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PleinAir | Viaggio

Renon Bolzano - Trentino Alto Adige, Italia

Alto Adige, verde senza complessi

Testo e foto di Alberto Campanile | Pleinair 480/481 - Luglio-Agosto 2012

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Dal piccolo villaggio di
Monte di Mezzo, posto a
1.130 metri di altitudine,
si gode un’impareggiabile
vista sullo Sciliar.

28 luglio 2014

Un secolo fa il padre della psicoanalisi trascorse le sue vacanze sull’altopiano del Renon, nel cuore dell’Alto Adige, antico passaggio di re e imperatori e balcone privilegiato sulle Dolomiti. Siamo andati anche noi sulle tracce di Sigmund Freud, scoprendo un felice esempio di tutela del territorio fra tradizione e modernità.

“Caro amico, qui sul Renon stiamo divinamente bene e il posto è bellissimo. Ho scoperto in me il piacere inesauribile del dolce far nulla, temperato appena da un paio d’ore dedicate alla lettura di qualche novità”.

Così scriveva Sigmund Freud a Carl Gustav Jung nel settembre 1911. Dopo alcuni sopralluoghi nei territori di Trento e di Bolzano, allora appartenenti all’impero austro- ungarico, il padre della psicoanalisi scelse di trascorrere le sue vacanze nel verde e tranquillo altopiano affacciato sulle Dolomiti, al riparo dalla calura del fondovalle. Soggiornò a Collalbo (Klobenstein) presso l’hotel Bemelmans Post, dove alcune fotografie e una targa ancora lo ricordano, e durante le sue vacanze sul Renon (Ritten) approfondì il tema dell’origine della religione.

una tappa della Freud Promenade

una tappa della Freud Promenade

Confidò allo psicologo svizzero Ludwig Binswanger: «La frequenza delle immagini del Signore Iddio qui in Tirolo, più numerose di quanto non fossero i Signori Pellegrini fino a poco tempo fa, mi ha spinto a studi religioso-psicologici, da cui forse qualcosa verrà alla luce. Dopo la pubblicazione non sarò certamente più ammesso in Tirolo». Nel 2006, per celebrare i centocinquant’anni dalla nascita di Freud, sull’altopiano del Renon è stata inaugurata la Freud Promenade, un itinerario panoramico compreso tra la località Schönblick, a Collalbo, e Soprabolzano: sono circa due ore di piacevole passeggiata su terreno pressoché piano, percorribile anche con passeggini al seguito.

 

L’hotel Bemelmans Post, dove Sigmund Freud si fermò durante un soggiorno nel Renon nel 1911

L’hotel Bemelmans Post, dove Sigmund Freud si fermò durante un soggiorno nel Renon nel 1911

Sulla strada dei re /1

Renon

Renon

A Collalbo si possono effettuare numerose escursioni, alcune consigliate già all’inizio del Novecento dall’alpinista Ludwig Purtscheller, che affermava: «Chi vuole abbracciare l’intero sud Tirolo con un solo sguardo, salga sul Corno del Renon». Come dargli torto? Nelle giornate terse lo sguardo spazia dal Brenta all’Adamello, dalle Alpi Venoste al Grossglockner, dall’Ortles alle Aurine.

Un momento della salita al Corno del Renon, una delle cime più panoramiche dell’Alto Adige

Un momento della salita al Corno del Renon, una delle cime più
panoramiche dell’Alto Adige

E’ un paesaggio unico, soprattutto al tramonto quando il Catinaccio, lo Sciliar, il Sassolungo e altre vette dolomitiche s’incendiano di rosso prima di sparire nell’oscurità. Se si parte a piedi da Collalbo, per raggiungere la cima del Corno del Renon sono necessarie più di quattro ore di cammino, due ore e mezzo se s’inizia l’escursione al termine degli impianti del Monte Lago Nero. Sospeso a circa 1.200 metri d’altitudine, l’altopiano occupa una superficie di oltre 100 chilometri quadrati, con boschi e pascoli punteggiati da chiesette solitarie e da masi, dove ci si può rigenerare con un buon piatto di canederli e un bicchiere di Lagrein.

Una pausa golosa al maso Rielinger

Una pausa golosa al maso Rielinger

Anche per i suoi scenari da cartolina, il Renon è stato apprezzato e frequentato da viaggiatori e turisti; da qui passava inoltre la strada che univa la Germania all’Italia. Dopo il Brennero le carovaniere lasciavano la Valle Isarco, troppo esposta al pericolo di frane e di piene improvvise e risalivano a Logomoso (Lengmoos) per poi ridiscendere al quartiere Rencio, a est del centro di Bolzano.

