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PleinAir | Viaggio

Orebic, Croazia

Il bello della semplicità

Testo di Federica Botta Foto di Alessandro De Rossi | Pleinair 467 - Giugno 2011

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Panorama sull’arcipelago delle Curzolane dal montuoso entroterra di Peljesac

30 giugno 2014

Ancora poco frequentata dal turismo internazionale, la penisola di Peljesac è il ritratto di una Dalmazia genuina e particolarmente accogliente: minuscoli villaggi che alle attività marinare affiancano una stimata produzione vitivinicola, splendidi panorami sulle isole, spiagge e moletti da cui mettere in acqua la canoa… e una rete di spartani ma ospitali approdi all’aria aperta.

Scesi dal traghetto a Spalato, siamo in marcia verso l’estremità meridionale della Croazia. La statale 8 segue da presso le tortuosità della costa, richiedendo attenzione alla guida, ma il panorama è quanto di meglio potremmo aspettarci: al di là degli stretti canali che separano il continente dall’arcipelago delle Curzolane, l’orizzonte dell’Adriatico è interrotto dal tozzo profilo dell’isola di Brac e da quello più allungato di Hvar, orlate da un mare che da qui mostra intense tonalità di blu.

Dopo il piacevole borgo di Omis e le gole di Cetine, che offrono una prima bella occasione di sosta, si prosegue fino a Gradac e si entra nel territorio del parco naturale della Neretva, fiume che scorre principalmente in territorio bosniaco passando sotto il celebre ponte di Mostar: la foce consiste in una pittoresca laguna costiera, con un bacino d’acqua dolce e una piana agricola regolata da geometrici canali di bonifica. Proprio di fronte, sul lato opposto del Neretvanski Kanal, si stende la sagoma allungata di quella che sembrerebbe un’altra isola, ma non è così.

escursione in canoa lungo la costa settentrionale, vicino all’isola Divina

escursione in canoa lungo la costa settentrionale, vicino all’isola Divina

Peljesac, la nostra meta, è infatti una penisola unita alla terraferma da un istmo che si stacca dalla costa una sessantina di chilometri più a sud. Un ambizioso progetto prevedeva di realizzare un secondo collegamento con la terraferma per mezzo di un ponte stradale, ma l’opera è attualmente interrotta (per ragioni politiche più che economiche) e non ci resta dunque che proseguire. Facciamo intanto un passo indietro ripercorrendo la storia della frastagliata costa croata, dove il susseguirsi di conquiste, invasioni e migrazioni ha fatto sì che ogni località sviluppasse un particolare tessuto sociale intriso di culture di diversa provenienza. La stessa Peljesac, altrimenti nota come Sabbioncello, fungeva da raccordo tra la vicina isola di Korcula, uno dei più importanti possedimenti veneziani nel XIII secolo, e la confinante Repubblica di Ragusa, l’odierna Dubrovnik, dunque in una posizione cruciale lungo le rotte fra il Mediterraneo e l’Oriente.

L’arrivo in traghetto a Korcula

L’arrivo in traghetto a Korcula

Anche in tempi più recenti, però, questo territorio ha visto trasformazioni geopolitiche di notevole impatto: oltre la foce della Neretva, intorno alla cittadina di Neum, si trova infatti un breve tratto di costa che appartiene alla Bosnia-Erzegovina e ne costituisce l’unico sbocco a mare, dividendo così la parte meridionale della Dalmazia dal resto del paese. Il doppio passaggio di frontiera non comporta però alcun rallentamento, con la sola richiesta di esibire le carte d’identità, e ben presto rientriamo in Croazia. Superata la laguna di Bistrina, ecco apparire i primi allevamenti di cozze nel canale divenuto ormai talmente stretto da farci distinguere chiaramente i villaggi e le spiagge subito al di là. Nei pressi di Zaton Doli, una netta svolta a destra lungo l’istmo segna il nostro arrivo a Peljesac.

