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PleinAir | Viaggio

Spezia Spezia - Liguria, Italia

Poetico di natura

Testo di Federica Botta - Foto di Alessandro De Rossi | PleinAir 489

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Dal Castello di Lerici vista sul porto e sul Golfo dei Poeti

24 marzo 2015

Lord Byron se ne innamorò, Shelley addirittura vi trovò la morte naufragando. Il versante orientale del Golfo di La Spezia è un invito da non perdere per un weekend di primavera: da Lerici a Montemarcello uniamo la visita dei borghi marittimi alla scoperta di una natura rigogliosa.

 

Vuole la tradizione che in una notte buia e tempestosa, negli anni terribili in cui le coste liguri erano infestate da pirati, Saraceni e Turchi, il borgo di Tellaro fosse salvato dal saccheggio e dalla distruzione da… un polpo. Nel territorio di Lerici tutti conoscono questa storia: le nuvole minacciose del temporale impedivano al sagrestano, di vedetta sul campanile, di scorgere le navi in arrivo, ma il premuroso gigante cefalopode si arrampicò sulle corde delle campane, lanciate in mare dalla furia del vento, facendole suonare giusto in tempo per svegliare il paese e prepararlo a difendersi. Per chi avesse dubbi, l’episodio è ricordato anche da una targa e da una bella scultura di bronzo proprio sulla torre campanaria.

vista sul porto e sul Golfo dei Poeti

vista sul porto e sul Golfo
dei Poeti

Ma una terra di pescatori e marinai, chiusa come una conchiglia attorno a uno specchio di mare tanto perfetto da essere dedicato a Venere, non può certo accontentarsi di una sola leggenda. Altrettanto famosa è quella di San Venerio, eremita sull’Isola del Tino, che sconfisse l’orribile mostro marino nascosto nelle grotte di Punta Bianca, la Tana del Serpente, sotto il Promontorio del Caprione a Montemarcello (che a tutt’oggi conserva impronte di dinosauro tra le rocce). Persino nel nome – Portus Illycis – la propensione alla leggenda ritrova un’origine mitologica, iliaca, lasciando intendere che Lerici fosse stata costruita da esuli troiani. Qualcuno afferma che nel golfo si riparò per l’inverno Annibale, con l’unico elefante sopravvissuto dopo aver attraversato i Pirenei e le Alpi; e le voci popolari concordano sul fatto che a San Terenzo si rifugiò non solo l’omonimo santo in pellegrinaggio verso Roma, ma anche il famoso crociato Orlando, di ritorno da Gerusalemme, che spaccò uno scoglio in due per lasciare una traccia del suo passaggio.

Il curatissimo centro di Lerici

Il curatissimo centro di Lerici

Una storia più recente, da poco trasformata in romanzo, racconta invece di Bacicio do Tin, al secolo Giovan Battista Capicioli, un povero pescatore analfabeta che s’inventò grande navigatore, ammiraglio di una flotta pirata, persino governatore. Venne catturato dai Turchi, si liberò, mise su una banda di bucanieri e infine fu nominato corsaro da Napoleone, che gli offrì il principato dell’Isola del Tino, poco più che uno scoglio nel Golfo di La Spezia. Lui ne fece una Repubblica Marinara, fulgido esempio dell’arte di arrangiarsi e delle ambizioni internazionali dei lericini. A questo proposito, non è una leggenda la storia cosmopolita di quest’angolino d’Italia perennemente in bilico tra mare e montagna, Liguria e Toscana. A Lerici – sono concordi numerosi storici – dimorò Dante, che la cita apertamente nel III canto del Purgatorio, e forse anche il Boccaccio. Qui arrivarono in cerca dell’essenza d’Italia i poeti romantici in Grand Tour, Byron e Shelley prima, D.H. Lawrence e Virginia Woolf poi. Si rifugiavano in cerca d’ispirazione (e anche sole, mare e buona tavola) nei paesini colorati, arroccati sulle pendici di quello che in loro onore verrà ribattezzato Golfo dei Poeti da Sem Benelli e da Gabriele D’Annunzio, che non disdegnarono di trascorrervi un’estate.

 

 

Dal golfo al promontorio

Lerici

Lerici

Il territorio di Lerici ben si presta a una visita a piedi. Nonostante le difficoltà logistiche legate a un paesaggio montano a picco sul mare, è possibile usufruire di un ottimo parcheggio (a pagamento nel periodo estivo, gratis d’inverno) con bus navetta gratuito per il centro in località Vallata, prima della galleria di ingresso nel paese e dei varchi telematici della zona a traffico limitato. C’è anche un piccolo spazio dedicato ai camper, che però si riempie in fretta. In tutta l’area del centro storico di Lerici, San Terenzo e Venere Azzurra, il transito è vietato ai non residenti. Lasciato quindi il v.r. nel parcheggio, si può scendere verso il paese.

