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PleinAir | Viaggio

Ferentillo (TR) - Umbria, Italia

Una palestra all’aria aperta

Testo e foto di Fabrizio Ardito | Pleinair 539

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L’adrenalinica discesa sulle rapide del fiume Nera è una delle proposte del Centro Rafting Marmore

17 ottobre 2018

C’è una valle stretta che serpeggia tra rocce e boschi imponenti lasciandosi alle spalle i Sibillini per scendere verso il cuore dell’Umbria. Dagli sport fluviali alla bici, dall’arrampicata all’equitazione, la Valnerina è tra le aree d’Italia che meglio valorizzano le proprie caratteristiche ambientali attraverso la pratica delle attività outdoor. A poco più di un anno dal sisma è proprio il turismo attivo, coniugato alla ricettività pleinair, la chiave per la rinascita.

Le acque pulite e trasparenti del fiume Nera – che nasce nelle Marche e finisce il suo corso gettandosi nel Tevere – hanno segnato a fondo la parte meridionale dell’Umbria. Lungo la gola, a un passo dal fiume, correva un’antica via di comunicazione, la pesca e l’allevamento di trote rappresentano da sempre una voce importante dell’economia locale. E oggi l’intero territorio ha saputo trasformarsi in una vera e propria palestra all’aria aperta dove si praticano numerose attività, a cominciare da quelle fluviali.
La parte alta della valle, sulle pendici dei Monti Sibillini, è stata colpita duramente dalla lunga serie di scosse di terremoto che tra l’estate del 2016 e i primi mesi di quest’anno hanno portato la Valnerina all’attenzione del mondo. Ma la situazione che si scopre viaggiando tra borghi e foreste è diversa da quanto si potrebbe immaginare. Il tratto più a valle del corso del fiume, da Terni ad Arrone fino a Sant’Anatolia e oltre, è stato toccato solo marginalmente dal sisma, e qui la situazione è del tutto normale: i sentieri sono percorribili, le acque del Nera scrosciano tranquille seguendo il loro corso, le gite in mountain bike o con i muli si svolgono regolarmente in un paesaggio tranquillo e silenzioso.
Nella parte più alta della zona, purtroppo, i danni sono invece ben visibili – è il caso di Norcia e di Castelluccio – e qui il turismo è ancora tutto da ricostruire, così come alcuni dei palazzi e delle chiese, delle strade e dei ponti che hanno fatto la storia di questa terra (alle fioriture della piana PleinAir ha dedicato un servizio nel n. 515).

Il ritorno del Torbidone
Le scosse violentissime del 2016 non hanno solo messo a soqquadro l’arte e la storia, ma hanno anche mutato il paesaggio. Oltre alla comparsa di faglie e fratture, il terremoto ha anche causato la rinascita di un fiume. Il Torbidone – un nome simpatico che fa pensare ai nani o ai folletti dei boschi – è riemerso dall’oblio in cui era svanito in seguito a un precedente evento sismatico e ha ricominciato a scorrere verso le marcite di Norcia e fino al corso del fiume Corno che, nella zona di Triponzo, si getta nel Nera. Per chi intorno alle attività fluviali ha fondato la propria attività lavorativa, come i responsabili del centro rafting Avventura nel Parco di Biselli di Norcia, la vita di tutti i giorni è mutata profondamente: alla portata di uno dei corsi d’acqua più puliti e interessanti dell’Umbria si è aggiunto più di un metro cubo al secondo, rendendo le escursioni in gommone sul fiume ancora più avvincenti ed emozionanti.
Per dare il suo contributo alla rinascita della zona l’associazione – che propone numerose attività all’aria aperta tra cui hydrospeed, orienteering, trekking, parapendio e parco avventura – sta lavorando a un festival delle attività e degli sport all’aria aperta che dal 7 al 9 luglio richiamerà nell’alta Valnerina appassionati da tutte le parti d’Italia.
La portata del Nera invece, per gli organizzatori delle attività del Centro Rafting Marmore non ha mai rappresentato un problema. «Basta aspettare l’apertura delle cascate delle Marmore – spiega Umberto Galli – per vedere il nostro fiume cambiare volto: da un placido torrente a un ruggente nastro di acque bianche su cui, in canoa o nei grandi gommoni, si può scendere dal piazzale Byron del parco delle cascate fino ai piedi di Papigno». Normalmente le acque che provengono dal corso del Velino scorrono in grandi condotte in direzione di Terni e dei suoi impianti idroelettrici; tuttavia in alcuni orari particolari si spalancano le paratie e le cascate balzano libere per un dislivello di centosessantacinque metri sui gradoni di travertino della Cascata delle Marmore.
Per chi attende il momento cruciale dell’apertura, il progressivo aumento di portata della cascata è impressionante: una nube d’acqua nebulizzata vortica sui boschi e sulle rocce spinta dalla corrente d’aria generata dalla massa d’acqua in movimento e alcuni luoghi panoramici (come il Belvedere degli Innamorati, che si raggiunge dal fondovalle seguendo il sentiero numero 1) possono diventare di colpo decisamente umidi. Chi non vuole faticare troppo esiste può concedersi almeno una discesa virtuale delle rapide, con tanto di schizzi di vapore, effetti sonori, visione 3D, un anziano drago e soffi d’aria a volontà.

