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PleinAir | Viaggio

Brasov, Romania

Ma di vampiri neanche l’ombra

Testo e foto di Gianluca Ricci | PleinAir 535

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Raccolta intorno all’animata e piacevole Plaţa Sfatului, Braşov è una delle città più antiche e pittoresche della Romania

4 marzo 2018

Possiamo seguire un itinerario alla scoperta dei luoghi di Vlad III, quel principe di Valacchia il cui patronimico – Dracula – offrì il titolo quattrocento anni più tardi al fortunato romanzo di Bram Stoker. Ma niente più: perché la Transilvania si lascia scoprire verdeggiante e ricca di tesori architettonici che testimoniano una storia di rigogliosa cultura e di progresso sociale.

Di spaventoso, nella visita ai ruderi del castello di Poenari che fu del conte Vlad l’Impalatore, c’è solo il numero degli scalini da salire per raggiungerlo, ben 1.480. Un’ascesa resa peraltro più gradevole dal folto bosco in cui s’immerge il sentiero per la cima, dove a ricordare le disumane abitudini del suo antico proprietario, divenuto per questo la fonte principale del mito letterario di Dracula, fanno bella mostra di sé due manichini appesi a un palo e una forca di legno. Ciò che rimane della fortezza, abbandonata subito dopo la morte di Vlad alla fine del XV secolo, fatica a ravvivare la sua leggenda. Meravigliosa, invece, è la vista che si gode da lassù, a picco sullo sbocco di una vallata la cui attrattiva principale è in realtà rappresentata da quella che è considerata una delle strade più belle del mondo, ovvero la Transfăgărăşan, realizzata negli anni Settanta con lo scopo di creare una veloce via di fuga in caso di guerra. Il nastro di asfalto si srotola di tornante in tornante fino ai 2.034 metri d’altitudine del lago Bâlea, dove si può giungere anche con la funivia che parte qualche centinaio di metri a valle, nei pressi di una suggestiva cascata. La strada collega la Valacchia con la Transilvania, ma pur trovandosi Poenari in Valacchia è oggi la Transilvania a godere in toto dei benefici turistici del mito di Dracula: i pul­lman si fermano infatti a Bran, a pochi chilometri da Braşov, dove si erge maestoso il castello che la tradizione vuole sia stato la residenza locale del conte. La storia racconta al con­trario che in quel maniero Vlad si trattenne soltanto qualche giorno, sufficiente però perché nell’immaginario collettivo divenisse quella la dimora del terribile Dracula. E l’industria turistica si è rapidamente adeguata: nei pressi dell’ingresso sono spuntati banchetti e locali che rendono la visita caotica specie in alta stagione, quando sarebbe meglio avvicinarsi alla struttura nelle prime ore del mattino. La visita al castello è comunque imprescindibile: l’architettura mostra evidenti i segni degli antichi fasti sia all’esterno che nell’arzigogolato percorso interno, dove più che le suppellettili del più famoso conte si ammirano i complementi d’arredo voluti negli anni Venti dalla regina Maria, consorte di Ferdinando I di Romania.

Altrettanto elegante è la vicina fortezza di şnov, edificata nel XIII secolo, che all’interno ha perso parte del suo antico fascino, tanto che si è pensato di animarla con un vivace mer­catino d’ispirazione medioevale. L’interesse turistico è oggi stato deviato verso il vicino Dino Park, dove a enormi riproduzioni di dinosauri sono state associate attrazioni per i più piccoli.

