Abbonati alla rivista
Area utenti

PleinAir | Viaggio

Steyr, Austria

La capitale dell’Avvento

Testo e foto di Alberto Campanile | PleinAir 532

Galleria fotografica In pratica Vai alla mappa
Il romantico centro storico di Steyr è adagiato alla confluenza dell’omonimo fiume e dell’Enns: spicca la Michaelerkirche, la seicentesca chiesa caratterizzata da due campanili

26 novembre 2017

Dai mercatini più autentici e partecipati dell’Austria all’ufficio postale dove è possibile spedire la letterina a Babbo Natale: a Steyr le settimane che precedono il 25 dicembre hanno un fascino unico che incanta e commuove i bambini di tutte le età.

Il rintocco dei martelli dei fabbri si mescola al vociare della folla; l’odore del carbone che arde sui bracieri si fonde con il profumo dei dolci appena cotti nei chioschi del mercatino di Natale allestito nella storica Stadtplatz. Nel periodo dell’Avvento un’ottantina di fabbri svelano i segreti di un mestiere antico, particolarmente florido in quest’angolo dell’Alta Austria grazie alle miniere di ferro dell’Erzberg, già attive nel Medioevo. Guidati da mani esperte, anche i bambini possono forgiare un portafortu­na a forma di ferro di cavallo; gli adulti, tendenzialmente meno inclini alle fatiche fisiche, sembrano più interessati al rito dello Schnaps-Stacheln: riscaldato un chiodo fino a renderlo incandescente, il fabbro provvede a immergerlo in un bicchierino contenente grappa di prugne. L’acquavite ribolle ed è pronta per essere bevuta, meglio se in un sorso solo, per contrastare i rigori dell’inverno.

Il mese più frizzante

A Steyr durante l’Avvento oltre ai mercatini di Natale si susseguono concerti di strumenti a fiato (ogni giorno alle 17 nella piazza principale), esibizioni corali ed eventi speciali. San Nicola distribuirà caramelle e dolcetti ai bimbi buoni e per la cinquantaseiesima volta lascerà la scena a bordo di una mongolfiera, dal prato antistante la chiesa di Christkindl. Più inquietante è l’arrivo dei Krampus, che irrompono all’improvviso la notte del 5 dicembre. Sono figure dall’aspetto demoniaco, indossano abiti laceri o pelli di pecora, nascondono il volto con orribili maschere dotate di corna pronunciate e di grandi e lunghe orecchie. Avanzano goffi, talvolta al ritmo dei campanacci, brandendo catene e ramazze, pronti a colpire chi si è comportato male; poi spariscono nelle tenebre con grande gioia degli ospiti più piccoli che finalmente possono curiosare senza timori tra i banchetti dei dolci. Si spazia dal Früchtebrot (pane dolce con spezie e frutta secca) al Kletzenbrot di pere secche, dalle mele avvolte nel cioccolato fondente alle imman­cabili mandorle con lo zucchero caramellato. Imperdibile è lo Stollen, dolce di antica tradizione germanica ricco di frutta candita, mandorle, uva sultanina bagnata nel rum e scorza di limone.

Chi è in cerca di un regalino insolito potrà curiosare tra i circa cinquanta chioschi che animano il viale alberato della Promenade, la Stadtplatz e la Enge Gasse. C’è solo l’imba­razzo della scelta: cioccolate, salumi, würstel al formaggio fuso servito su fette di pane, dolcetti farciti di marmellata, Punschkrapferl al liquore, grappe, caldarroste. Immancabili i biscottini di Natale: al cocco, con la cannella, glassati o speziati. Sebastian e Sophie, le nostre due piccole guide locali di otto e dieci anni, li hanno preparati assieme alla mamma, Ursula Gruber, che è una delle quindici moderne Nachtwächterlnnen, le guardie notturne di Steyr. In passato a loro spettava il controllo dell’abitato: dovevano verificare la chiusura delle porte della città e degli esercizi pubblici, segnalare gli incendi suonando il corno che avevano in dotazione, pulire le lanterne delle strade. Queste imper­turbabili e malpagate guardie armate d’alabarda dovevano far rispettare la legge, impedire le malefatte di ladri e di ubriachi, sedare le risse. Oggi il loro compito è meno gra­voso, si limitano ad accompagnare i turisti nei luoghi più segreti e a raccontare storia e aneddoti dei monumenti e dei personaggi di Steyr. Come Franz Schubert, che qui compo-se il quintetto per pianoforte e archi in la maggiore intitolato La trota. Durante la visita notturna indossano il mantellonero e il cappello di feltro a falde larghe, e come un tempo portano con sé la lampada, il corno e l’alabarda.

