Come altre isole delle Canarie, Lanzarote è una destinazione che possiamo visitare con la modalità fly and drive arrivando in aereo, per poi affittare un camper o un van, dormire in tenda oppure alloggiare in una casa rurale. Il van, in particolare, è una forma di turismo in crescita grazie alla presenza di campeggi e aree di parcheggio panoramiche servite da una buona rete viaria. Con il plus di sostare in luoghi unici godendo di panorami mozzafiato.
Pedalare tra le vigne in una groviera lunare circondata dalla cenere vulcanica. È un’emozione che puoi vivere soltanto nella valle de La Geria a Lanzarote, perla nera dell’Arcipelago Canario e Riserva della Biosfera Unesco. Bagnata dalle acque trasparenti e fresche dell’Atlantico, l’isola è ricca di spiagge di sabbia finissima, di scogli di roccia vulcanica e di imponenti pareti verticali come quelle di Famara, meta di surfisti e amanti del kitesurf.

Timanfaya, il signore dei vulcani
Al largo delle coste del Marocco, Lanzarote è caratterizzata da un clima moderato con inverni temperati ed estati fresche e non afose. Solo d’estate arriva per qualche giorno la calma, il vento di scirocco che trasporta la sabbia dal Sahara innalzando repentinamente la temperatura. L’attuale aspetto di Lanzarote è dovuto alle lunghe e ripetute eruzioni del Timanfaya, il Signore dei Vulcani, avvenute tra il 1730 e il 1736. In seguito ad esse l’isola si ritrovò con un’orografia completamente diversa, disegnata da 300 crateri e 110 vulcani. Piccoli fenomeni geotermici si osservano ancora oggi nello spettacolare Parco geologico delle Montañas del Fuego, incluso nell’area protetta del Parco nazionale del Timanfaya. Qui, nel ristorante El Diablo, si cucinano addirittura cibi su una griglia esposta alle viscere terrestri: una cottura decisamente “infernale”.

La visita alle Montañas del Fuego avviene su prenotazione a bordo di pullman con due sole discese in appositi punti sosta, al fine di tutelare i licheni che prosperano sulle rocce laviche di un paesaggio disegnato da terre rosse, nere, verdi e grigie.
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Cesàr Manrique, un architetto visionario
Se Lanzarote ha saputo preservare i suoi ambienti straordinari il merito è anche dell’artista locale Cesàr Manrique, che già negli anni Ottanta contrastò i tentativi di speculazione edilizia e promosse l’adozione di un modello turistico sostenibile. Fu lui a convincere i contadini a conservare i caratteri tipici e tradizionali dell’isola: le architetture rurali, i muretti a secco, i giardini, le piante autoctone, le rocce vulcaniche; materiali che ritroviamo nelle sue opere d’architettura e di arte del paesaggio.

Se oggi pedaliamo, camminiamo, facciamo un bagno, ammiriamo un tramonto o assaggiamo un vino in un territorio eletto Riserva della Biosfera Unesco lo dobbiamo anche all’impegno di questo architetto visionario. La sua casa museo, nel villaggio di Haría, è una tappa da non perdere; come la dimora dello scrittore portoghese Josè Saramago, che visse per 17 anni nel villaggio di Tìas.
Le opere di Manrique
Le opere di Manrique, sparse in tutta l’isola, sono tappe di un imperdibile circuito turistico fruibile con il biglietto unico del Cact, il Centros de Arte, Cultura y Turismo di Lanzarote. Ad esempio dal Mirador del Río, sul versante settentrionale, si ammira una vista spettacolare sull’isola La Graciosa: qui potrete approfittare di un “belvedere d’artista” e di un bar dalla vetrata ampia che ricorda la sagoma degli occhiali, con arredi disegnati ad hoc.

Il Jardín de Cactus è invece un magnifico esempio di scambio e integrazione tra natura e architettura, un binomio di arte y naturaleza e ultima opera prima della scomparsa dell’artista: una ex cava di 8.500 metri quadrati con 4.000 piante grasse, progetto insignito nel 2017 del Premio di Architettura Paolo Scarpa. Il giardino si trova in un’area di estese piantagioni di cactus finalizzate alla coltivazione della cocciniglia, un insetto fitofago da cui si ottiene un colorante rosso naturale per l’industria cosmetica, tessile e alimentare.
La Casa Museo del Campesino consiste in un grande complesso in calce bianca, con finestre dipinte di verde, ampi cortili e un edificio adibito all’accoglienza con centro d’artigianato e ristorante di cucina tipica. Un gioiellino di architettura tradizionale abbellito da inserti in pietra lavica, giardini di cactus, alte palme e, davanti all’ingresso, da un’alta scultura dedicata al campesino, il contadino.