Nel Medioevo, lungo la Kaiserstrasse, la cosiddetta strada imperiale, passarono di qui decine e decine di teste coronate dirette a Roma, ma anche pellegrini e commercianti. Scrisse il giornalista nonché alpinista Josef Rampold: “Passarono attraverso il Renon i re ed imperatori germanici, con i drappelli armati al loro seguito. Dev’essere stato uno spettacolo emozionante e magnifico veder sfilare i guerrieri avvolti nelle corazze scintillanti, con cimieri e manti variopinti, i cavalli che si stagliavano contro il cielo blu del sud, sullo sfondo grandioso delle imponenti pareti dello Schlern”.

Non si conosce esattamente il tracciato della strada imperiale; secondo alcuni quest’importante via di comunicazione passava per Siffiano (Siffian), in prossimità di Castel Stein, un maniero oggi in rovina, eretto nella prima metà del XIII secolo probabilmente per controllare le carovaniere.

Sulla strada dei re /2

La chiesetta di Santa Maria Assunta a Soprabolzano

La chiesetta di Santa Maria Assunta
a Soprabolzano

Di certo a Longomoso (Lengmoss), la commenda ospitò i viandanti in viaggio per San Pietro. L’edificio, dal 1235 gestito dall’Ordine Teutonico, fu in parte distrutto nel ‘500 a seguito di un’insurrezione di contadini. Ricostruito a metà del ‘600, conserva pregevoli arazzi raffiguranti scene di caccia ed episodi biblici. La strada imperiale iniziò a essere disertata con l’affermarsi di una via di fondovalle, realizzata grazie alla lungimiranza dell’imprenditore bolzanino Heinrich Kunter. Nella seconda metà del ‘400 la Kuntersweg divenne carreggiabile, agevolando notevolmente gli spostamenti dall’Europa centrale alla Pianura Padana. Diminuì il transito dei commercianti sul Renon, ma questo non impedì agli abitanti di Bolzano tormentati dall’afa di cercare refrigerio sull’altopiano. I benestanti di pianura erano soliti salire al Renon il 29 giugno per la festa di San Pietro e Paolo e ridiscendere alla fine dell’estate, in genere l’8 settembre, giorno in cui si festeggia la Natività della Vergine Maria.

Il museo dell’apicoltura sorge sulle colline verdeggianti di Costalovara e ha sede nello storico maso Plattner

Il museo dell’apicoltura sorge sulle colline verdeggianti di Costalovara e ha sede nello storico maso Plattner

Gli uomini raggiungevano il Renon a cavallo, mentre le donne e i bambini potevano affrontare la lunga salita con una specie di slitta trainata da cavalli o da buoi. Furono allora costruite case di villeggiatura e ville, alcune delle quali decorate da affreschi di artisti celebri, come Henrici e Schopf. Sul finire dell’800 fu fondata l’associazione per l’abbellimento di Collalbo, con lo scopo di valorizzare il territorio e di rendere più agibili i sentieri. Già si puntava sul turismo, ma la svolta arrivò in realtà con la costruzione della ferrovia. L’ingegner Josef Riehl di Bolzano fu incaricato dell’ambizioso progetto; i lavori iniziarono nel 1906 e, nonostante le notevoli difficoltà tecniche e logistiche, terminarono ad aprile dell’anno successivo: un’impresa incredibile, resa possibile grazie all’impiego di cinquecento operai. Il 14 agosto 1907 il trenino cominciò a trasportare i passeggeri da Piazza Walther, nel cuore di Bolzano, a Soprabolzano (Oberbozen).

La graziosa stazione in stile liberty di Collalbo

La graziosa stazione in stile liberty di Collalbo

 

Il viaggio, di circa un’ora e mezzo, copriva una distanza di circa 12 chilometri e superava un dislivello di quasi 1.000 metri. Un tratto particolarmente ripido (con una pendenza superiore al 20%) fu superato mediante una cremagliera. Sull’onda dell’entusiasmo qualcuno propose di continuare la strada ferrata fino a Chiusa e in Val Gardena, ma la ferrovia terminò alla bella stazione liberty di Collalbo. Grazie al treno l’altopiano non fu più isolato, anche se ben pochi contadini del Renon poterono permettersi il costoso biglietto per Bolzano. Allora viaggiare era un lusso che potevano concedersi solo i ricchi, che spesso andavano in vacanza con il proprio seguito di domestici. Parallelamente all’evolversi del turismo si costruirono alcune osterie e alberghi. Come l’hotel Soprabolzano, che in origine avrebbe dovuto chiamarsi Maria Schnee (Maria della Neve). La struttura, eretta di fronte alla stazione, è ancora funzionante ma ha cambiato denominazione: il Parkhotel Holzner, benché rinnovato e dotato di piscina, ha mantenuto lo stile originario e gli affascinanti arredi liberty, che ricordano ai visitatori gli anni della Belle Époque.

