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PleinAir | Viaggio

- Catalogna, Spagna

Triangolo di natura


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26 febbraio 2009

Al tramonto, l’oro del cielo sembra incendiarsi e liquefarsi nei canali e negli stagni, riversando metallo splendente nelle acque della laguna, mentre un batuffolo di nuvolette rosa stiracchiate dalla brezza scorrazza lieve sull’orizzonte che si va lentamente scurendo. I fenicotteri si ritirano a gruppi per la sera, come grossi ciuffi di ponpon color fucsia che sembrano voler rubare il colore al cielo. Il loro inconfondibile richiamo nasale, che somiglia a una trombetta, si mescola al garrire eccitato e stridulo delle gavine còrse che, con la più grande colonia nidificante d’Europa, affollano la salina. Potrebbero sembrare un comune gabbiano se non fosse per quel becco rosso brillante, l’occhio nero e le zampe verdastre, che li identificano come uno degli uccelli più rari del continente.
Ai primi di marzo nel parco del Delta dell’Ebro l’aria è meravigliosamente tiepida, come davvero non ti aspetti. Alla foce del più grande fiume spagnolo, che si disperde nel Mediterraneo 180 chilometri a sud di Barcellona, l’inizio della primavera è anticipato di almeno un mese, e solo l’umido della sera costringe a infilarsi un pullover più caldo. Probabilmente per il clima così favorevole questo è uno dei paradisi degli uccelli acquatici e limicoli di ritorno dall’Africa, che qui ritrovano anche molti degli ambienti del Continente Nero: bassi stagni, lagune salmastre, saline, canali d’acqua dolce, terra smossa, dune sabbiose, spiagge pianeggianti modellate dalla marea, coste calcaree. Un universo in cui liquido e solido si mescolano in tutte le combinazioni possibili, anche se è il primo a dominare il paesaggio e la natura del luogo: il suolo, infatti, è interamente costituito dai detriti portati dal fiume dall’ultima glaciazione fino ad oggi, e la fisionomia di questo tratto della costa catalana continua a modificarsi negli anni. La formazione del delta è talmente recente che non ci sono segni di popolamento umano fino al XVII secolo, quando i monaci cistercensi iniziarono a coltivare riso nella piana, nonostante il rischio elevato di malaria; ma solo dall’inizio del XX secolo le basse terre interne iniziarono ad essere sfruttate intensamente e con profitto per la coltivazione dell’arroz regalando, con le risaie, paesaggi e sfumature ancora nuove alla superficie dell’acqua. L’altra grande ricchezza dei villaggi viene dal mare, letteralmente dai suoi frutti: mitili, cozze, vongole, telline e ostriche sono fra le produzioni più pregiate del delta. Anche i loro allevamenti, le “vigne del mare” con le casette a palafitta per la raccolta e i lunghi pali dei vivai, hanno contribuito a ridisegnare l’aspetto di questi luoghi.
In questo paradiso di natura in cui le attività umane si sono perfettamente integrate, vivono ben 515 specie diverse di piante variamente adattate al contatto e alla vicinanza con il mare e, nei periodi di passaggio migratorio, possono arrivare fino a 75.000 uccelli, soprattutto anatidi, trampolieri e limicoli. Nelle paludi basse dell’Encanyissada e della Tancada, intorno a Poble Nou, oltre ai flamingos sgambettano le lunghe zampe di garzette, aironi cinerini, tarabusi, guardiabuoi, nitticore, pettegole, pantane, avocette e cavalieri d’Italia, mentre nelle acque più dolci degli stagni del Calaix Gran e di El Garxal, alla fine del fiume, troviamo germani, alzavole, morette, folaghe, mestoloni, marzaiole, volpoche e fischioni. Cormorani e svassi pescano nel fiume, edredoni e orchetti marini tra le onde nel Porto del Fangar a nord e nel Port dels Alfacs a sud. Sulle lunghe spiagge corrono veloci i corrieri, i piro-piro e le più rare beccacce di mare, mentre il falco di palude sorvola gli specchi d’acqua e le risaie. Nella salina di Punta de la Banya nidifica il prezioso gabbiano, tanto che l’accesso all’interno del promontorio è vietato nel periodo di nidificazione dal 15 luglio al 15 settembre: nessun problema, i rumorosi uccelli sono talmente tanti che gli osservatori rialzati di legno, i mirador, sono più che sufficienti per togliersi la curiosità.

