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PleinAir | Viaggio

Lubiana, Slovenia

Una verde capitale

Testo e foto di Mauro Toccaceli | PleinAir 530

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Lungo le sponde della Ljubljanica si susseguono caffè e ristoranti: alcuni di essi occupano il colonnato ideato dal maestro Joze Plečnik

1 ottobre 2017

Le iniziative concrete per la tutela del verde e la riduzione del traffico a motore sono valse a Lubiana il titolo di Capitale Verde d’Europa 2016: un motivo in più per fare tappa nell’antica città del drago e respirarne l’intatto fascino mitteleuropeo.

La prima ad aggiudicarselo è stata Stoccolma, nel 2010. Negli anni successivi è stata la volta di Amburgo, Vitoria-Gasteiz, Nantes, Copenaghen e Bristol. Per il 2016 il titolo di Capitale Verde d’Europa è andato a Lubiana, che ha ottenuto questo importante riconoscimento in virtù delle iniziatice concrete nel campo della vivibilità e della sostenibilità ambientale. L’ambizioso programma messo in atto dall’amministrazione locale punta in varie direzioni: dall’utilizzo di energia pulita all’incremento delle aree verdi, dallo sviluppo di una circolazione sempre meno inquinante alla raccolta differenziata dei rifiuti che sfiora ormai il 70%. E i risultati conseguiti sono davvero sorprendenti. Basti pensare che nell’ultimo decennio la capitale slovena ha completamente riscritto la mappa della mobilità, aumentando la superficie delle aree pedonali e registrando una sensibile riduzione dell’uso delle auto private grazie all’impiego sempre più diffuso di mezzi pubblici, minibus elettrici e biciclette, con un sistema di bike sharing che conta una trentina di punti noleggio nella zona centrale della città.

Duemila anni di storia

All’inizio del I secolo dopo Cristo presso le sponde del fiume Ljubljanica fu fondata la colonia romana di Emona, che successivamente si sviluppò a tal punto da diventare una vera e propria città. Tracce dell’antica Emona, saccheggiata e distrutta dagli Unni di Attila nel 452, sono ancora ben visibili in varie zone del centro. Verso la fine del VI secolo nell’area si stabilirono le prime tribù slave, mentre la città è citata per la prima volta in un documento ufficiale fra il 1112 e il 1125 con il nome di Laibach. Oggi, dopo essere passata attraverso seicento anni di dominio asburgico e quasi mezzo secolo di comunismo, Lubiana si presenta in tutto il suo fascino di piccola capitale mitteleuropea della giovane Repubblica di Slovenia (l’indipendenza è stata proclamata il 25 giugno 1991). Su una popolazione che non raggiunge i trecentomila abitanti, circa un quinto è costituito da studenti universitari che caratterizzano una città dall’atmosfera frizzante e dotata di grande vivacità culturale. È un autentico piacere esplorare a piedi o in bicicletta il delizioso centro storico, solcato dalla Ljubljanica e plasmato da edifici barocchi e Art Nouveau che s’intrecciano con lo stile delle opere dell’architetto Joze Plečnik, che nella prima metà del secolo scorso ha completamente rimodellato l’assetto urbanistico. Uno dei simboli della città è senz’altro il Tromostovje, il triplice ponte – nel cuore del centro e a due passi dall’ufficio informazioni turistiche – formato dal vecchio ponte in pietra del 1842 e dai due laterali aggiunti dal celebre architetto nel 1931. Al maestro si devono anche il vicino colonnato, che si affaccia sul fiume e ospita il mercato coperto del pesce e della carne, e l’adiacente mercato centrale che si sviluppa nelle due piazze attigue di Pogacariev e Vodnikov, dove sono in vendita i più svariati prodotti alimentari e specialità tipiche quali il prosciutto o i dolci (come la putizza).

Piazza Pogacarjev è dominata dall’imponente cattedrale barocca di San Nicola, con i campanili gemelli e opere degli artisti italiani Francesco Robba e Giulio Quaglio; qui nel 1996 sono state realizzate due grandi porte in bronzo per commemorare la visita di papa Giovanni Paolo II. Dalla vicina Krekov Trg, dove si trova la stazione della funicolare che sale al castello, si raggiunge in breve lo Zmajski most – il ponte dei draghi – edificato nel 1901 in stile liberty: il mitico animale, sconfitto da Giasone dopo il furto del vello d’oro proprio dove sarebbe sorta Lubiana, è il simbolo della città. Non lontano si scorge il moderno Mesarski most, il ponte dei macellai eretto nel 2010: la struttura presenta una parte di pavimento trasparente e sculture bronzee dello scultore sloveno Jakov Brdar. Sotto, il lento scorrere del Ljubljanica accompagna da secoli la vita cittadina: lungo le sue sponde, a tratti abbellite dal genio di Plečnik, si inseguono caffè e ristoranti, alcuni dei quali posizionati direttamente sulle banchine del fiume, mentre le sue acque sono solcate dai battelli turistici e dagli appassionati di canoa e stand up paddling.

