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PleinAir | Viaggio

, Turchia

Tra due mondi


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24 ottobre 2007

“Qui finisce l’Europa e inizia l’Asia”: tratta da una guida, la frase riassume perfettamente l’atmosfera che aleggia a Istanbul. Ma il turismo di massa è sbarcato anche qui con il consueto corollario di grattacieli, hotel e cianfrusaglie, e persino il Bazaar ha perso smalto e suggestione. Di autentico non sono rimasti che pochi antiquari, qualche gioielliere, alcuni bei negozi di tappeti e il mercato egiziano delle spezie, coi sacchi colmi di colorate miscele di tè e frutta secca. Il traffico, invece, è rimasto quello di trent’anni fa, caotico e fracassone, ma i vecchi taxi americani Dodge e Plymouth sono ormai rari e fotografatissimi, sostituiti dalle più moderne Fiat 131.
Il nostro tour della città occupa quattro giorni. I primi due li dedicheremo al Corno d’Oro, dove sono concentrate le bellezze di Istanbul: il Topkapi (chiuso il martedì), che insieme alla visita dell’Harem, per la quale è previsto un ulteriore biglietto con visita oraria programmata, richiede più di mezza giornata; Santa Sofia, che si visita a pagamento (chiusa il lunedì); lo Yerabatan Saray, ovvero “palazzo sommerso”, antica cisterna bizantina (sempre aperta); la Sultanahmet Camii, ovvero la Moschea Blu (ad ingresso libero tranne che nelle ore di preghiera). Per evitare le interminabili code all’entrata, in particolare alla Moschea Blu, a Santa Sofia e al Topkapi, è necessario recarvisi prima dell’apertura mattutina, precedendo l’arrivo della massa. Mete canoniche a parte, è inoltre gradevole risalire le stradine alle spalle di Santa Sofia e ammirare le vecchie case in legno ristrutturate, angolo di pace parzialmente ignorato dai turisti.
Fra le altre moschee, da non tralasciare le due maggiori opere del celebre architetto Sinan (l’artefice della Moschea Blu), la Suleymanie Camii, la più grande e maestosa di Istanbul, e la Rustempasha Camii; in un’altra zona della città, è da vedere la Kariye Camii, anticamente la chiesa di San Salvatore in Chora: piccolo ma superbo edificio con splendidi affreschi bizantini. E ancora il palazzo di Dolmabache, sulla riva del Bosforo (raggiungibile a piedi o col il bus); lo si può definire la Versailles d’Oriente, l’ultima follia dell’ultimo sultano di Istanbul. Si pagano ingresso e diritti fotografici, e vi si trovano immancabilmente lunghe code. La classica escursione in traghetto sul Bosforo richiede almeno un’altra mezza giornata.
Infine, un indirizzo curioso per chi si reca al Gran Bazaar (chiuso la domenica, come il mercato egiziano): uscendo dalla porta di Beyazith, dopo neppure cento metri a sinistra un piccolo vicoletto introduce in un grazioso cortile, dove è in funzione una delle ultime narghilerie di Istanbul: un autentico angolo di vecchia città.

PleinAir 312/313 – luglio/agosto 1998

In pratica

CAMPEGGI
Il camping Atakoy, nei pressi dell'aeroporto, è ombreggiato, con servizi accettabili, non caro (anche se spesso affollato); è inoltre ben collegato al centro dai mezzi pubblici (dolmus e treno).

ALBERGHI E PENSIONI
Istanbul offre un'amplissima scelta di hotel e pensioni; il livello di queste ultime è migliorato negli ultimi anni, e con 50.000 lire si può avere una doppia decorosa. Così come gli ostelli, il maggior numero di pensioncine è concentrato nella zona di Sultanhamet.

TRENO
Ottimo il treno locale, economico e rapido, che collega Florya e il già citato campeggio Atakoy alla stazione di Sirkeci, sotto le mura del Topkapi (nel cuore di Istanbul); si può prendere a due passi dai moli di imbarco dei traghetti, dal Galata Bridge, dai capolinea dei bus di Eminönü e dal tram per Sultanahmet (a due fermate dalla stazione). L'ultimo treno serale per tornare in campeggio parte alle 23.40.

TAXI
Sono meno cari che da noi e si trovano ovunque. Dall'aeroporto al centro di Istanbul ci vogliono circa trenta/quaranta minuti e 25.000 lire di spesa. Attenzione però ai furbi che abbondano: non salite su un taxi che vi proponga un forfait (mai vantaggioso) ed esigete il tassametro. Occorre inoltre sapere che le vetture sono dotate di tassametro a cristalli liquidi, con una tariffa notturna dalle 24.00 alle 6.00 (Gece) ed una giornaliera (Gündüz). Sovente i tassisti partono con la tariffa giornaliera e, misteriosamente, durante il percorso, la scritta luminosa passa da Gündüz a Gece. Bisogna dunque tenere d'occhio il display.

DOLMUS E BUS
Davvero provvidenziali per districarsi nel caos cittadino, i dolmus sono piccoli, economici e spericolati bus collettivi che compiono tragitti prestabiliti come i bus alla velocità dei taxi. Però non servono tutti i quartieri e comunque non la zona di Sultanahmet. Assai efficienti gli autobus: saranno anche vetusti e sgangherati, dagli scarichi ammorbanti, ma per poche lire vi portano proprio dappertutto, permettendo fugaci e simpatici contatti con la gente, sempre pronta a farsi in quattro per fornire informazioni.

TRAGHETTI
E' il modo più comodo ed economico per raggiungere le varie località del Bosforo, asiatiche ed europee. Con il prezzo di un bus (munirsi di biglietto a Eminönü) si va dovunque. Consigliamo di evitare le escursioni proposte dai battellieri privati: offrono le stesse mete dei traghetti pubblici, il giro è più breve e si è intruppati con gli altri turisti; il tutto ad un prezzo esorbitante.

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