È allora a Braşov che si deve andare se si vuole respirare a pieni polmoni l’atmosfera della vera Transilvania medioevale: è questa una delle città più pittoresche della Romania, uno di quei luoghi in cui lasciarsi guidare dalla propria curiosità più che dalle cartine osservando i palazzi in cui le architetture barocche si alternano a quelle medioevali e a quelle, altret­tanto affascinanti, austroungariche. Tre i punti di riferimento principali: la Chiesa Nera, la più grande chiesa gotica fra Vienna e Istanbul, così chiamata in seguito alle conseguenze di un furioso incendio che devastò la città nel XVII secolo; la Cittadella, costruita sulla collina omonima e ridotta ad austera quinta per un paio di birrerie; Plaţa Sfatului, il cuore del centro medioevale, dove i tavolini dei caffè circondano la quattro­centesca Casa del Consiglio e l’attigua Torre del Trombettiere, nemmeno a dirlo infestata dai fantasmi. Secondo la tradizione, infatti, qui fu bruciata sul rogo l’ultima strega d’Europa. Intorno al centro corrono poderose mura con sette bastioni a fungere da vedetta: nella parte occidentale spiccano la Torre Nera e la Torre Bianca, mentre superata l’ottocentesca Porta di Schei un bel percorso pedonale conduce prima al Bastione dei Tessitori e poi alla cinta che separa l’abitato dalle pendici boscose del monte Tampa (raggiungibile in funivia), sulla cui cima svetta a caratteri hollywoodiani il nome della città.

I dintorni di Braşov sono l’ideale per interessanti gite fuori porta: a Zarnesti è stato creato un grande santuario per la protezione degli orsi (attenzione alla strada d’accesso, piut­tosto dissestata): vi sono custodite decine di esemplari giunti dopo aver subito soprusi in zoo e circhi di tutto il continente. Sâmbăta è la sede di un monastero realizzato alla fine del Seicento e oggi famoso per i laboratori di pittura di icone su vetro. Infine Sinaia e i Monti Bucegi, parte della catena dei Carpazi: l’elegante cittadina è meta di migliaia di escursionisti durante l’estate e di sciatori durante l’inverno. A impreziosirne le atmosfere è il vicino castello di Peleş, residenza estiva del re Carlo I, il sovrano più longevo nella lunga storia della Romania. Nella sua stravaganza, la fiabesca struttura – costruita a cavallo fra Ottocento e Novecento – ha grande impatto scenografico. Nei pressi il bel palazzo Pelişor, residenza del nipote del re, il casino di caccia di Foişorul e soprattutto il monastero, con la grande chiesa centrale interamente circondata dagli edifici ecclesiastici secondo la tradizionale impostazione architettonica locale. Se si vuole provare il brivido di una gita in funivia, la meta ideale è la cima del monte Jepii Mici, raggiungibile in un quarto d’ora dal centro di Buşteni: da lassù una folta rete di sentieri permette escursioni di ogni tipo. L’importante è arrivare alla stazione di partenza la mattina presto, evitando così code chilometriche.

Uscendo da Braşov in direzione nord-ovest ci si può spingere fino a Prejmer e Hărman, dove si trovano due cittadelle sassoni fortificate incluse dall’Unesco nell’elenco dei patrimoni dell’umanità. Qui si parla ancora il tedesco, poiché nel XII secolo migliaia di contadini residenti in Franconia furono invitati dal re ungherese Geza II a trasferirsi da queste parti con la promessa di migliori condizioni di vita. Quattrocento anni dopo gli Ottomani presero ad assaltare sistematicamente la zona e i coloni organizzarono la difesa erigendo possenti mura intorno alle chiese e trasformando i campanili in torri di vedetta. Se Hărman risulta elegante grazie a un’opera di restauro particolarmente accurata, Prejmer colpisce per l’incre­dibile mole delle mura, che con i loro cinque metri di spessore sono le più grosse di tutte le cittadelle sassoni transilvane: al suo interno furono ricavate duecentosettantadue cellette che garantivano ospitalità a tutti gli abitanti del villaggio in caso d’emergenza.

Altre due cittadelle degne di attenzione sono quelle di Viscri e Biertan, vicine alla città di Sighisoara: la conformazio­ne è simile alle precedenti, anche se ognuna si distingue per alcune originalità. A Biertan, caratterizzata da una tripla cinta di mura e da un camminamento ligneo coperto che collega la parte bassa alla chiesa, merita particolare attenzione la porta della sacrestia, la cui serratura parve talmente ingegnosa da aggiudicarsi il primo premio all’esposizione universale di Parigi del 1900. A Viscri, uno dei villaggi ancora oggi più autenticamente originali della Romania, l’interesse maggiore è offerto dalla chiesa duecentesca e dal suo sgangherato matroneo ligneo, una vera chicca architettonica.