Brindisi vista mare

Il moletto di Broce, lungo l’istmo che collega la penisola alla Croazia continentale

Il moletto di Broce, lungo l’istmo che collega la penisola alla Croazia continentale

A darci il benvenuto è Mali Ston, un paesino dalle case in pietra dove si può sostare nel piazzale di cemento e sterrato davanti al moletto dei pescatori di mitili, mentre a Ston ci si può sistemare nel parcheggio libero di fronte all’ufficio turistico. Tra i due villaggi fu costruita una muraglia che tuttora divide la penisola dal resto dell’entroterra: eretta fra il XIV e il XV secolo, la fortificazione si sviluppa per più di 5 chilometri ed è ancora oggi caratterizzata da una quarantina di torri. La sosta è l’ideale per programmare le prossime tappe, visto che da Ston si dipartono tre strade. Quella diretta a sud-est si ferma dopo pochi chilometri a Broce, dove un piccolo spiazzo può costituire un’occasione di sosta libera in bassa stagione; da qui iniziano i sentieri per il villaggio di Kobas e per il promontorio di Vratnik, che regalano splendide vedute ai camminatori allenati.

Ancora oggi una muraglia turrita d’epoca medioevale divide i villaggi di Ston e Mali Ston

Ancora oggi una muraglia turrita d’epoca medioevale divide i villaggi di Ston e Mali Ston

Se si sceglie invece di attraversare la salina di Luka si godrà di un bel panorama sul promontorio di Ostrog, con le numerose isolette e i tanti scogli che caratterizzano questo tratto di mare. Sconsigliamo invece di proseguire per Duba Stonska perché la strada, anche se dotata di piazzole di passaggio, si fa davvero angusta e sfocia in un abitato perlopiù moderno, totalmente privo di spazi di manovra. Il principale itinerario di visita di Peljesac è però costituito dalla terza strada, la statale 414, che da Ston innerva quasi per intero la penisola con uno sviluppo di circa 70 chilometri. Superato un primo valico e arrivati in vista del mare aperto, s’incontra il bivio che indirizza all’imbarco per l’isola di Mljet, un’altra delle Curzolane; e anche se non si intende effettuare la gita vale comunque la pena scendere il chilometro di curve asfaltate, sia per il comodo campeggio che si trova al termine (ombreggiato, con piazzole libere e accesso diretto al mare) sia per la bella spiaggia di sabbia. Risaliti alla 414, piuttosto ampia e ben percorribile, la seguiamo attraverso una florida zona vinicola dove è possibile fare acquisti direttamente nelle aziende. Oltre il paese di Ponikve, una deviazione attraverso Dancanje riporta sul Neretvanski Kanal: protetto dalle mareggiate e dal vento, Brijesta è un bel borgo con un’incantevole spiaggia di ciottoli e qualche piccolo parcheggio direttamente sul mare.

Di nuovo in canoa, qui intorno a Brijesta

Di nuovo in canoa, qui intorno a Brijesta

Da qui la strettissima ma splendida litoranea per Zuronja e Blazevo si ricollega alla 414, che prosegue per Drace; se però si torna indietro di pochi chilometri (o si ripassa per Dancanje nel caso il veicolo sia particolarmente ingombrante) si raggiunge Dubrava e si scende, di nuovo sul lato sudoccidentale, all’incantevole baia di Zuljana, che gode di acque calme e trasparenti quasi tu0to l’anno e offre una spiaggia con zona naturista. Si tratta di un sito imperdibile per gli appassionati di snorkeling e di immersioni, ideale anche per escursioni in canoa lungo il promontorio di Kupljenova e fino all’isola di Lirica, siglata da un faro.

Spiagge da conquistare

La ben protetta baia di Zuljana, con acque calme e limpide quasi tutto l’anno

La ben protetta baia di Zuljana, con acque calme e limpide quasi tutto l’anno

Ripresa la strada principale, si riguadagna la sponda opposta tra un susseguirsi di isolette, piccoli pontili e parcheggi sterrati che in bassa stagione consentono di mettere in acqua il kayak. Raggiunta Drace e ripresa la salita verso l’interno, a Janjina s’incontra il bivio per Sreser, un grazioso insediamento di pescatori con il molo protetto da un grande scoglio. Proseguendo invece sulla 414 si incontra la deviazione per Trstenik, altro bel villaggio della costa sud-ovest affacciato su un’insenatura e dotato di una fornita cantina. Risalendo per dolci colline si entra nella zona vinicola per eccellenza, nel cuore di Peljesac. Da Pijavicino una secondaria per Kuna Peljeska, altro paesetto con cantina, conduce anche al Franjevacki Samostan, un monastero francescano che offre un rifugio tranquillo per una notte in libertà tra pini profumati. Più avanti la strada attraversa la piana di vigne sino a Oskorusno, ma poco prima di entrare nell’abitato vale la pena seguire le indicazioni per Veli Prapratna, affrontando una serie di panoramici tornanti sino all’omonima spiaggia.

