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PleinAir | Viaggio

Cefalù Palermo - Sicilia, Italia

Itinerario nordico

Testo e foto di Stefano Ardito | PleinAir 527

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Al mattino Cefalù sembra affacciarsi sul mare per specchiarvisi

11 giugno 2017

Non di rado la costa settentrionale della Sicilia viene relegata al ruolo di zona di passaggio verso Palermo e Trapani, la Riserva dello Zingaro e le Isole Egadi. Ma chi vi si reca per turismo non trascuri le mete della cultura e della natura che può incontrare lungo la via, occasioni per rimarcare lo spirito di scoperta che distingue il viaggiatore pleinair.

La costa settentrionale della Si­cilia, che si allunga per più di trecento chilometri da San Vito fino a Capo Peloro, viene spesso – e a torto – considerata quella meno interessante della regione, in particolare a est di Palermo. Se è vero che i suoi panorami possono non risultare spettacolari come quelli della costa jonica ai piedi dell’Etna, e che i suoi lidi non sono sconfinati come quelli del Mar d’Africa tra Selinunte e Agrigento, la fascia tirre­nica offre notevoli motivi di visita culturali e ambientali. L’autostrada (nuovissima, eppure già in pessimo stato) corre alta sulla costa, e consente di spostarsi rapidamente fra lo Stretto e il capoluogo. Milazzo è la porta delle Eolie, paradisiaco arcipelago. Strade lunghe e tortuose danno accesso ai crinali delle Madonie, ai boschi dei Nebrodi, alle forre dei Monti Peloritani; ogni pochi chilometri, le vie che salgono verso l’interno portano a borghi dove si trovano trattorie di montagna molto frequentate dagli abitanti dei paesi di mare. E lo stesso litorale merita di essere percorso con calma: ci sono città d’arte, straordinari belvedere – è il caso della piazza di Santo Stefano di Camastra – e belle spiagge come quelle tra Capo Calavà, Acquedolci e Capo d’Orlando.

Secoli d’arte

La statale 113 collega Trapani e Palermo, passata la quale il suo percorso diventa quello di una vera e propria strada costiera che aggira Bagheria, attraversa Termini Imerese, lambisce l’importante area archeologica della colonia greca di Himera e prosegue verso nord-est fino a raggiungere la prima tappa del nostro itinerario. Imponenti pareti calcaree sorvegliano una delle più belle chiese medioevali della Sicilia: il duomo di Cefalù, eretto dal 1131 per volere del re normanno Ruggero II, ha le mura massicce di una fortezza (era stato progettato anche per scopi difensivi) ma ha un aspetto slanciato grazie ai due campanili gemelli. A vederlo dalla piazza, il complesso si staglia contro le rupi della rocca, coronate da fichi d’India e da pini. All’interno della cattedrale, sacra alla Trasfigurazione, emozionano i mosaici bizantini dell’abside che al centro raffigurano il Cristo Pantocratore. Sui due lati rimasti del chiostro, danneggiato nei secoli da un incendio e da una demolizione, settanta capitelli ornati sormontano leggiadre colonne binate offrendo un viaggio attraverso la Bibbia; vi compaiono Noè e la sua arca, ma anche piante, arpie e ibis ispirati a miti cretesi ed egizi. Al posto dei lati crollati sono state inserite strutture di ferro stilizzate.

Cefalù è tra i luoghi più ricchi di storia della Sicilia. Il suo nome deriva dal greco kefalé che significa testa e si riferisce alla forma del suo promontorio roccioso, che con­sentiva un’ottima difesa. Il sito era abitato già tremila anni fa come testimoniano i resti del tempio di Diana, eretto tra il IX e l’VIII secolo avanti Cristo; poi la città è stata bizantina e araba fino a essere conquistata dai Normanni nel 1063. Il centro storico, che merita una visita tutto l’anno, diventa affollatissimo d’estate, quando gli appassionati del mare possono scegliere tra le spiagge a ovest del borgo e la costa rocciosa a est, che si raggiunge per un viottolo a tornanti. Per arrivare invece alla rocca si sale tra i pini, si superano le mura passando una porta cinquecentesca, si tocca il tempio di Diana ed ecco il fortilizio diruto sui 268 metri della vetta. A offrire il colpo d’occhio più bello è un terrazzo dal quale ci si affaccia per godere la veduta sui tetti del centro.