Vacanze attive
A seconda del tipo di ambiente che si vuole scoprire, ci sono molti modi per visitare il delta dell’Ebro con gli strumenti del pleinair. La canoa, ad esempio, è il mezzo ideale per esplorare il lento scorrere del fiume, anche per i principianti. I più allenati potranno partire da Amposta e attraversare le due poblacion di Sant Jaume d’Enveja e Deltebre, divise dall’Ebro e collegate con simpatiche chiatte. Chi volesse un’escursione più tranquilla scenderà in acqua appena fuori dal centro abitato per godersi, con la corrente a favore, il tratto più selvaggio dei canali del Calaix Gran e dell’Illa de Buda (su cui non è possibile sbarcare perché riserva integrale). Evitando il corso principale, invece, si può pagaiare silenziosi fra i canneti dei canali minori attraverso la Gola del Migjorn, una delle vecchie uscite del fiume, sbirciando folaghe, gallinelle e tuffetti, sino a sfociare in mare se la marea e la portata dell’acqua lo permettono.
La mountain bike è la padrona indiscussa delle risaie, degli stagni interni d’acqua più dolce (come El Canal Vell, luogo di pesca alle anguille) ma anche delle dune costiere. Nell’emidelta settentrionale, da Riumar a Punta del Fangar, un percorso sterrato di circa 4 chilometri si snoda nei tratti pianeggianti fra le dune della spiaggia, sino al Faro de La Marquesa: non è particolarmente impegnativo, ma c’è la possibilità di incontrare sabbia molle soprattutto in caso di forte vento, così come è frequente trovare la pista allagata se è piovuto di recente. Dal 1° aprile al 15 agosto, per la nidificazione di gabbiani e berte, nella zona segnata dai paletti l’accesso è vietato.
Dal porticciolo di Riumar si può circumnavigare in battello l’Illa de Sant Antoni (anche questa è riserva integrale e lo sbarco non è permesso) accompagnati da guide naturalistiche. Da Sant Carles de la Rápita è invece possibile aggregarsi a una delle escursioni organizzate dai pescatori che, sui loro barconi, portano i turisti a visitare i muscleres, i vivai di cozze e ostriche della baia di Port dels Alfacs. In un incantevole paesaggio dal fascino quasi africano, si sale sulle pittoresche palafitte per assaggiare i frutti del mare appena raccolti, cotti o al naturale.
Le piccole lagune salmastre dell’Encanyissada e della Tancada, un tempo sito privilegiato di caccia delle famiglie nobili catalane e oggi oasi di protezione, si possono visitare a piedi, sfruttando al meglio i numerosi osservatori di legno rialzati. Si può così attardarsi nel fascino della Casa de Fusta, l’antico capanno reale in legno verde fatto giungere appositamente dal Nordeuropa, oggi recuperato come ecomuseo. Insieme all’abitazione tradizionale dell’ingresso con il tetto in cannuccia, che completa il centro visite, la struttura permette di scoprire, anche ai più piccini, le numerose varietà di uccelli del parco, la storia geologica del Delta e quella della sua antropizzazione, con le attività tradizionali agricole e di pesca. Un’altra casetta tipica contiene il bell’Acquario, dove osservare l’elemento liquido a distanza ravvicinata.
Chi volesse infine provare una curiosità tradizionale potrà noleggiare una cuixota, la piccola barca dal fondo piatto tipica del Delta che viene spinta lungo i canali mediante un lungo bastone, la perxa. Da soli o in compagnia della guida, non si dimenticherà l’emozione di sfilare lentamente sull’acqua, avvolti solo dal lieve sciabordìo del fiume, dai richiami degli uccelli, da una tiepida folata di vento che porta il profumo salmastro del Mediterraneo.

