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PleinAir | Viaggio

Siviglia - Andalusia, Spagna

Passione Iberica

Testo di Federica Botta • Foto di Alessandro De Rossi | PleinAir 500

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Siviglia, Plaza de España

2 aprile 2015

Una vacanza fra Siviglia e Granada nel periodo pasquale alla scoperta dei tesori dell’Andalusia offre anche l’occasione di un viaggio fra le più ricche e autentiche espressioni di devozione e folklore dell’area mediterranea.

 

Poco prima delle otto di sera scende il silenzio sulla piazza gremita all’inverosimile di gente abbigliata a festa. Quando le campane battono l’ora persino le rondini e i parrocchetti, che negli ultimi decenni hanno iniziato a nidificare sulle palme e i platani della città, si uniscono alla quiete devota dei fedeli.

È la sera del Giovedì Santo a Siviglia, e questi saranno gli ultimi rintocchi prima della Domenica di Resurrezione. All’apice della tensione, la porta della basilica si apre e la Croce Guida esce lentamente, dando inizio alla sfilata. Quando la processione lascia la piazza, da un terrazzo illuminato si innalza una saeta, uno struggente canto religioso che commuove fino alle lacrime. È la notte più importante dei riti della Semana Santa Andalusa, quando tutta la popolazione rimane in strada per seguire le processioni delle Confraternite sino alla Madrugada, l’alba del Venerdì.

Siviglia, un momento di una processione della Settimana Santa

Siviglia, un momento di una processione della Settimana Santa

Fra i protagonisti della scena vi sono i 117 pasos (o misteri), che i costaleros – gli uomini delle cinquantasette confraternite – portano sulle spalle, coperti da drappi ricamati. Si tratta di complesse raffigurazioni dedicate al tema della Passione, interamente scolpiti in legno e coronati di stoffe preziose, broccati, pizzi, croci d’oro e fiori. In genere il primo è dedicato a Cristo, con sculture lignee molto variegate, mentre il secondo rappresenta la Madonna. Alcune confraternite possono avere tre pasos, che rappresentano anche l’Amore, l’Ultima Cena o la Trinità. Altre solo uno, con il simbolo della Settimana Santa, della Quinta Angoscia o della Solitudine. Le complesse sculture possono pesare anche decine di tonnellate e la maggior parte supera i trecento anni di età. Tra l’uno e l’altro, sfilano le bande musicali, i Nazareni incappucciati con i tradizionali capirote a punta e i Penitenti, talora con il fardello della croce sulle spalle.

Durante la Settimana Santa l’intera città di Siviglia è animata dalle secolari sfilate

Durante la Settimana Santa l’intera città di Siviglia è animata dalle secolari sfilate

Per assistere alla processione le signore sfoggiano tubini neri e scialli di pizzo estremamente lavorati, con sofisticate acconciature adorne di fermagli flamenchi. I caballeros sono in doppiopetto, con il cappello a falda larga e gli stivali camperos. Ma i più eccitati sono i bambini: attendono l’arrivo dei Nazareni, i primi a uscire, che di tanto in tanto distribuiscono caramelle e dolcetti, ma solo a chi lo chiede con cortesia e devozione. Talvolta gli incappucciati sono bimbi di pochi anni, persino di pochi mesi in braccio alle loro mamme. Come vuole la tradizione nessuno spettatore, neppure se bambino, è autorizzato a prendere i doni direttamente dal cesto o dalle mani del Nazareno: è indispensabile chiedere con estrema gentilezza, rimanendo a mani aperte ad aspettare pazientemente. «È un simbolo della grazia divina concessa e distribuita dallo Spirito Santo. La salvezza può essere solo chiesta, non certo pretesa o rubata» spiega una signora accanto a noi.

Durante la Settimana Santa l’intera città di Siviglia è animata dalle secolari sfilate

Durante la Settimana Santa l’intera città di Siviglia è animata dalle secolari sfilate

Mentre attendiamo l’arrivo del carro della Vergine, solitamente nelle ultime file, notiamo che i bambini più grandicelli stringono fra le mani una pallina di cera grande come una mela, con colate di diversi colori. Si tratta di un’altra tradizione tipica della festa sivigliana: ai Nazareni si può chiedere un po’ di cera sciolta della loro grande candela, che viene versata direttamente sulla pallina, facendola così crescere di diametro a ogni sfilata. Per raggiungere le dimensioni di un’arancia, sfumata come un arcobaleno, servono molti anni di devota questua, tanto che l’oggetto viene tramandato di padre in figlio. Le processioni della Settimana Santa di Siviglia vantano una tradizione che risale al XIV secolo. Per certo dovevano essere assai frequentate nel Seicento, al punto che il cardinale Niño da Guevara fu costretto a emettere un’ordinanza per obbligare le confraternite a percorrere il tragitto più breve possibile, dalla loro chiesa madre alla cattedrale e viceversa. Ancora oggi il cammino delle Hermandades è rigidamente prestabilito per consentire lo svolgersi delle numerose sfilate, quasi contemporanee, nella settimana tra la Domenica delle Palme e la Domenica di Pasqua, quando solo la Confraternita della Resurrezione può uscire per le strade.

