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PleinAir | Viaggio

Cervia Ravenna - Emilia Romagna, Italia

Preziosi segreti – Emilia Romagna: dove il sale è più dolce

Testo di Gabriele Salari Foto dell'autore e dell'Archivio Corpo Forestale dello Stato | PleinAir 449 – Dicembre 2009
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I dintorni di Cervia in una inconsueta veste invernale

2 maggio 2014

La galaverna copre i rami delle tamerici e dei prugnoli, gli unici arbusti che sopravvivono in questo ambiente estremo. I canali di acqua dolce della Salina di Cervia sono ghiacciati e la nebbiolina fatica ad alzarsi, mentre il termometro segna 7 gradi sotto lo zero.

Già gli Etruschi avevano intuito la possibilità di sfruttare il sale che qui si depositava, ma furono i Romani ad avviare la raccolta, proseguita in maniera artigianale fra alterne vicende sino al 1959, e poi con più moderne tecnologie fino al 2000. Oggi che la produzione non avviene più a scopo industriale, la ricca avifauna della riserva trae giovamento dal minore disturbo ambientale: le guardie forestali creano isolotti per la nidificazione e mettono a dimora le piante che garantiscono la schermatura dei percorsi di visita.

I dintorni di Cervia in una inconsueta veste invernale

I dintorni di Cervia in una inconsueta veste invernale

Mentre passeggiamo lentamente, si alzano in volo di continuo aironi bianchi che si perdono nel paesaggio ovattato. In lontananza si scorge la macchia rosa dei fenicotteri, che dovrebbero essere circa 1.200 in questo periodo; volpoche e avocette sono le altre specie rappresentative che abbiamo modo di osservare fermandoci presso una delle tante garitte a ridosso delle vasche, una volta presidiate dai finanzieri che proteggevano il sale, risorsa preziosa. E’ proprio la salinità che impedisce all’acqua bassa di gelare, come avviene invece in altre zone umide, e anche di questo si avvantaggiano gli uccelli.
Se l’inverno è un buon periodo per l’avifauna, in primavera e in estate è possibile invece visitare, accompagnati dai salinari, la Salina Camillone, l’unica in cui è stato mantenuto il sistema tradizionale di raccolta: in passato l’intera superficie era divisa in 149 lotti e gli abitanti di Cervia li curavano un po’ come si segue il proprio orticello. L’equilibrio di questo ambiente è insomma frutto della gestione idraulica artificiale e, paradossalmente, solo la prosecuzione dell’attività ne garantisce la tutela, ponendosi ad esempio di quel sodalizio fra uomo e natura che potrebbe far rinascere tante realtà.

 

 

In pratica

Informazioni utili
Al centro visite della Salina di Cervia, che rappresenta la stazione più meridionale del Parco Regionale del Delta del Po, si arriva facilmente dalla S.S. 16 Adriatica. L’avifauna è osservabile con un binocolo anche dalla viabilità che percorre i margini delle vasche, rimanendo nel proprio veicolo per non spaventare gli uccelli. Per la sosta quattrostagioni c'è l'area comunale a Pinarella di Cervia, mentre dalla primavera all'inizio dell'autunno si può contare anche sui campeggi litoranei. Per saperne di più ci si può rivolgere all'Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Punta Marina (tel. 0544 437379, utb.puntamarina@corpoforestale.it), al Centro Visite del Parco Regionale del Delta del Po (tel. 0544 973040 o 0544 965806, www.atlantide.net/salinadicervia, salinadicervia@atlantide.net) o direttamente al Parco della Salina di Cervia (Via Salara 6, tel. 0544 971765, www.salinadicervia.it, info@salinadicervia.it).

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