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Italia Puglia • Tricase, Castro

Una cometa sul mare

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Notte Santa nel Leccese: un grande presepe vivente con personaggi in costume e un piccolo itinerario fra le grotte costiere, insolita ambientazione di una Betlemme sfiorata dalle acque dell'Adriatico.
Come i Re Magi furono guidati da una cometa alla grotta di Betlemme, così a Tricase, nel Salento, una grande stella luminosa mostra il luogo da raggiungere: la collina di Sant'Eufemia, dove va in scena il grande presepe vivente. Il panorama più suggestivo sul sito si apprezza di sera quando, nel percorrere la strada che dalla stazione ferroviaria conduce verso il crinale, da lontano si osserva il profilo dell'altura illuminato da migliaia di piccole luci colorate. Sui terrazzamenti, dai quali si scorge l'intero abitato cittadino, in un'area di 4 ettari tra rocce e macchie alberate sono inserite le pittoresche ambientazioni che ripropongono i paesaggi della Natività.
L'accesso dalla porta di questa piccola Betlemme pugliese conduce a una cascata e a un piccolo lago nei pressi del quale i pescatori appaiono intenti alle loro attività; la visita prosegue lungo un sentiero, vigilato da soldati romani, che in un susseguirsi di saliscendi porta via via dinanzi a ben 28 ambienti, animati da 250 figuranti in costume che ricostruiscono scene di vita quotidiana dell'epoca. Il percorso, di un chilometro e mezzo, è una vera e propria enciclopedia animata dell'artigianato di una volta: il pelacane esperto nella concia delle pelli (un mestiere ormai scomparso), il cestaio, il calzolaio, l'impagliasedie, il fabbro, la pastaia, il ceraio che confeziona candele secondo metodi tradizionali. Accanto alle cavità naturali, anch'esse arredate in stile, sorgono antiche costruzioni che con alcuni adattamenti sono ormai divenute parte integrante della scenografia: un frantoio del '300 e un mulino del '600 ai quali si affiancano un tempio ebraico, la casa del re Erode e una tipica abitazione patrizia romana. L'itinerario non può che concludersi nella grotta della Natività in cui i visitatori contemplano, in rispettoso silenzio, la Sacra Famiglia.
Da oltre un quarto di secolo questa tradizionale manifestazione richiama un folto pubblico, anche da località piuttosto distanti: oggi conta una media di 150.000 visitatori all'anno ed è divenuta una delle più importanti di tutto il Leccese per l'ampiezza e la complessità delle ricostruzioni sceniche. L'evento conclusivo si svolge il pomeriggio del 6 gennaio, quando ha luogo la sfilata in costume dei personaggi del presepe che, partendo dal castello in Piazza Pisanelli, percorrono le vie cittadine per raggiungere la grotta della Natività in compagnia dei Re Magi. La statale che contorna la collina, situata in località Monte Orco, nel periodo natalizio viene transennata per regolamentare l'accesso dei veicoli che possono sostare sui lati della strada stessa; bisogna poi percorrere un tratto in salita di circa un chilometro prima di accedere all'area del presepe.
La cittadina sembra derivi il suo nome dall'unificazione di tre casali, che costituirono il primo nucleo di abitazioni dell'odierna Tricase. Attraverso Porta Terra si accede al centro storico del XV secolo, un tempo racchiuso da una cinta muraria e protetto da un fossato e da 12 torri, che conserva alcune testimonianze dell'epoca quasi tutte ubicate intorno alla centrale Piazza Pisanelli, il salotto della città, dedicata a uno dei ministri garibaldini effigiato in un monumento. Qui troviamo il castello dei principi Gallone (ora proprietà e sede del Comune) il cui corpo principale, secondo le abitudini del tempo, fu trasformato in abitazione con 365 stanze, e la cosiddetta sala del trono che poteva contenere più di 1.000 persone. Sempre all'edificio appartiene la Torre Piccola (chiamata però il Torrione), situata a ponente del palazzo e oggi sede della Pro Loco. Sulla stessa piazza affacciano inoltre la chiesa della Natività, prima parrocchiale cittadina, e quella di San Giovanni in veste barocca.
Da Tricase, imboccando Via Marina Porto, in 4 chilometri si giunge all'antico approdo sulla costa ora divenuto una nota stazione balneare; lungo la strada vale la pena fermarsi presso la secolare quercia Vallonea, residua testimonianza delle foreste un tempo presenti nell'area: questo monumento della natura ha più di 600 anni di vita, con una circonferenza del tronco di oltre 4 metri e una chioma che copre un'area di 700 metri quadrati.

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