È possibile organizzare una vacanza in camper sulle dolomiti bellunesi che sia adatta a tutta la famiglia? Assolutamente sì!
Segui il nostro itinerario dettagliato e scopri tutte le attività e le esperienze che puoi fare in questo splendido territorio.
È possibile organizzare una vacanza in camper sulle dolomiti bellunesi che sia adatta a tutta la famiglia? Assolutamente sì!
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Tra sci, ciaspolate, ferrate, escursioni in bici o semplici passeggiate, le dolomiti bellunesi offrono innumerevoli possibilità di divertimento davvero per tutti i viaggiatori.

Un’ottima base di partenza è il Camping Civetta a Val di Zoldo, tra Pelmo e Civetta. Da qui si può godere della bellezza della natura e del territorio partecipando a tantissime attività adatte ai più piccoli (o ai meno sportivi) come passeggiate, ciaspolate e discese con lo slittino. I più allenati e avventurosi invece possono dedicarsi alle ferrate o alle escursioni in mountain bike.
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Il Museo del Ferro e del Chiodo sulle dolomiti bellunesi
In località Forno di Val di Zoldo, vicina a Longarone e Belluno, c’è il Museo del Ferro e del Chiodo, aperto solo nel periodo estivo. L’esposizione approfondisce la storia delle fusinele, le fucine locali, e la figura del ciodarot, il fabbro produttore di chiodi da scarpe. In passato questa piccola industria segnò l’economia dell’intera valle.
Il museo è al centro del paese, pertanto per raggiungerlo occorrerà cercare – con un po’ di difficoltà – un parcheggio lungo la strada principale e proseguire a piedi.

A poco più di 8 km in direzione nord, un po’ faticosi per la presenza di tornanti, ci ritroviamo in alta Val di Zoldo, un insieme di frazioni sparse tra il versante orientale del massiccio del Civetta e la parete ovest della cima del Monte Pelmo.
Qui possiamo concederci una pausa rilassante e rigenerante al Dolomia Spa, un centro benessere con piscina situato lungo la strada principale. Il centro offre percorsi per ogni età. Per gli over 16 ci sono sauna finlandese, bagno di vapore, vasca idromassaggio, doccia emozionale, tinozza in legno di abete per bagni freddi e vasche skin touch. La struttura ha anche pacchetti studiati appositamente per una fuga romantica, con massaggi di coppia e suite a uso esclusivo. Adatta anche ai bambini c’è l’ampia vasca con acqua a trentadue gradi e una spettacolare vista sul Civetta.
Il parcheggio alle spalle del grande tornante della strada principale, dietro le ultime case del paese, è una buona soluzione di sosta anche notturna. Tuttavia la sua accessibilità dipende dalle condizioni della neve e dalla pulizia delle strade perché il fondo naturale è spesso ghiacciato.
Con il camper sulle dolomiti bellunesi dal pian del Crep a Selva di Cadore
Gli impianti di Pecol sono il punto di partenza per la risalita al Pian del Crep, in particolare dal panoramico ristoroSu’nParadis, ai piedi del Civetta.
Nonostante la quota relativamente contenuta (1.766 m) l’area offre sei assolate piste rosse molto apprezzate e tre blu tra cui la lunga Lendina, che regala ai principianti un po’ di continuità. Ci sono anche due piste illuminate per lo sci notturno: la nera Foppe (numero 38) e la rossa Cristelin (numero 39).
Seguendo per meno di un km la provinciale 251 in direzione Forcella Staulanza s’incontra l’area sciistica di Palafavera dove ha sede il Centro Biathlon.
Ci sono quattro piste di differente livello di difficoltà per un totale di sette chilometri e mezzo su percorso omologato per le gare. Qui troviamo anche l’unico poligono regolamentare veneto dove appassionati e principianti possono provare l’emozione del tiro. Gli impianti di Palafavera salgono al Col di Dôf (1.917 m), subito alle spalle del Col dei Baldi (1.920 m), una sorta di “panettone” sul lato settentrionale del massiccio del Civetta.

