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PleinAir | Viaggio

16 novembre 2017

Un ponte sul Tirreno, pensando al Giappone

Salvatore e alcuni dei canoisti che lo hanno scortato nell’ultimo tratto di
mare

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di Michela Bagatella

Non vuole i riflettori puntati sulla sua persona, si muove senza i condizionamenti di sponsor, non ha telecamere prestigiose al seguito. Eppure Salvatore Cimmino è un eroe vero, così gigante da sembrare fuori dal tempo, un faro al servizio di una causa: dare un futuro ai bambini affetti da malattie rare come la Sindrome di Pitt Hopkins.
Ho avuto la fortuna di pagaiare nel buio in mezzo al Tirreno indicandogli la rotta. Quelle ore al suo fianco – sincronizzando i miei movimenti al ritmo cadenzato del suo respiro e delle sue bracciate – resteranno per sempre impresse nei ricordi miei e di chi con me ha assistito a un’esperienza così eccezionale da apparire quasi impossibile.
Salvatore Cimmino ha cinquantatré anni e dall’età di quattordici è privo di una gamba a causa delle gravi conseguenze di un osteosarcoma. Per lunghi decenni la sua esistenza è costellata di problemi legati alla sua salute, alla condizione di disabilità, all’isolamento sociale. Una decina di anni fa su consiglio medico inizia a nuotare e in questa attività trova una via per dare voce a qualcosa che gli scoppia dentro come un grido, un’impellenza: dare voce ai bambini privi di un futuro che versano nelle stesse condizioni in cui si è trovato lui. Da qui al progetto A nuoto nei mari del globo il passo è breve. Quando annuncia di voler compiere il tragitto da Capri a Sorrento lo prendono per pazzo, ma lui in soli otto mesi – è il luglio 2006 – mette a segno la sua prima traversata da 22 chilometri. Nel 2007, sotto l’egida del Circolo Canottieri Aniene, dà il via al Giro d’Italia a nuoto, dieci tappe da Genova a Trieste per chiedere azioni concrete a favore dell’abbattimento delle barriere architettoniche. Da allora le imprese si susseguono senza sosta fino al 2009, quando conquista il record italiano di tutti i tempi nella traversata del Canale della Manica, e al 2010, quando prende il via il tour A nuoto nei mari del globo – Per un mondo senza barriere e senza frontiere nel quale rientra l’ultima rotta compiuta fra l’11 e il 12 novembre. Impresa questa ancor più straordinaria perché effettuata nel periodo autunnale, rischiando concretamente l’ipotermia (l’acqua aveva una temperatura costantemente inferiore a 15 gradi) e con le difficoltà aggiuntive di una notturna.
«Quando sei in difficoltà estrema il tuo computer di bordo accende tutte le spie, ed è successo anche a me durante queste lunghissime quattordici ore» ci ha confessato. «A farmi rimanere in acqua è stato il pensiero di Davide, il bimbo affetto da Sindrome di Pitt Hopkins che ho abbracciato prima di tuffarmi, e di tutti i piccoli del mondo come lui».
Partito da Ponza alle 22.40, Salvatore è arrivato a San Felice al Circeo quattordici ore dopo, accolto dall’abbraccio di una piccola folla in festa. Un gruppetto di angeli custodi ha contribuito a concretizzare il suo sogno: Maurizio, l’amico di sempre; Bruno, alla guida di una barca a vela che tracciava nella notte buia la direzione verso la costa laziale; e un altro Maurizio, su uno yacht che fungeva da barca d’appoggio ai canoisti del Gruppo Canoe Roma (Giuseppe, Roberta, Marzio, Michela, Walter, Renata, Francesca, Francesco) che si sono alternati al suo fianco indicandogli la strada e porgendogli ogni mezz’ora precisa una borraccia per integrare liquidi e sali minerali.
Una storia di coraggio e solidarietà che non finisce qui. Il viaggio nei mari del globo proseguirà nell’estate 2018 nello stretto di Tsugaru, tra le isole di Hoshu e Hokkaido, nel nord del Giappone, quando Salvatore si cimenterà in una sfida ancora più ardua: una traversata di 40 chilometri in un’area caratterizzata da condizioni meteomarine instabili e per giunta infestata da squali. Perché? Il proposito è quello di creare un “ponte” per unire la ricerca di questo Paese – che ogni anno investe il 2,5 del PIL nazionale nelle biotecnologie in campo medico – a quella europea e statunitense creando sinergie sempre più efficaci per sconfiggere le malattie di ogni genere e le disabilità che ne conseguono. Perché sui bambini come Davide i riflettori non si spengano più.

Alla conferenza di presentazione della traversata Ponza-San Felice al Circeo compiuta da Salvatore Cimmino, che si è tenuta a Ponza sabato 11 novembre presso l’albergo Le Querce, hanno preso parte il sindaco dell’isola Franco Ferraiuolo, la professoressa Marcella Zollino, genetista del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, Gianluca Vizza, Presidente dell’Associazione Italiana della Sindrome di Pitt Hopkins, il delegato ai servizi sociali di Ponza Luigi Pellegrini e la professoressa Angelida Costanzo, referente del progetto alternanza scuola-lavoro dell’Istituto Tecnico per il Turismo di Ponza. Salvatore Cimmino è membro dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.

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