La splendida spiaggia di ciottoli a Veli Prapratna

La splendida spiaggia di ciottoli a Veli Prapratna

Qui si può pernottare con bella vista sul mare presso la chiesina di Sveti Nikole, arroccata su un monticello che guarda la costa. Se non vi siete lasciati tentare dalla deviazione per il monastero e siete rimasti sulla 414, poco dopo Pijavicino raggiungerete Potomje, sede di due delle più grandi e rinomate aziende vinicole. Dal paese il tunnel Dincac (400 metri a corsia unica e 4 metri d’altezza) taglia la collina e sbuca sul versante meridionale, dove assaggiare ottimi vini da meditazione; ma l’attraversamento è consigliabile solo in bici o in scooter, perché gli sterrati sul lato opposto della galleria sono strettissimi e a strapiombo sul mare. A Donja Banda, ancora una volta, la strada si biforca. Con la 415, che si stacca sulla destra, si ritrova il mare a Trpanj da dove partono i traghetti per Ploce, sulla costa continentale croata a nord di Neum. Appena prima dell’abitato si svolta a destra per raggiungere il camping Vrila, in cui godere un po’ di relax prima della gita a Crkvice.

A zonzo lungo gli stradelli che attraversano le estese tenute vitivinicole dell’interno

A zonzo lungo gli stradelli che attraversano le estese tenute vitivinicole dell’interno

Questo minuscolo villaggio di pescatori si può raggiungere in mountain bike (il dislivello massimo è 500 metri) o con lo scooter, purché non si soffra la guida su strada sconnessa. Dal camping si segue un lungo e panoramico sterrato che per circa 3 chilometri procede a ridosso del monte, fino ad incontrare l’asfalto in direzione di Veli Prapratna; a questo incrocio si scende per circa 500 metri e si svolta a destra su un’ampia strada bianca in leggera salita, in prossimità dei cartelli stradali, continuando per altri 5 chilometri (e circa 100 metri di dislivello) fino alla strada per Crkvice, che dista ancora 2 chilometri e mezzo. E’ questo il tratto più faticoso, pur se asfaltato, per il gran numero di tornanti e la pendenza del 10 per cento e più, che al ritorno sarà tutta in salita. Si trova invece a Gornja Vrucica, poco a monte di Trpanj, la deviazione per Donja Vrucica su uno stretto asfalto che s’inoltra nella campagna, supera una pittoresca chiesa gotica e raggiunge dopo qualche chilometro la spiaggia protetta di fronte alla cosiddetta isola Divina, con possibilità di pernottamento in piccole strutture (non è consigliabile proseguire lungo la strada, che si fa ancora più angusta).

Come una volta

Tornati al bivio per Trpanj, la 414 si dirige decisamente sull’altro versante di Peljesac, da esplorare nelle due direzioni. Poco prima di Podstvo c’è infatti la possibilità di deviare a sinistra verso Podobuce, centro marinaro e vinicolo provvisto di un piccolo campeggio molto tranquillo. Se invece si resta sulla strada principale si raggiunge Orebic, il principale centro abitato della penisola con i suoi 4.500 residenti, oggi divenuto una località turistica di spicco.

Panorama su Orebic, il centro principale di Peljesac, con l’antistante isola di Korcula

Panorama su Orebic, il centro principale di Peljesac, con l’antistante isola di Korcula

Alcune indicazioni conducono al monastero francescano dedicato a Nostra Signora degli Angeli, il più significativo monumento dei dintorni, che vanta una vista spettacolare sul circondario con l’antistante isola di Korcula (vedi approfondimenti) e l’omonima cittadina, raggiungibile in traghetto attraverso il Peljeski Kanal. Proseguendo lungo il mare, dove la strada assume la numerazione 6215, si incontrano vari piccoli camping a conduzione familiare, che affacciano su siti molto frequentati da windsurfisti e velisti e offrono un contesto ricettivo di grande spontaneità, in un’atmosfera d’altri tempi.