La Cuevas de los Verdes
Entriamo letteralmente sotto terra al Jameos del Agua e alla Cuevas de los Verdes. Il primo è un lungo cono vulcanico, con pareti superiori in parte crollate che lasciano filtrare la luce solare. Il complesso comprende spazio eventi, piscina, giardino di palme e cactus e un auditorium in grotta. Il tutto abbellito da rocce, piante e arredi interni-esterni disegnati a tema da César Manrique, realizzati anche con materiali di recupero. Uno dei laghetti ipogei è abitato dal Munidopsis polymorpha, un piccolo granchio albino unico al mondo.
Il Jameos del Agua e La Cuevas de los Verdes sono parte del tubo vulcanico de La Corona, una sorta di galleria che collega il mare al cratere di un vulcano spento. La parte sottomarina, lunga un chilometro e mezzo è chiamata il Tunnel dell’Atlantide.

Vigneti unici al mondo
A pochi chilometri in linea d’aria dal Parco nazionale del Timanfaya ci attende l’incredibile paesaggio della valle de La Geria, frutto di un’ingegnosa e antica tecnica di viticoltura che interagisce col suolo vulcanico creando un ambiente eccezionale. Buche (hoyos) e muretti ad arco di pietra lavica (zojos) caratterizzano la coltivazione della vite in questa valle nera, al centro dell’isola, a 19 chilometri dalla capitale Arrecife. Il vitigno principale è la malvasia volcánica, che sarebbe stata introdotta dagli spagnoli o dai portoghesi tra il XV e il XVI secolo. Dopo le eruzioni del 1730-1736 le vigne cominciarono a conquistare fette di territorio e si diffusero a La Geria, dove ancora oggi la meccanizzazione è impossibile a causa dei suoli vulcanici estremi.

In uno strato di cenere di due o tre metri di spessore vengono scavate buche ampie fino a otto-dieci metri e profonde tre-quattro metri, rastrellate a mano per togliere i fili d’erba portati dal vento. Di solito viene impiantata una vite in ogni singola buca; la funzione delle ceneri è quella di catturare la rugiada notturna e l’umidità e alimentare le piante attraverso la condensazione.
Le cantine
Nelle storiche cantine come El Grifo, Bodega La Geria, Bodegas Rubicón e Los Bermejos possiamo degustare ottimi vini bianchi secchi e passiti, ottenuti da uve malvasia volcánica ma anche rossi di altre varietà spagnole. Le aziende si snodano lungo la ciclabile di circa 16 chilometri che attraversa la valle, una strada asfaltata percorsa anche da automobili che devono rispettare una velocità massima di 60 chilometri orari.

Da questo spettacolare percorso che collega San Bartolomé a Uga possiamo effettuare belle deviazioni verso i villaggi. L’itinerario termina alla rotatoria di Uga, dove svetta l’installazione dell’artista Paco Curbelo “Omaggio al Cammello” (2015), dedicata all’animale introdotto nel Quattrocento dalla vicina Africa, un tempo strategico per i lavori nei campi e il trasporto delle merci.
La Graciosa, l’isola senza asfalto

Bastano venticinque minuti di traghetto per fare un salto all’indietro nel tempo. A La Graciosa, l’ottava isola delle Canarie, non c’è un solo centimetro d’asfalto e le pochissime strade sono sterrate. Si cammina tra casette bianche con infissi verdi o azzurri o si pedala lungo un anello ciclabile di quattordici chilometri. Ci sono la Ruta del Corral, diretta verso le pendici del vulcano spento di Montaña Amarilla, monumento naturale; e la Ruta del Norte, in direzione del cono vulcanico di Las Agujas (266 m), della Playa de Las Conchas e del pittoresco villaggio di Casas de Pedro Barba.
Scordatevi i veicoli a motore: a La Graciosa i soli autorizzati a guidare sono gli abitanti, meno di 660 persone, di cui una settantina bambini. Questi, baciati dal clima temperato, preferiscono giocare sulla spiaggetta di Caleta de Sebo piuttosto che con il telefonino. “Presto avranno una pista skate”, assicura Federico, ex farmacista torinese arrivato qui negli anni Novanta e sposato con l’attuale sindaca dell’isola.
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Estesa meno di trenta chilometri quadrati, dal 2018 l’isola si è resa autonoma da Lanzatote dopo una petizione online promossa da Miguel Ángel, venditore di gracioseri, i caratteristici cappelli di foglie di palma dalla forma d’imbuto rovesciato.
Un tempo terra di pescatori, La Graciosa oggi vive di turismo: l’armatore Luis fa la spola con il porticciolo di Órzola (Lanzarote), mentre José Luis organizza escursioni in fuoristrada e noleggia ebike. La signora Juani, invece, è una delle tre guardie della riserva marina e parco naturale di La Graciosa. “Un ambiente che vogliamo preservare insieme al nostro stile di vita”, racconta. “Ma è difficile fermare el poderoso Don Dinero”. Per il momento, però, la sete di denaro non ha ancora vinto la partita.
Lanzarote e la Graciosa in camper: 4 cose da vedere
- Visita la Cueva de Los Verdes, un tunnel naturale lungo 7 chilometri che si estende tra il vulcano Corona fino alla costa per proseguire sotto l’oceano con il nome di tunnel di Atlantide
- Ammira il Jardín de Cactus, ultima creazione dell’artista canario Cesàr Manrique
- Scopri gli spettacolari vigneti della valle de La Geria, immersi in un paesaggio lunare
- Fai un’escursione a piedi o in bici sull’isolotto de La Graciosa, dove non è arrivato l’asfalto

