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PleinAir • Mete e itinerari Italia Puglia • Martina Franca, Ceglie Messapico Col bue e l'asinellotorna indietroVacanze di Natale a caccia di antiche masserie. Ottima occasione per tornare con il sacco pieno. E non solo di prodotti tipici della tradizione pugliese, ma anche di piacevoli scoperte e "gustose" soste. Seguiteci, vi sveliamo alcune mete eccellenti nella campagna tra Martina Franca e Ceglie Messapico. La masseria è un centro di riferimento per la coltivazione, la raccolta e la trasformazione dei prodotti della terra, e per l'allevamento del bestiame. La struttura classica prevedeva un grande spiazzo sui cui lati ampi archi immettevano in basse costruzioni adibite a fienili, depositi per gli attrezzi, dormitori per i braccianti. Nella costruzione principale il pianoterra era solitamente abitato dalla famiglia del contadino che, per conto del padrone, gestiva la proprietà. Al piano superiore erano situati gli appartamenti utilizzati dal proprietario durante le sue visite. Sul retro, il forno, il frantoio, il trappeto per il vino, il caseificio, stalle e cantine. Tutto intorno, orti e giardini con alberi da frutta, e più in là terre coltivate e pascoli. Di solito era presente la chiesetta comune o la cappella privata dove i contadini potevano assolvere gli obblighi di culto senza dover raggiungere i paesi limitrofi. Il complesso così costituito diveniva un insediamento organizzato, autonomo e ricco, tanto da divenire preda ambita di pirati e briganti. Da qui il sorgere di masserie fortificate, con tanto di torrioni d'avvistamento, ponti levatoi, mura merlate, feritoie e caditoie. Alcuni di questi complessi, restaurati e riadattati alle nuove esigenze abitative, svolgono oggi attività agrituristiche e ricettive. Nelle antiche mangiatoie e nelle vecchie cantine opportunamente riadattate è oggi possibile ritrovare i semplici e genuini sapori contadini, degustando i corposi vini di Puglia, magari dinanzi a capaci camini, e infine addormentarsi in antichi letti di ottone nel silenzio della campagna circostante. Abbiamo visitato in camper alcune masserie tra le 254 esistenti nell'agro di Martina Franca. Valgono un viaggio per la loro valenza culturale e architettonica, legata a nuove forme di ospitalità e all'offerta di prodotti tipici e genuini. Masseria Lupoli Raggiungiamo quest'azienda dell'agro di Crispiano percorrendo la S.S. 72 Martina Franca - Taranto fino al bivio per Grottaglie, dove seguiamo la cartellonistica per altri sette chilometri. L'ingresso è annunciato da due bianche colonne che immettono nell'ultimo tratto di strada non asfaltata. Poco più avanti, costeggiando un lungo muro a secco, intravvediamo il profilo della masseria con la scura e alta torre che sovrasta le bianche costruzioni e le cupole di alcuni trulli. La prima accoglienza, sull'ampio piazzale antistante l'ingresso (può ospitare circa venti v.r.), ci è riservata dal contadino, che ancora abita la masseria con la famiglia, e da due piccoli cani che ci vengono incontro abbaiando festosi. Superato lo stretto portale si accede all'ampio cortile, circondato sui tre lati dalle costruzioni che un tempo erano le stalle, i dormitori del personale e la casa patronale. Ci troviamo in un tipico esempio di masseria a corte chiusa, nella quale il cortile era il luogo d'incontro della piccola comunità residente: in questo caso circa cinquanta persone, almeno fino agli anni Sessanta, che costituivano le famiglie di quattro mezzadri. Eloquente cicerone è il proprietario, Luigi Perrone, che ci accompagna nella visita. << Inizio < Prec. 1 2 3 4 Succ. > Fine >> Cerca nel Portolano Cerca un itinerario
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