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PleinAir | Camper

1 agosto 2018

Invisibile minaccia

tesa-gas

L’uso del gas in camper non comporta nulla di complesso, ma tutto cambia se a usarlo sono dei malintenzionati.

Gli incidenti dovuti all’uso del gpl in camper sono molto rari gra­zie ai moderni impianti che prevedono circuiti costruiti secondo regole precise e all’uso di regolatori di pressione piut­tosto sofisticati. Chi poi ottempera alla buona pratica di un periodico controllo specializzato, come quello offerto dai Truma Service Partner, può circolare con una ragionevole serenità. Per inciso dobbiamo ricordare che i problemi con le fughe di gpl riguardano solo il peri­colo di esplosione o incendio perché propano e butano non sono tossici per inalazione e la loro presenza è chiara­mente indicata dal cosiddetto “odore di gas”. Questo è dato da uno specifico additivo di sicurezza, aggiunto proprio perché entrambi per loro natura non hanno alcuna profumazione. Ancora più rari i problemi dati dal monossido di carbonio, questo sì veramente peri­coloso per la salute, dal momento che si presume che all’interno di un v.r. non si bruci legna o si faccia un barbecue. Ben diverso invece è il caso dei gas narcotizzanti.

Sonni troppo tranquilli
Purtroppo sono molti i casi di ignari viaggiatori (per la maggior parte sulle autostrade francesi) che sostando per la notte nella piazzola di un autogrill si sono risvegliati la mattina con un forte mal di testa e… il camper svuotato da cima a fondo. Si tratta di furti perpetrati con l’uso di un gas narcotizzante; nulla di fantascientifico per carità, perché basta recarsi in un qualsiasi negozio di autoricambi per acquistare una normale bomboletta di starter, uno spray a base di etere per le partenze a basse temperature dei motori recalcitranti che però è ottimo anche per addormentare ignari camperisti.

Semplice autodifesa
I sistemi per rendere la vita difficile ai soliti malintenzionati però esistono e in commercio ci sono molti tipi di sensori, per tre tipi di gas insieme o per uno in particolare. Noi abbiamo voluto testare il Tesa Gas Detector, unità portatile con spina a 12V per presa accendisigari che rileva gpl, monossido di carbonio e gas narcotizzanti.

Semplice ed efficace
Il Tesa Gas Detector è sicuramente un accessorio molto pratico a patto di avere una presa per accendisigari vicina alla zona letto o disporre (come nel nostro caso) di un’opportuna prolunga. L’attivazione è a dir poco intuitiva: basta schiacciarlo, un po’ come i pulsantoni dei quiz televisivi, e un led verde lampeggiante segnala una prima fase di stabilizzazione durante la quale viene analizzata la qualità dell’aria. Dopo una trentina di secondi l’apparecchio è pronto per funzionare e noi lo abbiamo messo subito alla prova con diversi tipi di gas. Con il butano di un normale accendino la risposta è stata assai pronta, ma anche con l’etere di una comune bomboletta di starter il Tesa non ha fallito il colpo. Per evitare falsi allarmi, alla prima rilevazione si accendono alcuni led rossi lampeggianti, viene emesso un bip non troppo forte e solo se la concentrazione di gas rimane alta parte l’allarme vero e proprio con un fischio alto e ben udibile. Il Tesa Gas Detector dispone di un’uscita Out che può essere collegata a un’elettrovalvola che intercetti il flusso del gas dell’impianto di bordo oppure a un dispositivo ausiliario come una ventola o un estrattore per il ricambio d’aria.

Vita dura quindi per i malfattori perché questo economico dispositivo (circa 60-70 euro) è pratico ma soprattutto efficace nella protezione ad ampio spettro (www.tesaitaly.com).

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