Siviglia

Siviglia

Dagli stretti vicoli dei barrios o dalle grandi avenidas dei quartieri nuovi, i pasos raggiungono Plaza de la Campana, dove inizia la Carretera Oficial che attraversa Calle Sierpes, Plaza San Francisco, l’Avenida de la Constitución e raggiunge la cattedrale. Da decine di anni ormai il percorso è recintato e dotato di sedie, accessibile al pubblico solo acquistando una tessera settimanale, che viene messa in vendita già dall’inizio dell’anno e si esaurisce molto prima della festività. Per assistere al rito, quindi, al turista non rimane altra scelta che tenersi fuori dal tracciato chiuso. È consigliabile scegliere in anticipo una chiesa madre e aspettare l’apertura delle porte davanti all’ingresso. Le apposite mappe disponibili presso l’ufficio turistico riportano l’elenco delle processioni giornaliere e dei rispettivi percorsi, ma non è semplice spostarsi rapidamente tra i vicoli, per cui si rischia di arrivare sempre con molta ressa di fronte e di non riuscire ad avvicinare i pasos o i cofrades.

Durante la Settimana Santa l’intera città di Siviglia è animata dalle secolari sfilate

Durante la Settimana Santa l’intera città di Siviglia è animata dalle secolari sfilate

I sivigliani girano per la città muniti di seggioline pieghevoli: raggiunto un punto strategico per assistere al passaggio della parata si fermano ad aspettare già pronti in prima fila, anche con mezz’ora di anticipo. È importante sapere che, in caso di maltempo, le confraternite possono scegliere di annullare la processione per non rovinare le preziose sculture pluricentenarie e per non rischiare la caduta dei costaleros, che trasportano centinaia di chili sulle spalle. La decisione spetta solo alle Hermandades ed è presa sempre all’ultimo minuto, senza preavviso.

Dagli Arabi al barocco

Durante la Settimana Santa l’intera città di Siviglia è animata dalle secolari sfilate

Durante la Settimana Santa l’intera città di Siviglia è animata dalle secolari sfilate

Nessun problema, soprattutto la mattina, per visitare il resto della città durante la Settimana Santa. Oltre il fiume Guadalquivir si estende la zona più moderna con i quartieri Triana e Cartuja, dove hanno sede il parco tecnologico, il museo di arte contemporanea ospitato nel Monasterio de la Cartuja e la Isla Mágica. Numerosi ponti li collegano alla città antica, dal barocco Puente Isabel II al recentissimo Puente de la Barqueta. Sul Paseo de las Delicias si affaccia il Parque de Maria Luisa, realizzato tra la fine del XIX e il 1914 grazie alla donazione da parte della principessa di una parte delle proprietà del Palazzo di San Telmo, poco più avanti.

La cattedrale di Siviglia

La cattedrale di Siviglia

La zona fu fortemente rimaneggiata per ospitare nel 1929 la grande esposizione iberoamericana con la costruzione dei padiglioni di Plaza América, oggi sede del museo delle arti e delle tradizioni popolari e del museo archeologico, ma soprattutto con la realizzazione di uno dei capolavori dell’Art Nouveau, Plaza de España: un imponente colonnato semicircolare adornato con 48 nicchie di maiolica a rappresentanza delle province spagnole, costeggiato da un canale navigabile che culmina in una maestosa fontana. Tornando verso il fiume s’incontra il Teatro Lope de Vega, bella struttura neobarocca utilizzata come padiglione espositivo nel 1929; alle spalle, su Avenida San Fernando, la sede dell’Università, all’interno della Real Fábrica de Tabacos.

