Dalla Marca Trevigiana a Legnago (e poco oltre), pedalare senza interruzioni né traffico lungo un tracciato pianeggiante fra campagne coltivate, luoghi di spiritualità, preziose ville venete e angoli di natura protetta. Nata dal ripristino di una ferrovia dismessa, la ciclovia Treviso-Ostiglia si è consolidata quale destinazione turistica caratterizzata da una spiccata ecosostenibilità. Una delle iniziative di riconversione più riuscite d’Europa, è anche un esempio di sinergie dal basso. Un ruolo determinante è stato giocato dalle associazioni locali (tra cui la Fiab) che hanno fatto pressione per evitare la trasformazione del tracciato in strada camionabile e promuovere la creazione di una greenway.

Oggi la ciclovia Treviso-Ostiglia è una realtà che corre parallela e silenziosa, eppure capace di lasciare un’impronta sempre più tangibile nei luoghi che attraversa. Un “corridoio verde” attraverso la pianura veneta che non nasce dal caso: è frutto di passione, competenza e sinergie tra realtà locali. Ecco lo stato dell’arte mentre mancano pochi chilometri al suo completamento.

La storia della ferrovia Treviso-Ostiglia
Il tronco ferroviario Treviso-Ostiglia fu progettato già alla fine dell’Ottocento con l’obiettivo di creare un collegamento strategico a scopo militare e commerciale fra il Trevigiano e il Mantovano. Tra vicende alterne il tracciato, lungo circa centoventi chilometri, venne infine realizzato negli anni Trenta del secolo scorso diventando operativo nel 1941.
Solo tre anni dopo, nel 1944, subì i bombardamenti degli Alleati; negli anni che seguirono la fine della Seconda Guerra Mondiale ne vennero utilizzate solo alcune tratte isolate sino ad arrivare, nel 1987, alla completa dismissione.

Nell’ultimo ventennio grazie all’interessamento di vari comitati locali, all’impegno delle amministrazioni locali e all’accesso a fondi regionali ed europei ha preso il via la trasformazione dell’asse ferroviario in pista ciclabile.
La ciclovia Treviso-Ostiglia
Il percorso della ciclovia Treviso-Ostiglia è interamente pianeggiante e adatto a tutti, inclusi i mezzi adattati per le persone con disabilità. Può essere percorsa agevolmente in entrambi i sensi di marcia. Un’opera utile alla popolazione residente, che ha disposizione un tracciato protetto per gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro. E naturalmente per pedalare, camminare e correre in un contesto verde e ben fruibile. Qualità che le hanno valso la certificazione internazionale Global Sustainable Tourism Council.
I riconoscimenti della Treviso-Ostiglia
- 2023 Green Road Awards: terza classificata.
- 2025 Bike&Travel Award, settima classificata su 21 proposte da tutto il mondo.
- 2025 Certificazione internazionale GSTC, prima ciclovia certificata secondo i criteri di sostenibilità
I tratti ripristinati della Treviso-Ostiglia
Ad oggi la ciclovia Treviso-Ostiglia è percorribile fino a Cerea, poco dopo Legnago, in provincia di Verona. Un totale di circa 110 chilometri che saliranno a 130 quando il tracciato raggiungerà Ostiglia, in territorio mantovano.
Il fondo è prevalentemente asfaltato (esclusi i 12 km in provincia di Treviso, in corrispondenza del Parco Naturale del Sile. È ombreggiato nei primi 60 chilometri. La gestione del tratto da Treviso a Montegalda è in capo al Soggetto Gestore, individuato dalla Regione Veneto nella Federazione dei Comuni del Camposampierese. È il tratto è al momento turisticamente più strutturato e capace di offrire – soprattutto nelle province di Treviso e Padova – servizi specifici dedicati ai biker. Qui i vecchi caselli sono stati riconvertiti in punti ristoro e noleggio attrezzature.
Sono ogni anno sempre di più i turisti italiani e stranieri che arrivano per immettersi su questa ciclabile, asse strategico di una rete di ciclovie che nel Veneto è ormai ben estesa e ramificata.
Vivere la ciclovia Treviso-Ostiglia in camper più bici
Il camperista ha numerose possibilità per approfittare dell’intermodalità camper più bici lungo la Treviso-Ostiglia. Questo è possibile grazie alla presenza di alcune postazioni strategiche e alla possibilità di rientrare alla base utilizzando la rete ferroviaria. Le stazioni lungo il tracciato (o nelle vicinaze si trovano a:
- Treviso
- Piombino Dese
- Camposampiero
- Grisignano di Zocco
- Legnago
- Cerea
Percorrerla tutta d’un fiato o creare dei giri a margherita, concentrarsi sull’aspetto ludico e sportivo o dedicare maggior tempo alle visite: in qualunque modo si scelga di approcciarla, la Treviso-Ostiglia offre la possibilità di attraversare un’ampia porzione Veneto “da dietro e da dentro”, entrando in un suggestivo retroscena fatto di corti coloniche, piccoli corsi d’acqua e una convivialità da apprezzare nei punti ristoro.
Chi viaggia con il camper al seguito può inoltre contare sulla presenza di aree attrezzate e soste rurali.