Il monastero francescano di Nostra Signora degli Angeli, considerata la protettrice dei marinai

Il monastero francescano di Nostra Signora degli Angeli, considerata la protettrice dei marinai

Dopo aver superato la chiesetta di Sveti Ivan e un faro, si sale di quota con vedute assai suggestive entrando nella zona archeologica di Nakovanj: sulla destra si riconosce la sterrata, chiusa da una catena, che porta a una grotta in cui sono stati rinvenuti resti preistorici databili al Neolitico. Da qui si scende a Loviste, dove l’asfalto termina con due campeggi, mentre uno stradello su terra ben indicato porta al ristorante Bili Dvori, proprio sul mare, che offre la sosta gratuita ai suoi clienti: di fronte a noi c’è l’Adriatico, dal quale ci congediamo assaporando ancora una volta i suoi squisiti frutti.

In pratica

COME ARRIVARE Dall’Italia settentrionale conviene raggiungere la Dalmazia via terra da Trieste, su tragitto quasi interamente autostradale: la E61, dopo il breve passaggio in Slovenia, entra in Croazia nei pressi di Rupa, da cui si prosegue per Fiume, Zara, Sebenico e Spalato. Qui giunti, si può procedere lungo la panoramica ma tortuosa litoranea per Dubrovnik, come descritto nell’itinerario, oppure deviare sull’autostrada interna nella stessa direzione. Superato infine il breve tratto di costa della Bosnia-Erzegovina in corrispondenza di Neum, poco più avanti si incontra l’istmo che conduce alla penisola. Dal confine italiano al bivio per Peljesac i chilometri sono poco più di 600. In alternativa, i due porti di riferimento per chi giunge dall’Italia centrale e meridionale sono la stessa Spalato, con partenza da Ancona, e Dubrovnik, con partenza da Bari; la traversata dura circa 10 ore nel primo caso e circa 9 ore nel secondo.

 

SOSTE E CAMPEGGI In Croazia il pernottamento libero dei veicoli ricreazionali è rigorosamente vietato, con controlli frequenti anche nelle ore notturne; in compenso abbondano i campeggi, a prezzi non eccessivi e con servizi adeguati.
A Peljesac, dove la pressione turistica è ancora contenuta, oltre ai camping veri e propri è assai diffusa la tipologia degli autocamp, spazi verdi generalmente adiacenti alle abitazioni dei proprietari, con dotazioni minime come acqua ed elettricità, più raramente scarico e toilette. Possono essere molto selvaggi, spartani e tranquilli in bassa stagione, ma non avendo piazzole delimitate mancano di riservatezza in caso di affollamento, come avviene in piena estate quando sono molto frequentate da bagnanti e velisti. Fuori stagione può accadere che i cancelli siano lasciati aperti con accesso libero per il pernottamento, che viene saldato a un custode la mattina successiva.

Tra le strutture di cui ci siamo serviti ci sono il camping Prapratno di Ston (tel. 00385/20/ 754000, fax 00385/20/754344, www.dupri morje.hr, aperto dal 1° maggio al 30 settembre) e il camping Vrela di Brijesta (tel. 00385/98/344204, nedjeljko.peric@du.tcom. hr, aperto dal 1° maggio al 15 ottobre). A Zuljana è presente un piccolo campeggio sul promontorio di Miriste, in splendida posizione ma che necessita di un po’ di esperienza nelle manovre. L’AutoDivina di Donja Vrucica ha servizi veramente essenziali, ma è ben ombreggiato e si trova in posizione isolata di fronte all’incantevole spiaggia: qui non c’è reception, ma un telefono per avvisare i proprietari una volta arrivati.

A Orebic c’è il Kamp Ponta (Mokalo, tel. 00385/ 20/713104, fax 00385/20/714049, www.ore bic-kristicevic.com, ivo.kristicevic@du.t-com. hr). Per altri riferimenti ci si può collegare ai siti www.camping.hr, www.eurocampings.it e www.camping.it, portale dei campeggi italiani che contiene anche una sezione sulla Croazia.

INDIRIZZI UTILI L’ufficio turistico regionale della Dalmazia ha sede a Spalato (Prilaz brae Kaliterna 10/I, tel. 00385/21/490032 o 00385/21/490033, www.dalmatia.hr, info@ dalmatia.hr).

Un’utile risorsa online su Peljesac è il sito www.peljesac.info.

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