Ma il vero tesoro che si nasconde a due passi da qui è rappresentato dalla cittadella di Sighisoara. Quando si dice atmosfera fiabesca, in questo caso, non si esagera. Stradine acciottolate, case cinquecentesche dai colori sgargianti, tetti di legno spioventi, cinta muraria con torri di guardia: non manca nulla per rispondere a un cliché che qui non banalizza ma dà valore all’accuratezza con cui è stato preservato uno dei capolavori urbanistici del paese. E se non bastassero le belle architetture di cui è ricca la cittadina, come la duecentesca Torre dell’Orologio, la scala lignea coperta che conduce alla Chiesa luterana sulla collina o le torri dei Sarti e degli Orafi, a spingere fin qui c’è la curiosità della sua casa natale di Dra­cula, purtroppo trasformata in pacchiana attrazione turistica.

Una sessantina di chilometri a nord, a Târgu Mureş, si visita una delle più eleganti cittadelle della Romania, ristrutturata di fresco in modo da far brillare le mura quattrocentesche, la coeva chiesa della Riforma e il complesso di edifici che ospita fra gli altri il museo civico. Ma ancora più spettacolare è la cittadella barocca che costituisce il fiore all’occhiello di Alba Iulia, città fondata dai Romani situata sulla strada che conduce a Sibiu: una volta entrati dalla porta principale si possono ammirare la grande cattedrale ortodossa, dei primi del Novecento circondata da un possente colonnato, il poco distante duomo cattolico, l’ex palazzo Babylon che ospita il museo dell’unificazione (a ricordo degli eventi storici che portarono alla nascita della nazione rumena e che videro la città protagonista alla stipula dei trattati) e una tipica chiesa di legno trasportata direttamente dalla regione del Maramureş per sostituire e ricordare la cattedrale distrutta dagli Asburgo nel 1713.

Eccoci infine a Sibiu, gioiello medioevale transilvano, non a caso capitale europea della cultura nel 2007. Il cuore pulsante della città è rappresentato da Plaţa Mare, enorme piazza dominata dalla mole della Torre del Consiglio che la separa dalla gemella Plaţa Mică. Attraverso il Ponte delle Bugie (o Ponte di Ferro) è possibile scendere alla città bassa fino a Strada Cetăţii, dove si trovano gli ultimi resti delle mura cittadine che difesero la popolazione dalle incursioni turche: delle trentanove torri originarie ne restano due, quelle dei Vasai e dei Carpentieri, nonché il possente bastione Haller a ridosso del parco Tineretului. Risalendo verso le due piazze merita una visita anche la gotica chiesa evangelica, che custo­disce uno degli organi a canne più grandi d’Europa: alle sue spalle gli appassionati di Dracula potranno sostare davanti alla tomba di suo figlio Minhea il Cattivo (buon sangue – è il caso di dirlo – non mente), assassinato nel 1510 proprio davanti alla chiesa.

Se davvero si vuole dedicare il soggiorno transilvano alle storie legate al conte Vlad, è necessario effettuare un lungo trasferimento fino a raggiungere nell’estremo nord-est della regione il Pasul Tihuţa, ai confini con la Moldavia. Siamo sulla strada per gli stupefacenti monasteri affrescati della Bucovina: è qui che Bram Stoker fece transitare la carrozza di Jonathan Harker alla volta del castello del conte. Si tratta di uno degli scenari più belli ed emozionanti della regione, nulla a che vedere con le atmosfere cupe del romanzo e dei tanti film girati successivamente. Ma alla forza della leggenda non si resiste: ecco giustificata dunque la presenza – proprio sulla sommità del monte, nel villaggio di Piatra Făntănele – dell’ho­tel Castel Dracula, davanti al quale si erge la statua dedicata allo scrittore irlandese che ne immortalò per sempre le gesta.

