in provincia di Pescara. Il comune si estende sul mare con un lungo litorale di ampie spiagge di sabbia e comprende Montesilvano Colle, un borgo antico in posizione collinare rimasto intatto nel tempo. Abitato da circa 800 persone, è un piccolo scrigno da visitare a piedi soffermandosi su qualche luogo interessante come la chiesa della Madonna della Neve o quella dedicata a San Michele Arcangelo, nella parte più alta del paese.
Montesilvano Colle
Montesilvano Colle è anche il luogo giusto per ammirare il “gigante che dorme” e la “Bella Addormentata”, i massicci del Gran Sasso e della Majella avvolti dalla leggenda. La tradizione popolare racconta che Maja, figlia di Atlante e Pleione e madre di Ermete fuggì dalla sua regione per salvare suo figlio. Madre e figlio scalarono il Gran Sasso, ma Maja morì senza riuscire a salvare Ermete, il gigante che rimase tra le cime del Gran Sasso. Il corpo della donna, deposto anch’esso sulla montagna, diede il nome alla Majella.
Oggi sono ancora visibili un gigantesco volto umano assopito in un sonno eterno, e guardando più attentamente la Majella ecco che si scorge una fanciulla addormentata. Nella zona marina di Montesilvano da non perdere il Museo del Treno inaugurato nel 2009, che espone due locomotive storiche e otto veicoli rimorchiati che ospitano all’interno cimeli, reperti e testimonianze di un tempo. L’ultima tappa di un breve ma intenso viaggio attraverso un Abruzzo insolito e tutto da scoprire.
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Sosta camper da Atri a Montesilvano
Ti segnaliamo dove approdare seguendo un itinerario in camper da Atri a Montesilvano: ad Atri c’è il parcheggio senza servizi in Via Finocchi, a pochi minuti a piedi dal centro, solo diurno.
A Pineto puoi contare su due campeggi:
- Pineto Beach Village& Camping, aperto dal 12 aprile al 13 settembre, che dispone di piazzole di varie dimensioni, servizi e tipologie, all’ombra di pioppi, in pineta o sotto teli ombreggianti.
- Heliopolis Camping & Village, aperto da metà aprile a metà ottobre, che dispone di piazzole di varie tipologie, incluse le piazzole Pet Friendly.
A Città Sant’Angelo, invece, c’è il Camper Park Pescara Nord in Viale Matrino 27 (tel. 085 95146, 335 373706, mariocamperpark@gmail.com), situato dietro la stazione di servizio Tamoil, adatto per soste brevi.
Indirizzi utili per visitare Atri e Montesilvano in camper
Testo di Erika Mariniello
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La costa abruzzese da Alba Adriatica a San Salvo è sempre molto gradita da chi sceglie di trascorrere le vacanze in campeggio (quasi tutti aprono a metà aprile) potendo contare su tanti servizi riservati ai bambini. Vale la pena spingersi anche leggermente nell’interno per godersi i paesaggi montuosi e i borghi, ognuno con la sua particolarità.