Alle spalle di Cefalù, severe sebbene boscose, sono le pendici delle Madonie. Strade tortuose salgono verso Isnello, Collesano, Castelbuono, e al Piano Battaglia da cui iniziano i sentieri più belli. La nostra tappa successiva è invece Castel di Tusa, borgo costiero con una spiaggia sassosa di fronte alla quale Antonio Presti, albergatore e critico d’arte, ha fatto del suo hotel un museo: non a caso si chiama Atelier sul Mare, perché ogni stanza è stata rea­lizzata da un artista concentrandosi su un tema. È possibile effettuare un singolare tour delle camere d’arte (questo il loro nome) anche non soggiornando nella struttura.

Ancora qualche chilometro e siamo a Santo Stefano di Camastra, che oltre a un affaccio panoramico sulla costa assicura agli appassionati di manifatture artistiche la possibilità di mettere a segno qualche buon acquisto: sono numerose infatti le botteghe di artigiani della ceramica. Nel geometrico centro del paese merita una visita l’interessante Museo di Palazzo Trabia, che custodisce opere di importanti maestri ceramisti: ha riaperto i battenti lo scorso aprile dopo una lunga chiusura.

 

Davanti alle Eolie

Qualche chilometro più a est inizia­mo a vedere le spiagge. Marina di Caronia, Acquedolci e Sant’Agata di Militello offrono vasti arenili ai bagnanti. Lo stesso fa Capo d’Orlando, dove si può scegliere tra la striscia sabbiosa accanto all’abitato e quella di San Gregorio, oltre il promontorio; e passata Gioiosa Marea si allunga una spiaggia di sassi chiusa dalle rocce di Capo Calavà.

Si può fare il bagno piacevolmente anche a Marina di Patti, ai piedi del promontorio di Tindari dalla cui collina si apprezza un altro sensazionale panorama: nelle giornate serene si staglia il profilo delle Eolie. Qui uno dei santuari mariani più venerati dell’isola si affianca all’elegante teatro e agli altri resti di una polis della Magna Grecia. Ai piedi della città antica e del santuario, le sabbie e i laghi salmastri di Marinello – protetti da una riserva naturale – disegnano forme bizzarre assai apprezzate da chi fotografa.

Dal posteggio accanto alla strada che scavalca il pro­montorio un bus navetta conduce all’area archeologica e al santuario. Oltre al teatro, la prima conserva archi, colonne, strade lastricate e un isolato di epoca romana. La posizione a picco sulle sabbie di Marinello e le acque del Tirreno rende il sito impossibile da dimenticare. Il santuario è legato al culto della Madonna del Tindari, che risale all’alto Medioevo quando la statua bizantina della Madonna Nera, portata se­condo la tradizione dalle onde, viene accolta in un piccolo santuario. L’edificio, distrutto dagli Arabi, è ricostruito sotto i Normanni e ancora devastato nel 1544 dalla flotta ottomana guidata da Khair-ed-Din Barbarossa, che saccheggia e dà alle fiamme decine di città della costa. Il nuovo e semplice santuario nasce a partire dal 1552; quattro secoli dopo, tra il 1957 e il 1976, viene inglobato dal grande edificio che corona oggi la collina.