I giardini dei Reales Alcazares

I giardini dei Reales Alcazares

Procedendo lungo le rive del Guadalquivir si trova la Torre de Oro, eretta dal governatore arabo Ibn Uhla nel 1221, che oggi ospita il museo navale. All’inizio dell’Avenida, attraverso Puerta de Jerez, si entra nel Barrio Santa Cruz, creato dai Mori e poi utilizzato dagli ebrei prima della loro espulsione. Qui si ammira la gigantesca cattedrale gotica, terzo edificio al mondo per dimensioni dopo San Pietro e la chiesa di Sain Paul a Londra, costruita su una preesistente moschea eretta nel XII secolo. I lavori iniziarono nel 1401 e terminarono nel 1506, ma nei quattro secoli successivi il complesso fu sottoposto a vari rimaneggiamenti che spiegano la straordinaria commistione di stili, dal mudéjar al gotico, dal rinascimentale al barocco. A differenza dell’antica moschea, il minareto (oggi torre campanaria) non ha subito particolari trasformazioni: conosciuto come la Giralda, è uno dei simboli di Siviglia e offre una veduta d’insieme da non perdere. A circa 300 metri, affacciata su una bella piazza, merita una tappa la chiesa di El Salvador, la seconda della città per grandezza e molto amata dai sevillani. Tornati alla cattedrale, poco distante si trovano la rinascimentale Casa de la Contratación, il barocco Hospital de los Venerables, il Palacio Arzobispal, il Convento de la Encarnación e l’imperdibile palazzo dei Reales Alcázares con i suoi splendidi giardini: prima residenza dei sovrani dopo la Reconquista, è un affascinante esempio di architettura moresca.

Reales Alcazares

Reales Alcazares

Proseguendo verso nord lungo Calle Ximenez de Enciso si entra nel cuore popolare del barrio, dove si trovano la chiesa di Santa Cruz e quella di Santa Maria la Blanca, edificata sopra una sinagoga. Isolato verso est, lungo Calle Cuna, vi è il bellissimo Palacio de la Condesa Lebrija, dimora nobiliare seicentesca, decorata con mosaici originari dell’antica colonia romana.

Reales Alcazares

Reales Alcazares

Verso nord si arriva a Casa Pilatos, palazzetto reale di inizio Cinquecento che sfoggia busti di imperatori e altre statue classiche, decori gotici e bei giardini. L’edificio è posto al confine con il quartiere della Macarena, dove si trova la Basílica de la Virgen de la Esperanza, patrona di Siviglia. La chiesa si raggiunge uscendo dalle mura arabe e proseguendo sulla più spaziosa Calle Bustos Tavera, purtroppo aperta al traffico, sino a Calle San Luis. Di fronte, circondato dai giardini, non si può non notare l’Hospital de las Cinco Llagas (o Hospital de la Sangre), elegante edificio rinascimentale oggi sede del Parlamento andaluso.

Dall’Alhambra all’Albayzín

Granada, la fortezza dell’Alcazaba

Granada, la fortezza dell’Alcazaba

Granada è una città facilmente visitabile, perché ha alcuni punti di orientamento imperdibili. Sulla collina principale si erge l’Alhambra, imponente residenza fortificata eretta durante la dinastia Nasride, detentrice del sultanato di Granada dal 1238 al 1492. Dopo la Reconquista i cattolicissimi Isabella e Ferdinando vollero stabilire qui la sede reale, e il magnifico palazzo fu preservato e ulteriormente ampliato. La visita del complesso, con l’Alcazaba (la parte più antica), i Palacios Nazaries (le tre dimore reali), il Partal, i giardini e il palazzo del Generalife richiede una mezza giornata.

La veduta sulla città di Granada dall’Alhambra

La veduta sulla città di Granada dall’Alhambra

Ai piedi della collina dell’Alhambra il tour della città può proseguire visitando la cattedrale e la cappella reale. L’imponente chiesa in stile gotico-mudéjar è affacciata su Plaza Bib-Rambla, dove hanno sede il mercato dell’Alcaiceria, il palazzo episcopale e il Corral del Carbon, superbo esempio di architettura araba del XIV secolo: un tempo era un mercato coperto, oggi ospita la sede dell’ufficio del turismo. A poche centinaia di metri alle spalle, su una traversa di San Jerónimo, si trova il Centro Federico García Lorca, che dimorò a lungo in città.

La cattedrale di Granada

La cattedrale di Granada

A nordest, tra il Rio Darro e la cima del Sacromonte, si estende il quartiere medioevale di Albayzín famoso per le carmenes, le caratteristiche case bianche addossate alla collina con piccoli orti e giardini a belvedere. In cima alla collina si aprono invece le cuevas, abitazioni scavate nella roccia dai gitani qui rifugiatisi a partire dal XVIII secolo. A fianco della pittoresca Abadía del Sacromonte, le santas cuevas ospitano le reliquie di San Cecilio, patrono del quartiere, e il Cristo dei Gitani, mentre per trovare il Museo de las Cuevas del Sacromonte occorre spingersi fino alla sommità. Di notte la zona pullula di zambras, i locali dove si balla il flamenco. Il Museo de la Mujer Gitana è allestito invece all’interno de La Chumbrera, un popolare edificio con una spettacolare vista sulla fortezza.