Due ruote e binari
Chi ama pedalare in Valnerina non avrà problemi a trovare la sua via. Ad esempio è possibile raggiungere la vallata provenendo dall’Umbria centrale seguendo i viadotti e le gallerie della ferrovia storica che collegava Spoleto a Norcia (si veda il servizio nel n. 507 di PleinAir). ll percorso lungo l’ex strada ferrata richiede una mountain bike con tanto di faro a led, poiché sono presenti varie gallerie non illuminate. Giunta nel fondovalle offre lunghi tratti di percorso tranquillo verso nord, anche se non tutta la via verso Norcia è percorribile. Da tenere presente anche la chiusura temporanea del tratto montano tra Spoleto e Sant’Anatolia che verrà riaperta, al termine delle verifiche statiche sulle opere d’ingegneria, nel mese di settembre.
Il tracciato della Greenway del Nera, percorribile a piedi, a cavallo o in bicicletta, offre un’ulteriore opportunità di conoscere la zona, tracciando un lungo anello di circa centottanta chilometri che da Terni si dirige fino a Norcia toccando Borgo Cerreto e Triponzo per poi tornare verso sudovest e giungere al punto di partenza dopo aver toccato Cascia, Monteleone di Spoleto e i verdi Prati di Stroncone. Alcune associazioni, come Bike Motion di Terni, organizzano pedalate e gite di impegno diverso lungo questo percorso, mentre ogni anno nel mese di settembre (quest’anno l’appuntamento è fissato per i giorni 2 e 3) si svolge la manifestazione Spoleto Norcia in MTB, organizzata con passione e un grande lavoro dagli appassionati ciclisti locali. La solidarietà e le idee – anche le più curiose – in zona non mancano certo. E così un gruppo di cicloamatori, autonominatisi Ciclisti Uniti per la Valnerina, ha iniziato una raccolta fondi (grazie al contributo di ditte specializzate che producono attrezzature tecniche e magliette dedicate alla Valnerina) finalizzata all’apertura di un centro dedicato alla bici ai piedi di Norcia.

A piedi con San Francesco
Nel fondovalle del Nera, da Ceselli a Piediluco, corre il tracciato della Via di Francesco, il lungo cammino dedicato al patrono d’Italia che collega La Verna con Assisi, Rieti e Roma. A parte i dislivelli da superare tra Spoleto e il Nera, il tracciato corre in piano fino ai piedi della cascata delle Marmore per poi salire sulla riva sinistra e raggiungere la quiete e la pace del Lago di Piediluco, meta molto amata anche per la sua cucina di pesce d’acqua dolce.
Molte le possibilità escursionistiche: oltre alla salita fino ai Piani di Castelluccio, che al momento è percorribile solo a piedi con una dura camminata, in tutta la valle sono presenti tracciati che collegano paesi ed eremi seguendo antiche vie di comunicazione. Una delle possibilità più piacevoli, partendo da Ferentillo, è quella di raggiungere le case restaurate con passione della frazione di Gabbio per poi proseguire, lungo un tracciato segnato, verso Lorino e scendere finalmente fino alla mole spettacolare e isolata dell’abbazia di San Pietro in Valle, non lontana da Sambucheto. Gioiello della Valnerina, la chiesa nacque nel 720 sui resti di un insediamento di eremiti. Verso la fine del primo millennio, passate le scorribande dei saraceni, la chiesa venne rifondata nello stile delle grandi chiese d’Oltralpe, e decorata da un eccezionale ciclo di affreschi, uno dei più importanti e sorprendenti ricordi romanici dell’Italia Centrale. Vista la sua importanza, la chiesa della vicina abbazia (che oggi è divenuta un elegante resort turistico) fu scelta da molti dei duchi longobardi di Spoleto come estremo luogo di riposo e i grandi condottieri dell’epoca riposano in imponenti sarcofagi romani spesso decorati da satiri e menadi danzanti. Lungo le antiche vie della Valnerina non mancano le fortezze e le torri d’avvistamento ma anche i luoghi dello spirito: più a monte di San Pietro in Valle merita una sosta anche l’abbazia dedicata ai santi Felice e Mauro. I due pii uomini di origine siriana, padre e figlio, giunsero qui insieme alla nutrice Eufrasina e, appreso che un drago che viveva nei pressi aveva l’abitudine di infastidire locali e viandanti, lo uccisero. La storia della triste fine del dragone è narrata dal bassorilievo che spicca sulla facciata, affiancata da altri miracoli che fecero di questa chiesa un centro fondamentale e la sede di un’abbazia duecentesca (dalla quale, con pochi passi a piedi verso l’altra sponda del Nera, si raggiunge l’imbocco della piccola Grotta del Drago).