La costa piega a nord e accoglie numerosi campeggi. Oltre Terme Vigilatore si entra nella piana che separa Barcellona Pozzo di Gotto dal Capo di Milazzo. La prima, cittadina dalla complessa urbanizzazione, offre al visitatore alcune chiese interessanti come quelle dell’Assunta (il duomo), di Gesù e Maria e dei Basiliani. A Milazzo ci si ferma non solo perché dal porto salpano i traghetti e gli aliscafi per le isole Eolie, ma anche per visitare il borgo antico: notevoli architetture risalenti al XIV-XVII secolo – su tutte segnaliamo il seicentesco Duomo Antico di Santo Stefano – testimoniano il passato florido della cittadina, dominata da un castello le cui mura aragonesi e spagnole custodiscono una storia che affonda le origini in tempi ancestrali: la presenza di una necropoli risalente al Neolitico ci racconta che questo luogo fu sempre ritenuto strategico. Fondata dai Greci, Milazzo è bagnata da due golfi – quello omonimo e quello di Patti, affacciato sull’isola di Vulcano – ed è un centro vivace con attrattive per tutti i gusti, culturali (il Museo della Tonnara e del Mare e l’Antiquarium Domenico Ryolo) ed enogastro­nomiche: sono diversi i ristoranti dove gustare specialità di mare, anche se la leggenda vuole che Giuseppe Garibaldi, che con i Mille qui ingaggiò un’importante battaglia contro le truppe borboniche, si sedette sulla marina a mangiare pane e cipolle. Vale la pena risalire la bella strada costiera fino al Capo, dove un piazzale offre un bel panorama e una scalinata scende al santuario di Sant’Antonio; alcuni sentieri invitano a piacevoli passeggiate.

Oltre Milazzo la costa diventa ripida, e le spiagge si fanno sempre più strette. La statale e l’autostrada piegano a est per tagliare verso Messina, mentre noi proseguiamo lungo il mare fino a scoprire all’improvviso la Calabria. Capo Peloro e il suo faro, all’estremità orientale della Si­cilia, accolgono con una spiaggia di ciottoli bianchi da cui Scilla e la Calabria sembrano a portata di mano. Una strada bella e assolata, percorsa da molti ciclisti – Vincenzo Nibali, vincitore di Giro d’Italia e Tour de France, è nato proprio qui – porta al centro della città da cui c’imbarchiamo per passare lo Stretto e tornare sul continente. Con la promessa di continuare a cercare le mete forse meno note, certamente più sorprendenti, di questo nostro Belpaese.