Granada, una veduta di Plaza Nueva

Granada, una veduta di Plaza Nueva

Lungo Carretera del Darro, elegante arteria che segue il corso del fiume, si trovano la Real Chancillería, antico tribunale del XVI secolo, il museo diocesano, la chiesa di Sant’Anna, il bagno turco e il museo archeologico. Avendo tempo a disposizione ci si può spingere fuori dal centro storico verso il Monastero de San Jeronímo, dal bellissimo chiostro ombrato di aranci, dove si trovano anche la chiesa di San Juan de Dios e quelle del Perpetuo Socorro e dei santi Justo e Pastor.

Il mese del flamenco

Murales al Museo del Flamenco

Murales al Museo del Flamenco

Nonostante la Reconquista cristiana operata da Ferdinando III di Castiglia e la repressione della Santa Inquisizione, che ebbe in Siviglia una delle sue sedi principali, gli Arabi non se ne andarono mai del tutto. Il loro sangue e il loro stile hanno lasciato un segno nella variegata ed eclettica cultura gitana, che ha proprio qui uno dei suoi cuori pulsanti. Uno dei momenti più significativi è la Feria de Abril, la più grande festa flamenca di Spagna (quest’anno si svolgerà dal 6 all’11 maggio) che riempie ogni angolo della città di ballerini che danzano ininterrottamente al ritmo delle sevillanas.

Il flamenco ha innegabili radici arabe. La musica tambureggiante (palos), il canto (cante e jaleo), gli applausi che scandiscono il tempo (palmas) e il pestare dei piedi (zapateado), ma soprattutto il movimento sinuoso delle mani e dei fianchi delle ballerine rimandano alle danze del ventre nordafricane. Se qualcuno avesse dei dubbi sui legami tra il flamenco e la cultura arabo-gitana può fare un salto al Museo del Baile Flamenco di Cristina Hoyos, dove si scoprono insospettabili connessioni anche con innumerevoli altre arti e nazionalità e dove si può assistere o partecipare a lezioni di danza (www.museodeflamenco.com).

La maniera più tradizionale di gustare il flamenco è sedersi ai tablao, locali dove si può mangiare e bere, con piccoli spettacoli di uno o due ballerini, chitarra e cantanti, dove nei weekend anche gli abitanti si riuniscono per ballare e cantare.

La processione dei gitani

La processione dei gitani

La processione dei gitani

Fra la Domenica delle Palme e quella di Pasqua le trentadue confraternite granadine danno vita a numerose processioni: le più famose sono senza dubbio quella dei gitani, che si svolge nel dedalo di viuzze del quartiere Albayzín, e quella dell’Alhambra, che parte e torna alla cittadella passando attraverso la Puerta de la Justicia.

Chi decide di assistere alle sfilate dovrà prestare attenzione al sito prescelto, perché in alcuni casi la ressa può risultare claustrofobica. I pasos di Granada sono di costruzione più recente rispetto a quelli di Siviglia, in genere dei primi anni del Novecento, anche se incorporano immagini e statue più antiche, datate sino al XV secolo. Si tratta di raffigurazioni di grande valenza artistica, sovente scolpite da artisti famosi, e rappresentano vari episodi della storia sacra: dall’ingresso di Gesù a Gesusalemme all’Ultima Cena, dalla sentenza di Ponzio Pilato alla solitudine di Gesù nell’orto di Getsemani. Ogni anno le statue vengono adornate con teli e gioielli sempre più ricchi e spettacolari, tanto che ciascuna confraternita ha un suo vestidor, un artista che decide come predisporre le decorazioni.

Una delle salidas più emozionanti è quella del Cristo della Misericordia, conosciuta anche come il Silenzio, che si svolge nella notte del Venerdì Santo: partendo dalla Carrera del Darro, ai piedi dell’Alhambra, la silenziosa processione attraversa le vie prive di illuminazione fino al punto più alto del Sacromonte. La Settimana Santa di Granada ha anche una celebrazione unica, in ricordo della morte del Salvatore: nel pomeriggio del Venerdì Santo migliaia di persone accorrono nel Campo del Príncipe per recitare i tre Credo davanti alla statua del Cristo de los Favores, patrono della città.