Con i bambini raggiungiamo la sommità della torre cam­panaria della gotica Stadtpfarrkirche, la parrocchiale. Risaliti gli oltre duecento gradini della ripida scala a chiocciola si accede all’aereo ballatoio esterno, che regala una bella vista della sottostante Stadtplatz con le lucine di Natale, del fiume Enns, della seicentesca Michaelerkirche e del castello di Lamberg illuminato. Nel periodo dell’Avvento il maniero ospita un fornitissimo mercatino dedicato all’artigianato locale; si spazia dai tessuti alle ceramiche, dalle lampade alle statuine del presepe fatte a mano, dai cappellini alle trottole. Ovviamente non mancano le decorazioni di Natale: ce ne sono di legno intagliato, di paglia intrecciata a forma di stella, di carta e di vetro dipinto a mano. Se ancora siete indecisi su come personalizzare l’albero vi consigliamo di recarvi al civico 2 di Michaelerplatz dove, nell’edificio un tempo occupato dal vecchio ospedale Bürgerspital, si trova il museo dedicato alle decorazioni natalizie. La bizzarra collezione di Elfriede Kreuzberger è decisamente insolita e comprende oltre diciottomila oggetti anche ottocente­schi e duecento bambole curate nei minimi dettagli. È interessante notare come gli addobbi siano cambiati nei secoli, in particolare negli anni compresi tra il governo del Kaiser e quelli successivi alla Prima e alla Seconda Guerra Mondiale. Ma non è tutto: una parte di questa singolarissima esposizione si visita a bordo del trenino di Bambin Gesù, che s’inerpica nei vari piani dell’edi­ficio offrendo al visitatore la possibilità di curiosare nel laboratorio degli angeli dove si preparano biscotti e si impacchettano regali. Oppure di scoprire varie scene natalizie ambientate in tutti continenti, dall’Africa all’Au­stralia, dall’Europa alle Americhe. Il percorso, di circa otto minuti, entusiasma grandi e piccoli che affrontano le ripide rampe tra un piano e l’altro senza celare espres­sioni di sorpresa e gioia.

Dal profano al sacro

Ci dedichiamo quindi alla visita della chiesa di Christkindl, adagiata sulla sommità di un colle ed eretta tre secoli fa in seguito a un evento miracoloso. Verso la fine del Seicento il maestro di cappella Ferdinand Sertl, gravemente malato di epilessia, pose una statuetta di Gesù Bambino nella cavità di un pino recandosi spesso in quel luogo per pregare. E senza cure di alcun tipo guarì. Nel 1702 l’architetto Giovanni Battista Carlone iniziò la costruzione del santuario, terminato ventitré anni dopo da Jakob Prandtauer; all’interno, sull’altare maggiore, uno scrigno adagiato sopra il tabernacolo dorato ospita quella piccola statua di cera raffigurante Gesù Bambino con la croce e la corona di spine in mano.

Poco lontano dall’edificio sacro, nell’albergo ristorante Christkindlwirt entra in funzione durante il periodo dell’Av­vento il celebre ufficio postale di Christkindl, dove dal 1950 è possibile spedire le letterine indirizzate a Babbo Natale. Inizialmente se ne timbravano circa quarantamila, oggi sono oltre due milioni: ognuna riceverà una risposta scritta.