Da qui c’è il collegamento su tracciati blu con i Piani di Pezzè di Alleghe. Giusto di fronte si staglia la parete sud del Pelmetto, dove fu ritrovata la prima serie italiana di impronte di dinosauro.
Alcune curve impegnative con il camper (con pendenza del 15%) separano l’area di Palafavera dal Passo Staulanza (o Forcella Staulanza, 1.768 m), che mette in comunicazione con la Val Fiorentina e Selva di Cadore.
Poco prima del passo, al terzo tornante in discesa, si trovano un ampio parcheggio, utilizzabile anche per il pernottamento, e le indicazioni per l’escursione con le ciaspole verso il Rifugio Città di Fiume.
Tra le località da vedere in zona c’è Feltre!
In camper verso Pescul
La strada prosegue verso valle, costeggiata da entrambi i lati dai quattro anelli di piste del Centro Fondo Peronaz; uno scenario unico alle pendici del Monte Pelmo.
A Pescul, la prima frazione del Comune di Selva di Cadore, lungo la strada principale si trova il Museo Vittorino Cazzetta che comprende quattro interessanti sezioni espositive. A trecento metri dal museo c’è un nuovo e ampio parcheggio diurno, perfetto per lasciare il camper durante la visita.
Da Pescul parte la prima delle due funivie che permettono di raggiungere la cima del Fertazza, la vetta sciabile più elevata e panoramica.

Azienda agricola Milchhof Agostini
Tornati alla guida del nostro camper proseguiamo oltre il paese giungendo a un bivio.
A questo punto vi consigliamo una breve deviazione a destra sulla strada per Passo Giau per raggiungere il caseificio dell’azienda agricola Milchhof Agostini.
Un vero paradiso per i buongustai amanti dei formaggi dove è possibile acquistare ricotta, mozzarelle e formaggi di varie stagionature. Tra quelli più tipici segnaliamo:
– il Zonia, un semicotto da consumare fresco dal gusto dolce e morbido;
– il Giau, semicotto di media stagionatura non pressato sul torchio, con gusto intenso e talvolta acidulo;
– la Fiorentina, formaggio a media stagionatura a latte intero, compatto e leggermente piccante;
– il Bacalin, a latte intero stagionato oltre i sei mesi.
Il nostro itinerario prosegue poi a sinistra lungo la SP251 superando Colle Santa Lucia e la sua pittoresca chiesina e poi lungo la SR203 fino a raggiungere Caprile.
In camper sull’altro versante delle dolomiti bellunesi: da Piani di Pezzè alla Val di Fiemme
Guidando verso sud per 4 km si raggiunge Alleghe, la principale cittadina del comprensorio, affacciata sull’omonimo lago.
Dal pittoresco centro di questa località partono gli impianti per raggiungere i Piani di Pezzè, stazione sciistica attrezzata con uno snow park e il parco Ally Farm, una struttura pensata per il divertimento dei più piccoli.
Salendo a Col dei Baldi, Forcella Pecol e Col Fioret si hanno a disposizione diciassette piste di varia difficoltà e 2 campi scuola.
L’unico parcheggio autorizzato ai camper è a nord del paese, oltre il lago, con navetta a pagamento per gli impianti. In bassa stagione è tollerata la sosta sotto il Palaghiaccio, di fronte al laghetto.
Se invece volete cimentarvi nelle ciaspolate vi basta proseguire sulla strada di montagna Ripreso fino a oltrepassare Cencenighe Agordino e Falcade per raggiungere il Passo di San Pellegrino.
Questo è il punto di partenza di alcune delle più panoramiche ciaspolate del circondario.
Qui si trova un bel parcheggio, gratuito e assolato per tutto il giorno, perfetto per un pernottamento en pleinar.
Il Passo di San Pellegrino è anche la porta d’accesso alle valli trentine di Fiemme e di Fassa. Un’alternativa per una vacanza invernale oltre al nostro itinerario in camper sulle dolomiti bellunesi