Un patrimonio con vista

Una delle attrazioni principali di Lubiana è senza dubbio il castello, arroccato in cima alla collina che domina l’abitato e già fortificata all’epoca dei Celti. Menzionato per la prima volta nel XII secolo, deve l’aspetto attuale alla ricostruzione avvenuta dopo il terremoto del 1511 e a successive ristrutturazioni. Solo la torre panoramica risale al 1848 e dalla sua cima, raggiungibile con una ripida scala a chiocciola, la vista nelle giornate limpide si spinge fino alle Alpi. Nell’imponente fortezza – raggiungibile a piedi, con un trenino turistico o in funicolare – è disponibile una mostra permanente con un breve documentario sulla storia del castello, vi si possono inoltre visitare le carceri, il museo delle marionette e la cappella di San Giorgio. La struttura, che include due ristoranti e un caffè, nella stagione estiva ospita concerti, serate danzanti, manifestazioni culturali e cinematografiche. Sotto il colle del castello, sulla grande Mestni Trg troneggia il palazzo del Municipio, originario del XV secolo ma ricostruito nel 1718, che ospita cortili interni con affreschi e un antico pozzo. All’esterno, invece, spicca la fontana realizzata nel 1751 da Francesco Robba, con le sculture allegoriche dei tre fiumi della Carniola: Sava, Krka e Ljubljanica. Lungo Stari Trg, da cui si stacca una stradina che conduce al Cevljarski most, il ponte dei calzolai (ennesima opera di Plečnik), si trovano locali, negozi ottocenteschi, un edificio che nel XVIII secolo ospitava una prigione e una particolarissima palazzina tardobarocca nota come Casa Schweiger, il cui balcone è sorretto da un Atlante con un dito sulle labbra. L’itinerario prosegue nella Levstikov Trg, con la fontana di Ercole e la vicina chiesa seicentesca di San Giacomo, e continua per la stretta Gornji Trg, con alcune tipiche case medioevali e la chiesa di San Floriano (da qui parte un altro sentiero che sale al castello).

Sul lato opposto del Ljubljanica, in un reticolo di stradine, casette a due piani e orticelli, si sviluppano gli affascinanti quartieri di Krakovo e Trnovo, i sobborghi più antichi della città. Qui, lungo la Mirje oltre la Barjanska cesta, si vedono le antiche mura romane risalenti al 14-15 d.C., restaurate da Plečnik negli anni Trenta furono. Nelle vicinanze si trova il parco archeologico di Emona, visitabile solo nei weekend del periodo estivo e gestito dal museo civico. E a proposito di Plečnik, in Karunova ulica 4 c’è la casa museo dove il celebre architetto allievo di Otto Wagner visse e lavorò dal 1921 al 1957, anno della sua morte. Il genius loci di Lubiana è sepolto nel cimitero monumentale di Zale – opera delle stesso Plečnik – e la sua è una tomba perfettamente in linea con lo stile di vita estremamente semplice e dedito al lavoro. Il cimitero, che merita senz’altro una visita (un po’ fuori dal centro e raggiungibile in bici o con i mezzi pubblici), è attraversato dal sentiero della rimembranza, un bellissimo percorso alberato di trentatré chilometri che perimetra la città in ricordo del reticolato con cui, durante la Seconda Guerra Mondiale, gli occupanti dell’Asse avevano circondato l’abitato.