Vertiginose campane
A Ferentillo – che nella chiesa di Santo Stefano conserva alcune inquietanti mummie giunte fino a noi grazie alla composizione chimica del terreno di sepoltura e all’umidità costante – si può anche guardare la verde valle dall’alto, come accade agli arrampicatori che si cimentano con le falesie di calcare chiaro e vertiginoso di Gabbio, sulla riva destra del Nera, o del Balcone sulla sinistra. Da qui, oltre all’ebrezza del free climbing, si può godere di un panorama spettacolare sulla vallata, sulle sue rocche e sui campanili delle chiese. Anche nella chiesa di Santa Maria conviene non soffrire troppo di vertigini se si vuol salire a vedere un concerto del tutto particolare: «Il nostro modo di suonare le grandi campane – spiega Leo Cirillo, Priore del Gruppo Campanari di Ferentillo – si chiama sonata umbra a rinterzi. E prevede che le campane più grandi vengano, poco alla volta, rovesciate “a bicchiere” verso l’alto per poi essere suonate a piacere da due campanari, mentre il terzo segue un motivo di fondo sulle campane più piccole». Dall’alto della cella delle campane, che vennero fuse nuovamente dopo la distruzione causata dall’esercito francese, mentre il vento sibila dagli archi, il Priore osserva la Valnerina, che corre in direzione di Terni. Mentre con una mano sembra accarezzare la campana più grande, simbolo della tradizione, della voglia di vivere e dell’allegria che tutte insieme, riusciranno a far rinascere la verde, selvaggia e solitaria vallata del fiume Nera, anche dopo il terribile terremoto che l’ha colpita nei mesi più bui del 2016 e del 2017.

Castelluccio non si arrende
Il colpo subito è stato violentissimo, quasi mortale. Ma gli abitanti hanno un unico obiettivo: la rinascita del borgo e delle sue attività economiche. Claudia Ricci, combattivo avvocato di Castelluccio di Norcia, non ha dubbi. Il sito della Onlus Per la vita di Castelluccio, di cui è una degli animatori, usa uno stile piano e senza fronzoli nel raccontare la realtà: «Alle 7:40 del 30 ottobre 2016 Castelluccio ha smesso di esistere. È crollato in pochi secondi, come durante un bombardamento atomico. Tale è stato. Preparata dalle scosse dei due mesi precedenti, quella del 30 ottobre ha sprigionato un’energia quasi sei volte superiore alla bomba atomica di Hiroshima, che è risalita da chilometri di profondità radendo al suolo quasi tutto il nostro paese. Diversamente dai paesi nostri vicini e fratelli, siamo stati fortunati, nessuna vittima. Se non l’anima». Ma il futuro appare ben chiaro: bisogna far conoscere la situazione, spingere sugli organismi amministrativi e dello Stato perché, insieme alle vie di comunicazione e ai monumenti, si restaurino e rinascano le possibilità di produrre.
Anche Roberto Canali, uno degli collaboratori de La Mulattiera, che da anni organizza escursioni e trekking con i muli e gli asinelli in Valnerina e sulle pendici dell’Appennino, quando parla del terremoto racconta l’angoscia vissuta: «Ero a casa di amici quando è arrivata la scossa devastante del 30 ottobre. Avevamo già lavorato a lungo per rilanciare le attività e l’economia ma, in quei lunghissimi istanti di scosse, ho pensato che questa volta la fine era arrivata davvero. Che non ci saremmo mai più ripresi». Oggi, quando capita d’incontrarlo a spasso con i suoi asini lungo i sentieri della Valnerina sembra decisamente più ottimista. E Roberto – uno degli animatori del Consorzio We are Norcia – sembra convinto che per rinascere la sua valle non debba puntare a tornare com’era, ma che si debba porre obiettivi ben più ambiziosi, divenendo un luogo unico per le attività all’aria aperta e a contatto con la natura. Certo, i danni sono ben visibili a Preci e nella valle Castoriana. Così anche a Norcia dove però, in un soleggiato pomeriggio di primavera, i visitatori che affollano il corso di colpo si arrestano ai piedi della statua di San Benedetto che sembra indicare, con la mano alzata, la via verso il futuro davanti alla facciata della sua basilica coperta da una ragnatela di impalcature e in attesa di un restauro che si annuncia complicato.

