Accoccolato su uno sperone di roccia che domina la valle del Verrino, Agnone, in Alto Molise, è nota per essere la città delle campane; ma uno degli eventi dell’estate 2026 ci ricorda invece che la città è famosa anche per i suoi gustosi formaggi. Quasi al confine tra il Molise e l’Abruzzo, custodisce mestieri tramandati di generazione in generazione. Dal 28 al 30 agosto ospita Casearia, la Fiera Nazionale dei Formaggi Italiani, quarta edizione della manifestazione più importante del centrosud dedicata ai latticini.

Il legame tra Agnone e la tradizione casearia non è un dettaglio folkloristico, ma il filo conduttore di un’intera cultura. La città sorge lungo il Tratturo Celano-Foggia, una delle storiche vie della transumanza, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, che per secoli ha visto passare pastori e greggi tra i pascoli dell’Alto Molise. Da qui nasce il Caciocavallo, insieme a stracciata, manteca e scamorze: prodotti che hanno fatto guadagnare ad Agnone il titolo di Città del Formaggio 2025 conferito dall’Onaf.
Non andar via senza assaggiare la gustosa scamorza arrostita e filante, il Caciocavallo “impiccato” su fonte di calore e spalmato sul pane fresco, e piatti della memoria contadina come le pallotte cacio e ova o le sagne a pezzi. Per i golosi, le ostie ripiene, i mostaccioli e le loffe ricoperte di cioccolato regalano un finale dolce a ogni visita.
L’evento include tour guidati nel centro storico e agevolazioni fino al 50% per visitare i musei della città. Per maggiori informazioni sugli eventi d’estate ad Agnone clicca qui.
Agnone, la città delle campane e del libro antico

La storia più recente del paese è strettamente legata ai pontefici del ventesimo secolo: qui vive una dinastia di artigiani che fabbrica campane con processi di lavorazione antichi e custodisce in un museo, dal 1999, la più vasta collezione mondiale di bronzi sacri e calchi di gesso, ma anche manoscritti e antichi documenti tra cui l’edizione olandese del de tintinnabulis, la bibbia dell’arte campanaria, datata 1664. Da bottega artigiana a Pontificia Fonderia Marinelli il passo è breve. Si fa per dire, visto che sono trascorsi mille anni – di sacrifici, difficoltà ma anche di soddisfazioni – dalla fusione di un raro esemplare di campana gotica, oggi conservato nel museo che, non a caso, è intitolato a Giovanni Paolo II che visitò Agnone nel 1995.
Di interesse la Mostra del Libro Antico a Palazzo San Francesco, sede del Comune e della biblioteca. Raccoglie oltre cento volumi di filosofia e religione, trattati di architettura e medicina, tomi di diritto, libri di storia naturale e manuali di vita agreste. Spiccano una delle rare copie delle Metamorfosi di Ovidio, datata 1540, e l’Opera di Seneca, stampata a Parigi nel 1613 (tel. 0865 779173 agnonebiblioteca@g.mail.com). Il Museo del Rame racconta l’epoca d’oro in cui Agnone, dal 1456, divenne il principale centro italiano per la lavorazione del rame, con 171 botteghe e 8 fonderie attive.
Percorrendo Corso Vittorio Emanuele lo sguardo indugia sui portali in pietra e sulle elaborate ringhiere in ferro battuto, sull’insegna di una delle più antiche pasticcerie del borgo e, infine sul portale ogivale sormontato da un grande rosone della quattrocentesca chiesa di Sant’Emidio. La salita Giuseppe Verdi, che sbuca sulla graziosa Piazza Plebiscito ingentilita da una fontana, ci introduce al nucleo più antico del paese.
Non solo caciocavallo: le ostie
Di chiara ispirazione religiosa sono i dolci tipici del paese: la campana, a base di noci e farina di mandorle ricoperta di cioccolato alla gianduia, e le ostie, cialde ripiene di noci e mandorle legate da miele e cacao, molto apprezzati anche da Karol Wojtyla. Addentrandosi nel centro di origine medievale capiamo subito perché Agnone sia conosciuta come la “città delle Chiese”: ben 14 edifici sacri costruiti tra il 1100 e il 1800, veri scrigni d’arte con altari barocchi, statue lignee del Quattrocento e Cinquecento e portali scolpiti che meritano una sosta attenta. Una tappa sorprendente è il quartiere La Ripa, ancora oggi soprannominato “borgo veneziano”, che conserva sculture in pietra del XII secolo, testimonianza del legame storico con la Serenissima, quando la famiglia Borrello portò ad Agnone soldati e artigiani veneti dopo aver servito alla corte del Doge. La passeggiata si chiude idealmente al belvedere cittadino, da cui lo sguardo abbraccia tutta la valle sottostante.
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I dintorni: il teatro di Pietrabbondante e il frantoio ipogeo di Poggio Sannita
A circa venti minuti di auto da Agnone, si trova il Santuario Italico di Pietrabbondante, a mille metri di quota, con un teatro del II secolo a.C., templi e resti archeologici che raccontano la civiltà sannita in un contesto paesaggistico mozzafiato. Opificio secolare ma anche cultura a Palazzo Iacovone di Poggio Sannita. Nei piani interrati dello storico fabbricato si può visitare un mastodontico frantoio ipogeo del ‘700 montato su enormi pilastri di legno e macine in pietra. Nel palazzo nacque, nel 1771, Cosmo Maria De Horatiis medico della casa reale e studioso della omeopatia. Nelle sale dell’edificio si possono vedere i suoi trattati medici oltre a testi di diritto e documenti unici raccolti negli anni dalla famiglia Iacovone.
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