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PleinAir | Viaggio

Monselice - Veneto, Italia

Voglia di Medioevo


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20 dicembre 2003

Nove contrade si contendono il Pallium di Monselice: l’ambito drappo rosso riservato al vincitore della Quintana, la prova più attesa e spettacolare. La Giostra della Rocca è un tuffo nel passato; una finestra aperta in un periodo storico durante il quale Monselice ebbe un notevole ruolo strategico e politico. Nei tormentati anni del Medioevo questa città, adagiata sul versante sud orientale dei Colli Euganei, era il fulcro d’importanti vie di comunicazione terrestri e d’acqua. Perciò non c’è da meravigliarsi se nel Duecento, Ezzelino da Romano, vicario di Federico II, conquistò le cerchie murarie già erette per proteggere la città. Nel 1239 l’imperatore di Svevia ordinò la fortificazione del colle, la costruzione di torri, bastioni e del mastio, dove una targa ricorda il suo passaggio. Reca incise le lettere D.O.N.I., iniziali della dicitura latina Dignum Opus Nobili Imperatoris (Opera Insigne del Nobile Imperatore). La Giostra della Rocca, organizzata dall’omonima associazione, ci riporta a quel tempo.
Durante la manifestazione ogni contrada presenta il personaggio di riferimento, la bandiera, la riproduzione di antiche macchine da guerra e una bottega artigiana. Simbolo di Ca’ Oddo è ad esempio la Povolata, un pioppo secolare a cui si attribuiscono singolari poteri magici. L’arcivescovo Fontana è il personaggio storico del Carmine, Francesco Petrarca quello di Monticelli, Ezzelino III da Romano quello della Torre, mentre l’imperatore Federico II di Svevia è rappresentato da San Martino. Nella bandiera di Marendole figura un drago; secondo una leggenda, il terribile animale, reo d’aver mangiato un bambino, fu condannato da un vescovo a scomparire per sempre nelle viscere del Monte Fiorin. Chi per la prima volta assiste alla Giostra della Rocca, resta colpito dall’entusiasmo che anima le contrade e i figuranti di tutte le età. La manifestazione si articola in sei giorni. La finale del torneo di scacchi, ambientata in Piazza Mazzini da figuranti in costume, in genere è prevista per il secondo sabato di settembre; il risultato della partita decreta l’ordine di partenza nel corteo storico e dà diritto alla contrada vincente di esibire il sigillo di Monselice e il gonfalone della Giostra.
Il giorno successivo, dal mattino fino alla sera, le corti ai piedi del castello e la via del santuario ospitano un vivace mercatino medioevale: bottai, ceramisti, fabbri e scalpellini tornano alla ribalta. S’incontrano anche le bancarelle con alcuni prodotti tipici della campagna padovana e della gastronomia dei Colli Euganei: dall’uva alle zucche, dai saporiti marroni del Monte Venda agli insaccati di fattura artigianale.
Da non perdere lo schizzotto cotto nel forno a legna; è un gustoso tipo di pane arricchito con ciccioli, rosmarino e uva sultanina. Il tutto può essere innaffiato da uno dei tredici generosi vini D.O.C. dei Colli. Si riconoscono dall’etichetta, raffigurante il Gattamelata in arcione al suo cavallo. Dal rosso Cabernet Franc al bianco Serprino qui sinonimo di Prosecco, dal profumato Pinello all’allegro Novello sono tutti vini ottimi, sempre prodotti con uve scelte e con passione. E poi c’è il Moscato Fior d’Arancio, uno spumante dal profumo persistente e intenso che ricorda la primavera, disponibile anche nella versione dolce.
Al mercatino medioevale si possono acquistare dolci appena sfornati, manufatti in rame o raffinate bambole in ceramica vestite con abiti in velluto, curati anche nei minimi particolari. In un piccolo prato sottostante alla torre del castello di Ca’ Marcello è possibile assistere alle performance dell’Associazione Cavalieri della Rocca, dal 1998 riconosciuta dal Comune e iscritta all’albo delle associazioni comunali. «I personaggi, i costumi, le spade, le mazze ferrate e le alabarde sono chiaramente ispirate all’epoca federiciana ed ezzeliniana, a cui abbiamo dedicato profondi studi. Combattimenti e personaggi sono legati alla storia; gli abiti di barbari, eretici, templari e asceti nascono dalla perizia di sarte che hanno saputo riprodurre fedelmente, anche nei dettagli, i costumi medioevali» spiega Emanuele Masiero, presidente dell’Associazione.
Assolutamente da non perdere è la visita del castello, un complesso che comprende quattro elementi principali, costruiti tra il 1200 e il 1700. Oltre all’armeria, che ospita una notevole collezione di alabarde, armature e archibugi, si resterà sicuramente affascinati dal salone d’onore, dalla sala del camino, dalla grande cucina e dai racconti di Marco Dobrowolski, dotta guida alle visite del castello. Nel pomeriggio si può assistere alla corsa a staffetta, alla gara degli arcieri che, muniti di archi inglesi privi di mirini e di appoggi per la freccia, devono centrare dei bersagli posti a quindici metri.
La prova delle macine coinvolge due squadre, ciascuna composta da tre corpulenti atleti che devono cercare di spostare ruote di pietra di oltre 30 quintali. La terza domenica di settembre, è il ‘gran giorno’, quello del corteo storico. Un’animata processione si insinua per le vie di Monselice e raggiunge Piazza Mazzini, dove sotto alla torre civica vengono presentate tutte le contrade partecipanti alla sfida più spettacolare: la Quintana, la quinta gara, prevista nell’anfiteatro della cava della Rocca. E’ il momento più emozionante della Giostra della Rocca; il pubblico s’accende, incita i concorrenti, applaude, impreca contro le inflessibili decisioni dei giudici di gara. Diciotto cavalieri, due per ogni contrada, devono percorrere al galoppo una pista di 220 metri e cercare di centrare con una lancia un anello, detto appunto Quintana, fissato a un braccio. Nella prima prova l’anello ha un diametro di dieci centimetri, nella seconda otto e infine sei. E’ un gioco di grandissima abilità che richiede allenamento, astuzia, grinta, destrezza e l’abitudine a montare a pelo i cavalli. Chi riesce a totalizzare più punti con il minor tempo, si aggiudica l’agognato e sofferto drappo rosso.