Sulla strada dei re /3

Lo storico trenino a scartamento ridotto del Renon e la funivia recentemente rimodernata

Lo storico trenino a scartamento ridotto del Renon e la funivia recentemente
rimodernata

La costruzione della strada ferrata portò un certo benessere alla gente locale, ma non il turismo di massa paventato dal medico e scrittore Hans von Hoffensthal, autore di Abschied von Oberbozen (Arrivederci a Soprabolzano). Dell’antica ferrovia oggi resta funzionante solo un tratto di circa 7 chilometri, a scartamento ridotto; il trenino fa la spola tra Soprabolzano e Collalbo, s’insinua tra i pascoli e i boschi toccando Costalovara (Wolfegruben) e Stella (Lichtenstern). Negli orari di maggior affluenza dei pendolari il servizio è garantito da comode elettromotrici, nel resto della giornata dalle tradizionali motrici con quasi un secolo di attività.

D’estate sono previste straordinarie corse notturne per buongustai: in ognuna delle cinque fermate il turista goloso potrà assaggiare un piatto diverso, dall’antipasto al dolce, accompagnato da ottimi vini dell’Alto Adige e intrattenimenti musicali. Il 15 luglio 1966 un ultimo convoglio percorre la tratta Bolzano-Soprabolzano, e il giorno successivo entra in funzione la funivia. Quella attuale, sostituita nel 2009, è in grado di trasportare 550 persone l’ora: ogni giorno l’impianto serve circa duemila tra pendolari, scolari e i sempre più numerosi turisti che preferiscono non usare l’auto, con evidenti vantaggi per gli abitanti del Renon e per quelli di Bolzano, nonché per l’ambiente. In dieci minuti si passa così dalla calura della città alla frescura degli alpeggi, spendendo la modica cifra di 6 euro.

la funivia recentemente rimodernata

la funivia recentemente rimodernata

Proprio nei pressi della stazione di Soprabolzano inizia il sentiero tematico, un facile percorso che porta alla scoperta dell’antica chiesa dedicata ai santi Giorgio e Giacomo e delle singolari piramidi di terra, qui chiamate Lahntürme, torri delle frane, curiosi pinnacoli di materiale morenico erosi e modellati dalla pioggia, dal gelo, dai millenni. Alcune guglie, alte anche decine di metri, sono sormontate da una grossa pietra che le protegge dagli agenti atmosferici. Altre piramidi si possono ammirare nel Finsterbach, la valle del Rio Fosco, situato fra Longomoso e Monte di Mezzo.

Le Lahntürme, o torri delle frane, sono singolari piramidi di terra modellate dal tempo e dagli agenti atmosferici

Le Lahntürme, o torri delle frane, sono singolari piramidi di terra modellate dal tempo e dagli agenti atmosferici

Vi si accede grazie a un comodo sentiero contrassegnato dal segnavia 24 blu che inizia sulla rotabile a nord di Longomoso, nei pressi del bar ristorante Erdpyramiden. Il cammino regala scorci deliziosi anche sulla frazione di Monte di Mezzo, con la chiesa di San Nicolò, una delle più belle e rappresentative del territorio. La forma attuale risale al ‘400; dello stesso periodo è il ciclo di affreschi attribuiti a Leonardo da Bressanone, raffiguranti la Passione di Cristo e gli apostoli. Il legame con la religione è palese, come del resto lo è quello con la tradizione. Nel Renon si contano ben sei bande musicali, alcune attive da più di due secoli, impegnate in particolare durante il periodo estivo nel corso di sagre locali o di eventi religiosi. Assolutamente da non perdere è la Barhtlmasmarkt, la festa mercato di San Bartolomeo sull’Alpe del Corno del Renon.

4 La festa mercato di San Bartolomeo, con la mostra del bestiame

4 La festa mercato di San Bartolomeo, con la mostra del bestiame

Da tempi antichissimi, il 24 agosto le mucche che durante l’estate hanno pascolato sugli alpeggi dell’altopiano vengono radunate in un prato recintato in occasione di questa manifestazione. In passato si compravano e vendevano animali, oggi i contadini si limitano a controllare lo stato del bestiame. E mentre le note della banda musicale di Vanga incalza e i pastori fanno schioccare le fruste, nell’aria si respira il profumo delle salsicce cotte alla brace e dei krapfen appena fritti: non poteva esserci un epilogo migliore per il nostro viaggio nel Renon.

