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PleinAir | Viaggio

Salisburgo, Austria

Una piccola Roma d’Oltralpe

Testo e foto di Fabrizio Ardito | PleinAir 536

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La veduta della città dalla fortezza di Hohensalzburg

18 marzo 2018

Patria del grande Mozart, Salisburgo è la città barocca più importante d’Europa al di fuori dei confini italiani, dove i ricchissimi principi-arcivescovi vollero replicare i fasti e le architetture della lontana Roma.

Fedele alla sua antica tradizione musicale, Salisburgo è celebre in tutto il mondo per il festival estivo che dal 1877 ne conferma il legame con la musica classica e l’opera. Poi è rinomata per la sua cioccolata, i dolci e i riti del buon vivere. Infine tutto, da queste parti, rimanda alla risorsa più importante che per secoli è stata estratta dalle montagne dei dintorni: il sale, che ha dato il nome alla città, alla sua regione e al suo fiume. Ma a ben vedere la città natale di Mozart ha un’altra caratteristica che balza evidente agli occhi del visitatore, soprattutto se italiano: gli edifici, le chiese, i giardini e le fontane decorati con lo stile tipico dell’epoca barocca richiamano ogni anno un grande numero di turisti e visitatori da tutto il mondo.

Cominciamo con un caffè

Per partire alla scoperta della città vale la pena scegliere un piccolo tavolino del Caffè Tomaselli, nell’Alter Markt. La storia del più rinomato ritrovo salisburghese è curiosa: fu infatti Karl, il figlio del tenore milanese Giuseppe Tomaselli – giunto a Salisburgo in cerca di fortuna musicale nel 1781 – ad acquistare il locale che era stato fondato nel lontano 1705. Si dice che Mozart si fermasse qui ogni mattina a sorseggiare un latte di mandorla, probabilmente pensando alle sue composizioni e alle vicende della corte. Una volta entrati nella sala affollata, l’atmosfera salisburghese un po’ conservatrice, decisamente allegra e ricca di profumi di dolci ci avvolgerà immediatamente, mentre fra i tavoli volteggiano atletiche ragazze che portano imponenti vassoi carichi di prelibatezze: Sachertorte, dolci di fragole e croissant, semifreddi e torte alle mandorle.

Fuori dalle vetrine appannate del Tomaselli l’Alter Markt, la piazza dell’antico mercato cittadino, è il cuore della città che venne edificata sull’antica struttura medioevale a cavallo tra Settecento e Ottocento. Basta un’occhiata alla mappa per capire che il centro è stretto tra l’altura del Mönchsberg, che si allunga verso sud con lo sperone su cui sorge l’imponente fortezza dell’Hohensalzburg, e lo scorrere della Salzach, sulla cui riva destra – raggiungibile dal centro attraversando lo Staatsbrücke o il ponte dedicato a Mozart – s’innalza il ripido colle del Kapuzinerberg. Dall’Alter Markt, su cui svetta il campanile con l’orologio astronomico del vecchio municipio, si raggiunge in pochi passi la casa in cui Wolfgang Amadeus Mozart vide la luce il 27 gennaio del 1756, oggi divenuta un museo ricco di cimeli, tra cui il piccolo violino suonato dal geniale musicista nei suoi primi anni di vita. Siamo sulla vecchia via del frumento, la Getreidegasse: per secoli strada mercantile, oggi – tra negozi lussuosi e alberghi d’élite – conserva una serie di belle insegne in ferro battuto che ricordano le antiche botteghe artigiane. Poco lontano, sulla Hofstallgasse, sorge il Grosses Festspielhaus, il teatro che ospita il festival salisburghese, mentre più a nord si trova l’Haus der Natur, un museo di scienze naturali dove i ragazzi potranno sostare affascinati davanti alla ricostruzione dello sbarco sulla luna o ai piedi di qualche imponente sauro preistorico.