Monte Fertazza, punto di osservazione panoramico
Con gli impianti di Pescul si può salire anche sul Monte Fertazza. All’arrivo conviene proseguire verso la croce con ripetitore, su una collinetta oltre le piste da sci, per godere di un panorama eccezionale. Quindi si scende un po’ più ripidamente a mezza costa verso le piste da sci, seguendo poi le tracce nel bosco.
Alla fine si incontra il sentiero estivo ben indicato che, con un lungo giro, riporta al rifugio Tabiè di Fertazza, da cui si può ridiscendere in funivia.
Malga Fontanafredda

Tornati in bassa quota si parcheggia presso la Forcella Staulanza (1 solo posto camper) oppure 700m più avanti presso l’omonimo ristorante.
Attraverso un percorso interamente pianeggiante tra boschi e pascoli raggiungiamo, in circa tre quarti d’ora, la bella Malga Fontanafredda, sotto le piste da sci quasi deserte del versante nord del Civetta. Una passeggiata ideale per famiglie con bambini piccoli che sarà ampiamente ricompensata dalle bontà che troveremo all’arrivo.
Rifugio Città di Fiume e Forcella de la Puina
Dal parcheggio del terzo tornante di Passo Staulanza un sentiero segue la carrareccia.
In poco più di mezz’ora di salita costante si raggiunge la panoramica Malga Fiorentina dove già s’intravedono le aperture sulla vista del Pelmo e del Croda da Lago. Ancora un breve tratto di dolce salita conduce alla conca riparata del Rifugio Città di Fiume, a meno di un’ora dalla partenza.
Se si sceglie di proseguire, si imbocca il ripido strappo in salita proprio alle spalle del rifugio per poi procedere più dolcemente nel bosco di larici ed abeti. Con un’altra ora circa si raggiunge Forcella de La Puina uno dei punti più panoramici della zona. Insomma, una vera gioia per gli amanti della natura e delle scarpinate in montagna.
Rifugio Fulciade e Forca Rossa
Dall’ampio parcheggio vicino alle piste da sci del Passo San Pellegrino si sale in un’ora al rifugio Fuciade. Il primo tratto è asfaltato sino all’hotel Miralago, poi seguono 3 km di strada sterrata battuta dalle motoslitte. In condizioni d’innevamento normale si può procedere con ramponcini da passeggio in presenza di gelo o con passeggini da trekking, altrimenti con le ciaspole. Al ritorno vi consigliamo, soprattutto se siete con i bambini, di optare per la discesa in slittino.
I più volenterosi possono procedere oltre al rifugio Fuciade e affrontare la più impegnativa salita sino a Forca Rossa, su tracce poco visibili in caso di neve fresca, con un dislivello di oltre 500 metri. In questo caso il tempo di percorrenza è di due ore e mezza.
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Le delizie della Val di Zoldo
Durante un soggiorno in Val di Zoldo è d’obbligo assaggiare una coppa di gelato al latte di malga semicrudo con frutti di bosco, mirtilli o mele selvatiche. Gelato in montagna? Ebbene sì!
Sembrerà strano ma il gelato è il dolce tipico del territorio. Una tradizione che rimanda alla fine dell’Ottocento, quando gli abitanti emigravano a Venezia, in Austria e in Germania portando con sé l’arte di prepararlo.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale erano più di sessanta le famiglie del comprensorio che ogni estate chiudevano le case e migravano Oltralpe con i loro camioncini ambulanti. Nella piccola valle c’erano gli ingredienti e le conoscenze per realizzare un prodotto di qualità. Le materie prime come latte fresco, panna e uova venivano sapientemente lavorate con le macchine mantecatrici, le stesse usate per fare il burro).
Provate quello della gelateria Al Soler, nella frazione di Pecol. È aperta tutto l’anno e propone il suo gelato di latte intero a Km 0, nei gusti classici, ma anche in quelli meno usuali con frutti degli orti e dei boschi.

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