Tesori di arte e di natura

A sud-est del centro si trova l’orto botanico, raggiungibile con il bus della linea 3, creato nel 1810 e contenente oltre quattromilacinquecento specie vegetali di cui circa un terzo endemiche (è presente anche un tiglio piantato nel 1810 da Auguste Marmont, maresciallo di Napoleone). Rimanendo in tema di verde e natura, una breve camminata dal centro porta allo stupendo Parco Tivoli, il più grande della città, un’oasi di pace con prati, boschi, giardini, statue, fontane e la monumentale passeggiata Jakopič, opera dell’immancabile Plečnik, che corre dritta fra gli alberi fino al seicentesco castello Tivoli, sede del centro internazionale di arte grafica. Nell’area del parco è allestito il museo di storia contemporanea, che attraverso reperti, fotografie, libri e oggetti vari racconta la storia slovena del XX secolo. Continuando verso il fiume Ljubljanica meritano una visita il museo nazionale e quello di scienze naturali, ospitati nello stesso palazzo di fine Ottocento. Il primo è ricco di oggetti, manufatti e documenti che comprendono un lapidario romano, la statua originale del cittadino di Emona (rinvenuta nel 1836 durante la costruzione di un palazzo di Lubiana) e un flauto di osso d’orso realizzato dall’uomo di Neanderthal cinquantacinquemila anni fa, ritrovato nel 1995 nella località slovena di Divje Babe. Il museo di scienze naturali custodisce reperti geologici e paleontologici, collezioni di minerali, insetti, uccelli, rettili e pesci, fra cui uno scheletro di mammut e un giovane esemplare di squalo elefante catturato nel 2014 lungo la costa slovena. Siamo a due passi dal Palazzo del Parlamento, visitabile il secondo sabato del mese con un tour guidato e caratterizzato da un gigantesco portale di sculture bronzee che guarda verso l’enorme e austera Piazza della Repubblica, dove il 25 giugno 1991 fu proclamata l’indipendenza della Slovenia.

Decisamente più interessante la vicina Kongresni Trg, la Piazza del Congresso dove si affacciano l’università, la filarmonica slovena (nata nel 1701, fra le più antiche del mondo) e il convento delle orsoline con la chiesa barocca della Santissima Trinità, che risale al 1726; all’interno risalta l’altare maggiore, di marmo policromo africano, realizzato da Francesco Robba.

Di nuovo in direzione del triplice ponte di Plečnik ci ritroviamo in breve nella bella e frequentatissima Presernov Trg, dominata dalla facciata rossastra della chiesa dei Francescani, o chiesa dell’Annunciazione della Vergine, eretta nel Seicento sul sito di un preesistente santuario abbattuto due secoli prima. Anche qui c’è lo zampino di Francesco Robba, che nel 1738 finì di scolpire l’altare maggiore. La piazza, su cui converge l’elegante Miklosiceva cesta con i suoi splendidi edifici in stile Art Nouveau, è dedicata a France Preseren, il più grande poeta sloveno (il suo volto è raffigurato nella moneta da due euro) la cui opera Brindisi è oggi inno nazionale. La statua a lui dedicata, che troneggia nei pressi del ponte, guarda in direzione del grande amore della sua vita, Julija Primic, la cui effigie è incastonata sul muro della casa di fronte in Wolfoca Ulica. Una storia romantica e struggente allo stesso tempo: il sentimento del poeta non fu mai corrisposto e la sua musa sposò un altro uomo. Nel frattempo il sole cala regalando un po’ di frescura, mentre le sponde del fiume si preparano alla movida serale dell’estate lubianese.

 

La memoria e il progresso

A un paio di chilometri da Zale, il quartiere Tabor ospita due chicche imperdibili: il museo etnografico sloveno e il centro di cultura alternativa di Metelkova Mesto. Il primo vanta una nutrita collezione di oggetti, immagini e reperti riguardanti la vita, i mestieri e l’artigianato del popolo sloveno nelle varie epoche, oltre che sezioni di materiale etnologico dell’America Settentrionale. Il secondo, che si presenta con un melange di forme e colori che hanno il sapore della ribellione e della passione giovanile, è il risultato di un esperimento sociale ben riuscito. Così un’ex caserma abbandonata dopo la caduta dell’ex Jugoslavia è diventata un centro autogestito di arte, musica e cultura, dove ogni anno vengono organizzati concerti, mostre, workshop e spettacoli teatrali (l’antica prigione del complesso è oggi un delizioso ostello assai frequentato).

 

Tutta in una card

Acquistando la Lubiana Card si ha diritto a una visita guidata della città con degustazione, al trasporto gratuito su autobus urbani, a una gita in battello turistico, una corsa in funicolare o trenino per il castello di Lubiana e collegamento gratuito alla rete internet wireless cittadina. Disponibile nei tagli da 24, 48 o 72 ore rispettivamente al costo di 23, 30 e 35 euro (i bambini da sei a quattordici anni pagano 14,18 e 21 euro), è acquistabile presso i centri d’informazione turistica oppure on line sul sito www.visitljubljana.com, dove si può usufruire di uno sconto del 10%.