Alla scoperta del Dom Quartier

Ma il centro della Salisburgo del potere è altrettanto vicino all’Alter Markt: sulla Residenzplatz, che deve il suo nome al grandioso palazzo seicentesco degli arcivescovi, si affaccia il duomo, frutto del lavoro dell’architetto italiano Santino Solari. L’interno della chiesa, che nell’epoca in cui venne progettata avrebbe dovuto rivaleggiare addirittura con la basilica romana di San Pietro, appare solenne e un po’ spoglio, nonostante la presenza di stucchi e degli affreschi della cupola, ricostruita dopo i gravi danni della Seconda Guerra Mondiale. Moderna e a dire il vero un po’ fredda, la cripta ospita la Vanitas di Christian Boltanski, un’installazione artistica composta da una serie di macabre figurine le cui ombre – proiettate dalla luce tremolante di una serie di ceri – si muovono sulle pareti in modo quasi ipnotico, ricordando, nelle intenzioni dell’artista, la leggerezza e futilità delle passioni terrene. È solo una delle dieci opere d’arte contemporanea installate in vari luoghi del centro tra il 2002 e il 2011 dalla Salzburg Foundation e indicate su un’apposita mappa reperibile presso l’ufficio turistico. Fra queste c’è ad esempio la Sphaera di Stephan Balkenhol situata nella Kapitelplatz, tra il duomo e il ripido pendio che conduce alla fortezza: una gigantesca palla dorata sostiene un omino in maniche di camicia che sembra sfidare l’architettura militare che lo sovrasta.

Davanti alle porte disegnate da Giacomo Manzù per il Dom si trova il grandioso palazzo della Residenz, che offre al primo piano un’infilata imponente di saloni di gala e al secondo una galleria d’arte e pittura dove ogni sala è dominata da una grandiosa stufa d’epoca in ceramica.

Vale la pena di attraversare la Residenzplatz in tutta la sua lunghezza – superando la fontana di Tommaso di Garona progettata nel 1661 e caraterizzata da grandiosi cavalli marini – per raggiungere il Salzburg Museum e le sue sale ricche di opere d’arte. La collezione permette l’accesso a due luoghi straordinari: il primo è la torre che conserva un carillon monumentale dei primi del Settecento, composto da trentacinque campane che tre volte al giorno – alle 7, alle 11 e alle 18 – suona pezzi classici e dalla cui balconata si gode un panorama stupendo. Il secondo, raggiungibile dall’interno del palazzo, è il Panorama Museum, dove ci si può affacciare su un dipinto che raffigura la città lungo ventisei metri, realizzato tra il 1825 e il 1829 e completo di un’infinità di dettagli (si veda anche il riquadro The Sound of Salzburg).

Godiamoci il panorama

Dopo l’arte, il cinema e la musica è giusto dedicare almeno qualche ora anche alla tristemente nobile arte della guerra. Pochi minuti in funi-colare, partendo dai pressi della Kapitelplatz, portano a raggiungere il cuore della fortezza dell’Hohensalzburg che domina la città dall’alto di uno sperone alto più di centoventi metri. La sua storia, iniziata nel 1077, vide grandi ricostruzioni soprattutto nel Cinquecento, che l’avrebbe-ro trasformata in una vera e propria cittadella, con i suoi cortili e i passaggi di ronda, le collezioni di armature, i tozzi cannoni che fanno la gioia dei bambini e la chiesa dedicata a San Giorgio. Splendida è la vista dalla Reckturm e notevoli alcune sale, come la Goldene Stube e la Goldene Saal, entrambe ricoperte di fantastici rivestimenti in legno dorato e istoriato.

Dalla fortezza si può ridiscendere con la funicolare oppure seguendo a piedi la scalinata che conduce fino al monastero benedettino del Nonnberg, che ospitò il più antico convento di monache di clausura d’Austria e Germania. Le chiese, a Salisburgo, non mancano certo e vale la pena di scoprirle passeggiando senza fretta. A fianco della stazione più bassa della funicolare si trova l’accesso al complesso dell’abbazia di Sankt Peter, a sua volta il più antico monastero maschile del mondo germanico, che conserva una serie di grotte un tempo abitate da eremiti scavate nella parete del Mönchsberg. Superato il cimitero, a un certo punto si potrà avvertire il profumo di pane e dolci appena sfornati: a pochi metri di distanza, in uno dei seminterrati dell’abbazia si trova infatti lo Stiftsbäckerei, uno storico forno tutt’ora in funzione.