Da Treviso a Piombino Dese
21,2 chilometri (e ritorno)
Nella città di Treviso la ciclabile prende il via all’altezza di Via Paludetti, vicino al Parcheggio Ostiglia. L’area di sosta cittadina dista da qui circa cinque chilometri, mentre la stazione ferroviaria si trova a circa tre chilometri e mezzo. Si pedala su fondo sterrato ma ben battuto e scorrevole e per la maggior parte alberato, prestando attenzione agli attraversamenti stradali. Poco dopo l’inizio della pedalata invita a una sosta il Ristoro Ultimo Miglio, aperto per colazione, pranzo e aperitivo.
Dopo cinque chilometri ecco Quinto di Treviso, dove è presente l’area di sosta Quinto Camper Resort, in posizione strategica e ben gestita, affacciata su un’ansa naturale del Sile. È collegata alla Treviso-Ostiglia da un percorso protetto, il Sentiero dei Mulini. Nelle vicinanze un punto di interesse è l’Oasi Cervara, inserita nel Parco Naturale Regionale del Sile e attraversata dal percorso della ciclabile.

Il percorso continua fino ad arrivare nelle vicinanze di Badoere, sede del comune sparso di Morgano (7 km da Quinto di Treviso). Lungo la pista, collocato in un casello completamente rinnovato, vi è un punto ristoro con noleggio biciclette: il Casello 104. Qui conviene uscire dalla ciclabile per raggiungere – con circa un chilometro di pedalata – Piazza Indipendenza su cui affaccia la Rotonda di Villa Badoer, una scenografica barchessa costituita da un lungo porticato semicircolare formato da quarantuno arcate, risalente agli inizi del XVIII secolo. Progettata per ospitare il mercato settimanale autorizzato dalla Serenissima nel 1689, la struttura era un centro nevralgico di commercio e vita sociale, con portici un tempo botteghe e alloggi. Una piccola deviazione che vale uno spritz.

Il tratto padovano della Treviso-Ostiglia
Tornati sulla ciclabile, dopo circa tre chilometri si arriva nel territorio di Piombino Dese, dove ha inizio il tratto padovano della Treviso-Ostiglia. Qui il sedime è stato interamente asfaltato ed è praticabile da qualsiasi tipo di ruota, dalle bici tradizionali alle handybike, dai passeggini ai pattini a rotelle.
A Levada una deviazione di poco più di duecento metri permette di raggiungere Ca’ Marcello, una splendida villa veneta di proprietà privata. Il parco storico è normalmente aperto al pubblico con la possibilità di passeggiare all’ombra di maestosi alberi secolari, tra vialetti romantici, la peschiera e la torre colombara. Ogni prima e terza domenica del mese vi è inoltre la possibilità di effettuare visite guidate.

Un altro chilometro ed ecco il Bike Park Km 99 a Silvelle di Trebaseleghe, un ristoro con rastrelliere e punto noleggio biciclette in un piacevole contesto verde.
L’arrivo a Piombino Dese
Tornati in sella si prosegue fino a incrociare il fiume Dese e arrivare, dopo circa quattro chilometri, in prossimità del centro di Piombino Dese. Qui possiamo contare sulla stazione ferroviaria della linea Venezia-Bassano del Grappa per un eventuale ritorno in treno. Uscendo dalla ciclabile bisogna andare a cercare Villa Cornaro. Costruita intorno al 1560 a duplice facciata e con l’elegante portico aggettante su due livelli, è una delle più belle e rappresentative ville venete progettate dalla mano del Palladio, inserita tra i beni Patrimonio dell’Umanità Unesco. Una curiosità: la Casa Bianca di Washington è stata progettata seguendo i canoni di questa villa. Adiacenti all’edificio sono degne di nota le barchesse seicentesche disegnate da Vincenzo Scamozzi; si può passeggiare nel brolo, il parco che si estende a sud della villa con l’antica peschiera scavalcata da uno scenografico ponte a sette arcate che sfrutta le acque del fiume Marzenego.
Valuta le aree di sosta convenzionate a Montegalda