Nella sede parrocchiale, dalla fine di novembre al 6 gennaio meritano una visita due presepi decisamente unici. Costruito da Karl Klauda, il presepe meccanico è un capolavoro di tecnica e d’artigianato realizzato in circa quarant’anni di lavoro: le quasi trecento statuine in legno di tiglio, intagliate e dipinte a mano, originariamente erano mosse da un ingegnoso e complicato sistema azionato a mano tramite una manovella collegata alla catena di una bicicletta; oggi il tutto è mosso da un motore elettrico. Al piano superiore si può ammirare il presepio del sudtirole­se Ferdinand Pöttmesser, uno dei più grandi del mondo. Articolato su una superficie di cinquantotto metri quadrati, comprende ben 778 figure, alte anche trenta centimetri, che animano quattro scene principali: l’Annunciazione, la Natività di Gesù, il mercato, i Re Magi con lo sfondo di un paesaggio orientale. Si possono ammirare anche alcuni esempi di Kastenkrippen, i presepi in cassetta o dei chio­daioli: secondo la tradizione le statuine di terracotta sono inserite in una scena della Natività ambientata in Oriente o tra i monumenti principali della città (il castello Lamberg, ad esempio). Il tutto è messo in una scatola di legno chiusa da una lastra di vetro. La raccolta più ricca di questo genere di manufatti si ha a Garsten presso la vecchia prelatura del convento. Articolata in varie sale, l’esposizione comprende decine di opere di varie epoche, dimensioni e materiali. Tra le tante stupisce un grande presepe meccanico con più di venti scene in movimento e il presepio in legno di bosso del 1705. Da vedere la chiesa barocca, il mercatino ricco di specialità gastronomiche locali e le esibizioni dei carpentieri e dei fabbri. Garsten si trova un paio di chilo­metri a sud di Steyr e si può raggiungere con un proprio mezzo (parcheggio dopo il centro sulla destra) o con lo storico bus postale degli anni Cinquanta che nei giorni del mercatino effettua alcune corse tra Christkindl, Garsten e Steyr (qui ferma in centro, davanti alla Marienkirche). Al di là dei mercatini e degli eventi legati al Natale, quest’ultima città merita una vista in altri periodi dell’anno, anche per le numerose iniziative culturali.

Tra due vie d’acqua

Pur essendo una città industriale con circa quarantamila abitanti e importanti fabbriche me­talmeccaniche, Steyr conserva un romantico centro storico, adagiato alla confluenza dei fiumi Enns e Steyr. Queste due vie d’acqua furono fondamentali per gli sviluppi eco­nomici e commerciali, in passato legati alle attività minera­rie. La millenaria storia della città si scopre passeggiando tra le piazze e i viali fiancheggiati da eleganti edifici di varie epoche. Sulla Stadtplatz si affaccia il Municipio in stile rococò eretto nella seconda metà del Settecento da Gotthard Hayberger; comprende una torre e una balaustra con quattro statue di donne che simboleggiano la giustizia, il diritto penale, il potere della chiesa e il diritto romano. Di fronte, al civico 32, si erge uno dei più rappresentativi e fotografati edifici gotici del paese: la Bummerlhaus, in parte risalente al XII secolo. Oggi sede di una banca, si distingue per i tetti spioventi e la vecchia insegna di una locanda raffigurante un leone, che gli avventori chiamavano simpaticamente Bummerl (cagnolino); per questo motivo il locale fu ribattezzato Locanda di Bummerl.

Nella vicina Grünmarkt meritano una visita il museo degli orologi e lo Stadtmuseum. La prima esposizione comprende antichi orologi di ferro raccolti dalla famiglia Schmollgruber. Il secondo museo occupa I’Innerberger Stadl, un edificio del Seicento originariamente destinato a granaio; qui si spazia da una collezione folkloristica agli attrezzi della fucina, dalle duecento statue del presepe della collezione del conte Lamberg alle armi prodotte da Josef Werndl, tra le quali il celebre fucile a retrocarica. E poi c’è lo Steyrer Kripperl, uno degli ultimi teatri del vecchio continente, con le marionette ancora mosse da bastoni come si usava nella seconda metà dell’Ottocento nei locali pubblici. Si individuano tre scene: una ambientata a Betlemme, un’altra che riguarda i commercianti e una terza ispirata a Steyr nel periodo Biedermeier.