In pratica

DOVE SOSTARE
Sant’Anatolia di Narco Agriturismo Zafferano e dintorni (Località Castel San Felice, tel. 0743 613080 o 331 1090619, www.zafferanoedintorni.it). Dispone di un piccolo agricampeggio adatto a tende e a piccoli camper. Area di sosta Bottega delle Carni, tel. 339 2320026, www.bottegadellecarni.org, info@bottegadellecarni.org.
Arrone Area di sosta presso il centro Sportivo di Canoa e Kayak, via delle Palombare, tel. 0744 287686.
Terni Area di sosta comunale, Via Radice (in prossimità del cimitero), tel. 0744 271000.
Marmore Camping Le Marmore Località Campacci, tel. 0744 67198 o 333 4217817, www.campinglemarmore.com.
Piediluco Camping Lago di Piediluco, Via dell’Ara Marina 2, tel. 349 4987423 o 349 4987423 o 328 1099396, www. campinglagodipiediluco.com.  sconto 16 euro a equipaggio inclusi cani eccetto dal 20/6 al 21/8; 50% sull’ingresso in piscina

COSA VISITARE
Terni Cascata delle Marmore, (tel. 0744 62982 www.marmorefalls.it) l’apertura della cascata avviene in orari variabili indicati sul sito. Lo spettacolo 3D (a pagamento) dedicato alla discesa del Nera si svolge durante i fine settimana dalle ore 12 alle 18 nei pressi della biglietteria.
Ferentillo Museo delle Mummie, cripta della chiesa di Santo Stefano (Via della Rocca Loc. Precetto, tel. 328 6864226 o 335 6543008, www.mummiediferentillo.it). Abbazia e Residenza d’epoca San Pietro in Valle (Via dell’Abbazia, tel. 0744 780129 o 335 1414745, www.sanpietroinvalle.com, abbazia@sanpietroinvalle.com) L’abbazia è aperta da aprile a ottobre tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 (17 in ottobre), negli altri mesi solo il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 16.30.
Sant’Anatolia di Narco Museo della Canapa, palazzo comunale, (tel. 0743 613149, www.museodellacanapa.it, info@museodellacanapa.it). Aperto martedì, giovedì e sabato, dalle 9 alle 18; mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13; la domenica previa prenotazione con almeno 24 ore di anticipo. Abbazia dei Santi Felice e Mauro (Località Castel San Felice 4, tel. 0743 613427, www.abbazia.net). Dopo lunghi restauri, l’abbazia è divenuta un bed & breakfast di grande suggestione.

INDIRIZZI UTILI
Onlus per la vita di Castelluccio, www.castellucciodinorciaonlus.it.
Consorzio Norcia e Valnerina We are Norcia, www.wearenorcia.com.
Greenway del Nera, www.lagreenwaydelnera.it.
Spoleto Norcia in MTB, www.laspoletonorciainmtb.it.
Ciclisti Uniti per la Valnerina, fb: ciclistiunitiperlavalnerina.
Via di Francesco, www.viadifrancesco.it oppure, per programmi organizzati, www.umbriafrancescosways.eu.
Ferentillo Fattoria La Drupa (Via della Vittoria 50, tel. 347 3127002, www.ladrupa.it) museo contadino, produzione olio e conserve, agriturismo.
Arrone Umbria in mountain bike, tel. 0744287686 o 380 3088533, tel. 0744 287686 o 380 3088533, www.umbriainmountainbike.it, info@umbriainmountainbike.it. sconto 10% su escursioni guidate in mountain bike e all mountain-enduro, recuperi in navetta per il downhill, corsi per il miglioramento tecnico
Papigno
Centro Rafting Marmore, Via Carlo Neri 28, tel. 330 753420, www.raftingmarmore.com, info@raftingmarmore. com.
Biselli di Norcia Avventura nel parco, Via Case Sparse, tel. 348 7356565, www.avventuranelparco.it, rafting@avventuranelparco.it.
Ancarano di Norcia La Mulattiera (Via Blasi 26, tel. 339 4513189, www.lamulattiera.it, info@lamulattiera.it) escursioni e trekking con muli e asinelli.
Terni Bike Motion, Largo Elia Rossi Passavanti 18, www.bikemotion.it, bikemotion@bikemotion.it.

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