Lerici

Lerici

Giunti sul lungomare è impossibile sbagliare: il castello svetta sul promontorio, ben indicato anche nel tunnel scavato sotto le sue fondamenta che permette di raggiungere la spiaggia San Giorgio. Le fortezze costruite su queste scogliere passarono più volte di mano per tutto il Medioevo, sempre al centro degli scontri tra le potenze del tempo. E fu proprio qui che nel 1528 Andrea Doria firmò il trattato di alleanza con la Spagna, togliendo alla Francia il dominio del Mediterraneo.

Le case addossate alla fortezza di San Terenzo

Le case addossate alla
fortezza di San Terenzo

E siccome le ambizioni di grandezza sono dure a morire, oggi all’interno del castello di Lerici trova posto uno dei più originali musei paleontologici d’Italia, i cui esperti fanno a gara con gli studiosi delle più importanti università del mondo per partecipare a spedizioni internazionali, dal Cile alla Cina. Al suo interno, dinosauri e altri animali preistorici sono raccontati con il più rigoroso metodo scientifico e con la raccolta di leggende e immagini dei bestiari medioevali.

Dal lato opposto al castello, percorrendo la passeggiata lungomare che tanto affascinava Shelley e la moglie Mary, si costeggia la Venere Azzurra e si raggiunge San Terenzo, dove i poeti romantici avevano casa, e il suo bel castello. Il sentiero numero 3 che parte da Piazza Garibaldi e passa di fronte a Ca’ Doria, seguendo la salita Carpaneta, raggiunge la Caletta di Maralunga e Maramozza e la strada per le incantevoli cale di Fiascherino (Seno delle Stelle e Seno di Treggiano).

Il romantico borgo di Tellaro

Il romantico borgo di Tellaro

Andando oltre si arriva al romantico borgo di Tellaro, raggiungibile anche con la strada asfaltata che parte dalla parte alta di Lerici, transitabile anche in camper ma stretta e faticosa. Sarà molto difficile trovare posto nei piccoli parcheggi a pagamento, ma per effettuare la visita ci si può fermare al camping. Ripreso il v.r. è possibile continuare a esplorare la parte più elevata del territorio. Superata la galleria di Pugliola in direzione Sarzana, al bivio di località Guercio si può proseguire per La Serra. La stretta strada asfaltata porta al paesino di Zanego, dov’è possibile un’incantevole passeggiata verso il mare.

Il romantico borgo di Tellaro

Il romantico borgo di Tellaro

Una volta parcheggiato nell’ampio spazio di fronte al ristorante La Brace, si attraversa la strada e ci s’immette subito sul sentiero che arriva da Montemarcello, scendendo sul selciato tra vecchie case abbandonate e splendide ville restaurate. Il tracciato tra le piane a orti e le vigne ormai abbandonate regala un’incredibile vista su tutto il golfo, da Tellaro – sotto la scogliera – alla Palmaria. Dopo un tratto con fondo di terra, circa cinquecento scalini scomposti – detti piastrón – conducono sino alla piazza di Tellaro. Quasi arrivati in vista delle prime case, un sentiero ripido a sinistra conduce alla piccola spiaggia del borgo.

Montemarcello

Montemarcello

Proseguendo sull’asfalto ancora per pochi chilometri, invece, si raggiunge il borgo di Montemarcello, che deve il suo nome al console romano che qui sconfisse i Liguri e vi costruì un avamposto. A metà tra scienza e tradizione, il suo orto botanico – aperto sul Promontorio del Caprione – custodisce macchia mediterranea a gariga, una pineta, un querceto e specie rare come il cisto bianco.

Montemarcello

Montemarcello

Con la visita guidata si viene inoltre a conoscenza degli antichi usi delle piante: si scopre che con il corbezzolo si preparava la “vinetta”, mescolando le bacche mature all’avanzo dei raspi dei grappoli già spremuti per ottenere un vino leggermente alcolico. Dai racconti delle nonne s’impara che le ghiande del leccio possono essere un ottimo surrogato del caffè e che con la radice della stipa si costruivano pipe di ottima fattura.

L’orto botanico di Montemarcello

L’orto botanico di Montemarcello

La resina del pino d’Aleppo di questa rara foresta costiera forniva un antidolorifico e un antibatterico utile soprattutto per le carie e le infezioni della bocca, l’elicriso veniva bruciato per disinfettare le piazze, l’euforbia cespugliosa era usata per pescare avvelenando l’acqua, le foglie spinose del pungitopo venivano arrotolate sulle gomene delle navi per evitare la salita dei pericolosi roditori. E nell’orto delle meraviglie cresce perfino la salsapariglia, il cibo preferito dei Puffi. Dall’ampio parcheggio (perfetto per i v.r. anche in notturna, senza divieti di sosta) s’imbocca il sentiero ben segnalato che segue le mura esterne sul lato del mare. Si attraversa così la zona degli orti, quindi si entra in un bosco di pino marittimo e pino d’Aleppo. Giunti senza grandi dislivelli a un piazzale ombroso con un cartellone indicativo, il sentiero scende ripido sulla destra: anche qui con circa cinquecento scalini arriviamo al mare e alla spiaggia di Punta Corvo, conosciuta come gli Spiaggioni.

