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PleinAir | Viaggio

Val Pusteria Bolzano - Trentino Alto Adige, Italia

Ultime nevi in Val Pusteria


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20 dicembre 2003

Raggiungiamo la zona attraverso l’autostrada che porta a Belluno ed esce nei pressi di Pieve di Cadore, raggiungendo in breve il passo di Monte Croce di Comelico. Da qui si scende verso uno dei templi del fondo: la Val Pusteria. Tanto estesa e tanto ben tenuta è la rete dei percorsi battuti che qualcosa si trova sempre, a partire dalla prima località che si incontra scendendo su Sesto. Naturalmente in condizioni di neve scarsa non tutte le piste sono praticabili, e in particolare quella che collega i centri abitati della valle principale (Dobbiaco – San Candido – Moso) presenta molte interruzioni. E’ invece sempre ben praticabile lo stupendo percorso che sale da Moso nella Val Fiscalina e si sviluppa lungo un anello panoramico. L’esposizione interamente a nord e la breve insolazione della valle favoriscono il permanere della neve, che oltretutto è sempre perfettamente battuta. Il percorso misura in tutto circa 15 km, ma una volta saliti è difficile resistere alla tentazione di percorrere almeno una seconda volta il giro dell’alta valle (circa 5 km), magari inframezzando un piacevole relax in uno dei due punti di ristoro che si trovano alle estremità. I panorami che si offrono alla vista sono tra i migliori delle Dolomiti, con tante pale che svettano da ogni lato creando una cornice spettacolare. Se sostate nel punto di ristoro più lontano potrete inoltre permettervi una variante gustosa, imboccando a piedi un sentiero battuto che sale verso un passo ricalcando un percorso estivo e permette di ammirare i panorami sotto un’altra prospettiva.

Val di Landro. Quando si dice Val Pusteria, il primo percorso cui si pensa è la classica traversata Dobbiaco-Cortina e in particolare il versante nord, che da Dobbiaco imbocca la Val di Landro. Il percorso non è nelle condizioni più favorevoli perché alla scarsissima insolazione fa riscontro, non appena usciti dalla piana di Dobbiaco, una notevole copertura boscosa che non favorisce la qualità della neve. Le cose cambiano quando si esce all’aperto sul valico, all’altezza del lago di Landro, con il panorama dominato dalle tre cime di Lavaredo e una neve ben tenuta, sulla quale si snodano piste a volontà. Il classico tracciato Landro – Carbonin – Cimabanche e ritorno è lungo una dozzina di chilometri con dei tratti di grande bellezza e molte varianti per allungare il percorso e ammirare altri panorami. Consigliamo di seguire ovunque le piste rosse: sono quelle che passano più lontane dalla strada. Tre confortevoli punti di ristoro allietano l’escursione, perché partendo e tornando a Dobbiaco è l’intera giornata che se ne va.

Prato Piazza. Poiché tutte le valli più estese (Val Casies, Valle di Anterselva e Valle Aurina) sono esposte a sud non c’è speranza di utilizzarle quando la neve è poca e la temperatura è alta. Resta quindi un solo percorso, bellissimo, per trovare neve e panorami a volontà. Si tratta del Prato Piazza, uno stupendo altopiano che si trova a circa 2000 metri di quota, con panorama a 360 gradi. Ma l’accesso è problematico: con un camper si può arrivare fino a quota 1500; impossibile proseguire poiché la strada, stretta e ripida, è impraticabile. Occorre servirsi di una delle navette degli alberghi e mettersi d’accordo con altri per dividere le spese (sul posto vi consiglieranno come fare).

Lungo la Rautal. La valle di San Vigilio non si sviluppa a quote eccelse, salendo dai 1200 metri del paese ai 1500 metri del Rifugio Pederù. Ma sul versante esposto a nord-est si verificano condizioni favorevoli al buon innevamento. Il percorso offre lungo tutto il tragitto, ma soprattutto al termine, panorami eccezionali ed è scorrevole sia in salita che in discesa. Anche la distanza di circa 25 km tra andata e ritorno, partendo dalla periferia di San Vigilio e precisamente dai campi di gara per il fondo, ha la lunghezza giusta per una bella giornata sugli sci, completata da una confortevole sosta al Rifugio Pederù ed eventualmente dalla serata trascorsa nell’animato centro di San Vigilio.

PleinAir 317 – dicembre 1998

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