Da Piombino Dese a Piazzola sul Brenta
21,2 chilometri
Diritta come un fuso, asfaltata e in gran parte alberata, la ciclovia da Piombino Dese prosegue la sua marcia nella campagna padovana tra campi e fattorie.
A Loreggia la Treviso-Ostiglia interseca il Muson dei Sassi, un percorso in gran parte sugli argini sterrati dell’omonimo canale artificiale realizzato nel XVII secolo che si estende a nord tra Asolo, Castelfranco Veneto ricalcando il Sentiero degli Ezzelini e a sud verso Padova lungo il Cammino di Sant’Antonio. Si trova qui il Ristoro Ostiglia, un altro punto tappa dove sostare (anche all’ombra) e rifocillarsi prima di riprendere a pedalare attraverso le campagne del Graticolato Romano verso Camposampiero (8 km da Piombino Dese).
Camposampiero
Fondata nel XII secolo dalla famiglia Da Camposampiero, la cittadina di Camposampiero non ha conservato l’antica cinta muraria: rimangono solo i portici e due torri medievali.
È invece ben tangibile la memoria di Sant’Antonio di Padova. Qui a Camposampiero il frate francescano trascorse le ultime settimane della sua esistenza e da qui la mattina del 13 giugno 1231, giorno della sua morte, partì su un carro trainato dai buoi per raggiungere i suoi confratelli a Padova, spirando alle porte della città. Il percorso è oggi valorizzato dall’Ultimo Cammino di Sant’Antonio.
Si trova vicino al passaggio della Treviso-Ostiglia il quattrocentesco Santuario del Noce, un’oasi di pace e silenzio che racchiude il luogo dove sorgeva l’albero su cui si rifugiò il santo durante la sua predicazione. Ci si arriva attraverso un viale alberato di tigli e noci al cui margine sono collocate le sculture del Sentiero di Antonio “Vangelo e carità” realizzate da Romeo Sandrin, un percorso devozionale dedicato alla vita e alla spiritualità del santo portoghese.

A questo punto si può interrompere la pedalata raggiungendo la stazione ferroviaria di Camposampiero, posta lungo le linee Bassano del Grappa-Padova e Calalzo-Padova.
Chi decide di tornare in sella, dopo circa tre chilometri ha a disposizione l’area alberata con tavoli pic nic Ristoro Ostiglia Ciclabile, in località Santa Giustina in Colle, all’incrocio con la SP39.
Il tracciato prosegue fino a Curtarolo, dove la ciclovia scavalca il corso del Brenta grazie a uno scenografico ponte strallato. Poco dopo il ponte c’è l’intersezione fra la Treviso-Ostiglia e la Ciclovia Fiume Brenta che collega la Valsugana a Venezia seguendo l’argine del fiume.
Tre chilometri ci separano da Piazzola sul Brenta, che conserva interessanti testimonianze di archeologia industriale e Villa Contarini, uno dei monumenti più prestigiosi e importanti del Veneto.

Da Piazzola sul Brenta a Ponte di Barbarano
30 chilometri
Ripresa la ciclabile il tracciato scorre attraverso le campagne di Campodoro. Con una piccola deviazione si può arrivare all’azienda agricola Laghetto Ca’ Brusà, dotata di spazi per camper e tende. Siamo ormai in provincia di Vicenza: prima di Poiana di Granfion, si incrocia il Percorso Cicloturistico della Media Pianura Vicentina.
A Grisignano di Zocco (11 km da Piazzola sul Brenta) c’è l’innesto sulla Ciclabile del Bacchiglione tra Montegalda e Longare che permette di pedalare verso Vicenza e Padova. Raggiungibile con una breve deviazione, Montegalda è un altro punto strategico per il viaggiatore en plein air.
Qui è possibile fare base presso l’area di sosta comunale e la vicina Distilleria Brunello, la più antica distilleria artigianale d’Italia tuttora attiva. Qui si è accolti con gentilezza dal titolare Paolo, appassionato camperista, e si cena ottimamente nella vicina locanda. Da non perdere la visita al Museo Veneto delle Campane Daciano Colbachini: collocato nella proprietà di Villa Fogazzaro-Colbachini ospita la più ricca e curata collezione di campane in Italia.
Da qui in poi la Treviso-Ostiglia non è più un corridoio alberato, ma prosegue tra coltivazioni e vedute sulla fascia dei Colli Berici. A Ponte di Barbarano (19 km da Grisignano) vi è l’intersezione con la Ciclovia della Riviera Berica o E7 che punta dritta verso Vicenza.