Spiaggioni di Punta Corvo

Spiaggioni di Punta Corvo

Per chi non volesse affrontare la salita del ritorno, nel periodo estivo, è possibile rientrare con i battelli che ogni due ore collegano la spiaggia a Fiumaretta, salendo poi a Montemarcello con gli autobus dell‘ATC. Dal cartellone di legno in paese, un altro sentiero conduce a mezza costa sino a Bocca di Magra in circa un’ora. Se dal bivio di località Guercio si prosegue invece per Romito, si può raggiungere la Serra San Lorenzo, sui Monti Branzi. Con una breve passeggiata, si sorpassano i ruderi della piccola pieve campestre di San Lorenzo, che raccoglie ancora molta devozione popolare, e si arriva alla cosiddetta roccia della farfalla dorata: si tratta di un sito archeologico e astronomico in cui, nel periodo del solstizio d’estate, il sole al tramonto penetra in un taglio nella pietra e disegna l’immagine di una farfalla. Un’altra delle suggestioni che attirarono i poeti innamorati della bellezza di questa terra, ancora oggi capace d’ispirare fiumi d’inchiostro anche a una viaggiatrice in camper.

In pratica

COME ARRIVARE

Lerici si raggiunge con l’A12 uscendo a Sarzana o a La Spezia: in questo caso si continua sul raccordo autostradale per il capoluogo e si seguono quindi le indicazioni per la cittadina. A Montemarcello, oltre che con il percorso descritto nel testo, si può arrivare più comodamente da Sarzana via Ameglia e dall’uscita autostradale di Carrara via Marinella, Fiumaretta e Bocca di Magra.

SOSTE E CAMPEGGI

Oltre a uno spazio dedicato ai v.r. nel parcheggio in località La Vallata, prima della galleria Primacina, a Lerici si può far conto sul campeggio Maralunga (Via Carpanini 61, tel. 0187 966589, www.campeggiomaralunga.it, info@campeggiomaralunga.it).
A 3 chilometri da Lerici e a poche centinaia di metri da Tellaro, in località Fiascherino, si trova il camping Gianna (tel. 0187 966411 o 331 7934140, www.campeggiogianna.com, info@campeggiogianna.com); più distanti, nella frazione Senato lungo il fiume Magra, ci sono i campeggi Gianni (tel. 0187 988275, www.campingianni.it) e Senato Park (tel. 0187 989247, www.senatopark.com, info@senatopark.com).
Fra gli altri camping nelle vicinanze, nel territorio di Ameglia si trovano il River (Località Armezzone, Numero Verde 800-953253, tel. 0187 65920, www.campingriver.com, info@campingriver.com) e il Garden (Località Camisano, tel.0187 65557). Oltre al punto sosta di Ortonovo, situato a poca distanza dall’area archeologica di Luni, si può fare riferimento anche sulle aree attrezzate di La Spezia (vicino allo scalo portuale turistico), Castelnuovo Magra (presso il centro commerciale La Miniera) e Marina di Carrara (Via Maestri del Marmo, adiacente alla fiera).

COSA VISITARE

Castello di Lerici e Museo Geopaleontologico, Piazza San Giorgio, tel. 0187 969042 o 0187 969114, www.castellodilerici.it, info@castellodilerici.it. Orto Botanico di Montemarcello e Centro di Esperienza Ambientale, Località Monte Murlo, Montemarcello di Ameglia (www.parcomagra.it, cea@parcomagra.it); visite su prenotazione a cura della cooperativa Hydra (ex oratorio della Trinità, Via Paganino, Sarzana, tel. 0187 626172, 331 9726775 o 327 1273871, coop.hydra@libero.it).

INDIRIZZI UTILI

Ufficio Informazioni del Comune di Lerici, Piazza Bacigalupi 9, tel. 0187 960213, www.comune.lerici.sp.it, urp @comune.lerici.sp.it. Parco Naturale Regionale di Montemarcello- Magra, Via Agostino Paci 2, Sarzana, tel. 0187 691071, www.parcomagra.it, info@parcomagra.it.

Galleria fotografica

Dal Castello di Lerici vista sul porto e sul Golfo dei Poeti vista sul porto e sul Golfo dei Poeti Il curatissimo centro di Lerici Montemarcello Montemarcello Spiaggioni di Punta Corvo promontorio del Caprione L’orto botanico di Montemarcello Il romantico borgo di Tellaro Le case addossate alla fortezza di San Terenzo Lerici Il romantico borgo di Tellaro Lerici

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