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PleinAir | Viaggio

23 novembre 2017

Una campagna per il centro Italia

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di Stefano Ardito

La costa rocciosa del Conero e le spiagge abruzzesi e laziali, le vette dei Sibillini e del Gran Sasso, la cascata delle Marmore e quelle dei Monti della Laga. Poi le piccole città, i castelli e i borghi, i parchi nazionali e i sentieri, le aree archeologiche, i sapori della tradizione e i mestieri.
Un elenco che continua con le basiliche di Loreto e di Assisi e le abbazie di Montecassino e Subiaco. E con luoghi del dolore come Norcia, Amatrice, Castelluccio, Visso, Campotosto e Ussita, devastate dai terremoti del 2016 e del 2017.
È stata presentata qualche settimana fa al WTM di Londra, il più importante salone del mondo dedicato al turismo, la campagna “Centro Italia, emozioni intorno a te”. Una iniziativa dell’ENIT (e quindi del Governo italiano) per invitare italiani e stranieri a tornare in Abruzzo, nel Lazio, nelle Marche e in Umbria, quattro regioni che tra il 2016 e il 2017 hanno sofferto a causa dei terremoti e non solo.
«È una campagna innovativa nel metodo e per i contenuti» spiega Roberta Milano, direttore marketing digitale dell’ENIT. «L’abbiamo messa a punto insieme alle quattro Regioni, nella scorsa estate abbiamo pubblicato su You Tube il video promozionale, e abbiamo avuto 8,5 milioni di visualizzazioni».
Nelle scorse settimane la campagna è stata arricchita da quattro itinerari tematici e dal web reportage multimediale “Le vie blu”, un itinerario dall’Adriatico al Tirreno. Ha avuto successo anche “Sali a borgo”, una serie di uscite rivolte agli appassionati delle due ruote e organizzate in collaborazione con Moto Guzzi e l’associazione dei Borghi più belli d’Italia. I chilometri percorsi sono stati 1300. Sui social media, in qualche settimana, i clic da parte di persone interessate a questi tour sono stati 40 milioni.
Se i metodi utilizzati sono innovativi, i contenuti si riferiscono al fascino antico di queste terre nel cuore dello Stivale, che i lettori di PleinAir conoscono bene da sempre. Interessa tutte e quattro le regioni l’itinerario “Magia delle grotte”, nel quale vengono proposte le cavità turistiche di Frasassi (Marche), Stiffe (Abruzzo) e Pastena (Lazio), e quelle di Monte Cucco (Umbria), accessibili ai soli speleologi.
Il percorso “Lazio-Marche coast to coast”, nonostante la suggestione americana del nome, è dedicato a una delle strade più antiche d’Italia, la Salaria, che collega Roma con San Benedetto del Tronto. Si toccano le splendide Ascoli Piceno e Rieti, si passa tra monti spettacolari, si sfiorano i centri colpiti dai terremoti come Arquata del Tronto e Amatrice. Per il ritorno, si suggerisce la nuova statale della valle del Chienti, che tocca Macerata e Tolentino, e di proseguire lungo la Flaminia, toccando Spoleto e Terni.
L’itinerario sulle “Terre del Duca”, che interessa Umbria e Marche, è dedicato alla signoria dei Montefeltro. Oltre a Urbino, la sua storica capitale, si visitano Gubbio, Senigallia e Pesaro.
Si torna tra Lazio e Abruzzo con “Il cammino naturale dei Parchi”, un itinerario da fare a piedi, di 430 chilometri, che tocca sei tra parchi e riserve naturali del Lazio e si conclude nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, con discesa finale all’Aquila. Qui, però, qualche perplessità la confessiamo.
Certo l’escursionismo è un tema fondamentale per rilanciare il turismo in Appennino. Ma forse, invece che su un itinerario costruito a tavolino, non segnato sul terreno e ignoto al tam-tam dei camminatori sul web, ci si sarebbe potuti concentrare sui percorsi classici, spesso poco e male segnati. E sui qualcuno dei trekking, dal Sentiero Italia alla Via dei Lupi e al Cammino dei Briganti, che negli anni scorsi sono stati abbandonati e mai promossi.

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