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PleinAir | Viaggio

VITORCHIANO (VT) - Lazio, Italia

La collina delle peonie

Paolo Simoncelli | PleinAir 536

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Splendida peonia dai petali bianchi e viola al Centro Botanico Moutan

2 aprile 2018

Nel piccolo borgo medioevale della Tuscia viterbese, tra la fine di marzo e gli inizi di maggio, una spettacolare fioritura richiama visitatori da tutto il mondo.

C’è una collina che ogni anno a primavera si trasforma in una tavolozza di colori. A seconda dei capricci del clima, lo spettacolo incomincia già negli ultimi giorni di marzo, soprattutto se l’inverno è stato mite, e prosegue con alterne vicende fino ai primi di maggio. Chi fosse catapultato qui a occhi bendati potrebbe pensare di essere finito in qualche lontano angolo della Cina, dove da millenni le peonie vengono coltivate e coccolate. E invece ci troviamo intorno a Vitorchiano, nel cuore della Tuscia viterbese. Storditi dagli odori, in questi giorni privilegiati uomini e insetti impazziscono, indecisi dove posare chi lo sguardo e chi le ali. E impazzisce anche il telefono del Centro Botanico Moutan. «A che punto è la fioritura?», è la domanda ricorrente.

Chiamano in tanti, da ogni angolo d’Italia, a tal punto che dopo un po’ gli squilli risuonano nel vuoto: impossibile rispondere a tutti. Arriva gente anche dall’estero, e di ogni genere. Eleganti gentlemen inglesi, hippy col sacco a pelo, giovani coreane più colorate dei fiori, piccoli giapponesi più rapidi degli insetti, eteree signore sotto grandi cappelli di paglia che sembrano uscite da una miniatura provenzale. Tutti sotto il vasto e basso cielo blu di Vitorchiano, avvolti dai primi effluvi di aria mite. Tutti chini a osservare con religiosa attenzione le grandi “rose senza spine” dai petali vellutati che inondano i campi. Petali sovrapposti l’uno sull’altro, delicati e gentili al punto che – dice una leggenda cinese – le ninfe li rubano per nascondersi dai pericoli del mondo: rossi, bianchi, rosa, con mille sfumature.

Fiori della pace e dell’amore, le peonie erano le predilette degli imperatori cinesi, disposti a pagare una fortuna pur di possedere le varietà più pregiate con cui abbellire i loro palazzi. Bisogna però aspettare parecchi secoli prima che il fiore arrivi in Europa. Pare sia sir John Banks, commerciante e botanico, il detentore del primato: il primo alberello di peonia giunse insieme a lui ai Royal Botanical Gardens di Kew nel 1789. Per il centro Botanico laziale, tutto iniziò nei primi anni Novanta, quando l’ingegner Carlo Confidati ne piantò alcune varietà nel giardino di casa. Poi la passione dilagò, tanto da importare tutte le specie di peonie arboree cinesi esistenti, persino quelle dagli angoli più remoti. Quanto al nome, Moutan è una parola cinese legata al termine Mu Dan che indica la peonia arborea. Il termine peonia deriverebbe invece da Paeon, l’allievo di Esculapio, dio della medicina, che superò per fama e bravura il maestro; al punto che, accecato dalla rabbia, il dio cercò di farlo fuori e così per salvarlo Zeus lo trasformò in peonia.