PleinAir 427 – febbraio 2008

In pratica

COME ARRIVARE
Il parco del Delta dell'Ebro e Amposta si trovano circa 180 chilometri a sud di Barcellona (poco meno di 900 da Ventimiglia) con percorso interamente autostradale. Se però volete evitare il lungo tragitto sono a disposizione comodi traghetti per Barcellona, che impiegano meno di una giornata.
Grandi Navi Veloci parte da Genova dal lunedì al venerdì alle 21.30, il sabato alle 23: la traversata dura 18 ore a bordo di navi moderne, sicure e dotate di tutti i comfort. La linea CruiseFerry, sul modello delle crociere, è quella con maggiori spazi destinati alle cabine e al trasporto turistico (cinema gratuito, palestra e così via) che offe ottime tariffe in bassa stagione per due persone in cabina, con interessanti sconti per l'imbarco dei camper. La linea FerryCruise, su cui operano navi modernissime di recente costruzione, è votata al camping on board: meno cabine, ma ampi spazi comuni e possibilità di open deck anche in bassa stagione, con la possibilità di rimanere nel proprio veicolo pagando solo la tariffa ponte. Il prezzo per un camper con due persone parte da 199 euro (tasse, diritti e Bunker Surcharge esclusi), con gratuità per i bimbi fino a 2 anni e 50% di sconto per quelli fino a 12 anni. Sono inoltre previsti sconti per i minigruppi fino a 19 passeggeri. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi alle agenzie di viaggi o collegarsi a www.gnv.it.
Grimaldi Lines raggiunge Barcellona da Civitavecchia (partenza dal lunedì al sabato ore 19, anche la domenica dal 27 luglio al 31 agosto, arrivo ore 16 del giorno successivo) e da Livorno (partenza dal lunedì al sabato ore 23.30, arrivo ore 20 del giorno successivo). Il prezzo indicativo per una famiglia di quattro persone con un camper entro i 7 metri va da 900 a 1.200 euro circa per l'andata e ritorno in bassa stagione (quest'anno fino al 26 giugno e dal 1° ottobre al 25 dicembre), con riduzione del 10% per gli iscritti al Club del PleinAir. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi alle agenzie di viaggi o collegarsi a www.grimaldi-lines.com.

QUANDO ANDARE
I periodi migliori sono senz'altro quelli del fuoristagione; molto adatti anche gli inverni più temperati. In piena estate, invece, le temperature e l'umidità possono raggiungere livelli poco confortevoli.

DOCUMENTI E ASSISTENZA SANITARIA
E' sufficiente la carta d'identità valida per l'espatrio; i minori di 15 anni privi di documento proprio devono essere iscritti sul passaporto di un genitore. Per la guida è valida la patente italiana.
Si usufruisce dell'assistenza medica gratuita dietro presentazione della tessera sanitaria o, in mancanza, del modello E111 da richiedere alla propria ASL.

TELEFONO
Per chiamare dall'Italia alla Spagna il prefisso internazionale è lo 0034, seguito dal prefisso locale (senza lo 0) e dal numero di telefono. Dalla Spagna all'Italia il prefisso è lo 0039, seguito dal numero telefonico comprensivo di prefisso.

SOSTE E CAMPEGGI
Nel parco del Delta dell'Ebro il campeggio libero è vietato, nel senso che non si possono montare tende e strutture esterne al veicolo o lasciare caravan prive della vettura. Al di fuori dell'estate, però, il semplice parcheggio anche notturno è ben tollerato anche in prossimità della spiaggia, dei siti turistici o delle strutture del parco, ma sono assolutamente da evitare i raggruppamenti con altri v.r.
Sulla spiaggia prima di Punta de la Banya, nell'emidelta meridionale dopo Els Muntells, è aperto tutto l'anno il camping Platja Eucaliptos, con 250 ampie piazzole ombreggiate, bagni riscaldati con servizi impeccabili, piscina, ristorante e minimarket. In alta stagione può essere necessario prenotare (tel. e fax 0034/977/497046, www.campingeucaliptus.com, eucaliptus@campingeucaliptus.com).

INDIRIZZI UTILI
Parque Natural del Delta de l'Ebre, Avenida Catalunya 46, Deltebre, tel. 0034/977/482181, fax 0034/977/481392, http://mediambient.gencat.net/eng (in inglese, con pratiche mappe da scaricare in formato pdf).
Ecomuseum, Calle Doctor Martí Buera 22, Deltebre, tel. 0034/ 977/489679.Casa de Fusta, L'Encanyissada, Amposta, tel. 0034/977/261022.

L'IDEA IN PIU'
Su Barcellona si veda il n. 408/409 di PleinAir, sui dintorni (in particolare un itinerario dedicato a Salvador Dalí) il n. 401. Un più ampio percorso in Catalogna, che sfiora anche il Delta dell'Ebro, è apparso nel n. 368.

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