Le cupole scure, le facciate pastello dei palazzi e lo scorrere della Salzach compongono un panorama unico, se si osserva la città dall’alto. Oltre alla veduta che si gode dalla fortezza e dai suoi bastioni, altri due luoghi offrono una splendida vista. Se dalla Gstättengasse, a due passi dalla sede del Festival di Salisburgo, si prende un moderno ascensore che sale all’interno della roccia e si raggiunge la terrazza del Museum der Moderne che ospita mostre, esibizioni temporanee e un bel caffè ristorante che nella buona stagione dispone i suoi tavoli nella terrazza. Sulla riva destra della Salzach, la salita dell’antica Via Crucis verso il Kapuzinerberg va invece affrontata a piedi tra gli alberi fino a raggiungere il chiostro dei Cappuccini, che domina la città offrendo una vista differente dalle altre. A fianco all’altura, su questo lato del fiume, si trovano la Makartplatz e la grande mole del castello Mirabell, residenza estiva dei potenti principi salisburghesi, poi divenuta il municipio cittadino, con un piacevole giardino fiorito e popolato da curiosi nani di pietra che scende verso le rive della Salzach.

Un simpatico diversivo

Poco lontano dal centro, e raggiungibile con un breve tragitto sull’autobus 25 oppure con una piacevole passeggiata (o pedalata) di circa cinque chilometri attraverso i campi coltivati lungo la Hellbrunner Allee, l’ultima delle mete imperdibili della città è il castello di Hellbrunn. Nato come residenza estiva dell’arcivescovo Marcus Sitticus e progettato come sempre da un italiano, il castello ricorda le ville fuori porta che furono tanto care a papi ed ecclesiastici di Roma. Passeggiando nei giardini, ricchi di giochi d’acqua e di scherzi creati per schizzare gli ignari ospiti del porporato buontempone, sembra di essere tra le siepi della Villa Lante di Bagnaia, oppure in una delle tante residenze monumentali dei Castelli Romani. Tra un gioco d’acqua e l’altro è spettacolare il piccolo teatro idraulico, un capolavoro di meccanica di metà del Settecento in cui lo scorrere dell’acqua mette in moto quasi duecento figure in legno intagliato che si muovono al suono di un organo in un palazzo barocco a tre piani. Tornando verso l’animazione del centro, attraverso il dolce paesaggio della campagna austriaca, non resta che ripensare con calma a tutti i luoghi che abbiamo ammirato e scoperto in città, che compongono una curiosa e riuscita fusione delle culture italiana e austriaca e contribuiscono a fare di Salisburgo una piccola Roma oltre le Alpi.

The Sound of Salzburg

Nelle vicinanze del Panorama è possibile compiere un vero e proprio tour nei luoghi del film Tutti insieme appassionatamente (titolo originale: The Sound of Music), pellicola del 1965 che venne interpretata da Julie Andrews e Christopher Plummer, vincitrice di ben cinque premi Oscar. Basato sull’autobiografia di Maria von Trapp, il musical è stato girato in diverse località della città e della regione di Salisburgo e ha avuto successo soprattutto per le musiche di Rodgers eHammerstein. Narra la storia di una ragazza che diviene istitutrice dei sette figli del capitano von Trapp: le peripezie della maestrina e del fascinoso vedovo, che appena sposati devono districarsi da mille problemi – compresa l’invasione nazista dell’Austria – terminano con la loro fuga nella vicina e neutrale Svizzera.

Ti mette le ali

Salisburgo è la città della RedBull, la bevanda energetica sponsor di numerosi eventi sportivi. Uno di questi, la X-Alps, partirà proprio dalla città austriaca il prossimo 2 luglio: nel corso della gara gli atleti, con una combinazione di trekking e parapendio, testeranno le proprie abilità percorrendo oltre mille chilometri attraverso tutto l’arco alpino.

In pratica

COME ARRIVARE

Salisburgo dista poco meno di seicento chilometri da Milano (950 da Roma). Il tragitto più veloce e breve è quello che transita per il Tarvisio con la A23, che in Austria diventa A2/E55 e tocca Villach, Klagenfurt e Graz. A Salisburgo si può giungere da Innsbruck, percorrendo la E60 e la E52 (un tratto in Germania), o da Villach con la A10/E52.

