Se c’è una cosa che i camperisti hanno imparato nella loro esperienza di viaggiatori sono i benefici del viaggio fuoristagione. Nel caso del Salento, affollatissimo d’estate vale ancora di più. Chi va in vacanza ora può spulciare tra gli eventi di settembre in Salento e trovarne almeno due interessanti. Entrambi invitano a scoprire due tra le città più interessanti dal punto di vista artistico, per il barocco che le invade. Vediamo quali sono nel dettaglio.
Galatina, scatti e pasticciotti

Lo Yeast Photo Festival, mostra diffusa di fotografia contemporanea in programma dall’11 settembre all’8 novembre che si snoda in alcuni dei luoghi più affascinanti del centro storico tra cui l’ex Convento delle Clarisse (Piazzetta Galluccio), l’Arco Andriani, Palazzo Di Mitri (Via Umberto I 9) e Palazzo Stefanelli (Via San Mauro 10). Giunto alla quinta edizione, l’evento ruota attorno al tema del cibo come lente sul presente. Tra i progetti in mostra Memories of Tender Bonds della fotografa messicana Koral Carballo, il resoconto di un decennio di ritorni in una comunità afro-mestiza dello stato di Veracruz e il reportage Daughters of the Sea della iraniana Forough Alaei, che narra il mare come fonte di cibo ma anche come atto di resistenza fotografando le pescatrici dell’isola di Hengam: le uniche donne che pescano in Iran, e probabilmente nell’intero Golfo Persico. Più dettagli sul sito dell’evento.
Nota per la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, capolavoro dell’arte gotica e romanica che accoglie uno straordinario ciclo di affreschi realizzati fra XIII e XIV secolo, la città è una sequenza ininterrotta di palazzi in pietra leccese, portali bugnati e case a corte. La visita a Galatina non può dirsi completa senza assaggiare il pasticciotto, il dolce di pasta frolla ripieno di crema che Andrea Scalone inventò per errore nel 1745 riutilizzando gli avanzi di una torta. Ignaro di aver dato vita a uno dei simboli gastronomici del Salento.
Lecce, menage barocco in musica

Fino al 20 settembre il Fiermonte Museum, collezione leccese di arte contemporanea, ospita la mostra Akustika della mosaicista salentina Stefania Bolognese che mescola arte e musica: crea sculture con note e spartiti utilizzano le tessere di vetro e pietra.
Il museo, un edificio d’inizio Novecento con un bellissimo giardino in Vico dei Raynò 4, raccoglie la collezione permanente degli eredi della famiglia Fiermonte. Un omaggio alla nonna Antonia, pittrice e violinista, che sfidando i pregiudizi dell’epoca si sposò due volte dando vita a un avvincente intrigo amoroso.
Nel 1930 la donna incontrò a Roma René Letourneur, uno dei più grandi maestri dell’Art Déco. Persa la testa per Antonia al punto da lasciare la moglie per lei, l’uomo la portò con sé a Fontenay-aux-Roses, in Francia, dove viveva con l’amico scultore e musicista Jacques Zwobada. Antonia portò scompiglio tra i due: Jacques la corteggiò inviandole mille lettere d’amore fino a quando la donna capitolò e lo sposò nel 1948. Soltanto alla morte improvvisa della donna, avvenuta nel 1956, i due ritrovarono l’amicizia di un tempo. Aperta dal mercoledì al sabato dalle 11 alle 17; domenica dalle 10 alle 13. Chiuso lunedì e martedì, ingresso su prenotazione (Whatsapp 370 1357664).
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