In pratica

DOVE SOSTARE

Capo d’Orlando (ME) Camping Santarosa, Via Trazzera Marina 761, tel. 0941 901723 o329 9747401, www.campingsantarosa.it, santarosacamping@gmail.com.
Caronia (ME) Agriturismo Stella di Sicilia, Contrada Furiano, tel. 0941 702325, 3891743275 o 329 3146630, www.stelladisicilia.it, info@stelladisicilia.it (agricampeggio con sette piazzole). 10% sull’acquisto di prodotti
Castel di Tusa (ME) Camping Lo Scoglio, SS113 Km 164+400, tel. 0921 334345, 368 688061 o 391 3336064, www.loscoglio.eu, info@loscoglio.eu.  10% eccetto agosto
Cefalù (PA) Campeggio Costa Ponente, SS113, Contrada Ogliastrillo, tel. 0921 420085, www.camping-costaponente.com, campingcostaponente@alice.it.
Furnari (ME) Area attrezzata Tonnarella, Corso Palermo 6 (sul lungomare), tel. 347 5593746 o 346 0784431.
Bazia Camping, Contrada Bazia, tel. 0941 800130, www.bazia.it, info@bazia.it.
Gioiosa Marea (ME) Residence Camping Il Cicero, Via Pola 98, località San Giorgio, tel. 0941 39551 o 347 9989530, www.ilcicero.it, info@ilcicero.it.
Milazzo (ME) Agricampeggio Il Gelsomi­no Ritrovato, Via Orgaz 19, tel. 335 1891292 o 338 7430329, www.ilgelsominoritrovato.it, info@ilgelsominoritrovato.it.  15% sulla sosta
Oliveri (ME) Area attrezzata presso il resi­dence Azimut, Contrada Marinello, tel. 0941313019 o 339 2237850.
Camping Baia del Principe, Corso Cristoforo Colombo, tel. 0941 313302, www.baiadelprincipe.it, info@baiadelprincipe.it.
Villaggio Turistico Marinello, Via del Sole 17, tel. 0941 313000, 0941 526038 o 0941 1935610, www.villaggiomarinello.it, villaggiomarinello@gmail.com (la struttura aderisce all’asso­ciazione Faita Sicilia, www.faitasicilia.it).
Patti (ME) Agriturismo Monte Alto, Con-trada Monte 8, tel. 0941 241602 o 3887412880, www.agriturismomontealto.com, info@agriturismomontealto.it (punto sosta perventi veicoli).  10% sulla sosta
Area attrezzata Villa Pisani
, SS113, localitàPatti Marina, tel. 327 5456304, www.campervillapisani.it, campervillapisani@libero.it.  10% sulla sosta
Piraino (ME) Campeggio Villaggio Calanovel­la, Contrada Calanovella, tel. 0941 585258, www.calanovella.it, info@calanovella.it.
Pollina (PA) Village & Camping Rais Gerbi, SS113 Km 172+900, località Finale, tel. 0921 426570, www.raisgerbi.it, camping@raisger bi.it (la struttura aderisce all’associazione Fai­ta Sicilia, www.faitasicilia.it).
Saponara Marittima (ME) Punto sosta A.S.D. Calispera 90, Via del Mare, tel. 348 9738734 o 388 9254718, alessiafedrigoperissutti@gmail.com.
Terme Vigilatore (ME) Camping Salicà,Via Marchesana, Contrada Salicà, tel. 090 9740427 o 328 1297625, www.campingsalica.it, info@campingsalica.it, prenotazioni@campingsalica.it.
Sosta Camper Trinacria, Lungomare Mar­chesana, tel. 333 7239479 o 347 9935882, www.sostacampertrinacria.com, bebecutro@hotmail.it.
Villa Margi (ME) Area attrezzata Oasi, Via Lungomare Colonna, tel. 320 8059110.

COSA VISITARE

Castel di Tusa (ME) Hotel-museo Atelier sul Mare, Via Cesare Battisti 4, tel. 0921 334295, www.ateliersulmare.it. Visite su prenotazione.
Cefalù (PA) Museo Mandralisca, Via Man­dralisca 13, tel. 0921 421547, www.fondazionemandralisca.it. Aperto tutti i giorni dal­le 9 alle 19.
Milazzo (ME) Antiquarium Archeologico, Via Impallomeni 16, tel. 090 9223471, www.regione.sicilia.it/beniculturali. Aperto da martedì a sabato dalle 9 alle 19, lunedì e festivi dalle 9 alle 13; ingresso gratuito.
Museo della Tonnara e del Mare, Piazza Caio Duilio 20, tel. 090 9222865 o 335 8434211. Aperto da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Patti (ME) Area archeologica, teatro antico e antiquarium di Tindari, tel. 0941 369023, www.regione.sicilia.it/beniculturali. Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19. È possibile acqui­stare un biglietto unico (al costo di 8 euro invece di 6, ridotto 4 invece di 3 per la visita dell’area archeologica di Tindari e della Villa Romana di Patti Marina: la validità è di tre giorni dalla data di emissione.
Santo Stefano di Camastra (ME) Museo Civico delle Ceramiche, Palazzo Trabia, Via Pa­lazzo, tel. 349 2987908, www.comune.santostefanodicamastra.me.it. Aperto da martedì a domenica dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.

INDIRIZZI UTILI

Molte informazioni sono reperibili sul porta­le Web del turismo regionale, www.regione.sicilia.it/turismo; per notizie e aggiornamenti su musei e aree archeologiche si veda all’in­dirizzo www.regione.sicilia.it/beniculturali.

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