Dove sostare in camper a Lanzarote
- Camping Papagayo Playa Puerto Muelas, Yaiza, Playa Blanca, tel. 0034/928/173724. È il punto di riferimento per il soggiorno all’aria aperta a Lanzarote, con oltre 280 piazzole per tende, van, camper e caravan. Aperto da giugno a settembre.
- Camping de San Juan, Playa San Juan. A Caleta de Famara, vicino alla spettacolare spiaggia di Famara, questa struttura dotata dei principali servizi può ospitare fino a 100 persone.
- Camping El Salado Vicino a Caleta del Seno, nei pressi di Playa el Salado, dispone di 50 piazzole. La durata massima della sosta è di sette giorni.

Prodotti tipici
- Uga Ave del Paraíso, Calle Seguidillas, tel. 0034/691/843664, www.avedelparaisocanarias.com. Il distillatore Roberto Acuña produce un gin d’autore, fatto con macerazione e distillazione di ginepro, cardamomo, patata dolce americana e lemongrass, insiemead acqua a bassa mineralizzazione.
- La Geria Bodega La Geria, Carrettera La Geria km 19, tel. 0034/928/173178, www.lageria.com. Fondata alla fine del XIX secolo produce rossi da uve tintilla e listàn negro e bianchi da diego, listàn blanco, malvasia volcanica e moscatel.
- Bodegas Rubicón Ctra. Teguise, Yaiza, tel. 0034/928/173708, www.bodegasrubicon.com. Circa 20 ettari vitati in vari appezzamenti e grandi fosse, profonde fino a 3 metri e vecchie di quasi 300 anni.
- San Bartolomé Lugar de El Grifo, LZ 30, Km 11, tel. 0034/928/524951, www.elgrifo.com. Fondata nel 1775, è la quinta cantina più antica di Spagna.
- Los Bermejos Caminos a Los Bermejos 7, tel. 0034/928/522463, www.losbermejos.com. Venti ettari di vigneti a zanjas, un sistema a filari bassi protetti da lunghi muretti a secco.
- Punta Mujeres Museo dell’Aloe, Ctra Jameos del Agua 2, tel. 0034/928/848603, www.aloepluslanzarote.com. L’azienda Aloe+Lanzarote produce cosmetici e creme per il corpo, saponi e integratori alimentari.
- San Bartolomé Quesería Flor de Luz, Camino Barranco, tel. 0034/681/643544, queseriaflordelaluz@hotmail.com. Una piccola azienda a conduzione familiare che produce formaggi a latte crudo ottenuti da latte di capra Majorera, un ruminante dal pelo corto alimentato con cereali ed erba secca.

Info utili per il viaggio a Lanzarote in camper
Noleggio camper a Lanzarote
Per organizzare un viaggio in camper a Lanzarote sulla piattaforma Yescapa è possibile prenotare diverse tipologie di veicoli ricreazionali, con prezzi a partire da 60 euro al giorno. Il centro Calima Surf, dotato di scuola di attività nautiche, dispone di una flotta di van a noleggio prenotabili attraverso il sito.

Muoversi a La Graciosa
L’isola è collegata dal porticciolo di Órzola con corse ogni 30 minuti; la durata del viaggio è di 25 minuti, il costo di andata e ritorno è di 28 euro.
L’operatore di Archipiélago Chinijo offre la possibilità di noleggiare biciclette ed effettuare visite a bordo di fuoristrada tel. 0034/628/418414).
Le Canarie, un paradiso di outdoor
I parchi nazionali, le spiagge da sogno, la possibilità di praticare sport acquatici come il surf, il kitesurf e il diving. Le Canarie sono uno scrigno di natura protetta da vivere a piedi e in bicicletta, assaporando prodotti genuini e ovunque accolti in modo caloroso. Per saperne di più sulle opportunità offerte dall’arcipelago e per il viaggio a Lanzarote in camper vai sul sito.
testo e foto di Massimiliano Rella