In pratica

SOSTE E CAMPEGGI
A Siviglia la soluzione più comoda è il Camping Villsom (tel. 0034/954/720828), situato a 12 chilometri dal centro in località Dos Hermanas, sulla strada per Cadiz. La vicinanza a un’arteria trafficata lo può rendere un po’ rumoroso, ma in compenso è comodamente collegato dagli autobus della compagnia Los Amarillos; si effettuano corse anche notturne durante la Semana Santa, periodo nel quale è consigliabile la prenotazione.
Un campeggio ben attrezzato a Granada è il Reina Isabel (tel. 0034/ 958/590041, www.campingreinaisabel.es), situato in località La Zubia, sulla Ronda Sur, all’uscita numero 2. Il centro città si raggiunge in autobus: la fermata è vicinissima al campeggio, e si effettuano corse anche notturne durante la Semana Santa.
Il camping Suspiro del Moro (tel. 0034/ 958/555411, www.campingsuspirodelmoro.com) si trova alla periferia sud di Granada e dista circa 30 minuti dagli impianti della Sierra Nevada grazie alla felice posizione sull’A44, collegata con l’A395 per Pradollano.

COSA VISITARE
Siviglia Cattedrale e Giralda, Plaza Virgen de los Reyes, ingresso 8 euro, 4 euro ridotto; durante la Semana Santa può capitare che la Cattedrale sia chiusa perché sta ospitando un paso bloccato dal maltempo (www.catedraldesevilla.es). Reales Alcázares, ingresso 9,50 euro, gratuito nell’ultima ora della giornata, sconti per studenti e over 65 (www.alcazarsevilla.org). Museo di Arte e Tradizione Popolare e Museo Archeologico, Plaza de America, Parco Maria Luisa. Ingresso gratuito per i cittadini dell’Unione Europea, chiuso il lunedì. Casa Pilatos, Plaza Pilatos, ingresso 8 euro (solo pianterreno 5 euro). Monastero de la Cartuja, ingresso 3 euro, gratuito il martedì dalle 19 alle 21 e il sabato dalle 11 alle 21; chiuso il lunedì. Museo e Basilica de la Macarena, ingresso 4 euro per il museo. Palacio Lebrija, Calle Cuna, ingresso 8 euro (solo pianterreno 5 euro). La Isla Magica, Pabellon de España, ingresso giornaliero 29 euro (tel. 0034/902/161716, www.islamagica.es). La stagione inizia il 19 aprile, il parco acquatico apre nel mese di giugno.
Granada Alhambra, ingresso 14,30 euro; per evitare le code conviene acquistare il biglietto con anticipo. L’ingresso al Museo de la Alhambra è gratuito. Bañuelo, Carrera del Daro, ingresso gratuito, chiuso domenica e lunedì. Casa del los Pisa, ingresso 3 euro, chiusa la domenica. Cappella Reale, ingresso 4 euro (www.capillarealgranada.com). Cattedrale di Granada, ingresso 4 euro (www.catedraldegranada.com). Monastero di San Jeronimo, aperto da marzo a ottobre. Abbazia di Sacromonte, ingresso 3,5 euro, chiusa il lunedì. Museo des las Cuevas de Sacromonte, ingresso 5 euro.

INDIRIZZI UTILI
Ente Nazionale Spagnolo per il Turismo in Italia, tel. 199-906082, www.spain.info/it, milano@tourspain.es, ro ma@tourspain.es. Consorcio de Turismo de Sevilla, tel. 0034/ 955/471232, www.visitasevilla.es. Oficina de Información Turística del Patronato Provincial de Granada, tel. 0034/958/ 247128, www.turgranada.es, informacion@ turgranada.es.

Galleria fotografica

Siviglia, Plaza de España Siviglia Granada, una veduta di Plaza Nueva La cattedrale di Granada La veduta sulla città di Granada dall’Alhambra Granada, la Corte dei Leoni La processione dei gitani Granada, la fortezza dell’Alcazaba Reales Alcazares Reales Alcazares I giardini dei Reales Alcazares Murales al Museo del Flamenco La cattedrale di Siviglia Durante la Settimana Santa l’intera città di Siviglia è animata dalle secolari sfilate Durante la Settimana Santa l’intera città di Siviglia è animata dalle secolari sfilate Durante la Settimana Santa l’intera città di Siviglia è animata dalle secolari sfilate Durante la Settimana Santa l’intera città di Siviglia è animata dalle secolari sfilate Durante la Settimana Santa l’intera città di Siviglia è animata dalle secolari sfilate Siviglia, un momento di una processione della Settimana Santa Granada, una piazzetta alle pendici della collina dove sorge l’Alhambra

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