DOVE SOSTARE

Nord Sam (Samstrasse 22a, tel. 0043/662/ 660494, www.camping-nord-sam.com). Aperto da inizio aprile a fine settembre, è situato non lontano dall’uscita Salzburg Nord dell’autostrada A1. Offre cento piazzole, piscina e noleggio biciclette.
Schloss Aigen (Weberbartlweg 20, tel. 0043/ 662/622079, www.campingaigen.com). Aperto da maggio a settembre, si trova a sud della città.
Panorama Stadtblick (Rauchenbichlerstrasse 21, tel. 0043/662/450652, www.panorama-camping.at/cms). Aperto dal 20 marzo al 4 novembre, si trova vicino all’uscita Salzburg Nord del’autostrada A1.

COSA VISITARE

MozartWohnhaus(Getreidegasse9, tel. 0043/ 662/844313, www.mozarteum.at, mozart museum@mozarteum.at). La casa natale di Mozart è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 17.30; a luglio e agosto dalle 8.30 alle 19.
Dom Quartier (Residenzplatz 1 / Domplatz 1a, tel. 0043/662/804221, www.domquartier.at, domquartier@salzburg.gv.at). Include la Residenz, il Dom, Museo di S. Pietro e la chiesa dei Francescani ed è aperto tutti i giorni nei mesi di luglio e agosto e dal 28 novembre al 6 gennaio; nel resto dell’anno chiude il martedì.
Salzburg Museum (Mozartplatz 1, tel. 0043/ 662/620808, www.salzburgmuseum.at, offi ce@salzburgmuseum.at). Aperto dal martedì al sabato dalle 9 alle 17.
Hohensalzburg (Mönchsberg 34, tel. 0043/ 662/842430, office@festung-salzburg.at). Da gennaio ad aprile e da ottobre a dicembre è aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 17; da maggio a settembre dalle 9 alle 19; nei week-end d’Avvento e nel periodo pasquale dalle 9.30 alle 18.
Schloss Mirabell (Mirabellplatz, tel. 0043/ 662/8072). Il castello e i suoi giardini sono aperti tutti i giorni dalle 8 alle 18.
Schloss Hellbrunn (Fürstenweg 37, tel. 0043/ 662/820372, www.hellbrunn.at, info@hell brunn.at). Il castello e i suoi giardini sono aperti tutti i giorni dal 1° maggio al 1° novembre, con orari variabili a seconda del periodo.

EVENTI

Il Festival di Salisburgo nel 2017 avrà luogo dal 21 luglio al 30 agosto: è bene sapere che i biglietti devono essere acquistati con larghissimo anticipo e che i prezzi in città in questo periodo salgono alle stelle (www.salzburgerfestspiele.at). In parallelo si svolge la rassegna di teatro d’avanguardia Sommer Szene, che ospita importanti nomi del teatro contemporaneo (www.szene-salzburg.net).

DOVE MANGIARE

Café Tomaselli (Alter Markt 9, www.tomaselli.at). Ottimo per una gustosa merenda.
Augustiner Bräustübl (Lindhofstrasse 7, www.augustinerbier.at). L’ambiente è immenso, con diverse sale circondate da una decina di piccoli negozi che vendono würstel, carne, pane e ogni cibo necessario per la serata.
Hangar 7 (Wilhelm-Spazier-Strasse, www.hangar-7.com/en). A poca distanza dall’aeroporto, raggiungibile con l’autobus n. 8 e con una breve passeggiata, questa struttura ospita una collezione di aerei e auto da corsa del patron della Red Bull Dietrich Mateschitz. Nella vicina torre di uffici hanno sede un bar, un caffè-lounge e un raffinato ristorante.

INDIRIZZI UTILI

Il sito in italiano dell’ente del turismo di Sali-sburgo è www.salzburg.info/it. L’ufficio informazioni (tel. 0043/662/88987330) si trova in Mozartplatz 5 ed è aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 18. Qui è possibile acquistare la Salzburg Card, che garantisce l’utilizzo dei mezzi pubblici, un ingresso nei principali monumenti e numerose altre facilitazioni.

Austria Turismo, Numero Verde 800-175070, www.austria.info/it, vacanze@austria.info.

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