In pratica

COME ARRIVARE Bolzano si raggiunge facilmente grazie all’A22 Modena-Brennero. Per il centro città si prende l’uscita Sud, per il Renon quella Nord, quindi si imbocca la provinciale seguendo le indicazioni per Soprabolzano.

DOVE SOSTARE A Bolzano c’è un’area di sosta in Via Maso della Pieve, nei pressi del cimitero accanto al distributore Esso. In Via Buozzi, a 150 metri dalla nuova fiera dopo il viadotto ferroviario, è disponibile un camper service. In località Fiè allo Sciliar, nel parco regionale omonimo a circa 12 chilometri dall’uscita Bolzano Nord, si trova il camping Seiser Alm (Via San Costantino 16/A, tel. 0471 706459, www.campingseiseralm.com, info@campingseiseralm. com) con apertura annuale; in bassa stagione gli iscritti al Club del PleinAir possono usufruire di uno sconto del 10%sulle soste superiori a tre giorni.

APPUNTAMENTI Il 24 agosto a Collalbo sul Corno del Renon si svolge la tradizionale sagra di San Bartolomeo. L’11 luglio, il 1° e il 29 agosto a bordo del trenino del Renon si effettuano serate gastronomiche. Ogni sabato mattina a Collalbo e il martedì pomeriggio a Soprabolzano si tiene il Mercato del Contadino.

DOVE MANGIARE Presso il maso Rielinger, una delle più note e tradizionali osterie del Renon, si puà consumare un buon pasto e acquistare vino (Siffianer Laitach 7, Siffiano, tel. 0471 356274, www.rielinger.it). Chi vuole invece rifornire la cambusa di speck e formaggi può fare visita al maso Erschbaumer (Via Gasterer 2, Auna di Sotto, tel. 0471 359117), mentre per marmellate e succhi di mela di montagna ci si può rivolgere al maso Kohl (Obsthof Troidner, Via Principale 35, Auna di Sotto, tel. 0471 359442, www.kohl.bz.it).

GUIDE E CARTE Bolzano. Monti e valli e Renon, San Genesio, Val Sarentino, editore Athesia, Bolzano. Un’originale guida a fumetti della città è Bozen cartoon di Rino Zullo, in arte Cobo, reperibile presso la bruschetteria Fischbaenke in Via Dottor Streiter, gestita dallo stesso autore. Per l’escursionismo sono disponibili la carta Tabacco Bolzano Renon (foglio n. 34, in scala 1:25.000) e la Kompass Bolzano e dintorni (foglio n. 54, in scala 1:50.000).

INDIRIZZI UTILI Consorzio Turistico Bolzano Vigneti e Dolomiti, Via Pillhof 1, Frangarto, tel. 0471 633488, www.bolzanodintorni.info. Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano, Piazza Walther 8, Bolzano, tel. 0471 307000, www.bolzano-bozen.it. Associazione Turistica Renon, Via Paese 5, Collalbo, tel. 0471 356100; oppure Stazione del treno del Renon, Soprabolzano, tel. 0471 345245, www.renon.com). A questi due uffici ci si può rivolgere per la visita alle chiese di San Giorgio e San Giacomo a Soprabolzano, a quella di San Nicolò a Monte di Mezzo e alla commenda di Longomoso. Museo dell’Apicultura del Maso Plattner, Costalovara 15, Soprabolzano, tel. 0471 345350, www.museo-plattner.it, aperto da Pasqua fino alla fine di ottobre ore 10/18; è presente un punto vendita di miele e altri prodotti.

Funivia del Renon
A Bolzano la stazione a valle e il relativo parcheggio si trovano in Via Renon 12 (a pochi minuti a piedi dal centro) e osservano il seguente orario: nei giorni feriali dalle 6.30 alle 22.38, in quelli festivi dalle 7.10 alle 22.38. Il biglietto della funivia da Bolzano a Soprabolzano costa 6 euro, andata e ritorno 10 euro. La tratta fino a Collalbo costa 3,50 euro, andata e ritorno 6 euro. Per la funivia più il trenino si paga 15 euro andata e ritorno, ed è disponibile un parcheggio privato a pagamento (solo per auto) nei pressi della stazione a valle dell’impianto. E’ possibile ottenere gratuitamente la RittenCard, valida per il periodo di soggiorno indicato al momento del rilascio, che offre il libero utilizzo di tutti i mezzi di trasporto pubblico altoatesini, compreso il trenino del Renon e la funivia per Bolzano, nonché l’ingresso in oltre ottanta musei e castelli del comprensorio e numerose altre agevolazioni. Per maggiori informazioni collegarsi al sito www.renon.com.

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