PleinAir 326 – settembre 1999

In pratica

Durante la manifestazione è possibile sostare con il camper presso il parcheggio Campo della Fiera, posto fuori alle mura in Via 28 Aprile. A Montegrotto Terme: c'è il Camping Sporting Center (tel. 049/793400). A Padova, area di sosta con camper service presso l'ex Foro Boario (zona Prato della Valle).
Manifestazioni in zona.
Arquà Petrarca: prima decade di settembre, festa dell'uva; metà settembre, premio letterario nazionale Francesco Petrarca. Vò Euganeo: settembre, festa dell'uva. Monselice: ultima domenica di settembre, sagra dei SS. Cosma e Damiano; Settembre in Rocca, concerti ed eventi culturali; ottobre, prima decade: sagra del Redentore e, nella frazione Marendole, sagra della Madonna del Rosario. Galzignano Terme: prima domenica di ottobre, Palio dei Mussi.
Bibliografia e cartografia Monselice e il suo castello, pubblicato con il patrocinio del Comune di Monselice nel 1996. Escursioni nei Colli Euganei di A. Pettenella (Cierre 1996). Le orchidee spontanee dei Colli Euganei di AA.VV. e P. Paolucci, edito da Cierre e dall'Ente Parco dei Colli Euganei. 10 itinerari nelle terre del Petrarca di Erika Sabbia (Consorzio Petrarca Monselice 1998). Veneto nella collana Guide Rosse del TCI. Carta Kompass Colli Euganei in scala 1:30.000.
Indirizzi utili e informazioni Comune di Monselice, tel. 0429/786911. Comando di Polizia Municipale, tel. 0429/74760. Ufficio turistico IAT di Monselice, Via Roma 1, tel. 0429/783026. Escursioni: Ente Parco dei Colli Euganei, Via Fontana 2, Arquà Petrarca; tel. 0429/777145.

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