Nel caso invece si preferisse dedicare il tempo a completare le proprie conoscenze relative alle bellezze della Transilvania e non alle sue leggende, meglio far rotta per Hunedoara ad ammirare uno dei manieri più belli e scenografici della Ro­mania, il Castello Corvino, decisamente più lugubre rispetto a quello più noto di Bran nonostante lo scenario fatichi a entrare in sintonia con le atmosfere che vorrebbe provare a evocare a causa delle strutture in abbandono di un’enorme acciaieria, che lo circondano.

Sulla strada del ritorno si fa sosta a Turda, sia per percor­rere a piedi la suggestiva gola scavata dal fiume Hăşdate in discesa dai vicini Monti Apuseni sia per incunearsi nelle viscere della terra nella locale miniera di salgemma: un’avventura ai confini della realtà, visto che gli immensi spazi sotterranei sono stati riempiti con tavoli da biliardo e da ping pong, piste da bowling, giochi per i più piccoli e addirittura una ruota panoramica e un laghetto su cui è possibile fare un giro in barca. Un’allucinazione? Assolutamente no: a Praid, nei pressi di Târgu Mureş, c’è un’altra miniera all’interno della quale si arriva in pullman. Cose strane accadono in Transilvania: è forse per questo che persino il battito d’ali di un pipistrello riesce a creare un misto di brivido e inquietudine.

Piacere, Dracula

Il lugubre vampiro che ha reso celebre la Transilvania nel mondo è un mito letterario privo di fondamento storico. Tuttavia la fantasia di Bram Stoker, lo scrittore irlandese che alla fine dell’Ottocento creò la saga del conte sanguinario, venne innervata da notizie recuperate dal passato di quella lontana terra. Conversando con un professore ungherese venne infatti a conoscenza della figura di Vlad Tepes (l’Impalatore) Dracul (della famiglia del diavolo), quattrocentesco sovrano di Valacchia noto per la crudeltà delle pene a cui sottoponeva nemici e detrattori: al termine di una battaglia vinta contro le truppe ottomane nel 1460 fece impalare i superstiti dell’esercito avversario come monito per il sultano. Una spietatezza che ispirò a Stoker il sanguinario vampiro raccontato nel libro.

A tu per tu con l’orso

Facendo un’escursione in montagna e passeggiando nelle campagne rumene non è raro vedere cartelli in cui le autorità richiamano l’attenzione sull’eventualità di imbattersi in un orso. Il paese ne ospita oltre 6.000 esemplari – circa il 60% di tutti quelli che vivono in Europa – e dunque la possibilità di trovarsi di fronte a un plantigrado facendo trekking è un’ipotesi più che concreta. Si tratta dell’orso carpatico, una specie particolarmente veloce e muscolosa, anche se non aggressiva. Tuttavia è accaduto in più di un’occasione che escursionisti e contadini siano stati attaccati da un orso: il consiglio è di prestare molta attenzione alle indicazioni fornite e di avventurarsi nei boschi facendo rumore e seguendo solo i sentieri tracciati (anche se il profumo di porcini e finferli, presenti sulle montagne transilvane in grande quantità, attirano inevitabilmente verso aree isolate). L’orso attacca solo per di­fendere sé e i cuccioli: in caso di avvistamento è comunque me­glio girare alla larga e tornare sui propri passi.

In pratica

DOCUMENTI, ASSISTENZA SANITARIA
È sufficiente la carta d’identità, richiesta anche per i minorenni. Il Ministero degli Affari Esteri riporta che le strutture sanitarie pubbliche, fatta eccezione per alcuni ospedali di Bu­carest, sono mediamente di bassa qualità, mentre quelle private sono in linea di massima efficienti. È pertanto consigliabile prendere in considerazione la stipulazione di un'assicura­zione sanitaria.

STRADE E CIRCOLAZIONE
Per circolare sulla rete stradale e autostradale è necessario acquistare la Roviniete: gran parte delle statali di grande scorrimento è soggetta al pagamento del pedaggio. Muniti di libretto di circolazione e 10 euro, basta presentarsi a uno dei tanti chioschi presenti alla frontiera dove l’addetto provvede a registrare in via informatica il pagamento della tassa e la targa del veicolo. In alternativa è possibile registrarsi e pagare via internet sul sito www.roviniete.ro.