In pratica

COME ARRIVARE

Lubiana dista poco più di cento chilometri da Trieste ed è facilmente raggiungibile dal confine con l’autostrada A1. Per transitare sulla rete autostradale slovena occorre acquistare la Vignette, disponibile in vari tagli (settimanale, mensile o annuale, rispettivamente al costo di 15, 30 e 110 euro).

LINGUA

Oltre allo sloveno sono ampiamente diffusi l’inglese e il tedesco. Un po’ meno comune l’italiano, che tuttavia è abbastanza compreso e parlato.

DOVE SOSTARE

In Slovenia la sosta libera dei v.r. è vietata, ma esiste una vasta rete di campeggi e aree attrezzate (un elenco è disponibile sul sito del turismo sloveno www.slovenia.info). A Lubiana un’ottima soluzione è il Camping Ljubljana Resort Hotel (Dunajska cesta 270, tel. 00386/1/5890141, www.ljubljanaresort.si, annuale). Ben organizzato, in ottima posizione lungo il fiume Sava e a cinque chilometri dal centro (raggiungibile con i bus n. 6 o 8, fermata vicino al campeggio), dispone di bar, ristorante, area giochi per bambini, sauna, centro benessere, campo da tennis, piscina all’aperto e noleggio bici. sconto 10%

COSA VISITARE

Castello (Grajska planota 1, www.ljubljanskigrad.si), aperto tutti i giorni con i seguenti orari. Nei mesi di gennaio, febbraio, marzo e novembre: 10/20, attrazioni 10/18; aprile, maggio e ottobre: 9/21, attrazioni 9/20; da giugno a settembre: 9/23, attrazioni 9/21; dicembre: 10/22, attrazioni 10/19. Ingresso: adulti 7,50 euro (10 euro con funicolare); ragazzi, studenti universitari, pensionati e gruppi: 5,20 euro (7 euro con funicolare); famiglie: 19 euro (26 euro con funicolare).

L’ingresso ai musei di seguito elencati è gratuito ogni prima domenica del mese e per i bambini e le persone con disabilità.

Museo nazionale di Slovenia (Prešernova cesta 20, www.nms.si), aperto tutti i giorni ore 10/18, giovedì fino alle 20, adulti 6 euro (8,50 euro con ingresso all’annesso museo di scienze naturali), studenti, pensionati e gruppi 4 euro (6 euro con museo di storia naturale), famiglie 12 euro (17 euro con museo di storia naturale).
Museo etnografico sloveno (Metelkova ulica 2, www.etno-muzej.si), aperto da martedì a domenica ore 10/18, adulti 4,50 euro, studenti e pensionati 2,50 euro.
Museo di storia contemporanea (Celovška cesta 23, www.muzej-nz.si), aperto da martedì a domenica ore 10/18, adulti 3,50 euro, studenti e pensionati 2,50 euro.
Orto botanico (Izanska cesta 15, www.botanic-gardens-ljubljana.com), aperto tutti i giorni da novembre a marzo ore 7/17 e da aprile a ottobre ore 7/19, ingresso libero (le visite alla serra sono possibili solo su prenotazione da lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 15, tel. 00386/1/4271280).
Casa museo di Plečnik (Karunova ulica 4, tel. 00386/1/2412506), aperta da martedì a domenica ore 10/18, biglietti per mostra permanente più visita guidata alla casa (tour ogni ora per massimo sette persone): adulti 6 euro, bambini, studenti e over 60 4 euro, famiglie 12 euro. Solo mostra permanente adulti 4 euro, bambini, studenti e ultrasessantenni 2,50 euro, famiglie 10 euro.

INDIRIZZI UTILI

Ufficio del Turismo Sloveno in Italia, Galleria Buenos Aires 1, I 20124 Milano, tel. 02 29511187, www.slovenia.info.
Centro informazioni turistiche di Lubiana, Stritarjeva ulica, aperto tutti i giorni dal 1° giugno al 30 settembre ore 8/21, dal 1° ottobre al 31 maggio fino alle 19.
Centro informazioni turistiche sloveno, Krekov trg 10, aperto tutti i giorni dal 1° giugno al 30 settembre ore 8/21, dal 1° ottobre al 31 maggio ore 8/19 (sabato, domenica e festivi ore 9/17).

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