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PleinAir | Viaggio

Bomarzo Viterbo, Italia

Bomarzo: nel paese delle meraviglie

Ida Santilli - Foto di Marco Sances | PleinAir 506 - settembre 2014

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La veduta panoramica di Bomarzo dall’agriturismo Le Querce

2 ottobre 2014

Una gita fuori porta tra forre e dirupi alla ricerca di una remota piramide etrusca persa nella foresta, con la naturale soddisfazione che accompagna le giornate spese bene.

La campagna che circonda Bomarzo offre un punto di vista privilegiato sul borgo aggrappato a uno sperone di roccia incastonato nella rigogliosa valle del Tevere. Il colpo d’occhio sull’imponente Palazzo Orsini, che domina il nucleo antico, è immediato. Bisogna però addentrarsi nel groviglio di stradine, scalinate e piazzette per apprezzare appieno questo paese della Tuscia Viterbese. Il centro storico, che conserva preziose testimonianze del Rinascimento, va gustato a ritmo lento. È d’obbligo una passeggiata fino a Piazza Duomo, su cui si affaccia la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta che vanta un pregevole affresco raffigurante la Madonna con Bambino e santi, attribuito al Perugino. Imperdibile anche una visita al palazzo costruito da Vicino Orsini nel 1523 sopra i resti del vecchio castello medioevale, di cui sono ancora visibili le mura di cinta. A rendere intrigante la gita a Bomarzo ci pensa la cosiddetta Piramide Etrusca, scoperta soltanto nel 1991. Approfittiamo di un invito dell’associazione escursionistica Il Crinale e visitiamo in compagnia di Giovanni Battista Bertolani – esperto archeologo oltre che redattore di PleinAir Market – l’arcano sito sperduto nella foresta.

la Piramide Etrusca situata nei dintorni di Bomarzo

la Piramide Etrusca situata nei dintorni di Bomarzo

Il sentiero che porta alla meta sembra volutamente misterioso, privo di segnaletica ufficiale; dall’agriturismo Le Querce una stradina ci porta alla Tagliata delle Rocchette. Grazie a qualche generoso camminatore che ha lasciato segni indicatori sui massi la pista è piuttosto agevole: una facile discesa, una breve salita e non possiamo contenere lo stupore quando troviamo di fronte a noi una sorta di piramide mesoamericana scolpita in un blocco di peperino precipitato dalla sovrastante rupe. La mancanza di approfondite ricerche scientifiche e di dati certi su questo straordinario monumento nulla toglie alle emozioni e al fascino di un luogo in cui la magia della natura si mescola con le suggestioni di civiltà scomparse. Ci dirigiamo ora verso sud fino a una spianata di peperino e imbocchiamo la strada sul lato sinistro seguendo il cartello che indica Santa Cecilia. Scalini scavati nella pietra lavica ci guidano lungo il sentiero che scende serpeggiando in mezzo a grossi massi coperti di muschio e felci. Poco dopo, scorgiamo i primi resti dell’antico insediamento rupestre che occupa una superficie di circa un ettaro: vi si trovano numerose tombe antropomorfe e i muri perimetrali di una piccola chiesa medioevale. Incappiamo in numerose abitazioni scavate nei blocchi, in grotte, nicchie, solchi di canalizzazione e pestarole. Torniamo sui nostri passi fino alla spianata e, sul lato destro, imbocchiamo il sentiero verso la Torre di Chia, il tratto più lungo dell’escursione: circa due ore e mezzo di cammino andata e ritorno più la sosta sul fiume. La prima parte corre sul bordo di alte pareti tufacee, con bellissimi scorci sul canyon sottostante e sull’abitato di Chia.

le cascate di Fosso Castello

le cascate di Fosso Castello

Sul sentiero si incontrano blocchi di pietra incisi, poi si comincia a scendere su scalette intagliate nel peperino, con tornanti più o meno ampi, fino a giungere alle cascate di Fosso Castello, un’oasi di pace che invita a rifocillarsi e a scattare le più bizzarre fotografie. Risaliamo per prati e boschetti che ci portano al castello di Chia, la cui torre – fatta restaurare e abitata per anni da Pier Paolo Pasolini – si staglia verso il cielo. Del maniero ormai resta solo una diroccata cinta muraria. Per ritornare al punto di partenza è preferibile percorrere il sentiero dell’andata invece della più breve ma pericolosa strada asfaltata per Bomarzo.

 

 

In pratica

 

DOVE SOSTARE L’ agriturismo Le Querce è una valida base di partenza per escursioni a piedi e in bicicletta nei dintorni di Bomarzo e nelle vicine località della Tuscia. Aperto tutto l’anno, è dotato di camere con bagno indipendente; un vicino casale può ospitare fino a nove persone. Tra i servizi non mancano piscina e ristorante dove si possono assaggiare i prodotti dell’azienda. La sosta senza servizi costa 8 euro anziché 10 per gli iscritti al Club del PleinAir, che usufruiscono del 10% di sconto anche su camere, ristorazione e acquisto di prodotti (Via Pontone Lucia 31, località Fossatello, tel. 0761 924299, www.lequercebomarzo.it). L’area attrezzata più vicina è a Vitorchiano, che dista circa 13 chilometri. È situata in Via della Teverina in direzione Grotte Santo Stefano (www.comune.vitorchiano.vt.it). Adiacente al parcheggio si può ammirare il Moai, un enorme masso di peperino scolpito da indigeni maori dell’isola di Pasqua nel 1987.

INDIRIZZI UTILI Per informazioni sulle opportunità offerte dal territorio si può contattare la Pro Loco di Bomarzo alla pagina di Facebook www.facebook.com/prolocobomarzoofficialpage o visitare il portale del turismo a Viterbo e provincia www.infoviterbo.it.

Galleria fotografica

le cascate di Fosso Castello La veduta panoramica di Bomarzo dall’agriturismo Le Querce il Mascherone al Parco dei Mostri la Piramide Etrusca situata nei dintorni di Bomarzo

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