Prima di lasciare la città vi consigliamo di visitare alcune chiese: la Marienkirche in Stadtplatz, il duomo in Bruck­nerplatz e la barocca chiesa di Sankt Michael situata dopo la centrale Enge Gasse, oltre il ponte sullo Steyr. Infine merita una visita il museo Arbeitswelt (museo del lavoro), al civico 7 di Wehrgrabengasse. Allestito nel fabbricato occupato dall’azienda di Josef Werndl, induce a riflettere sullo sviluppo industriale e sui cambiamenti che hanno interessato la vita, la cultura e in generale il mondo del lavoro negli ultimi decenni: i progressi fatti, le novità tec­nologiche, il design e le sfide del futuro.

In pratica

 COME ARRIVARE

Con la A23 Udine-Tarvisio si raggiunge la frontiera austriaca e si prosegue sulla A10 (ne­cessaria la Vignette prepagata, da acquistare presso le stazioni di servizio prima del confine) che da Villach conduce a Salisburgo, dove s’imbocca la A1 in direzione di Linz e Vienna. All’uscita di Sattledt ci s’immette sulla statale 122 per Steyr.

DOVE SOSTARE

Il campeggio aperto tutto l’anno più vicino a Steyr è l’Almtal Camp di Pettenbach (Enengl 1, tel. 0043/7586/86270, www.almtalcamp.at), situato a circa quaranta chilometri e ideale soprattutto per chi viaggia con la caravan al seguito e può spostarsi in macchina.
In città è disponibile il Camping Forelle (Ke­matmuellerstrasse 1a, tel. 0043/7252/ 78008, www.forellesteyr.at), aperto solo dal 1° aprile al 31 ottobre.
È inoltre possibile parcheggiare gratuitamente per una notte presso l'ampio parcheggio di Pyrachstrasse, sulla strada che porta a Garsten. Il centro, distante all’incirca un chilometro, è raggiungibile in bicicletta o a piedi. È infine consentita la sosta per una notte

 COSA VISITARE

Steyr Museo civico (Stadt Museum), Grünmarkt 26, dal 18 novembre all'8 gen­naio aperto dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 17, www.steyr.info/stadtmuseumsteyr.
Museo del lavoro (Mu­seum Arbeitswelt), Wehr grabengasse 7, tel. 0043/ 7252/77351, aperto dal 3 settembre al 18 dicembre dalle 9 alle 17, chiu-so il lunedì.
Museo degli orologi (Eisenuhrenmuseum Schmollgruber), Grünmarkt 2, tel. 0043/7252/ 53091, www.schmollgruber.at; visitabile su prenotazione durante l’orario di apertura del negozio (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 18, il sabato dalle 9 alle 12).
Schloss Lamberg (Berggasse 2); per la visita guidate al castello e all’annessa biblioteca è necessario rivolgersi all'ufficio del turismo locale.
Dietach Museo delle attrezzature agricole (Gallhubergut), Thannstrasse 22, tel. e fax 0043/7252/38294, www.bauerntechnikmuseum.at. Aperto da marzo a ottobre il sabato, la domenica e nei festivi dalle 13 alle 17.

DOVE MANGIARE

Hotel Ristorante Schwechaterhof (Leopold Werndl Strasse 1, tel. 0043/7252/53067, www.schwechaterhof.at). Tradizionale, buon rapporto qualità prezzo. Un pasto costa in media tra i 20 e i 25 euro.
Presso la pasticceria Rudolf Schmidt (Stadt platz 1, tel. 0043/7252/52598) si può acquistare la torta di Steyr al cioccolato. In Stadtpla­tz un ambulante nei giorni feriali propone würstel con crauti, considerati tra i più gustosi della città.

GUIDE E CARTE

AA.VV., Austria, Guide Verdi d'Europa, TCI.
AA.VV., Austria, Guide APA - Zanfi Editori, Modena.
Presso l'ufficio turistico di Steyr si possono reperire una cartina gratuita e una guida della città (in inglese o in tedesco), Historisches Steyr, Edizioni Kellner.

INDIRIZZI UTILI

Austria Turismo, Numero Verde 800-175070, www.austria.info.
Ufficio del turismo di Steyr, Stadtplatz 27, tel. 0043/7252/53229, www.steyr.info.

Galleria fotografica

Mappa


Altre Mete e Itinerari

Leggi tutte le Mete e gli Itinerari
Punto Direttore
app PleinAirClub
iltropicodelcamper
movimentoturismovino
POI Garmin
Scarica