Da Ponte di Barbarano a Cologna Veneta
20,5 chilometri
Si attraversano ora i territori di Orgiano e Sossano. In questo tratto la pista è un rettilineo per la maggior parte privo di alberatura, sempre isolato rispetto al traffico automobilistico. Offre scorci panoramici sulle ville venete e sui verdi rilievi dei Colli Berici in lontananza. Entrati in provincia di Verona, nelle vicinanze di Pressana la campagna diventa protagonista assoluta con le sue rinomate coltivazioni come il radicchio e i cereali.
Cologna Veneta, famosa per il suo mandorlato prediletto già dai dogi veneziani, offre un centro storico di pregio dove spiccano il duomo e i resti delle antiche fortificazioni scaligere. Da qui è possibile raggiungere il centro di Montagnana, dotata di un’area di sosta vicino all’ostello, utilizzando l’anello delle Città Murate.

Da Cologna Veneta a Cerea
20,5 chilometri
Il tratto compreso fra Cologna Veneta e Legnago si snoda attraverso campagne e ponti ferroviari recuperati come quello sul Guà.
Legnago è uno snodo interessante sia per l’intersezione con la Ciclovia dell’Adige sia perché si trova sulla linea ferroviaria Mantova-Monselice. Città natale di Antonio Salieri, i cui cimeli si trovano nel museo della Fondazione Fioroni, fu uno dei centri dell’antico quadrilatero insieme a Peschiera, Verona e Mantova. Il cantiere della Treviso-Ostiglia prosegue per altri 9 km circa fino a raggiungere, per ora, il territorio di Cerea.
Quando il percorso sarà completato sarà di fatto possibile pedalare senza soluzione di continuità dalle sponde del Sile a quelle del Po. Una piccola, silenziosa rivoluzione che avanza.

Valuta le aree di sosta convenzionate a Montegalda
Otto incroci lungo la Treviso-Ostiglia
La ciclovia Treviso-Ostiglia interseca numerosi percorsi ciclabili.
- Ciclovia del Sile Nota anche come “Girasile”, segue il corso del fiume di risorgiva più lungo d’Europa collegando Treviso a Jesolo.
- Muson dei Sassi Un itinerario storico-naturalistico che collega Padova ad Asolo, passando per Castelfranco Veneto, seguendo l’argine dell’omonimo canale. Il punto di intersezione con la ciclovia Treviso-Ostiglia si trova in località Loreggia.
- Ciclabile del Brenta Un asse green che si snoda dal lago di Caldonazzo a Venezia passando per Bassano del Grappa e Piazzola sul Brenta.

- Ciclabile del Bacchiglione Collega Vicenza a Padova seguendo l’argine del fiume Bacchiglione. L’incrocio con la Treviso-Ostiglia si trova vicino a Montegalda.
- Anello dei Colli Euganei Un suggestivo itinerario circolare di circa 60 chilometri che abbraccia il perimetro del primo Parco Regionale del Veneto.
- Ciclovia della Riviera Berica Un percorso panoramico che collega la città di Vicenza a Noventa Vicentina, ricalcando il tracciato della vecchia tramvia che costeggia i piedi dei Colli Berici.
- Anello delle Città Murate Un itinerario circolare di circa 60 chilometri che unisce i centri storici fortificati di Montagnana, Este e Bevilacqua, tra imponenti masti e cinte medievali. Il percorso si snoda lungo argini fluviali e strade a basso traffico.
- Ciclovia dell’Adige Una delle direttrici ciclabili più lunghe e spettacolari d’Italia che si sviluppa lungo il corso dell’omonimo fiume partendo dal Passo di Resia, al confine con l’Austria, toccando città quali Bolzano, Trento e Verona, per terminare a Rosolina Mare.
Le soste camper lungo la Treviso-Ostiglia
- Treviso Area di sosta in Via Castello d’Amore, vicino allo stadio, dotata di acqua, pozzetto e illuminazione. Sosta max 48 ore, non fruibile durante lo svolgimento di eventi sportivi.
- Area di sosta in Via Boccaccio, zona fiera, dotata di acqua, pozzetto e illuminazione.
- Quinto di Treviso Quinto Camper Resort, Via Costamala 26, www.campertreviso.com. Un’oasi affacciata su un’ansa del fiume Sile con 28 piazzole complete di corrente elettrica, servizi igienici con docce, prato con area picnic (nella foto). I gestori Leonardo e Michela, camperisti e titolari di un negozio di attrezzature per gli sport acquatici, offrono la possibilità di effettuare escursioni in kayak e SUP. La Treviso-Ostiglia è raggiungibile tramite La Via dei Mulini che costeggia il Sile.