Questi magnifici fiori si dividono in due gruppi: le erbacee, che fioriscono a maggio, e le arboree, dotate di una parte legnosa che emette steli verdi e cresce come un cespuglio in altezza e larghezza e che sbocciano tra metà marzo e metà aprile. Al Centro Botanico Moutan, sparse in quindici ettari di terreno su prati e declivi, ce ne sono più di duecentomila, di seicento diverse varietà: si tratta forse della più grande collezione al mondo. Compresa la rarissima e preziosa Peonia rockii che cresce sugli altipiani tibetani a duemila metri d’altitudine, resistendo a temperatura di venti gradi sottozero: al Moutan ce ne sono ottanta varietà col le caratteristiche macchie nero-rossastre alla base del petali. Fioriscono un po’ in ritardo rispetto alle altre, tra la fine di aprile e metà maggio, proprio a due passi dalla vecchia chiesetta che in questo periodo si ricopre d’erba. Entrando vedrete una piccola scultura lignea dove, per restare in tema, un artista orvietano ha inciso alcune peonie. La prima cosa che incontrerete una volta entrati al Centro è però il vivaio. Qui potrete acquistare peonie, ricevere consigli e apprenderne ogni segreto: a proposito, il periodo migliore per piantarle va da ottobre a febbraio. Subito dopo incontrerete splendide fioriture di iris viola e, poco oltre, il primo tripudio di colori delle peonie che appaiono sotto una fila di alberelli. Siete di fronte al Ristorante Colour Cafè dove potrete rilassarvi con un caffè e una fetta di torta, acquistare profumi alla peonia o mangiare nel ristorantino dall’atmosfera campestre addobbato di fiori. Le peonie sono ovunque: escono persino dagli imbuti. Da qui il sentiero sale sulla collina mostrando panorami sempre più ampi. Incomparabile la visione durante la fioritura: peonie dai più sfolgoranti colori occupano ogni centimetro di spazio arrampicandosi sino alla meravigliosa Villa La Cerretana.

In realtà c’è un altro luogo dove ammirare un simile fantasmagorico spettacolo: la città che ogni anno, tra aprile e maggio, dedica al fiore un vero e proprio festival. Dovreste però sorvolare mezzo mondo, fino in Cina, sobbarcandovi dieci ore di volo. La meta è Luoyang, la “città delle peonie”, ottocento chilometri a sud di Pechino. Tornando al Moutan, non cercate solo peonie. Può succedere che una macchia di colore, diversa dalle altre, attiri la vostra attenzione. Si tratta dei glicini che più o meno tra la fine aprile e i primi di maggio esplodono di vita. Potreste perderli perché se ne stanno in un angolo un po’ appartato ai piedi della collina, ma se arrivate nel periodo giusto entrerete dentro un pergolato lungo una cinquantina di metri, interamente tappezzato di fiori. Scendono a lunghi grappoli o s’aggrovigliano a formare una volta talmente fitta che a stento si vede il blu del cielo. Naturalmente ci svolazzano sciami d’api innocue e spensierate, troppo impegnate a navigare in quel mare di colori e profumi per pensare a voi. Sembra il mondo fatato di Shrek e di Ciuchino, e invece è tutto vero.

In pratica

DOVE SOSTARE
Il Centro Botanico Moutan dispone di un ampio parcheggio nel prato antistante l’ingresso.
In Via della Teverina, a duecento metri dal borgo e in posizione panoramica, c’è un’area di sosta comunale gratuita dotata di acqua potabile, pozzetto di scarico, colonnine per la corrente elettrica.

COSA VISITARE
Centro Botanico Moutan (Statale Ortana 46, Località Il Pallone, Vitorchiano; tel. 0761 300490, www.centrobotanicomoutan.it). Nel punto vendita è possibile trovare profumi e prodotti cosmetici ricavati dalle radici delle peonie: per conoscere gli orari e i periodi di apertura del giardino e del vivaio si consiglia di consultare il sito della struttura.

DOVE DORMIRE
B&B La Gioia dei Sensi (Strada dei Galli 30, Vitorchiano; tel. 0761 288069 e 320 3673947). Situato in campagna a pochi minuti dal paese, a conduzione familiare, è dotato di giardino con piscina, parcheggio privato, wi-fi gratuito e propone colazioni con prodotti biologici e marmellate e dolci fatti in casa.

DOVE MANGIARE
La Fraschetta della Mela Stregata (Via Borgo Cavour 23, Vitorchiano, tel. 0761 373077). Piccola e ruspante trattoria che offre prodotti di qualità a prezzi convenienti: tra i cibi consigliati ci sono il tagliere di salumi e formaggio, la tagliata e la zuppa di porcini.

INDIRIZZI UTILI
Pro Loco di Vitorchiano, tel. 0761 373739, www.prolocovitorchiano.altervita.org, prolocovitorchiano@gmail.com.

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