Abbonati alla rivista
Area utenti

PleinAir | Viaggio

5 giugno 2018

Tipicità ad arte

eatPrato2018_cover

CLICCA SULLA FOTO PER GUARDARE LA GALLERY

Nel celeberrimo dipinto Danza di Salomé che fa parte del ciclo di affreschi di Filippo Lippi all’interno della cattedrale, tra i cibi del banchetto si scorge la bozza, il pane tipico della tradizione contadina. Oggi dal grano coltivato nel territorio di Prato si ottiene il Gran Prato, tra i protagonisti di EatPrato, la rassegna che dall’8 al 10 giugno abbina nella vivace città toscana le degustazioni alle visite guidate in un cartellone di eventi che spazia dalla cena itinerante ai laboratori per bambini.
Tra le eccellenze della gastronomia locale che fanno bella mostra di sé nel Giardino Buonamici troviamo la mortadella di Prato IGP, Presidio Slow Food, i fichi secchi di Carmignano, il biscotto di Prato e le birre artigianali dei tanti giovani birrifici del territorio.

E così, con la scusa degli eventi, si gira a piedi nel centro storico raccolto nelle mura trecentesche, tra le case-torri costruite tra l’XI e il XIII secolo. Una volta arrivati in Piazza del Comune è impossibile non notare l’austero e affascinante Palazzo Pretorio sede dell’omonimo museo. Vale la pena visitare il duomo, splendido esempio di architettura romanico-gotica pratese, le chiese di San Francesco e di San Domenico (raffinata struttura gotica in pietra alberese e mattoni) e l’Oratorio della Madonna del Buonconsiglio, che custodiscono opere di grandi maestri come Agnolo Gaddi, Paolo Uccello, Filippo e Filippino Lippi, Donatello, Andrea della Robbia, ed altri famosi artisti del Trecento e del Rinascimento. E, accanto alla chiesa di San Francesco, il Castello dell’Imperatore, unica testimonianza nell’Italia centro-settentrionale della scuola architettonica sveva che si sviluppò attorno alla personalità affascinante di Federico II.

L’antica tradizione tessile, ancora viva, è testimoniata nell’affascinante Museo del Tessuto, un ex edificio industriale che raccoglie un campionario vastissimo di fibre prodotte dal III al XX secolo. Antico e moderno dialogo armoniosamente: basta arrivare in Piazza San Marco per ammirare “Forma squadrata con taglio” dell’artista Henry Moore oppure l’opera di Jacques Lipchitz in Piazza del Comune (ce ne sono solo cinque al mondo, una è qui) per notare che l’arte moderna è ben integrata nel paesaggio e nello spirito del luogo (tel. 0574 24112, www.eatprato.it).

Approfittate della manifestazione per studiare un itinerario nei dintorni tra le ville medicee alla scoperta di dipinti, oggetti preziosi e persino vini da intenditori. Mete di sicuro interesse per gli appassionati di arte e storia, le ville che la famiglia dei Medici fece costruire nel Rinascimento offrono testimonianze straordinarie del prestigio economico e culturale della dinastia, protagonista delle vicende della Toscana e non solo tra il ‘400 e il ‘700. La dimora di Poggio a Caiano, nota anche come Villa Ambra, si presenta imponente con la scalinata a tenaglia e il fregio di Luca della Robbia sulla facciata. Iniziata sotto Lorenzo il Magnifico (che non la vide mai completata) su progetto di Giuliano da Sangallo, la maggior residenza estiva della famiglia Medici custodisce affreschi allegorici e l’appartamento di Bianca Cappello, amante del granduca Francesco I. Il Museo della Natura Morta è allestito all’ultimo piano, e conserva circa duecento opere.

Altre News

Leggi tutte le News
Punto Direttore
iltropicodelcamper
app PleinAirClub
POI Garmin
Scarica