Affrontare a piedi le alture dell’Appennino potendo contare sul proprio veicolo come prezioso alleato? Si può fare. Percorrere la Via degli Dei in camper è un’esperienza che unisce il fascino del trekking sull’Appennino tosco-emiliano alla libertà della vanlife. Un’escursione ricca di stimoli storici e paesaggistici, idealmente divisa in quattro tappe strategiche, perfette per alternare i chilometri di cammino con comode soste in campeggio.
Le origini del tracciato: sulle orme della Flaminia Militare
Tutto ebbe inizio negli anni Settanta, quando due appassionati riportarono alla luce l’antica Flaminia Militare, il lastricato costruito nel 187 a.C. dai Romani per collegare Bononia (Bologna) ad Arezzo. Oggi questo storico tracciato è conosciuto in tutto il mondo come Via degli Dei ed è diventato il filo conduttore del nostro itinerario da Sasso Marconi a Firenze.

Una scoperta nata per passione
Nel 1937, a un ragazzino di nome Franco Santi fu consigliato di respirare l’aria buona del Monte Bastione, lo spartiacque tra l’Appennino toscano ed emiliano a 1.200 metri di quota. Fu in quel momento che sentì parlare per la prima volta di una leggendaria via romana. Diventato adulto, insieme all’amico avvocato Cesare Agostini, cercò la strada per anni armato solo di piccone, finché non trovò una moneta romana in bronzo del 314 a.C. raffigurante la lupa. Il 29 agosto 1979 i due “Indiana Jones” emiliani fecero l’incredibile scoperta: i basolati originali. Ancora oggi, percorrendo la strada, è possibile calpestare i tratti di selciato romano pazientemente dissotterrati da questi due esploratori dilettanti.

Perché si chiama “Via degli Dei”?
Il nome di questo affascinante trekking sull’Appennino tosco-emiliano evoca mito e mistero. Forse deriva da un tempio pagano che antiche credenze collocavano in cima a Monte Adone (ma che nessuno ha mai trovato), o forse la spiegazione risiede nei suggestivi toponimi delle vette che si incontrano lungo il cammino, tutti ispirati a divinità romane: Monte Venere, Monzuno (da Mons Junonis, il Monte di Giunone) e Monte Luario (da Lua, dea consorte di Saturno).

Le tappe della Via degli Dei: da Sasso Marconi verso la Toscana
Da Sasso Marconi, il sentiero sale verso i Prati di Mugnano tra colline verdissime, per poi inerpicarsi verso le Torri di Monte Adone. Questo spettacolare massiccio d’arenaria si è formato milioni di anni fa per l’erosione del vento: ecco perché, osservando le rocce lungo il tracciato, non è raro scorgere conchiglie e fossili marini! La storia qui si stratifica e si mescola: dal mare primordiale alle strade romane, fino ad arrivare ai bunker e alle trincee della Linea Gotica, ancora visibili lungo il percorso.
Il tratto appenninico e i basolati romani
Per raggiungere Monzuno – paese spaccato a metà proprio dalla Via degli Dei – vi consigliamo un tratto in autobus per evitare i chilometri asfaltati sulla provinciale SP59. Da qui il sentiero sale nel bosco, tocca la cima di Monte Galletto e scende verso Madonna dei Fornelli. È in questo tratto che la storia prende vita: a Monte Bastione, Poggio Castelluccio e Monte Paggione passeggerete sui lastricati romani meglio conservati, calcando le stesse pietre usate in passato da squadroni di legionari, viandanti e briganti.

Tra antiche ville, ospitali e il Castello del Trebbio
Il trekking sulla Via degli Dei è sicuro e ben segnalato, grazie all’inconfondibile segnavia “VD” bianco e rosso. Lungo la strada godrete di una quiete bucolica indimenticabile, ammirando la stessa natura che ispirò Dante Alighieri nel suo viaggio del 1286.
Non mancheranno affascinanti scoperte storiche, tra cui:
- L’antico ospitale dei monaci vallombrosani: nei pressi di Monzuno, una struttura che per secoli ha offerto vitto e alloggio ai pellegrini di passaggio.
- Il Cimitero Germanico del Passo della Futa: un gigantesco e scenografico sacrario adagiato su una collina dove riposano 34.000 soldati tedeschi caduti nella Seconda Guerra Mondiale.
- Il Castello del Trebbio: vicino a San Piero a Sieve. Voluto da Cosimo I de’ Medici, l’antico maniero fu rifugio di Lorenzo il Magnifico e di Amerigo Vespucci in fuga dalla peste.
- La Badia del Buonsollazzo: una suggestiva e fatiscente abbazia camaldolese risalente all’XI secolo, innalzata come ex voto dal Conte Ugo di Toscana.

Brividi sull’Appennino: leggende e osterie malfamate
L’Appennino tosco-emiliano conserva anche un’anima un po’ noir. Un tempo, avventurarsi da Bologna a Firenze significava incappare in osterie malfamate, dove la vita umana valeva ben poco. Si racconta che al passo dell’Osteria Bruciata l’oste fosse solito derubare i clienti, per poi ucciderli e servirli in pasto agli altri avventori. Un destino simile si compiva all’Osteria del Fantorno, i cui macabri raggiri furono scoperti solo quando un cliente pescò una falange umana dalla propria zuppa!
Oggi, per fortuna, lungo i sentieri della Via degli Dei l’unica insidia è farsi rapire dalla bellezza paesaggistica. Alla fine dell’itinerario ci si ritrova in Piazza della Signoria, nel cuore pulsante di Firenze, stanchi ma appagati. La Via degli Dei da Sasso Marconi a Firenze in camper finisce qui, ma il vostro mezzo, vi aspetta pronto per rimettersi in moto verso la prossima avventura.


Testo e foto di Paolo Simoncelli
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