- San Giorgio delle Pertiche Agriturismo Villa Bozza, Via Signoria 16, tel. 349 5205873, agriturismovillabozza.it/agricampeggio-padova. Dispone di piazzole dotate di corrente e illuminazione.
- Camisano Vicentino Ittiturismo Laghetto Cà Brusà, Via Vanzo Vecchio, tel. 380 1214422, www.facebook.com/laghettoCaBrusa. Dieci piazzole dotate di elettricità, pozzetto, servizi igienici con docce calde. A un paio di chilometri dal tracciato della Treviso-Ostiglia.
- Montegalda Area di sosta comunale in Via Roi, su fondo pavimentato, dotata di pozzetto di scarico.
- Distilleria Brunello, Via Roi 51, tel. 335 7634817, www.agriturismobrunello.com. Antica distilleria artigianale dotata di parcheggio per cinque veicoli con acqua e servizi igienici.
Vai allo sconto riservato dalla Distilleria Brunello agli iscritti al PLEINARCLUB
I punti ristoro e noleggio bici lungo la Treviso-Ostiglia
- Treviso Treviso.bike, Stradella Interna A, tel. 0422 178 3822, giovanni@treviso.bike. Noleggio mtb, bici a pedalata assistita, seggiolini e carrelli per bambini e cani.
- B&B Ultimo Miglio, Strada dell’Aeroporto 6, www.ultimomigliotreviso.it. Bar, ristorazione, camere.
- Morgano Casello 104, Via Bosco 45, tel. 0422 162 8827, www.casello104.com. Bar, ristorazione, sala per attività, noleggio biciclette.
- Silvelle di Trebaseleghe Bike Park Silvelle, bikeparkkm99.com. Bicigrill con ampi spazi all’aperto, ristorazione, noleggio bici, sala e toilette a disposizione dei ciclisti.
- Loreggia Ristoro Ostiglia, Via Morosini, www.facebook.com/Infopointostiglia. Un punto di riferimento per i cicloturisti all’incrocio fra le ciclovie Treviso-Ostiglia e Muson dei Sassi.
Indirizzi utili
Ufficio Turistico Federazione Comuni del Camposampierese, Via Cordenons 17, Camposampiero; tel. 049 9315608, www.camposampierese.it.
Sapori tipici lungo la Treviso-Ostiglia
Il viaggio lento lungo la Ciclovia Treviso-Ostiglia offre l’occasione di scoprire sapori genuini e tradizioni radicate. Dai formaggi artigianali ai salumi tipici, dai vini alle birre artigianali, dai panificati ai dolci, dal miele alle confetture, ciascun prodotto racconta una storia di passione e di legame con la terra. Valorizza questo patrimonio di eccellenze la rete dei Prodotti Ambassador del Camposampierese e del Medio Brenta, a cui aderiscono sette aziende con trentacinque prodotti
Un piccolo excursus: la serenissima impronta del Palladio

Sembra che ci sia stata la mano del Palladio nella struttura originaria della villa voluta nel XVI secolo dall’influente famiglia veneziana dei Contarini, ma è difficile riconoscerla: la magnificenza del complesso, più volte rimaneggiato, segue canoni estetici differenti ma non per questo meno sorprendenti.

Passata nell’Ottocento in mano ai Camerini e di proprietà della Regione Veneto dal 2005, Villa Contarini sorprende già dal primo impatto con il corpo centrale affiancato da due ali che si affaccia su una vastissima piazza delimitata da un emiciclo di portici. Dai saloni affrescati al parco all’inglese con lago, peschiere e canali, dalla biblioteca che conserva oltre ventimila volumi alle restaurate scuderie, dall’auditorium alle stanze da letto, ogni parte del complesso testimonia ricchezza e raffinatezza visibili anche negli arredi. Una meraviglia a cui dedicare una visita non affrettata.
testo di Michela Bagatella


