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PleinAir | Viaggio

26 aprile 2016

Un minuto, quarant’anni fa

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Il 6 maggio del 1976 alle ore 20.59 un terremoto classificato al decimo grado della scala Mercalli colpì il Friuli Venezia Giulia, seguito da altre intense scosse di assestamento nel mese di settembre. Il drammatico evento provocò 989 vittime e 45.000 persone rimasero senza tetto: l’epicentro fu individuato nell’area della provincia di Udine compresa tra Gemona, Artegna e Venzone, ma il sisma arrecò danni sensibili nella vicina Slovenia e in varie località del Pordenonese e della Carnia. A quella tragedia è dedicata la mostra permanente 1976 Frammenti di Memoria, allestita a Gemona (UD) in Via Bini 26: da lì bastano pochi passi per raggiungere il duomo, vero e proprio simbolo della ricostruzione attuata a tempi di record dal popolo friulano.

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Domenica 8 maggio insieme ai volontari della Pro Glemona (questo il nome della pro loco locale, dal nome in friulano della località) sarà possibile effettuare una visita commentata degli scatti d’epoca messi a confronto con le tragiche immagini realizzate subito dopo il sisma. Un percorso reso ancora più toccante dai racconti di chi ha vissuto la tragedia in prima persona; l’ingresso è alle 10,30, la prenotazione è obbligatoria (Ufficio Turistico di Gemona, tel. 0432 981441,www.gemonaturismo.it).

Nel centro di Gemona è inoltre possibile visitare il Laboratorio Didattico sul Terremoto, un interessante percorso allestito in Piazza del Municipio 5 con il supporto scientifico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (per informazioni visite guidate: Ecomuseo delle Acque del Gemonese. tel. 338 7187227).

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