LINGUA
La lingua ufficiale è il rumeno; in alcune zone della Transilvania è possibile imbattersi in aree linguistiche ungheresi e tedesche. L’inglese è piuttosto diffuso, soprattutto tra i più giovani.

VALUTA
La moneta corrente è il leu (lei al plurale, RON nella sigla bancaria). Un euro vale circa 4,5 lei (cambio a gennaio 2017). Le banconote sono stampate su particolari fogli plastificati, pratica­mente indistruttibili. I bancomat, contrariamen­te a quanto riportato da alcune guide turistiche, sono capillarmente diffusi ed efficienti.

DOVE SOSTARE
In Romania non esistono aree di sosta dedicate ai camper. Da qualche anno però è iniziata a svi­lupparsi una rete di campeggi che oggi permet­te di rispondere alle esigenze dei turisti itineranti in quasi tutte le regioni del paese, Transilvania inclusa. Per averne un elenco dettagliato, basta collegarsi al sito ufficiale dell'Autorità Nazionale per il Turismo (www.romania.it, in italiano) oppure all’indirizzo www.takethelongwayhome.eu, che previa registrazione permette di scaricare una mappa dettagliata delle strutture. A seguire l’indicazione dei campeggi visitati dall'autore del servizio, elencati con l'indicazio­ne della località di riferimento.

Biertan Camping La Curtea Richvini, str. Princi­pală 5-6, Richiş, tel. 0040/741/183404, www.lacurtearichis.ro. Realizzato nella corte interna di una vecchia casa colonica di fronte alla chiesa fortificata, con tutti i servizi.
Buşteni Camping Aviator, Independenţei 64, tel. 0040/745/102596, www.ecamping.ro. Struttura decisamente spartana situata sul retro di un’officina, ma è l’unica in zona.
Gilău
Camping Eldorado, tel. 0040/745/ 930945, www.campingeldorado.com. Situato a pochi chilometri da Cluj-Napoca, comodo per le tappe d'arrivo e partenza, di standard occidentale.
Praid Camping Vasskert, str. Principala 129a, Sovata, tel. 0040/745/325030, www.szovata.hu. Di standard occidentale, molto accogliente.
Prejmer Camping Natura Parc, Chichiş, tel. 0040/740/628872. Struttura originale con cottage in paglia e legno e piscina per gli ospiti.
şnov Camping Cheile Râşnoavei, tel. 0040/ 740/159541, www.pensiuneacheilerasnoavei.ro, di standard decisamente superiore alla media.
Sibiu Camping Sălişteanca, tel. 0040/ 744/ 374537, www.salisteanca.com. Situato nella vicina Sălişte, piccolo ma molto funzionale, gestito da una cordiale famiglia pronta a dare suggerimenti per impiegare il tempo in zona.
Târgu Mureş Camping Timulazu, str. Principală 127a, Sânmarghita, tel. 0040/747/504700, www.camping-timulazu.com. Situato in una grande tenuta agricola, con servizi spartani ma efficienti.
Transfăgărăşan Sul versante settentrionale mol­to ospitale è l’area camping messa a disposizio­ne dall’hotel Casa Duse (tel. 0040/744/960574, pensiunea-casa-duse.blogspot.it) a Cârţişoara, mentre su quello meridionale, a Capatineni, si trova il camping Dracula, tanto evocativo quanto spartano.
Turda Non ci sono strutture organizzate, ma l’ufficio turistico locale consiglia di sfruttare l’ampio piazzale antistante all'ingresso alle gole, dove è possibile sostare gratuitamente.
Zărne ti La pensione Dumbrava Ursului, in str. Izvorului 104, sulla strada per il santuario degli orsi, mette a disposizione dei campeggiatori parte del suo ampio giardino.

INDIRIZZI UTILI
Il sito di riferimento per reperire la maggior parte delle notizie utili all'organizzazione del viaggio è quello dell’Autorità Nazionale per il Turismo (www.romania.it); altre informazioni su www.romaniaturismo.it e www.blogromania.it.

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